Sarai più buono forse...
Solo se tu lo vorrai.
Osserva la luna stasera
sta appoggiata al cielo
e le stelle la stanno a guardare
lei non è cambiata
è come quella di ieri, come sempre.
Sarai diverso, come nuovo,
un anno in più può cambiare la vita
un vecchio oggetto che non è mai servito
lo avrai buttato dentro il passato.
Sarai più buono
andrai a trovare chi non ti ha mai dimenticato
e che tu da tempo hai trascurato.
E’ un giorno nuovo
dopo i rumori e buoni umori,
solo se tu lo vorrai
dentro la luna potrai dormire
per poi sognare
di essere tu appoggiato al cielo
con tante stelle che ti stanno a guardare
perché sei cambiato...
Più buono.
Hai potuto vedere
un giorno-
trascorrere ,finito-
e nel suo incedere costante-
(so che) hai notato
l'adattarsi delle tinte.
Quando i suoniluce
del mattino-
senza argini discreti-
trasformavano dolcezza-
in acuti gracchiamenti.
Eppure ti sei arresa, innamorata-
con la rabbia dei folletti-
e hai cercato goffamente-
un'inspiegabile ragione.
Per poi accorgerti all'istante-
che fa parte del riassunto-
il procedere sfrenato.
Mentre il Gufo si rintana-
una sirena mugula terrosa.
-Slitta ancor la nevicata.-
E il cuore osserva rassegnato-
scruta l'erta-
attende il transito.
Quando affievolendosi il baccano-
il tuo Lupo dalla vetta-
osserverà di te l'odore-
di quel vento,
sulla strada.-
"Nessun dorma"
quando sbraita.
si affaccia su un campo da calcio.
Cos'ho in comune con un simile panorama?
mi chiedo spesso,
io che al pallone
preferisco il divano.
Ma questa sera d'autunno
i ragazzi stanno giocando
perfino sotto la pioggia,
zuppi come stracci.
Li guardo dai vetri,
grondante della tua assenza
che cade fitta.
Potrei essere
loro compagno di squadra.
Proprio ora,
per non smettere
di soffrire nel grumo
dei pensieri
che convincono la notte
della sua eternità,
laddove cresce la bonomia del vento
per sollevare le vele dell’arguzia,
per disperdere gli sbuffi di nebbia,
proprio ora,
per crescere nel torpore
che affascina e percuote,
per restare compresso
nell’indifferenza che non arretra.
Proprio ora,
per non arrestare il rigurgito
dei giorni attesi e mai dimenticati.
Parla ancora

Ho guardato i tuoi occhi
e ci ho visto dentro il mio cuore
le regalo un fiore
che ho raccolto poco fa.
Oggi è un bel giorno
qui c'è il sole che si specchia nel lago
ed io dico buongiorno signora luce come stai?
Ho rubato i tuoi occhi
e ci ho scritto parole d'amore
scusa tanto, ma sentivo di farlo
per poi farcene un libro
con il titolo che portava il tuo nome.
Sei una donna bellissima
e chissà quante volte te lo hanno detto
fai girare la testa
solamente a sentirti parlare
profumi di un fiore assai particolare.
Oggi è un bel giorno
peccato che poi va a finire
e ti voglio sognare così come sei,
una donna bellissima
con gli occhi di Venere
e il mio cuore farai bruciare come cenere...
Come se fosse gratis,
Il signor Nessuno
Mi ha detto di non preoccuparmi
Come se dovessero nascondere
Qualcosa,
Il signor Nessuno
Per la festa dei signor Nessuno
Niente è mai troppo
Niente è mai poco
Ma dopotutto vogliono solo
Divertirsi
I signor Nessuno
Mi ha ordinato 30 chili del mio corpo
Come se non avessi fine
Il signor Nessuno
Mi ha detto di tornare all'ovile
Come se volessero nascondermi
Il mio destino
Il signor Nessuno
Per la festa dei signor Nessuno
Vengono maiali
Per mangiare altri maiali
Ma dopotutto vogliono solo
Divertirsi
I signor Nessuno
nascondono insidie e cattiverie mentre...
ogni verità vien calpestata da invidie
e da talloni di profonda ipocrisia.
nascondono tracce di lacrime per
dolori immensi e tristezze profonde
occultate dietro finte forzature.
che non trapelano i veri sguardi
per confondere chi non ha veli.
Son volti che portano maschere.
Oblio e notte
Silenzio atono,
in ogni dove,
notte fonda,
i miei pensieri
levitano nell’ etere,
animo dolente,
ricordi dolorosi,
cattivi pensieri da dimenticare;
e questa notte perenne,
ed infinita;
oblio,
ma il sonno fugge,
e guardo la notte
incommensurabile,
dove il tempo pare fermarsi,
per sempre.
Il viaggio comincia laddove inizia la fantasia
ed io nel mio viaggio non porto bagagli
ho tutto a portata di mano.
Mi appoggio al cielo e mi sazio del rosso dell’Autunno
come nuvola bianca mi lascio trasportare verso luoghi sconosciuti
volo alta e mi sento " viva “ su tutte le cose
come neve siedo e aspetto le
rose.
Non ho più i brividi
per ogni nuova stagione,
sono spoglia di ogni tremore ,
non ho più paura dell'incertezza, non ho paura delle malattie,
non ho paura di morire,
di soffrire, non odo boati,
non vedo sangue innocente sul fondale ,
ne’ celluloide sospesa a filo d'acqua trascolorare le acque del mare .
Nel mio viaggio non affretto i passi, in solitudine rimango ore ed ore ad osservare le stelle
liete luccicano il cammino ridondante di poesia
c’è tanta pace
in silenzio
osservo le grondaie impastare la via.
Il vento scrive lentamente i giorni ,
la pioggia cade ed è ristoro,
assaporo ogni frutto della terra e non lo temo .
Serena passo oltre ,
oltre i ponti , le strade, le città e non ho paura di cadere e fare un volo ...
Poi mi desto e riapro gli occhi ed è li che finisce il mio viaggio
quando mi accorgo di aver fatto un sogno e il MONDO bisbiglia all'orecchio: coraggio!
abbandonati
agli sciacalli
da un volgo
di vipere,
si districano
da una folla malata
che vocifera
ad ogni diceria.
Egli ha
la verità come regina,
il silenzio come compagno
e la bellezza in sposa,
e disvela il falso
in un mondo in posa
che lo percuote
come il bruto
con la sua donna.
Gli è propria
la censurata visione
di pura emozione
che vien celata
dal teatro
di sporchi teli,
tanto amati veleni.
Il poeta
senza paraocchi
soffre
e si perde
e si trascina
in questa terra viva
di morti."
invadono corpi
sotto un cupo cielo
lacerato
dal tuono
e una pioggia cattiva
intride una terra
riarsa e
immemore
di riti pagani
mentre vapori indistinti
si alzano lenti
come anime
incerte di
vaghi ectoplasmi
... e da lontano
cigolando stride
una vecchia giostra
arrugginita
spinta da un
insolente e gelido
vento del nord







