Nel palmo della tua mano
incolume dai rigori del vento
adorni un pugno di stelle
e gemme di luna
consumi sui tetti .
Paese mio
il tuo è un vivere eterno
che culla vecchi natali
a grappoli germogli malinconie
e passi di foce eterna scorrono
ciottoli ed echi .
Nel tuo canto
s'infiora il cielo
mentre nuvole
vanitose passano .
Burka mi sovviene, il suo fondamento...
solo ad evitare mascolino il turbamento!
Occhio non vede... cuore non freme
un celar di caramelle ai bimbi o di contro
provocazione spinta, il suo fondo
verifica del macho: fin dove si trattiene, poi
ok se tutto piace, altrimenti si dia pace.
Dal vero prescindiamo e sempre
al chi l'ha detto ci giochiamo il giusto
sarà ricetta di fascia protetta,
di strada d'appoggio, dove scaricare
responsabilità senza esser visti
per la nostra mancata scelta?
Indispensabile è giusta gradazione
e vitigno migliore non è certamente
per provenienza, ma in acquisizione
d'adeguata maturazione, sei politico
si è provato, senza valido risultato.
Parole e fatti ho ascisso e ordinato
e con nessuna democrazia, mai
sono utilmente lievitati al centro.
Non siamo propensi alla socievolezza
a meno che non sia di parte avvezza,
siamo esseri imperfetti e rischiamo,
nel diabolico perseverare, di scendere
oltremodo, senza più trovare
... la strada del ritorno.
povera gente
anche se stringiamo i denti
fa tanto male
star male dentro.
Che ne sarà di noi
dopo che il mondo
ci è già crollato addosso
per assurde malattie
o sentimenti dispersi dal vento.
Un vento colmo di nostalgia
che fa fatica ad asciugare
quelle lacrime...
Che ne sarà
di quella confusione nella mente
persa ad ascoltare
parole che fino a ieri
sembravano soltanto un banale contrattempo...

Concretizza pensieri con getti d'inchiostro,
delle perdute stagioni di sole,
le mie sabbie del tempo
scivolano tra le dita.
Le acque dei pensieri
turbinano, mulinelli nella mente.
Ritornano nomi antichi,
consegnati all'oblio riaffiorano
con i volti di chi è andato via,
irrevocabilmente per sempre.
Scatti su pellicole bruciate dalla luce.
Resta quel lampo immaginifico
che ricostruisce una memoria
per poi distruggerla fulmineo
e riportarla nel regno dell'assenza.
Assomigliano a spettri
perfino i luoghi familiari
abbandonati nel sogno.
Il cielo ammicca puro ed azzurro
alle mie nostalgie.
Ma il vuoto perdura,
fino a sembrare eterno
eppure è solo il tempo di una vita.
Un soffio, un volo, un pianto.
Un attimo fuggente.
la strada, l'amore
diventa un'irta salita.
Allegri vanno sulla collina


Il silenzio è pura magia,
crea spiragli di luce
in stanze buie e chiuse
e ridesta emozioni a colori
su attimi di vita in bianco e nero.
Il silenzio è vera musica,
non sempre è fantastica
a volte è invadente
e innesca suoni nella mente
di chi ascolta attentamente.
Il silenzio è poesia,
apre le porte alla fantasia,
senza dubitare
ti induce a meditare
e crea armonia dove regna la follia.
Il silenzio non sempre è coerente,
è un'alba che tramonta,
fredda e pungente, calda e inebriante,
avvolge la creatività con pause di riflessione
ed entra nel cuore senza far rumore.

Gira e rigira in senso orario
l'antico souvenir che giace sul piano.
Triste melodia che mescola i pensieri,
la piccola orchestra in quiete tempesta.
Vittima di un destino che guida il gioco
con lubrici ingranaggi di ottone antico.
Note pungenti, emozioni contrastanti,
ritmo incalzante nel suo moto incessante.
La docile ballerina che smorza il respiro
mentre insegue la sua ombra riflessa sul muro,
chiede nenia per la polvere del tempo,
in attesa di redenzione dalla solita rotazione.
i lembi di trina si scuotono e
una gioia leggera scompone il rosa d'Aprile
ricamato di rondinelle
si placa l'essenza delle forsizie gialle in fiore e
cirri freschi e fiati di vento
sposano il mare .
Sul far della sera
ogni tavola siede e accoglie di pane e vino le labbra
le ore hanno il passo lento ,
il vapore si addensa ai vetri e ricuce briciole di luna
è rugiada che cola alle pareti
mentre un pieno d'occhi e piedi scalzi
parlano ad un frammento di cielo alla finestra e
tutto prende forma .
E' li che lei si posa ,
nelle cose che si vedono e che non si vedono
carica di sentimento ,
colma di silenzio ,
gonfia di sogni ,
tra le corolle chiuse ,
tra le vetrine accese ,tra gli alberi che danzano frenesie
mentre piccole lanterne passano e
infiammano le vie .
l'ombra spesso mi ricopre
e dell'anima mia pura, rimangono dita annerite,
come rami secchi da recidere.
Sulfuree le gote cristalline
di timida bellezza a volte imporporano
come bimba sulle parole languide e d'amore.
Cuore leggero scoppia
per comprimere l'aeree emozioni
che volteggiano , sollevando anche la mente logica
e pregni d'illusioni.
Sono io...
Così semplice e quasi adolescente
mi ritrovo in questo mare
che onda dopo onda
non riesco più ad ascoltare,
il canto tuo richiamo
che può ancora fare male.

Il destino, beffardo e sinistro,






