Da suoni sinistri i miei pensieri sono divenuti una melodia infinita
Ciò che prima brillava a tratti adesso risplende di continuo
Lo stupore è in ogni cosa e ogni cosa è stupore; gli sguardi impersonali sono ormai parte di un disegno dai contorni ben definiti, nitido, chiaro, puro: la mia anima.
La staticità rassicurante della nebbia e dell’impersonalità è divenuta inquietudine... scoprirsi, scegliersi di continuo, fare degli altri non un modello ma uno specchio, uno specchio che riflette le mie urla interiori, che adesso sono voci soavi
Lo scrigno dei miei segreti è accessibile, le chiavi risiedono nel grado di spontaneità con il quale ci rapportiamo... l’essenziale non è invisibile, l’essenziale siamo noi, dei noi consapevoli.
si deve ancora fermare quella maledetta ruota,
potrebbe segnare la fine dei miei giorni,
la fine della vita
o trarre nutrimento da aliti di gente
e continuare a girare in un infinito
perpetuarsi nel tempo, un continuo girare
senza scopo e senza senso.
Ho fermato quella ruota, ho acceso una sfida
che pochi hanno osato, ho fermato quella ruota,
ho chiuso gli occhi e mi sono allontanato.
Nessuno si approprierà della mia vita,
neanche quella stupida ruota.
Ho iniziato il mio cammino conscio del percorso
che avrei scelto e chi avrei incontrato.
Sarebbe stato un percorso difficile,
ma intorno a me avrei avuto sempre qualcuno,
esseri umani da cui trarre nutrimento
dolce e amaro nutrimento per la vita.
Ho allungato le mie mani là dove io volevo arrivare,
la gente le stringeva e mi implorava
O Narciso con quale aria giocosa mi guardi,
ma non illuderti, neanche tu potresti capire
il segreto della mia esistenza...
povero piccolo e insignificante Narciso
quale compassione mi fai!
E il cielo
si lecca le ferite
dalle mute parole
che hanno graffiato l'azzurro
con gli artigli neri
di un corpo imbavagliato.
Solo la libertà
di un ultimo respiro
gli ha dato aria e voce
per volare in alto
con le tarpate ali
di un essere invisibile
e vigliacco
senza l’anima
e senza il cuore per amare.
che passa,
riflettono luci di case,
la sera.
Finestre illuminate
dove intravvedi famiglie
riunite a tavola,
volti stanchi,
sereni o tristi.
Luci di sera
ricordano persone
scomparse,
sempre vive
nei cuori,
intanto il treno
va...

Oggi non ci sei
non c’è nemmeno il cielo
nascosto dalle nuvole
sono così grigie
che disperdono quel blu
che c’è lassù.
Oggi non ci sei più
un fiore che muore
portato dal vento in riva al mare
e ti senti così triste
perché quel canto finirà per sempre
con questa malattia
che mette paura e tanta malinconia.
Oggi non ci sarai
a raccontare tante storie
e a ricordare i giorni infiniti
quelli pieni d’allegria
quando il cielo era blu sopra le nuvole
e nel tuo cuore c’era posto per tanto amore.

Oggi sto chiuso dentro un caverna,
non vedo niente, tutto quanto è scuro
e spero che in un prossimo futuro
si accenda in me una fulgida lanterna
*
che mi ridoni un brivido alla pelle;
mi faccia rifiorir le idee, ma… tante.
E come tempo fa scriveva Dante
che mi riporti “a riveder le stelle”.
*
Ho percorso le vie dell’esistenza
e ancor non ho raggiunto la mia mèta
ho vissuto una vita da poeta
troppi pensieri senza consistenza.
*
Pensieri vuoti o colmi di passione
spinto da indiscutibile energia
volendo tramutarli in poesia
a volte ho quasi perso la ragione.
***
Non cambierei la mia vita
con nessuna al mondo
pur provata, ho imparato ad amarla
compiacendo di ogni cosa e senza nulla a desiderare
se non lo stesso identico percorso .
Un tempo incantata
dall'ingenua freschezza,
quando i giochi
fiorivano dal cuore .
Custodita dal crepuscolo
quando tingeva le stelle e
una ruota di carbone pervadeva la stanza .
Di altri tempi era l’odore, il rispetto
l’allegria, la semplicità , la magia .
Oggi ho tanta nostalgia
di quelle mani che hanno dato un nido sicuro
alla vita mia .
Lei mi ha insegnato
che siamo un soffio di sentimenti ,
mi ha insegnato a tessere il bene ,
a come prendermi cura di un fiore,
a raccogliere due gocce nello sguardo del cielo,
due foglie ambrate alle radici,
il chiaroscuro di un raggio di sole .
E ogni volta che cado e rinasco
meravigliosamente un cielo mi avvolge.
In attesa di quel silenzio
che tanto mi piace ascoltare
con i piedi scalzi e gli occhi
di soffice ovatta puntati al cielo .
A cercare una nota di sole
l’aria umida che scompone le foglie
la felicità dei bimbi sull'erba
i giorni a perdersi
sospesi dall’invisibile.
E in un letto di papaveri rossi precipitare ,
correre e sbucciare le ginocchia sui sassi
ritrovare la rugiada con le mani fin dentro ogni crepa
incontrare tra le sponde
l'antico scorrere del fiume.
Tuttavia la leggerezza si è persa
l’angoscia mura la bocca ,
il denaro acceca gli occhi ,
desta l'apparenza, la superficialità ,
l’invidia, la vanità .
Ma io mi rifugio dentro le parole
nell'aria che ancora profuma di rose
nella mescolanza dei crepuscoli
nella chiarezza dei giorni
nel respiro del mare
nella transumanza dei fiori
nella speranza
nella magia di un sorriso sulle labbra
nel gioco armonioso del vento
in una preghiera .
Possa Dio darmi versi in abbondanza
e un brivido leggero
al lato infinito del cuore.

Una stella sopra l'onda
di una nuvola
con la luna
che s’affaccia sul mare.
Un bel sole è una cometa
che ricama la vita
come pioggia dentro il mondo
in un viaggio infinito.
Un ritratto dentro il cuore
è un momento di vita
dentro attimi d’amore
fatti solo per sognare
pensare ma senza odiare.
Una stella su nel cielo
un anno che va via
lasciando attimi di follia
e uno spazio infinito
dentro un nuovo ritratto
che darà gioia alla vita.
Al mio cielo stellato affido il mattino
e lo adorno di rosa
come un campo di effluvi e piccole farfalle
cosi brevi nella vita ma abili giardinieri per l'anima.
A piedi fendo i passi tra i sentieri
il vento mi torna nelle pieghe della gonna
lasciando chiarezza del colore
un viola sconfinato vivace e fresco di rugiada,
che illusione !
Non mi pesa il cammino crescente sui colli
tra i capelli un fiore
m'insegna a danzare
mentre voli ed echi tra le pietre riservano carezze.
Sono lusinghe a mutare ogni freschezza
incantata mi lascio pervadere dalla malvarosa
e due fiori accarezzano i pensieri ...beata giovinezza .
I giorni scorrono come dadi lanciati
da un giocatore impaziente
la mano tremante li afferra li scuote
e poi li butta in maniera ossessiva sperando
che venga fuori la combinazione giusta
per far quadrare un bilancio
di una vita
rotolano i giorni rotolano
verso anguste speranze
ristrette in spazi sempre più piccoli
concessi dal tempo
tutto si perde nell’eterno cerchio
i giorni cadranno come i numeri
fino all’esaurirsi del gioco per poi
venir contati da chi guardava
quei dadi rigirarsi con la mente
e gli occhi avvolti da un velo di pietà.
l'ho lette per renderle libere ma sono tornate indietro perché delle parole inutili nessuno sa che farne ...
ne ho appallottolati di fogli senza strapparli!
Tagliare le parole non è giusto ...
Il foglio le raccoglie paziente rimarginando le ferite che producono al suo biancore ...
rimane inespressa la storia di mille storie che vivono prigioniere dei quaderni segreti che conserviamo in fondo al cassetto ...
povere immagini di noi sfocate e sbiadite ...
ti ho sentito cantare ma ... perché?
Una nenia malinconica come il miagolio di un gatto alla luna.
Sarebbe bello se mi carezzassi la testa mentre guardo perso il fuoco ravvivato dalle mie pagine ferite....
Volava l’aquilone
veleggiava coi pensieri
scrutava l’orizzonte
alla ricerca del mio ieri
che ormai s’era perduto
sconfinato nell’oblio.
Ogni tanto mi scuoteva
riportandomi al presente
mostrandomi un sentiero
che non avevo mai percorso,
Era tutto colorato
ammantato di violette
che facevano l’inchino
alle rose e i gelsomini
preparandosi alla sera
che giungeva come sposa.
Iniziai cosi a danzare e
come bimba a cantare
accarezzando quelle viole
ho lasciato che il pensiero
assieme all’aquilone
prendendosi per mano
continuassero a volare
planando verso il mare
a incontrarsi col tramonto
per unirsi in un abbraccio.
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