
Racconto di te dolce
profumata primavera
racconto dei tuoi colori
sfumati negli alberi in fiore
quanto sei bella ed elegante
sempre pronta a sorprenderci
irradi allegria e dai gioia
emani freschezza
e scorri nelle calme acque di un fiume
coccolandoti percorri cime e valli
accarezzando gli argini
per poi arrivare a mare
11 commenti
Spiegami perchè
fin dove ti spingerai
fino a quando continuerai
perchè ti definisci evoluto?
perchè dici di essere intelligente?
perchè credi che tutto ciò che ti circonda non conti nulla?
è la Natura che ti parla
uomo cosa sei o meglio cosa sei diventato?
non ti riconosco più
il mio frutto miglioreè diventato il mio aguzzino
perchè? perchè mi deturpi?
mi distruggi?
sono diventata una specie in via d'estinzione
uomo apri gli occhi, cerca nel tuo futuro il tuo destino
lo vedi?
lo sapevo non vedi nulla
la tua indifferenza ed il tuo egoismo
sono l'arma di estinzione della tua specie.
Madre Natura ho ascoltato il tuo pianto
il suono della tua voce è pieno di dolore
di quel male che noi uomini
i tuoi figli
l tuo frutto più complesso
con la nostra errata evoluzione ti abbiamo arrecato
siamo diventati i tuoi aguzzini
i nostri aguzzini
siamo annebbiati dal nostro egoismo, dalla mania di grandezza e potere
ora anche se vediamo ciò che accade e sappiamo ciò che potrà accadere
non facciamo nulla
siamo indifferenti al nostro destino
al destino dei nostri figli
io come uomo chiedo perdono, Natura farò del mio meglio
crescerò i miei figli nel segno del tuo rispetto
ma ti chiedo aiuto
un aiuto che una madre nonpuò rifiutare al proprio figlio
aiutami
aiuta l'umanità a capire
a comprendere il tuo fondamentale ruolo nel film della nostra vita
prendi parte alla battaglia
alla guerra contro un male
un male chè è diventato un marchio dell'uomo
un virus globale
aiutaci a capire l'importanza della tua esistenza
fin dove ti spingerai
fino a quando continuerai
perchè ti definisci evoluto?
perchè dici di essere intelligente?
perchè credi che tutto ciò che ti circonda non conti nulla?
è la Natura che ti parla
uomo cosa sei o meglio cosa sei diventato?
non ti riconosco più
il mio frutto miglioreè diventato il mio aguzzino
perchè? perchè mi deturpi?
mi distruggi?
sono diventata una specie in via d'estinzione
uomo apri gli occhi, cerca nel tuo futuro il tuo destino
lo vedi?
lo sapevo non vedi nulla
la tua indifferenza ed il tuo egoismo
sono l'arma di estinzione della tua specie.
Madre Natura ho ascoltato il tuo pianto
il suono della tua voce è pieno di dolore
di quel male che noi uomini
i tuoi figli
l tuo frutto più complesso
con la nostra errata evoluzione ti abbiamo arrecato
siamo diventati i tuoi aguzzini
i nostri aguzzini
siamo annebbiati dal nostro egoismo, dalla mania di grandezza e potere
ora anche se vediamo ciò che accade e sappiamo ciò che potrà accadere
non facciamo nulla
siamo indifferenti al nostro destino
al destino dei nostri figli
io come uomo chiedo perdono, Natura farò del mio meglio
crescerò i miei figli nel segno del tuo rispetto
ma ti chiedo aiuto
un aiuto che una madre nonpuò rifiutare al proprio figlio
aiutami
aiuta l'umanità a capire
a comprendere il tuo fondamentale ruolo nel film della nostra vita
prendi parte alla battaglia
alla guerra contro un male
un male chè è diventato un marchio dell'uomo
un virus globale
aiutaci a capire l'importanza della tua esistenza
Alla finestra germinai
un' amaca di sole
e merende di prati in fiore,
pascoli di nuvole celestiali
e merletti di vento orchestrali,
rovi intrecciati d' aprile
e giochi di bimbi in cortile.
Alla finestra germinai
capriole di luce sui tetti
e polline di boschi riflessi,
diamanti d' arena di stelle,
castelli di sale e marachelle,
altalene tra i meli sospese,
briciole temporalesche d' arcobaleno accese.
un' amaca di sole
e merende di prati in fiore,
pascoli di nuvole celestiali
e merletti di vento orchestrali,
rovi intrecciati d' aprile
e giochi di bimbi in cortile.
Alla finestra germinai
capriole di luce sui tetti
e polline di boschi riflessi,
diamanti d' arena di stelle,
castelli di sale e marachelle,
altalene tra i meli sospese,
briciole temporalesche d' arcobaleno accese.
Si avvicina il buio,
il cielo si veste di colori.
Le nuvole bianche
spingono via le nere.
Non vogliono
concedere alla notte di avanzare.
Il sole nascosto
compare a tratti,
con delle sfumature rosa chiaro
dipinge il contorno.
Forse il temporale
non arriva.
Ma
alla fine
il buio...
Le nuvole...
Il temporale
copre e travolge tutto.

il cielo si veste di colori.
Le nuvole bianche
spingono via le nere.
Non vogliono
concedere alla notte di avanzare.
Il sole nascosto
compare a tratti,
con delle sfumature rosa chiaro
dipinge il contorno.
Forse il temporale
non arriva.
Ma
alla fine
il buio...
Le nuvole...
Il temporale
copre e travolge tutto.

Una spaghettata di cielo
sobillava un tramonto color amarena
ed un tappeto di cicale sfioriva
saziando una falce di luna ancora spenta.
Tra gli ulivi ciondolava un' altalena,
aeroplanino di dolce sogno di bambino,
i tetti s' incendiavano d' arcobaleni
ed un micio s' accoccolava tra i rastrelli.
Una formichina rincasava in tutta fretta
schivando foulard di resine e corteccia,
un raggio di sera tra i prati s' accucciava
ed un alveare di stelle sui sassi luccicava.
Lanterne spente son pianeti di boccioli,
calici alluvionati di luce il succo dei limoni,
una coccinella filo spinato di more sorvolava
e di un traliccio di vite nettarina s' ingioiellava.
sobillava un tramonto color amarena
ed un tappeto di cicale sfioriva
saziando una falce di luna ancora spenta.
Tra gli ulivi ciondolava un' altalena,
aeroplanino di dolce sogno di bambino,
i tetti s' incendiavano d' arcobaleni
ed un micio s' accoccolava tra i rastrelli.
Una formichina rincasava in tutta fretta
schivando foulard di resine e corteccia,
un raggio di sera tra i prati s' accucciava
ed un alveare di stelle sui sassi luccicava.
Lanterne spente son pianeti di boccioli,
calici alluvionati di luce il succo dei limoni,
una coccinella filo spinato di more sorvolava
e di un traliccio di vite nettarina s' ingioiellava.
Sono i giorni della merla
ma nulla muove il vento
tutto è fermo
anche il fiume scorre lento.
E' un miscuglio di ciottoli
conteso da un passero
che guarda l'Inverno
tra gli alberi in sosta.
Un pò di pioggia
nell'attesa
dei fruscii tra gli arbusti
un pò di pioggia
che solletica vortici e mulinelli
in voci simili a parole
che parlano
ai rami protesi
smaltati di sole.

“Specchio, specchio delle mie brame.
Chi è la più bella del reame?”
“La farfalla! ”, mi rispose e mi sorprese.
Ella è di certo bella.
Grandi ali lei non ha,
ma l’aria quando vola taglierà.
Con una tavolozza di colori la sua anima è stata dipinta.
Anima anche una parete un po’ stinta.
Un pittore di non vederla non può far certo finta!
Ma ispirato lui sarà
e un ritratto le farà.
È una macchia di colore nel giorno in cui piove,
si posa sopra un fiore
e ti mette già di buon umore.
Elegante nella sua fragilità.
È potente,
anche se sembra valere poco più di niente.
La “Monarca”,
5.000 chilometri
ha compiuto senza che alcuno l’addestri.
La Monarca,
con Noé è entrata nell’arca.
A ella la mappa le manca.
Da nord all’estremo sud migrerà
e da lì la sua vita rincominciar potrà.
La sabbia, scende, scende,
scorre veloce…. la clessidra pian pian si svuota….
Ma la sua bellezza le è rimasta ancora devota.
Un senso di profonda pace
invade il silenzioso risveglio,
e l’aria pura, pervasa tutta
da un intenso profumo di fresco.
Nel rintocco del campanile
un nuovo suono, basso,
sul suolo un inconsueto gradevole rumore.
Sensazione strana!
Socchiusa la finestra al nuovo giorno,
spettacolo superbo,
tu, oh natura, giammai potrai più offrire!
Come in una scena teatrale
è comparsa lei, la dea bianca!
Che onore! Che incanto!
Fugace, piacevole sorpresa.
Alta donna di classe,
a passi di danza discende,
e offre al suolo i suoi fiocchi,
come petali di bianche rose.
Amata da piccoli e grandi,
ventata di gioia e gioco nuovo,
e in colui che vive profondamente la natura,
infonde la certezza di una terra
rigenerata e pura.
Trasforma il reale in fantastico e magico sogno,
e la quotidianità, in candido paesaggio incantato.
Oh! ahimè!, in tempo solo a tesser le sue lodi
ed è già scomparsa,
sciolta al tiepido sole,
e l’incantevole momento svanisce.

invade il silenzioso risveglio,
e l’aria pura, pervasa tutta
da un intenso profumo di fresco.
Nel rintocco del campanile
un nuovo suono, basso,
sul suolo un inconsueto gradevole rumore.
Sensazione strana!
Socchiusa la finestra al nuovo giorno,
spettacolo superbo,
tu, oh natura, giammai potrai più offrire!
Come in una scena teatrale
è comparsa lei, la dea bianca!
Che onore! Che incanto!
Fugace, piacevole sorpresa.
Alta donna di classe,
a passi di danza discende,
e offre al suolo i suoi fiocchi,
come petali di bianche rose.
Amata da piccoli e grandi,
ventata di gioia e gioco nuovo,
e in colui che vive profondamente la natura,
infonde la certezza di una terra
rigenerata e pura.
Trasforma il reale in fantastico e magico sogno,
e la quotidianità, in candido paesaggio incantato.
Oh! ahimè!, in tempo solo a tesser le sue lodi
ed è già scomparsa,
sciolta al tiepido sole,
e l’incantevole momento svanisce.

L'uomo non può dissacrare
l'equilibrio della natura
senza subir
conseguenza alcuna.
La strage perpetrata
sull'animale specie
porta costei
all'estinzione.
All'amata terra
la speculazione edilizia
ne sottrae linfa
metro dopo metro.
I veleni atmosferici
tolgono luce
al sole
respiro all'aria.
Gli oceani i mari
i laghi i fiumi
l'estese pianure
i monti urlano dolore.
S'opacizza
il prezioso tesoro
naturale e artistico
patrimonio dell'umanità.
Le genti onde sottrarsi
alla pattumiera del mondo
dovranno migrare nell'universo
poi chissà...
l'equilibrio della natura
senza subir
conseguenza alcuna.
La strage perpetrata
sull'animale specie
porta costei
all'estinzione.
All'amata terra
la speculazione edilizia
ne sottrae linfa
metro dopo metro.
I veleni atmosferici
tolgono luce
al sole
respiro all'aria.
Gli oceani i mari
i laghi i fiumi
l'estese pianure
i monti urlano dolore.
S'opacizza
il prezioso tesoro
naturale e artistico
patrimonio dell'umanità.
Le genti onde sottrarsi
alla pattumiera del mondo
dovranno migrare nell'universo
poi chissà...
Sono parole
di rosa carminio
in quell'angolo di luce
voci fiorite
mentre piove
sull'acre odore di fumo
sull'acre odore di fumo
fuori
si affaccia il cielo
ed è tempesta
sulla mia terra.
sulla mia terra.
Sorprende poi
l'arcobaleno
il sussulto delle foglie in fuga
mi ricorda che lassù
si rivolta e si nasconde
il sole.

il sole.

Lasciamo alle spalle il passato,
si riparte , si ricomincia.
Il nome di un Dio romano,
che ha con se due care frecce,
orientate tra passato e futuro,
tu Gennaio porti.
E pensa un po’, sarà il caso?
Tu pur nasci quando,
altre due frecce,
quelle che segnano
l’inesorabile scorrere del tempo,
nella notte, si toccano perfette.
Gennaio giungi a noi,
invitandoci al silenzioso e
dolce riposo, alla calma dei sensi,
stato ideale per i profondi pensieri.
Tempo di vera meditazione,
di saggia riflessione,
su di un anno appena andato
e su valenti e colti progetti,
per i nuovi giorni, se pur misteriosi,
che il futuro per noi riserverà.
La quiete circostante tutto
assopisce e riposa.
Solo il vento s’ode ansare,
tra i rami ormai spogli, freddi,
che puntano al cielo.
L’eroe passerotto, in cerca di cibo,
battendo le ali si spinge
fin su ai davanzali,
mentre il piccolo e timido scricciolo,
da una siepe innevata, fa capolino.
Altro suono non v’è,
non versi di uccelli,
ne mosche o libellule, nessun volo,
nell’aria ormai fresca e pulita.
Un cielo plumbeo, presagio
di pioggia, neve e gelo,
e la terra, coperta tutta
da un leggero e bianco tappeto,
protegge i suoi viventi semi,
attendendo, della donzella
fiorita e profumata, il suo dolce ritorno,
che col suo tepore, farà germogliare,
d’un tenerissimo verde,
le tante pianticelle.
si riparte , si ricomincia.
Il nome di un Dio romano,
che ha con se due care frecce,
orientate tra passato e futuro,
tu Gennaio porti.
E pensa un po’, sarà il caso?
Tu pur nasci quando,
altre due frecce,
quelle che segnano
l’inesorabile scorrere del tempo,
nella notte, si toccano perfette.
Gennaio giungi a noi,
invitandoci al silenzioso e
dolce riposo, alla calma dei sensi,
stato ideale per i profondi pensieri.
Tempo di vera meditazione,
di saggia riflessione,
su di un anno appena andato
e su valenti e colti progetti,
per i nuovi giorni, se pur misteriosi,
che il futuro per noi riserverà.
La quiete circostante tutto
assopisce e riposa.
Solo il vento s’ode ansare,
tra i rami ormai spogli, freddi,
che puntano al cielo.
L’eroe passerotto, in cerca di cibo,
battendo le ali si spinge
fin su ai davanzali,
mentre il piccolo e timido scricciolo,
da una siepe innevata, fa capolino.
Altro suono non v’è,
non versi di uccelli,
ne mosche o libellule, nessun volo,
nell’aria ormai fresca e pulita.
Un cielo plumbeo, presagio
di pioggia, neve e gelo,
e la terra, coperta tutta
da un leggero e bianco tappeto,
protegge i suoi viventi semi,
attendendo, della donzella
fiorita e profumata, il suo dolce ritorno,
che col suo tepore, farà germogliare,
d’un tenerissimo verde,
le tante pianticelle.
Percossa e tormentata,
indomita resisti alla sorte.
Recisa e' ormai la vita!
Sconfitta ti adagi nell'aria,
e mentre si odono lamenti struggenti,
desolata riposi sull'umida terra.
Tutto e' perduto!
Improvvisa, una carezza
risveglia l'ardore.
Ora osservi giuliva,
la danza sinuosa
e pioggia di "stelle multicolori"
canta il Mistero della Vita.
indomita resisti alla sorte.
Recisa e' ormai la vita!
Sconfitta ti adagi nell'aria,
e mentre si odono lamenti struggenti,
desolata riposi sull'umida terra.
Tutto e' perduto!
Improvvisa, una carezza
risveglia l'ardore.
Ora osservi giuliva,
la danza sinuosa
e pioggia di "stelle multicolori"
canta il Mistero della Vita.










