Di quanta vita avrei voluto vivere.
Di quanto giovane tempo
mi sarei potuta vestire,
e quanto amore e sogno
avrei potuto godere.
Non resta che il lieve
Immaginato profumo,
e questo stanco sorriso
che inconsapevolmente
mi incornicia il viso.
Maculati duri pensieri
smarriti tra le note dei sospiri
occultati dal cuore alla mente.
Sorgono vigili alle viscere
che s’aggrovigliano al digiunar
dei morsi famelici
in fulmini e saette
squarciano in due
a scaricare nel mio mare in tempesta.
Onde di vite asfissiate;
m’arresto, dinanzi
all’orrore di tale crudeltà.
Sono le tenebre
diseppellite dal mondo
che riemergono per degustare
il sangue di innocenti.
D’aurora nera
s’imbratta
l’umanità indifferente,
l’untore
a ripeterne la storia.
Inerme al mio vedere,
si piega dannatamente l’anima mia
a queste verità irrisolte.
si è incastrato un battito di poesia prodiga di cielo.
La notte gli è materna con un pizzo di stelle sul tetto e
l’alba come sorella le agghinda di speranza le pareti.
La mia casa
ha il garbo dei fiori da qualche parte e il pane fresco sulla tavola
con tre etti di profumo quotidiano
due sedie di un tempo lontano
cariche di memoria .
Indisturbata si spolvera l’argento tra i capelli
e ha mani grandi di latte caldo e miele.
La conosco e riconosco
ogni angolo
ogni piastrella
ogni fuga
ogni rumore .
-Sappi che ci sono !
Così pare di sentire un’interno nascosto.
E trovo pace
quando chiudo la porta
accendo la luce
uno squarcio di bellezza
hanno le mura
arrendevole una tonalità brillante ai vetri
con le nuvole che si azzuffano sul mare e tra le vigne dipinte
il suono fluido del fiume che racconta alla luna i suoi desideri .
... è come quel fiume la mia casa, fatta di oggi , fatta di ieri.
Passaggi d’acqua vivide di voci e di solitudine
profumi e odori di volti mescolati
dipartite mai più tornate
certezze intrappolate
e un cuore limpido
che ( nonostante tutto) scorre .
eccoci qua, ancora una volta
davanti allo specchio.
Io guardo te e tu guardi me.
E che sguardo!
Occhi intensi e profondi,
di quel verde dei prati
a confondersi col giallo
di spighe di grano.
Mi guardi, sospiri,
e io credo di sapere
cosa stai guardando adesso.
Vedi ancora quella ragazzina insicura,
timida, indecisa, con la paura del futuro,
intenta a non offendere nessuno,
a non recar danni ad altri,
a non voler ferir nessuno…
ma che viene ferita…
una volta…
ed un’altra ancora.
Fissi quegli occhi fino a penetrarli
spogliandoli dell’armatura
costruita in difesa a sogni e speranze
che pesa da tanto ormai.
E ti si mostra come mai finora
quella ragazzina, divenuta ora donna,
impulsiva, passionale, pur sempre sognatrice
china a raccogliere di nuovo
i cocci di una vita martoriata,
ma consapevole che rimessi insieme
saranno più forti e combattenti.
l’accolgo
e attendo
che lavi via
anche solo un po’
del dolore
che mi attanaglia
l’anima.
Mi immergo in essa
e spero
che non sia visibile
il mutare del viso mio.
Goccia dopo goccia
nascondo
dietro un sorriso
il mio pianto.
Sola tra la gente
spalanco le braccia
e chiedo
al vento che
porti con sé
ogni mia singola pena.
Attendo…
spero…
mentre lacrime dal cielo
si confondono
con le mie.
indossa l’esteso lenzuolo
dell’immenso cielo
pieno di vita,
pronto al dono della luce.
Profondo come l’abisso
di un mare in tempesta
nel sole che rispecchia
inverni rigidi da riscaldare.
Libero nella notte, sogna
sugli uomini assopiti,
aspettando quell’aurora
dove le anime
rivestirà di gioia e amore.
Tale sfumatura sprigiona
il più spiccato senso di libertà,
nel respiro pacato, calma trasmette
portando per mani i pensieri bui
con forza verso la meta della dimenticanza.
Come cura per il mondo
nel mio solitario andare
con rispetto dunque, t’indosso.
Respiro
a pieni polmoni
l'ossigeno
della fresca pineta,
nel cuor del mattino.
Respiro per coloro
che ormai
sono schiavi
di un tubicino.
Respiro per chi,
esausto,
è a un passo
dal traguardo della vita...
Se potessi,
vorrei donare
a chi ha bisogno
il piacere di un respiro...
Forza!!!
Quando vorresti
restare solo;
quando senti
che la gente
a due passi da te
è sempre più lontano;
quando non hai
più voglia di giocare
con l’amico che è in te...
Gradatamente,
si sta spegnendo
il tuo sorriso.
Non permettere ciò!!!
Resisti!!!
Hai ancora
tanto da dare
e ricevere
dalla vita...
Pensa al domani.
Forza!!!
Se mai fossi un pianeta
sarei nascosto ai più,
nessuno cercherei
e da nessuno mi lascerei trovare.
Vivrei nella mia essenza
e dell'assenza stessa farei presenza,
nel battito incessante del mio cuore
In un respiro calmo,
di questo grembo cosmico.
Nel bagliore balenante
di un galattico infinito
vivrei
Il mio eterno tempo.
di rivedere luoghi
di gioventù,
paura di star male
al pensiero di chi
non c'è più,
di vedere troppi
cambiamenti.
Non ho il coraggio
ma devo essere
forte per due,
tu non sei più tu
dopo l'intervento,
ed io mi sento
tanto sola.
Iceberg,
è così che alcuni mi chiamano…
sì proprio iceberg,
perché mostro non a tutti,
non a chiunque
una minuscola parte di me.
Non capiscono, non si chiedono
il perché.
Non sanno, non immaginano
che sotto questa montagna di ghiaccio
vive il mio inferno
fatto di emozioni e pelle lacerata.
E a chi mi chiede come sono
rispondo ammiccando un sorriso
che sono liquida…
fatta di sangue e lacrime.
Non tutti comprendono
questo mio dire,
senza chiedere o avere spiegazioni
interdetti credono
che io sia un po’ fusa.
Ma in realtà
so che sono solo per pochi;
per coloro che conoscono
l’amaro sapore e il pungente odore
di lacrime versate da chi
ha dato tutta se stessa
senza chiedere o volere
nulla in cambio.
Lenti rintocchi
di vecchie campane
giungono tristi
e martellano i cuori.
Piaghe dolenti
di lacrime amare
provocano rivoli
che scorrono rapidi.
Nel vicino campetto c'è
chi attende un vecchietto,
fiducioso e paziente
di sentir la sua voce.
Un gruppo di bimbi
ad una sedia fa cerchio
rivivendo le favole
di un allegro nonnetto.
che tutte queste fiamme
di cristallo
saranno solo
un ricordo.
Arriverà improvviso...
squarcerà il cielo
e cadranno
pezzi di nuvole
sui sentieri solitari.
Arriverà il giorno
che incontrerà la notte...
e senza paura
si fermerà ad inseguire
il suono
della tua voce
ormai lontana.






