può cambiare
quest'immagine imbiancata.
Quali occhi possono amare
questi sguardi appannati
che vagano smarriti
nei miei
sentieri nascosti.
Quale mano può accarezzare
queste voci del passato
che tornano impetuose
a svegliare i miei sogni
persi
nello scorrere
dei giorni
lungo il fiume
della vita.
Riparto ogni giorno
armata
di un sorriso sfiorato,
e sogno che dal cielo
scendano
carezze di cristallo
per calmare
queste acque forti
che circondano
la terra.
un’aria invero profumata,
un fiore alieno emozionante,
il mondo di Aur.
Col passo lento dell’intruso,
la curiosità che mi assillava,
l’ho visitato di soppiatto,
il mondo di Aur.
Finestre blu e senza vetri
mi aprivano nuance e sogni
al pari di carezze di una madre
che inondano d’amore il figlio.
Scovai più tardi nel salotto
pile di libri e antiche fiabe,
figure di prìncipi al galoppo
ad inseguire glorie e dame.
Sul vecchio tavolo di fòrmica,
ancora aperto il grande Black
e una foto in bianco e nero
del primo pesce catturato.
Sui muri, a destra e a manca,
guardai quadrati d’acqua e sale
e barche e reti e lenze sgangherate
distese al sole ad asciugare.
Davanti al fuoco scoppiettante,
su sedia a dondolo di raso,
pelle di seta a prima vista,
l’ultima fata mi parlò.
Appresi d’un foulard bianco,
del banco d’una quinta B,
di poesie dei sedici anni
che l’uomo suo le raccontò.
Che tempo sarà stato
il tempo che ora non c’è più?
Quali speranze nascondeva
il mondo di Aur?
Elaborare, di continuo,
come il dolore della nascita
stipati in un tunnel buio.
Morsa soffocante
come polmoni in lotta con l’acqua.
Servono nuove contrazioni
necessita voglia di rinascere e
urge forza, tanta…
Vietato tornare indietro
c’è una luce che attira a sé.
La vita impone corridoi bui
per esplodere a nuova pelle.
Forte l’espulsione e poi il vagito
come quella prima volta
come ogni volta la vita
come ogni giorno l’alba…
Risale velocemente le membra,
Mi percorre la pelle,
il sangue,
le ossa;
Giungendo all'anima irrequieta.
Qui si placa.
Non lo sento più.
Penso di averlo vinto,
Di essere riuscito a scappare da lui.
Ma come una rondine d'inverno,
Ha creato il suo nido in me.
È ormai un rumore monotono
di cui non distinguo le note dalla melodia della vita.
È parte di me.
Ma un giorno ritroverò la tiepida casa.
E la rondine lascerà il suo nido.
ciò che mi regala, un sogno fidato
Il latte aperto, forse è scaduto
non ci ho creduto, ma l'ho scoperto
Armato di arco, e freccie annesse
azioni connesse, affronto l'imbarco.
Destinazione noi, basta arrancare
il cielo appare, vita vera ingoi

Ad angolo di mare il cuor riposa,
anima vagante a cercar quiete,
di un sogno lasciato a macerare
su riflessi a specchio d' ombre.
Oasi a seminar pace e giunger da lontano,
ove i colori intensificano sfumature
ad occhi d'ammirazione.
A navigar m'appresto in questo angolo di mare!
Farfalla perlacea ed aranciata,
amor longevo e fluttuante,
ad ali aperte volar intensi giorni,
e di fiore in fiore il vento,
accarezza le sponde.
Amor a navigar su cresta d'onda,
perso e perduto fra marmoree opere,
amor in voga a navigare,
destinazione destino, solo e cruento
mar morto e pesce rosso ad inseguir la vela.
Gli angoli della memoria si fertilizzano
dando spazio a rovi pungenti.
Seduto… ad aspettare
quel segno del ricordo,
dove l'adulazione e l’allegria rimandano i doveri pensati
e le priorità non sono comprese.
Adesso la verginità del mio pensiero
perde la sua purezza
e la lingua frena le parole......
indulgente per questo amore
perché le armi riposte non mi aiutano.

Quell'attimo in più
ce lo regala il sole
quando nasce al mattino
e da un senso alla vita
ti fa venir voglia di rinascere
senza mai pensare
che potrebbe finire il miraggio.
Quell'attimo che basta
per dare un saluto
a chi non ce la fa
e vorrebbe tanto rivedere il giorno
che non muore.
Un ultimo sorriso
dentro un attimo di vita
per poi chiudere gli occhi
pensando per un attimo
che il sole è come la luna.
mi trova impreparato, disattento,
e pur le stelle, per ora in dormiveglia,
che brilleranno su anima indolente.
Fantasie in via di estinzione,
di verseggiare proprio non ho voglia,
recluso nella galera di un tempo
ammaestrato da ragione impura.
Se dentro me ancora c’è il fanciullo,
lo chiamerò più volte ad alta voce
perché mi spieghi in un solo abbraccio
com’è che a lui bastasse poco
… fosse all’alba o in pieno giorno,
col sole a picco, sotto la pioggia,
del vento preda o del freddo intenso,
o nella notte, luna o non luna…
com’è che a lui bastasse poco
per fare d’ogni cosa un sogno,
e far del sogno l’incisiva arma
per difendere la “sua” poesia.

C’è bisogno del mare
del cielo e del Sole
e le manca quel cuore
che sussurra parole.
C’è bisogno di vita
in quell’anima persa
lei si sente finita
come dentro un deserto
e non trova la fonte
di quell’acqua purissima
che beveva ogni giorno
saziandone il bene
che provava per lui.
Ha bisogno di un’onda
che le culla i pensieri
trasportandola ai tempi
che parlava l’amore.
Ora è tardi
ed il tempo non molla
c’è bisogno di un cuore
diverso da ieri
un cuore che parla
e la fa sentir donna
dicendo che il cielo
assomiglia ai suoi occhi
ed il sole è un miraggio
come il suo sorriso
che fa viver ogni giorno
per poi rivivere ancora
quando sa di essere amato.
Lo sguardo inerte, fisso verso il vuoto
la mente assente, senza sentimenti
è solo un corpo vuoto che a momenti
sembra stia per cader ma resta immoto.
*
Il cuore batte ancora, lentamente
come un ultimo rantolo di vita.
Lieve il respiro, un anima assopita
senza pensieri, totalmente assente.
*
Ma è in trasferta, in altra dimensione;
la mente abbraccia tutto l’universo
sta navigando verso un cielo terso
parte di un tutto, sta in contemplazione.
*
L’anima appesa al filo del compiuto
in estasi, rapito, cuore e mente
fuori da ogni passato, ogni presente
per raggiunger infine l’assoluto.

Si sente che il cielo
non è come prima
hanno visto pure una stella
non brillare più
piangeva, voleva guarire
senza morire di dolore.
Ci manca la pioggia
che non c’è
ed il vento chissà dové.
Si sente il cuore
perché non ve rumore
la gente l’odore delle prime viole.
Ci manca il sorriso
ma non manca la voglia
di urlare e tornare a rifare.
Si sente e ci manca
che non è primavera
e di notte la luna accompagna le ombre
come dentro nel limbo.
della polvere
sul davanzale
morta
raccogli cenere
pozzanghera
sigaretta spezzata
scheggia
vento
frastorno
rosa stanca
tintinnio di labbra
stelle cadute
buco
steppa
Gola fredda
circolo
Fine, no
Corda
Sì e no
Prova
Mani
Occhi chiusi
Pozzanghera di smog
È la tua pelle







