Semplice su un gambo
cullata dal vento
ti lasci adorare.
Socchiusa attendi il giorno
per rilasciare fragranza.
Rivestita di petali di seta
avvolgi d’armonia
dell’essere al tuo fianco.
Delicata al tatto
ti lasci accarezzare,
peccato coglierti.
Lasciarla vivere
non farla prigioniera
ed ogni notte
si addormenterà
per risvegliarsi
al risorgere del sole
rilasciando fragranza
da inalare.
05/06/09
Odore di erba bagnata,
aria fredda che fa lacrimare
occhi attenti a nuvole nere
che rincorrono una parte ancora illuminata del cielo.
Quasi impercettibile un battito d'ali
e già il merlo è lontano.
La mimosa, elegantemente al vento,
muove grappoli di boccioli saldamente chiusi,
pare una ballerina che, timida, si stringe tra le balze del tutu.
Gli alberi nudi si piegano tristemente
sulle loro foglie adagiate su una terra
dura di zolle gelate.
L'anima attenta
percepisce ogni movimento intorno,
vibrazioni di passaggi silenziosi.
Luce spettrale, per un raggio di sole
filtrato tra due nuvole cariche di pioggia,
illumina una recinsione e la fa risplendere
come un'armatura medievale.
Il battito regolare del cuore
mi fa accoccolare su me stessa.
Nell'armonia della natura
ogni tassello dell'anima
trova la giusta collocazione.
Sorrido,
e abbraccio il mondo su di me.
Mi incanto dei doni della natura,
inizia a nevicare
il verde dei prati immerso in una miriade di diamanti,
gocce di rugiada filtrano i raggi di sole
poggiate su esili steli o impigliate tra artistiche tele.
Gli occhi del cuore oltre la materia.
Sbocciano fiori di neve su alberi spogli.
Suoni ovattati trascinano ricordi di nenie antiche,
la consapevolezza della presenza attraverso brividi gelidi.
Il paesaggio abbaglia e cala la realtà in una dimensione fantastica.
Spine bianche ed acerbe
miste a petali di rosa
si accompagnano
al calore sfilacciato
dei camini.
Esse leggere, si calano
dal pallore della notte
e cospargono
le strade deserte
adornate dai vetri appannati.
Ora, anche l'ansia
della gente ha smesso
di urlare
e si riscopre tra la umide
coperte il canto
degli amori
storditi dal tempo.
Le impellenze del domani
sbiadiscono tra i sogni
di una notte
che racchiude
l'imprevista pietà
in un alito di vità.
L'orchidea disse al cardo:
"Male assortito sei nel prato
non sei amato nè colorato.
Ispido, irsuto e scolorito.
Non hai grazia nel vestito".
Rispose il cardo assai compito:
"Di certo son pungente
sgraziato, ma eloquente
forte e pieno il mio sapore
da scaldar pure l'inverno
che al prato toglie il suo colore.
Lascio a voi il profumo e la grazia
e sto nascosto tra gli arbusti
di questi radi e scarni fusti.
All'occhio di bove del contadino
strizzo l'occhio malandrino.
La frugale zuppetta insaporisco
e voi screziata signora riverisco.
Rumoreggia il cielo
pigramente il grigio
s’impossessa della luce
adombrando la vista
sulla terra le lacrime
disertano i pensieri
il volo degli uccelli
diviene caotico
si cullano le fronde
rimestate dal vento
e tra lampi di luce
s’innalza la musica
osservo dagli infissi
l’orizzonte svanire
il sole è in vacanza
folleggia il temporale
Aride schiene,
solcate un tempo dai fiumi
e prosciugate
dal soffio delle stagioni,
aride terre brune,
solo ora scorgo nitide
le crode lontane.
A chi volgete lo sguardo?
non verrà la neve
a ricambiarvi il velo.
Oggi la cornacchia canta ancora.
E tra i tronchi incerti e sottili,
trapassa come luce tra le fronde,
il vento della vecchia estate
che come l'eco di una voce,
dall'alta catena laggiù,
giunge a me -quasi un sussuro-
congedandosi.
C'è nei tuoi occhi
la silenziosa preghiera al tempo
di lasciarti ancora un poco
sul candido sentiero.
Soffice desiderio
di premature stagioni
mai congelate nella memoria!
Chi ti cullerà, amore trasparente?
Chi ti abbraccerà forte,
gemma di cristallo splendente?
Chi ti farà avvampare
di sottile piacere,
algida regina di ghiaccio,
tesoro del cielo d'inverno,
se già alla mia mano
ti arrendi?
Si tormenta e
si ghiaccia il mio cuore
nel seguire il tuo volo
dal cielo alla terra...
Esile viaggio di gioia,
sorriso di fragile vita,
speranza ibernata
che muore
a contatto col suolo.
In silenzio
sei fuggita da me.
Ed io spero
tu possa ricordare
il mio volto...
Amo la Terra perché m'è madre
da tener cara da grato figlio
m'appena spesso vederla piangere
perché si sputa sul suo bel viso.
Che altro sono l'inquinamento
contro i bei boschi le fiamme accese
l'imprigionarla dentro il cemento
darle aria tossica da respirare?
Oh, Madre Terra sai sopportare
porti paziente il nostro peso
sorridi a chi ti sta a insultare!
Ma come accade a donna madre
se passa un figlio troppo oltre il segno
con giusta ira sai castigare.
Sotto gli alberi di pino e di ciliegie
lavora mesto e felice il contadino
arando la terra e aspettando
buone nuove dal suo raccolto.
La Natura madre e benigna offerta
da Dio, rende rosso il colore della pelle
e il sole riscalda anche il cuore.
Lontano da li vivono milioni
di persone
fra le autostrade e la case
chiusi nel loro rigore logico
nella loro stanca abitudine di lavorare
ogni giorno con poco sorriso sulle labbra
Io, tu, voi, noi: insieme rappresentiamo
persone, noi non siamo macchine da lavoro.
Abbiamo famiglie abbiamo sentimenti
aspettiamo sempre che qualcosa di buono
arrivi. Madre Natura ci vuole uomini
non mere macchine da lavoro.
La produttività ci sta facendo smettere di pensare
Senza Dio non si arriva lontano.
Noi siamo avvolti in questa fabbrica di plastica
ed abbiamo perso la cognizione di noi
sbagliando emozioni e parole per dare tutto quello che
abbiamo ai robot, alle macchine senza cervello alla
produttività istintiva.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di uomini
per un progresso migliore
Per una nuova vita.
Qui lo specchio d’acqua muta i suoi colori
come il gra-gre delle ranette
che piano si dissolve nello stagno.
Ninfee dolci carezze..
Guarda come nella goccia s’immergono
brandelli di cielo, dandole forma.
Cigli di giunchi verde muschio a tocchi cobalto..
E guarda le foglie colme d’acqua del salice chino che beve!
Cogli l’attimo che fugge, la fresca brezza che accompagna
la nuvola che passa, la luce che dai rami trapassa,
svanisce nell’ombra e poi
d’improvviso risplende.
Qui una musica si espande, come luce,
Tra le ninfee addormentate e galleggia
Sulle Increspature a tratti rosa,
turchese, limone, magenta e cerulee.
Sotto quel fogliame, quei fiori d’acqua verde rame..
Cogli, tra l’aria che fluttua di voci e incanti,
senti forse,
quel mio cuore muto, che non sa parlare?
un pensiero a Monet e le sue ninfee che ogni volta mi riempiono il cuore a guardarle.Giunge l'autunno che mi parla di te,
profuma di nebbia e di noci.
Preparo il mio letto con coperte di foglie secche così
che io colga le tue ciglia sol per me.
Argento sui capelli e sul viso un affanno in più,
il tempo ha l'andatura più veloce di me
e guardo il mio cielo mi ricorda che è arrivato il tempo per me
di andare, andare via lontano...
E partirò prendendo la mia vita così com'è
e non mi volterò a guardare troppo i tuoi silenzi su di me
come una domanda al vento...
Cavalcherò le ali dell'autunno e giungerò alla conclusione che
tutto quello che chiedevo era chiuso dentro me:
andare, andare via lontano....
Pioggia che purissima dal cielo scendi giù
lava via da me il tempo del rimpianto che non ho scordato mai:
è la mia richiesta al cielo.
Vento che scateni la tempesta dentro me, sciogli i miei perchè...
Oggi sento forte il richiamo di lei
ma è come andata via lontano...
Pende da un ramo una ragnatela
sembra quasi un asterisco tra quei rami...
Mi porta alla mente un pensiero antico del mio cuore:
andare, andare via lontano...
Luce mi fa socchiuder gli occhi
e alzare una mano al cielo.
Sorrido nella mente,
sei arrivata tu:
stagione che preannunci
la maturità.
Da un volo di gabbiani
apprendo che sei qua.
Gioisco nel profondo.
Se il raggio che mi colpisce
disegna la mia ombra,
basta ch’io mi sdrai a terra
per sentire ancora il suono
del mio cuore.







