Salivo a fatica un sentiero,
raccogliendo pezzi di sole
sparsi tra gli arbusti
in un pendio scosceso.

Si fermò sulla strada secca
una bestia dal passo stanco
e tra le sue nubi bianche
due grigie corna sulla testa.

Fece segno di salire ancora,
laddove avrei visto aprirsi
il cielo, ai piedi di un monte,
nel tramonto e nell'aurora.

Cosi arrivai, in cima al pendio,
sopra terra rossa bagnata dal sole,
calda, come i tetti bassi e rubini
come se avesse piovuto d'amore.

Come se avesse piovuto di foglie
giù per i monti, le rocce distese,
ma non sul mare là infondo..
blu cobalto di perle turchese.

Due viuzze insieme tra vecchi tetti
avrebbero portato nel luogo più triste
e solitario dove riposa il cuore di chi,
in quella terra eretta nel cielo, è nato.

Ma io restai lì, a far brillare il mare
negli occhi, ad ogni batter di ciglia,
ad ogni respiro di brezza, così dolce
e commossa nella tua carezza,

Nel tuo amar che mai finisce,
rivivo il tuo ricordo,
ascolto la tua voce, Lubenice.

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Profilo Autore: marianna  

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Commenti  

Debora Casafina
# Debora Casafina 20-07-2011 22:11
Complessa,articolata e molto molto bella!

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