Nostalgia di conchiglie

Di tagli sulla pelle

e il bruciore delle labbra

Salate.
Riecheggia il lamento delll’ acqua che
Scorre nelle mie vene,
gli spruzzi e il rincorrersi
Del mare.
Mi manca il respiro delle onde
La voce dei gabbiani
Lo sguardo perso all’orizzonte
Di chi non vuole più tornare.
 
Rimpiango le tue carezze
sulle mie scie.
Ricordi, il vento scuoteva le vele
e tu cullando lo scafo inclinato
spruzzavi di gioia, offrivi la spuma
bagnandomi il viso!
 ...

Ma  il sole è cresciuto..
E non ci fa più giocare,
si stanca ormai presto
E non ha più forze
per scaldare la mia pelle,
per vincere il vento
ad asciugare il pianto.
 
Non trova spazio il mio cuore
Per aprirsi nel freddo della città
Solo tu sai accogliermi,
 come fai con le lacrime del cielo,
che tutti schivano.
 ...
 
Ma non sentirti solo:
sola sono io,
onda che freme
per tornare a te, mare,
dolce riva
non temere,
non appena s’alza il vento
tornerò da te.



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Profilo Autore: marianna  

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Steli, erba,
persone che
bevono e che
parlano e ridono.
Ubriachi di felicità.
Aspettano
cercano
sognano
vivono

la loro realtà

s’incontrano e dopo un pò
sono già amici, in casa loro,
qualcuno grasso e prepotente
li ha cacciati via.

Sentono dalle televisioni
delle altre case
i risultati delle partite
di calcio.
Mentre lì a guardare la televisione
c’è un bambino che sognerà domani.

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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E' un tramonto bellissimo
con colori forti
che acciecano gli occhi!

Lo spettacolo è grande
ed io non voglio perdere
l'avvolgere di tale bellezza!

Ascolterò in silenzio
questa dolce musica.
Mi illumino inebriandomi
finchè sera non giunga!

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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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L’oceano ti parla sotto voce

quasi voglia cullarti magnanimo

Un dolce lamento di frangenti che si schiudono agli scogli

e ti fanno apprezzare i silenzi della natura

Solo quel mesto fruscio ti accompagna

nel tuo sereno riposo in riva al mare

e ti senti trasportato in un mondo aperto e potente

che ti attrae come una calamita naturale

guardi incantato quel moto perenne di schiuma

e ti senti un tutt’uno con essa

e nient’altro esiste in quel momento

solo quel dolce movimento rassicurante

quasi a dirti che nonostante le guerre

nonostante la perfidia umana

quell’immenso azzurro ti è rifugio gratuito

sussurro incontaminato dalle onde malvage

e ti esorta a concederti alla dolcezza della vita

 

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Profilo Autore: mary  

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Sconosciute cose che amo
immergono gli occhi
nel verde sconfinato,

verde di valle,
di cieli fioriti
fruscii di spighe,
aquiloni
e scie di farfalle.

Dipingono
di verde selvatico
gli occhi, a tratti scuriti
dai rami di un pino.
Un soave infuso nell'aria:
un sentiero sprigiona
profumo di timo.

Verde marino dell'acqua
che spumeggia lo scoglio
lo abbatte
e ne porta via il sale;
gioca col sole
a scambiare i colori,
accarezza gli scafi
che sfrecciano qui,
su del mio naso.

E slegano i miei pensieri,
che vibrano come bronzee corde
e balzano via le note lontano..

Le cose che amo
si mostrano, mute
ed io in silenzio ad ascoltarle
come fossero semplici poesie.

Sconosciute poesie che amo.

E danzano, a suon leggero
di lievi melodie,
che scopro,
che vivo
nell'aria
cercando
di comprendere invano.

 
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Profilo Autore: marianna  

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Un coltello affilato

ha iniziato la sua opera,

leggero ma inesorabile

accarezza quella pelle ancora morbida.

Le squame cadono sotto il suo fendente austero

mentre prepara la preda,

per essere assaporata da esigenti convitati.

Un banchetto sfarzoso aspetta l’ospite odoroso

e sotto palati attenti termina la sua esistenza.

Ora è tempo di ridare le preziose squame alla natura

e il cuoco attento e minuzioso

con un colpo di spugna le chiama a raccolta.

Il loro viaggio giunge inglorioso al termine

dentro la gola di una spazzatura.


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Profilo Autore: mary  

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Costruirò tele di corallo

per stendervi allegrie

edificherò bisacce d’aria

per non dissolvere voci

piomberò a chiave cassetti

per custodire ricordi

vestirò la fede

riparando ogni torto

sarò ingrato a ogni dì

per contemplare il tuo incanto

appagherò refoli d’anima

con la tua bellezza

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Inerme su un ramo complice.

È lì,  raccolta nella sua preghiera omicida

Pronta allo scatto felino

I suoi uncini mortali si apprestano ad afferrare la preda

ignara del suo triste destino.

E avviene tutto in un attimo.

L’insetto cannibale si adatta al suo albero ospite

Colorandosi di tradimento infame

Una dolce formica si adopra nel suo compito vitale

Trascinando il cibo prezioso verso la sospirata casa

Quel mobile capo vile si gira verso la preda

le zampe si uniscono in un falso atto di fede

quasi a pronunciare la fine dell’operosa malcapitata

in un attimo si conclude l’efferato volere

le zampe si allungano e ritraggono veloci,

certe di aver compiuto il loro compito mortale

e la preghiera continua indefessa

mentre si consuma il delitto scontato

la signora elegante nasconde una mente perversa

nessun amore si nasconde in lei

famelica e basta. Non risparmia nessuno,

perfino il maschio è preso a vittima

finisce il suo compito procreatore

ed un ringraziamento infame lo attende:

la malvagia ammaliatrice lo divora ingrata

incurante dell’atto d’amore appena consumato

un atto che farà nascere altre dame immonde

che si nasconderanno dietro una preghiera di morte


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Profilo Autore: mary  

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La pioggia mi sorprende in un bosco silenzioso.

Trovo riparo presso una grotta amica.

Le gocce scendono dai capelli frustrati, scorrendo sul corpo umido

mentre mi accovaccio annoiata appoggiandomi a una roccia.

Attenderò muta che l’acqua indomabile termini il suo percorso e scemi.

Pian piano le nuvole dànno tregua.

Alzo gli occhi per guardarle e rimango senza parole…..

Una dolce distesa di colori si affaccia tra le fronde ancora gocciolanti degli alberi secolari.

Un miracolo ammalia la mia vista:

l’arcobaleno mi nutre di beltà,

quasi a premiarmi per il disagio appena subito.

Non può scaldarmi il corpo,

la sua luce lontana mi giunge debole,

ma un calore immenso mi pervade l’anima.

La meraviglia della natura è fonte di sentimenti austeri.

Guardando quei colori sicuri

sento come note che creano un concerto per i miei occhi

Il ROSSO come un DO potente, la nota bassa che mantiene il peso dell’armonia

L’ARANCIO è il RE, un aiuto prezioso per la nota di vita

Il GIALLO, un MI bruciante come i raggi del sole

Il VERDE la speranza in una nota intermedia:  il FA

Il BLU come il SOL, nota preziosa, indica la vita: il cielo…..il mare…..

L’INDACO, come il LA, nota basilare e nobile, è forte della sua “conoscenza pura”

Il VIOLETTO, un SI dolce, un colore che rispecchia un fiore nostalgico e mite: la viola

Cosa può esistere di più magico di una simbiosi così possente?

Quale armonia più romantica di questa?

Un concerto colorato che solo la natura può intonare,

una melodia che parte da una semplice pozza appena creata

fino a raggiungere l’altro capo della terra in un attimo,

lasciando spazio alla fantasia e al sentimento

e allora ringrazio la pioggia per avermi fatto partecipe di un tale prodigio

e racchiudo quella meraviglia nel cuore per poi creare il mio spazio infinito


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Profilo Autore: mary  

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Le onde spumeggianti disegnate dal destino,
corrono come brividi improvvisi nel mar delle emozioni,
accarezzando infinite le dolci terre di Trinacria.

Occhi miei pieni di codeste meraviglie, mi riportate alle immortali origini,
spalancando verso il profondo la visione dell’eterna terra mia.

Dalle tonnare alle spadare corrono veloci
rincorrendosi tra anfratti e bianchi granelli di fine arenile,
si stagliano immortali tra conchiglie e interminabili scogliere.

Osservo il tramonto e odo il dolce rumore delle onde,
risuonare nelle mie orecchie come soave musica,
navigando insieme alle piccole luci che solcano il mare tra Scilla e Cariddi.

Mi accorgo che al calar  della sera
il silente rumor della bianca spuma circonda come corona la nobile costa,
riportandomi a giovanili ricordi della visione dei due mari dal monte Peloro.

Chiudo gli occhi d’improvviso e come per magia
mi ritrovo nel mio angolo di paradiso, incoronato sovrano della Nobile Trinacria,
fatta regina dalla bianca spuma marina.-


Messina/Alcamo Marina

29.06/ 17.07.2011

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Il passo si perde tra le spighe amiche

Un campo infinito di natura generosa

Le piccole, nutrienti  perle tenere

si concedono alle nostre esigenze,

piegandosi servili al volere del vento,

formando una calda onda matura.

Verrà il giorno in cui una impietosa macchina

deciderà la sorte designata

fin dalla lontana semina

e quel piccolo fuscello vitale

compirà il suo gesto puro e buono.

Ancora una volta la natura sarà il dono più prezioso per l’uomo,

ma nessun ringraziamento verrà mai riservato

a quel piccolo miracolo inconsiderato

che tanto ci dà,  chiedendo in cambio

solo un po’ d’acqua vitale


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Profilo Autore: mary  

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Salivo a fatica un sentiero,
raccogliendo pezzi di sole
sparsi tra gli arbusti
in un pendio scosceso.

Si fermò sulla strada secca
una bestia dal passo stanco
e tra le sue nubi bianche
due grigie corna sulla testa.

Fece segno di salire ancora,
laddove avrei visto aprirsi
il cielo, ai piedi di un monte,
nel tramonto e nell'aurora.

Cosi arrivai, in cima al pendio,
sopra terra rossa bagnata dal sole,
calda, come i tetti bassi e rubini
come se avesse piovuto d'amore.

Come se avesse piovuto di foglie
giù per i monti, le rocce distese,
ma non sul mare là infondo..
blu cobalto di perle turchese.

Due viuzze insieme tra vecchi tetti
avrebbero portato nel luogo più triste
e solitario dove riposa il cuore di chi,
in quella terra eretta nel cielo, è nato.

Ma io restai lì, a far brillare il mare
negli occhi, ad ogni batter di ciglia,
ad ogni respiro di brezza, così dolce
e commossa nella tua carezza,

Nel tuo amar che mai finisce,
rivivo il tuo ricordo,
ascolto la tua voce, Lubenice.

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Profilo Autore: marianna  

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Un solido recinto tiene in vita un’edera preziosa

foglie oscure messe a celare segreti

la vita quotidiana protetta dal muro verde

chissà quanti momenti si svolgono dietro quel riparo

quanti pensieri tutelati dal fido arbusto

arrampicato a guisa di servitore fedele

messo lì per dare il suo massimo

ad un padrone che lo nutre

un’acqua indulgente rinfresca le sue radici

ringraziandolo giornalmente per il suo fido servizio.

Un’edera amorosa ripara, rassicura, rinfresca, fiera di quel lavoro

che le è stato affidato anni prima

e continuerà indefessa ad amare quell’acqua fresca

che giornalmente la disseta e la fa crescere

e seguirà il padrone prudente

finchè non verrà decisa la sua fine


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Profilo Autore: mary  

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E’  lì, silenziosa, servile,

dona tutta se stessa giornalmente,

gratuitamente,

senza chiedere niente in cambio.

Di giorno sopraffatta dalla luce del sole

Di notte padrona indiscussa della scena

Fin dalla nascita, saggia ispiratrice dei pensieri più profondi,

dei segreti più romantici,

delle notti più insonni

amica sincera di sempre,

muta osservatrice di vicende umane

i suoi deboli raggi leggono nell’abisso dell’anima

mettendo a nudo ogni segreto

Niente le fa paura e niente la scalfisce

rimane ferma, col suo pallore deciso

scrigno di tesori immensi

che la arricchiscono di fiducia

non mentirà,

non dileggerà

paziente giudice di miseria umana

guarda in giù con fare materno

e osservandola par che dica

domani ci sarò ancora per te

e sarò ancora  la tua certezza


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Profilo Autore: mary  

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Urla la madre

di morte atterrita.

Trema la terra

per l'umanità smarrita.

Geme la madre

per una figlia corrotta

ed incestuosa

che la violenta

e la massacra.

Piange Madre Terra

per un'inutile

e stupida guerra.

Piange

quando urlano le bombe.

Piange

quando muore un bambino,

quando muore l'amore

di un'umanità

puttana

e senza cuore.


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Profilo Autore: Francesco Sabatino  

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