Trema la terra
in breve lasso di tempo
inermi genti sorprende
e nell'imminente attimo
tra sussulti e grida al cuore colpisce
respiri recide come lama fendente.
Vite rapite, esistenze ribaltate
in momenti di panico
tutto l'immane succede...
sangue scorre
su innocenti destini!
Agnelli feriti, fiori all'albore
subitaneamenti recisi.
Carni squartate
sogni azzerati
nell'immediato divenire,
vite distrutte
nell'anelito di futuro.
Immane apocalisse ha divelto la terra,
muri squarciati,
crepacci e voragini ingoiano vite
cancellando paesi.
Nidi abbattuti,
terra straziata da spine pungenti
innestate tra i rami che fustigano carni
senza pietà.
Dolore, pianti
e grandi tormenti...
9 commenti
Ecco puntuale il mese di gennaio,
accompagnato da un freddo duro come l'acciaio,
seguito da abbondanti nevicate,
con tanti fiocchi che cadono a palate,
imbiancano il paesaggio circostante
e il cielo si colora di un grigio luccicante,
i lampioni si illuminano presto
come le luci delle case,
scende subito la sera
e le famiglie si scaldano con le stufe accese
accompagnato da un freddo duro come l'acciaio,
seguito da abbondanti nevicate,
con tanti fiocchi che cadono a palate,
imbiancano il paesaggio circostante
e il cielo si colora di un grigio luccicante,
i lampioni si illuminano presto
come le luci delle case,
scende subito la sera
e le famiglie si scaldano con le stufe accese
Fiorisce la rosa,
puntuale nei primi giorni di maggio,
durante la piena primavera
Dopo un inverno gelido e lungo
passato in letargo,
chiusa nel proprio guscio,
in attesa del fatidico mese
della sua rinascita,
ella si mostra,
con il suo colore allegro e vivace,
le sue tonalità accese e splendenti,
annunciando la fine del freddo
e della tristezza
puntuale nei primi giorni di maggio,
durante la piena primavera
Dopo un inverno gelido e lungo
passato in letargo,
chiusa nel proprio guscio,
in attesa del fatidico mese
della sua rinascita,
ella si mostra,
con il suo colore allegro e vivace,
le sue tonalità accese e splendenti,
annunciando la fine del freddo
e della tristezza
Si rimira vanitoso il paesaggio alpino
nelle placide acque dei laghi.
Bianchi passeggi di nuvole,
si sovrappongono come sottili veli nei cieli:
incupendo per brevi istanti monti e valli.
Qua e là, verdi smeraldi e rossi rubini,
in un dispensar di colorate gemme,
impreziosiscono nascenti aurore e calanti tramonti.
Anch'io “macchiandomi” di vivaci sfumature;
mi tuffo in questo rigoglioso, lussureggiante oceano.
nelle placide acque dei laghi.
Bianchi passeggi di nuvole,
si sovrappongono come sottili veli nei cieli:
incupendo per brevi istanti monti e valli.
Qua e là, verdi smeraldi e rossi rubini,
in un dispensar di colorate gemme,
impreziosiscono nascenti aurore e calanti tramonti.
Anch'io “macchiandomi” di vivaci sfumature;
mi tuffo in questo rigoglioso, lussureggiante oceano.
L'orizzonte si colora di rosso
nel silenzio della mattina.
Una coltre di nebbia
sospesa nell'aria.
La magia mattutina accompagna
la Domenica mattina
A pochi passi un'immensità di colori
dipingono la campagna.
Anche loro
attendono il sole.
Intanto l'icantesimo della Domenica mattina
prende vita.
E mattino...
Giorno a,
ravvivar colori e
aprir finestra al sole.
L'aria a profumar di caffè tostato,
fiori di melograno nel giardino,
asprigni limoni e prugne buone.
E mattino...
Nel cuor farfalla invola e,
distrae l'anima di gioia.
Amor di bimba, donna e mamma,
vita a nascer e morire.
Cuor t'amo a profanar amore e,
chiamar il mio nome,
ritrarre luna, stelle e donarle ancora.
E mattino....
Mente a vagar nell'orizzonte,
pensieri a brulicar ricordi e
risvegliar memorie addormentate,
rondini a sorvolar l'azzurro cielo.
Angeli e Cherubini, invisibili anime,
cantico fluviale,
musica ad intonar parole buone.
Emozioni a zampillare profum d'amore.
Giorno a,
ravvivar colori e
aprir finestra al sole.
L'aria a profumar di caffè tostato,
fiori di melograno nel giardino,
asprigni limoni e prugne buone.
E mattino...
Nel cuor farfalla invola e,
distrae l'anima di gioia.
Amor di bimba, donna e mamma,
vita a nascer e morire.
Cuor t'amo a profanar amore e,
chiamar il mio nome,
ritrarre luna, stelle e donarle ancora.
E mattino....
Mente a vagar nell'orizzonte,
pensieri a brulicar ricordi e
risvegliar memorie addormentate,
rondini a sorvolar l'azzurro cielo.
Angeli e Cherubini, invisibili anime,
cantico fluviale,
musica ad intonar parole buone.
Emozioni a zampillare profum d'amore.
Mostro vituperato
deriso e sputacchiato.
Fenomeno da baraccone
esposto
in una giostra di periferia.
Grossa testa e doppio mento.
Fonte di spettacolo esilarante.
Sono l'uomo elefante
e marcisco nel fango.
Indegno di ricevere amore:
non sono alto,bello ,prestante.
Il deserto è luogo congeniale:
passeggiare per chilometri e chilometri
irrorato da sole cocente.
Piedi scalzi,
torturati da miliardi di granelli.
E a sera mi sdraio sulle aride uadi.
A te, Dio rivolgo
gloria e riconoscenza.
Hai mostrato al mondo
un volto corroso dai limiti,
ma vero
e che si beffa
della boria degli ipocriti
deriso e sputacchiato.
Fenomeno da baraccone
esposto
in una giostra di periferia.
Grossa testa e doppio mento.
Fonte di spettacolo esilarante.
Sono l'uomo elefante
e marcisco nel fango.
Indegno di ricevere amore:
non sono alto,bello ,prestante.
Il deserto è luogo congeniale:
passeggiare per chilometri e chilometri
irrorato da sole cocente.
Piedi scalzi,
torturati da miliardi di granelli.
E a sera mi sdraio sulle aride uadi.
A te, Dio rivolgo
gloria e riconoscenza.
Hai mostrato al mondo
un volto corroso dai limiti,
ma vero
e che si beffa
della boria degli ipocriti
Nasce lieto il giorno fra chiacchiericci di note
e conversazioni di esuberanti uccelli.
Ovunque odo, narrazioni d'acqua, sussurri di fonti,
mormorii di ruscelli, arpeggi di fontane
ed echi montanari che intonano canti alpini.
Mentre madre natura accorda i suoi strumenti,
vibro anch'io, in quel gaio e armonico spettegolìo di suoni.
e conversazioni di esuberanti uccelli.
Ovunque odo, narrazioni d'acqua, sussurri di fonti,
mormorii di ruscelli, arpeggi di fontane
ed echi montanari che intonano canti alpini.
Mentre madre natura accorda i suoi strumenti,
vibro anch'io, in quel gaio e armonico spettegolìo di suoni.
Incantata
dal rosso al bianco colore
degli oleandri in fiore,
in questa tersa giornata
la strada
sembra un mare colorato ed ondeggiante.
Nella canicola del sole
il silenzio è come bianco rumore.
Si sente il frusciare delle siepi
che lievemente
carezzano l'aria profumandola
nella calda giornata.
La luce abbaglia il cammino
sotto un cielo terso e cristallino
toccato qua e là
da qualche nuvola vagante
che corre in alto
verso il crinale della montagna.
Il vento caldo di questa giornata
corre a stagliare nitidamente
un cielo azzurro cobalto
affollato dai voli pindarici degli uccelli
e dal loro gioioso canto
che scendono in picchiata e risalgono su
verso l'alto in una libertà sconfinata.
Melodia il cantare,
notte d'argento
il tuo cullare,
soave riflessi
avvertire, la brezza
leggera il dormire,
altalena d'organza drappeggi
il tuo broccato vestire,
fatata notte in sogno
le stelle cadenti
inseguire, nostalgica
luna dormiente,
incalzi vitale
meta d'Oriente,
danzare beata tra
nuvole rosa,
ammantare silente
l' essenza preziosa
cuore ghiacciato,
nel limpido lago
al chiarore dell' alba
specchiato.
In questa splendente giornata di sole
è germogliato il grano all'improvviso.
In questo mare giallo oro
che fluttua dolcemente all'alito di vento
risaltano qua e là papaveri
a disegnare proficue ed intense macchie
di rosso colore che si offrono al cielo
omaggio alla natura
che s'è risvegliata a nuova vita...
mi sorge un sogno all'improvviso
portato da bagliori gioiosi di pensieri
e intanto lo sguardo si perde
in questo mare ondeggiante
che domani donerà il suo seme abbondante.
Il rosso tramonto
pare voler abbracciare
quest'onda fluttuante
con un colore acceso d'amante...
profumo di terra smossa
appena bagnata
il vento smuove in una soave folata inebriante
come dono da inalare
a me che ammirata da tanta beltà
rimiro emozionata...
Arpeggia il verde chiomato del pino
un ti amo alla mimosa e un lieve inchino
fasciano sospiri sui tetti festosi.
L’aria si solleva zefiro in tiepido afflato
tra filari di mirto e cespugli di ginestra.
Quanta delicatezza, quanta purezza una rosa
piange prima della sua fine
agli occhi del divino la sua breve promessa.
Sinuosa saluta il campanile una rondinella
adagio il volo conquista la sosta
la sua croce in cerca d’una fugace mensa.
Ha dita nodose il tempo danzante
mutevole primavera smorfiosa
volubile tramuta tocchi di lampi rosacei
in torpori gementi, rossori di memorie d’amore
sussurranti antiche storie di labbra devote.
Curva morbida la collina sul passo roccioso
e fiordalisi d’azzurro pallido
imitano il cielo spiccando il volo
in desideri addolciti e decori di trame,
opulente sintesi di fugaci bellezze
liquidi accordi allo stato puro,
devozioni romantiche.
Ha occhi pietosi l’uomo al sacro suo grembo
spirito amato figlio di ventre squarciato
dal sonno in delirio e dal suo folle gesto,
lui che ospite sul pianeta celeste
febbrile suddito cieco non riconosce
la fragilità della gloriosa,
l’amata madre umana,
la nostra terra.
A siffatte sembianze io anelo
a tarda sera, un piccolo corvetto
sul filo teso al richiamo in falsetto
soliloquio malinconico disteso
dal delizioso inno, ignaro d’umano orecchio
così lieve e terso in supplica alla natura
che estasiata risponde cara al suo appello.
All’alchemico ascolto tacito la presenza mia
custodisco la magia dell’infantil stupore
nel vivere l’istante così rigoglioso di poesia.
Al richiamo roboante di lacrime dal cielo
i tuoni si rincorrono d’eco complice
lasciando che sia cara dimora la quercia
conforto chiomato ai piccoli di mamma micia.
Com’è fresca adesso l’aria di fine primavera
scrive favole al cielo nel vento sull’altura
e disegna piccoli mulinelli di invito
al sentiero appena nato nell’ultimo tratto.
Incanta arco il volo di due rondinelle
che danzano lievi accanto al mulino
richiamo d’acque al rotear di pale
incinte d’urla indaffarate al rito docile .
E’ un moto di vita l’umano miracolo
il divino nell’animo in estasi urla sazio
di furente amore dal cuore gonfio.







