non ti arriva
dall'austero clima,
ma dal vuoto
che vige nell'anima
e gela il cuore.
Ed è in questi attimi
che, distesa
sotto un manto di stelle,
chiudo gli occhi,
affidando i miei incubi
alla Luna splendente
che li rende fatati
con la sua magia.
Inizia per te
l'ennesimo
consueto giorno.
Tra le zuccherate nuvole
fa capolino il sole
con i suoi caldi raggi,
accarezza i riposati volti.
Il deserto cittadino
si muta
in agitato mare
ove confluiscono fiumi
di persone
in grigi e disarmonici campi.
Mille pensieri,
mille sogni,
mille speranze
albergano nelle loro anime,
mentre il pomeriggio
si consuma
tra mille enigmi,
mille illusioni,
mille delusioni!
Per tutti giunge
la mera ordinaria sera.
Tra luccicanti stelle
fa il suo ingresso la bianca luna,
accompagna volti stremati
riversati nelle vie,
ripopolando la città,
fluendo verso le proprie calme terre.
Mille idee,
mille desideri,
mille chimere
ritornano ad abitare in te,
mentre il sonno ti accarezza
tra mille misteri,
mille utopie,
mille frustrazioni.
come cioccolata posta su un dente,
vola via senza che tu la distingua,
al primo passaggio della tua lingua.
Essa è spesso ricercata,
ma arriva anche inaspettata,
e' una delle migliori emozioni che ci sia,
accompagnata spesso da uno stato di euforia.
Purtroppo non tutti i giorni te la ritrovi,
neanche a cercarla tra mille rovi,
ci si imbatte in lei sporadicamente,
puoi esser solo o con tanta gente.
Quindi necessita fare molta attenzione,
e sensibilizzare l'udito dell' emozione,
essa occorre imparare a sentirla,
altrimenti fai proprio la fine del pirla.
Un grigio cinereo
invade la terra.
È presto.
Non è ancora sera...
Pioggia battente
sui tetti spioventi
accompagna la musica
di una vecchia canzone.
Musica antica,
che più non si sente,
fa risvegliare
deboli sensi.
Soffi possenti
ridipingono il cielo.
Ritorna a regnare
il padrone del giorno.
Il disco cambia,
cambia la musica.
Ancor dolcemente
conquista la gente.

Sapeste..
Sapeste anche nel cuor nasce l'eleganza
ad innatural movenza,
trittico a ritmo ed andatura lenta.
Il cuor eleva
repentino ed indisturbato
va ad adagiar su verdi sponde
mentre il paesaggio l'anima percuote
e la fa vibrar di emozioni
ed il ciel di buon umori rasserena.
Sapeste com'è frizzante l'aria settembrina,
circolo vizioso fra giorno e notte,
quel profumar di terra dopo la pioggia e
sul lago due cigni a far l'amore..
Sapeste ogni stelo d'erba elegantemente
proietta la sua percezione verso l'infinito,
come ogni vita o morte
orientano lo spirito nell'universo!
Adele Vincenti
9 Giugno 2021
perché portava
calma,
consigli,
serenità.
Ora la temi
perché ti causa
agitazione,
ansia,
turbamento.
Aspettavi la notte
perché portava
sogni,
desideri,
progetti.
Ora ne hai paura
perché ti dà
incubi,
avversioni,
insoddisfazioni.
Il suo silenzio
ti insegnava
a volare
verso un nuovo giorno
su ali sempre più forti.
Ora lo stesso silenzio
ti istruisce
su come nascondere
il tuo precipitare
nel vuoto
della amarezza.
Ora quel silenzio
ti insegna
come celare
il tuo sprofondare
nel buio
della sofferenza.
Ma continui
ad attendere la notte
poiché speri ancora
che riesca a farti volare,
nuovamente,
verso giorni di luce.
e sale, sale, sale
fino alla gola e lì
l'annodo e lei mi strozza.
Ribellione, quasi follia
che si scioglie per la mente
del mio debole essere.
E questi occhi
che diventano pungenti
restano, poi, arsi e muti.
Tutto, il tutto trapassa,
lama pungente, scorribande
Logore forze
ma qualcosa vive e batte
... È la speranza...
cocci d'una vita martorizzata.
Tutto sembra finalmente chiaro
proiezione del futuro limpida, serena...
Ti desti,
era un sogno,
un'illusione.
Ti trovi china
pavimento cosparso
della tua anima in cocci.
Ti ritrovi a dover raccogliere
ogni singolo pezzo,
ricominciare a ricomporla...
riprendere a lottare...e lottare
di forza non ne hai,
non ne senti la spinta
ma ti devi pur sforzare
per chi ha creduto e crede in te...
Per quanto testarda e diffidente tu sia
Lui ha visto da subito oltre scudo e corazza
issate a tua difesa contro il mondo,
Lui di potenzialità ne ha viste, ne vede.
Fa' che anche agli occhi tuoi
si mostrino e prendano vita
dà voce alle tue emozioni...
emozioni che non odi
ma che urlano estenuanti
per liberarsi, librarsi
passo dopo passo.
Fiero di te vuoi che un giorno sia
riprendi fiducia allora, riparti
e crea armonia...
vita...
poesia...
bastano a scatenare
la tua supponenza,
l’ira violenta, rimbomba
incontrollata nell’eco:
“Non alzare la cresta”.
Ti sei divertito a dipanare
la mia mente, e ora
le tue fauci affilate
a dilaniar le mie membra
inesorabilmente stanche,
preda incontrastata
nel mio silenzio, sono pronta.
Sono pronta come seme d’esile fiore
a esser spazzata via
dal tuo vento,
eppure sento di tenerti testa
in quest’ultimo barlume
di lucidità che mi resta.
Germoglio tra le zolle
d’un campo di grano.
Oggi che sto portando
uno più di ieri
il fardello degli anni
mi sovviene il pensiero
di quanto la vita
possa essere leggera
più di una piuma
che si libra nell’aria
e molto di più dell’anima
che dicono pesi 21 grammi.
Più delle parole
e delle cose astratte
che non hanno un senso
se non vengono pronunciate.
Altrimenti restano sospese
ad un filo leggero
nel baratro del niente
legato alla speranza
che in questo gioco della vita
quello che conta
perché ha una fine
rimane solo l’esistenza.
altalenante mi siedo
tra molti perché e tanti però.
Perché tanta ipocrisia
dopo giorni in cui ti ho dato
tempo e armonia?
Perché pensieri omessi
dopo attimi in cui hai avuto
complete sincerità e ilarità?
Perché mezze verità
dopo momenti in cui ti ho dato
solo vero rispetto e pura onestà?
Falsità, bugie, tradimenti tuoi
a dispetto di lealtà, veridicità, amore miei.
Ti sei vestito di integrità
essendo in realtà portatore di corruzione.
Discepolo di franchezza
sei all’occorrenza abile opportunista.
Assecondi appena puoi
e come buon oratore plagi con maestria
per ottenere i tuoi servigi.
Persegui i tuoi obiettivi con determinazione
lasciando alle tue spalle come nulla fosse
una scia di indignazione in me
che tuttavia son sempre pronta a porgerti la mano.
Ah bell’oratore
ancora però t’appartiene
tutto il mio essere e il mio amore.
Quanto dolore, quanta delusione
a discapito di cotanta passione
da te elargita e poi tradita.
Però quanto ardore ancora
nutro in seno per te
che ti sei cibato di anima e carne mie.
Io, Pierrot altalenante, alla luna
che tanto insieme decantammo
chiedo perdono per averle parlato
d’un sogno realizzato poi sbranato da te,
avvoltoio travestito da aquila reale.
Come serpente adesso strisci via
evitando confronti pur solo in amicizia
scomodi per te che ti rintani
come ladro di virtù e beltà.
Rabbia, odio, disprezzo
potrei provarli in piena giustificazione
se non avessi in me intensi sentimenti
ancor per te che non lasciano spazio
a tali negatività e brutture.
Ho dato io opportunità alla mente
di rispondere al cuore…
mente fredda contro cuore pulsante
e l’anima è in subbuglio…
non può aver amato e amare
un essere che muta col mutare del tempo;
mi rifiuto il sol pensare che tu sia
rivelatore di funambolismo.
Allora aspetto, sì aspetto ancora…
aspetto e spero di ricevere da te
quel vero di cui ti vanti di nutrirti,
quel vero che ti faceva grande agli occhi miei
abbagliati dalla tua schiettezza.
Attendo però che sia tu a rispondere
ai miei tanti perché armandoti anche solo una volta
di sincera spontaneità nella piena libertà d’essere
colui che non delude, colui che è paladino
di candore autentico privo di camuffamenti,
spogliato d’ogni mascheramento.
da scarabocchiare,
la penna tra le dita
e la china che
scorre velocemente
per non perdere
alcuna nota
dell'anima mia,
che oggi ha voglia
di parlare a te.
Colori sbiaditi
tra le rughe dei pensieri
che libere, volteggiano
malinconici.
Parole folli
talvolta nascoste tra le righe,
per non cadere nel pregiudizio
dell'ipocrisia del mio tempo...
Chi sono dunque?
Una nota stonata
urlata da un fanciullo
che libera il suo canto,
con le cuffie dell'anima,
che detta libera il suo andare
tra i silenzi della solitudine.
Spesso ti vedo
tra iridi di lontani pensieri
adagiato tra forza e fragilità.
Appartieni ad altra vita
altri amori e tempi andati.
Ed è nei righi delle notti bianche
che ti ritrovo
col cipiglio o il sorriso di chi sa
che non esiste tempo o luogo
in cui ti possa celare
che io non riesca a ritrovare.
Nonostante ciò mi manchi,
negli anni il dolore si fa lieve
colmando il vuoto nel ricordo
mentre il cuore stanco
come un pugno chiuso
s'apre lento nella quiete
del tuo evanescente sorriso.
e sfuggente,
illumina paesaggi
ed anime,
quando insonni,
la cercano.
Appoggiarsi
alla luna quando
la solitudine diventa
un fardello,
quando vorresti
che sogni diventassero
realtà.
Come quella canzone
pensi alla notte che
non passa mai...
Oh mondo
osserva le mie lune storte,
guarda le oscurità che invadono il mio spirito,
nota il fuoco rabbioso che emana il cuor mio
celando l’atroce sofferenza che mi stritola l’anima.
Ascolta le urla strazianti dei miei pensieri,
senti le grida laceranti delle mie labbra mute,
scruta nei miei sorrisi lacrime nascoste,
rintraccia nella mia mente felici ricordi di ciò che fu.
E odiami
Vedendo la mia assordante quiete
udendo la mia gioiosa tristezza
chiaro sarà il motivo della mia richiesta
d’odio e non d’amore,
di disprezzo e non rispetto.
Quindi odiami
cosicché ogni ferita subita
avrà ragion d’essere,
ogni calunnia patita
avrà la sua logica
ogni mio perché
avrà la sua risposta.
Odiami mondo
e forse ogni macigno
diventerà piuma
ogni spina diverrà petalo
ogni chiodo si tramuterà in foglia
l’odio si trasformerà
in pace…tetra…
ma pur sempre pace.







