Ginestra similmente a donna
per il suo respiro tiepido
tripudio di vivida armonia .
A tacere gli occhi
il bagliore dell'oro
a scorrere la vita
i sentieri di riverbero chiaro
a ritemprare ogni ombra tra i rami
tenera speranza di pagliuzze di sole
petali d'amore
fragilità delicata ed effimera Primavera.
Ora qui in attesa di un'aria nuova
il vento è un finestrino aperto nel cielo .
Cosi la felicità dei bimbi sull'erba quando avanti e indietro
si attaccano alla coda degli aquiloni ,
danno più spago , rimangono sospesi con la testa alta
e sembra che nessuna tormenta li possa portare via .
Pari alla felicità del cielo
i campi hanno il raccontarsi delle farfalle ,
papaveri rossi si redigono fin dentro ogni crepa e
l'antico scorrere del fiume riprende a memoria le sponde.
Tuttavia il mondo si nasconde e la realtà non è mai quella che sembra
avanza la fame , l'angoscia mura la bocca , affonda le radici , il denaro acceca gli occhi , germoglia l'apparenza e la superficialità ,
il sangue scorre tra invidia e vanità, la voce si culla.
Ma nell'anima di un poeta , nel silenzio delle cose , l'aria profuma ancora di rose
l'alba è un bacio che s' immerge nel respiro del mare
il crepuscolo è una transumanza di fiori ,
oltre i segni del tempo lo sguardo si veste di speranza .
Possa DIO avere comprensione e compassione
donarci ancora un aquilone
legarlo alle nostre mani con la saggezza del cuore
e farlo volare alto libero pieno d' amore .
.
Il calore della sera
affonda colori e odori
assieme ai raggi del sole
all’orizzonte.
La dolcezza dell’aria impregna le cose di magia.
Sogno un cielo più vicino
ai dolori della terra
non più ore di piombo vissute.
Sogno strade libere, non labirinti.
Il cielo però resta muto e lontano.
Costringe a camminare senza risposte.
Vorrei credere al cielo
Per poter lasciare questa terra vuota di sentimenti.
Vorrei trovare il punto luce
là dove il sole declina e perdermi tra emozioni.
Soffro in tenebre profonde.
Non ho sgominato i tormenti dell’anima
nè ho lasciata libera questa tediosa malinconia.
I colori della sera d’estate continuano ad elargire promesse.
L’aria quieta e profumata dona serena solitudo.
Guardo l’oscurità avanzare
sono presa
dall’abbraccio freddo dei pensieri.
Parole stonate
Mosse da fili dell’indifferenza.
Sul selciato della vita
calpestii di passi sempre più lontani.
Parole cadute come petali di rosa,
spine lasciate alla luce ad essiccare.
Cadono le illusioni.
Un freddo inverno congela gli ultimi sogni.
.
La vita spesso matrigna
tortura chi vuol guardare il sole.
Restano in cielo nubi scure
dal capo rivolto.
....Sulla terra, polvere
coprente barlumi di vite.
Danza un tango,è assai graziosa
in movenze intrise di seduzione.
Sorride e canta, si colora di rosa
nel viso innocente, traspare pudore.
Danza e sorride una fanciulla
negli occhi il colore del mare
nel corpo tanta voglia d'amare.
Volare leggera come libellula,
volare lontano, tra braccia forti
scordare un'infanzia perduta
tra ceffoni e parole sbagliate
troppe volte subite e ascoltate,
è tempo di prendere il volo.
La vita è come un tango
col passo giusto non cadrai nel fango
meriti felicità
qualcuno con rispetto per mano ti terrà
nella vita con te danzerà.
Nella nuova dimora
regina t'incoronerà
e stringendoti al petto
a far capriole nel letto t'insegnerà.
Casa
Casa tua,
lassù nel bricco,
un pò in salita ,
come la vita,
un pò in cima al paese,
tra vecchie costruzioni,
il castello,
antichi lampioni,
ciottoli per terra che sanno di storia;
e tu sei lì,
casa tua,
a ridosso della chiesa,
casetta piccola,
ma con tutto il necessario,
la porta di ferro,
e poi quella di legno,
le sedie fuori,
i tuoi oggetti,
questa casa che sa di te,
che sa di libertà,
di serenità,
e li trovo te,
e il tuo affetto,
il tuo sguardo un po’ triste,
e tenero,
la tua casa,
che sa di te,
di te,
amore,
adoro la tua casetta,
che mi porta a te,
lassù. nel bricco.
tormentato dal rimorso,
venuto sul luogo
del massacro,
con la croce sul dorso.
Una giornata limpida
non oppressa dalla nebbia.
La nera croce
non vidi
scolpita sul tetto.
Sganciai, a volo radente,
quella bomba assassina.
Il pianto dei fanciulli
risuona stridente.
Ogni capello
del mio capo,
conosce la sofferenza.
I cimiteri sono pieni
delle mie colpe.
Cadaveri inumati,
disseppelliti dal peccato.
La condanna
di vivere in eterno,
lontano da Dio
e dai fanciulli.
Crepuscolo notturno,
buio greve che sovrasta ogni cosa,
stanza in penombra,
oscurità incipiente,
incombe come una cappa,
in ogni dove,
silenzio profondo
ed immoto,
occhi pesanti,
carichi di sonno,
che faccio sveglio,
cerco pace,
ristoro,
calma ,che non viene;
tutto fermo,
immobile,
nessun rumore da fuori,
tenebra caliginosa,
com'è lontano il giorno,
giorno.
Scambio, deviatoio, proprio così!
Scambio di idee, di sentimenti,
di sensazioni, di affetto e cortesie,
ma anche di amore, musica e poesie!
Come lo scambio delle ferrovie
devia il percorso dei suoi treni,
così la vita devia il nostro percorso
ma dove ci porterà, senza rimorso?
Non guarda in faccia, non si fa scrupoli,
vola e scorre sui suoi binari,
non ha una meta, non sa dove andare,
è senza pudore e non sa cosa fare.
Depravazione, arroganza, prepotenza,
avidità, ingiustizia, vendetta, ipocrisia,
inganno, tracotanza, rigidità e violenza,
ma dov’è la dignità, l’orgoglio, la coscienza?
Se ricevi uno schiaffo, porgi l’altra guancia,
se qualcuno ha freddo, dagli il tuo mantello,
non scansare chi ti schernisce, ama chi ti ha odiato,
seguimi nel regno del Padre, è li che sarai amato!
A cosa è servito l’insegnamento di Dio,
a cosa è servito il sacrificio del Figlio,
l’abbiamo forse scordato o forse ripudiato,
dov’è lo spirito umano, l’abbiamo abbandonato?
Meditate gente e lasciate questa strada
perché questa è la via della rovina,
la strada della perdizione, del fuoco eterno,
la fine del mondo, la via che diritta porta all’inferno!







