Nel cuore della notte
in una stanza come tante
nel cuore della notte
in un paese come tanti
alle due di notte è fuori
sbattuto in prigione
un minuto prima libero
in un amore sicuro
alle due di notte si separa
mentre il mondo dorme
sotto il cigno di Luglio
alle due di notte cessa di nascere
alle due di notte inizia a morire
solo con un pianto cieco
C’è sempre lei
a rubarti l’inchiostro dei pensieri.
Ti possiede con la sua malevola ombra
un’ossessione che rosicchia il nostro Tempo
che fa scolorire l’intensità del mio amore
offuscato, dimenticato,
perché c’era, c’è e ci sarà sempre lei:
indesiderata, invadente, opprimente, esistente.
E il mio pianto solitario
resta un vano lamento
una voce roca tra pareti d’alabastro.
Come se fosse niente
un improvviso temporale
con conseguenze irrimediabili
che lascia tutti senza parole.
Come se fosse così
che all'inizio sembrava niente
ed invece poi finito tutto
si comincia a capire il vero senso.
Non era per nulla veramente niente
che confusione dentro la mente
quando i conti non tornano
perché troppa è la gente
che ci lascia la vita
per tornare nei sogni.
Come se fosse niente
una cosa così
con un domani chiuso dentro una stanza.
Tornando per le vie
che puntan verso casa
scorgo ragazzi in piedi
abbracciati vicino al motorino
anziani seduti sorridenti
a dispetto degli acciacchi
bambini gioiosi che si rincorrono
col futuro davanti
ed è bello vedere
che nonostante il mondo
c’è ancora un po’ d’amore
strada facendo
Non sentirti Autunno se
mescolanze azzurre
ti assistono ancora , la finestra è dorata!
Forse è un ricordo sparso tra i girasoli
...quel secco sotto i passi
segue i filari della vigna matura nelle vallate
dove tra i gelsi e le querce
un vento fresco torna a danzare .
Si rinnovano i colori rubicondi delle foglie
i silenzi ritrovati tra le persiane chiuse
i pensieri tristi e malinconici dei versi .
Torna il vuoto sul mare increspato
la corposità dei temporali
i riverberi chiaroscuri delle nuvole
dove scorrono paesaggi infiniti
rifugi, crepe , primula neve e poesia.
Da ascoltare , da amare,
da raccogliere se si vuole con gli occhi.
Il pulviscolo del mattino,
un pensiero qualunque .
E c’era il mare
ma prima un fondo di strisce verdi
striava la collina .
E l’orizzonte saliva docile
sulla mia tavola
approntavo le guance
tra i contorni di quella luce tra le ciglia
che tremula di azzurro
spianava la tovaglia grezza.
Tra le pareti
le note del vento
promesse a misura di ala di gabbiano
rifugio di un battito
nel riflesso del cielo .
è il rifugio delle parole sopite,
uno spiraglio di luce giocosa.
Non più sognatore...
Rileggo gli ansimi
del cuore che s'attarda a vantare
tenui battaglie, sofferenze mai gridate
oltre le sbarre che sanno piegarsi.
Accendo il chiarore di semplici parole,
le includo tra pagine indifferenti,
le ripongo dove eco di voci non giunge.
Non più sognatore...
Illudo i battiti
del mio cuore...s'agita tra le pieghe
di un sorriso che accetta remissione.
Si protende a schernire gli amanti
ricade stordito di vanità.
Gli amori e gli amanti credono
non soffrono che per se stessi,
ridono di allegre vanterie.
Dormono senza ritrosie o pentimenti.
Non più sognatore...
Cadono le stelle sui nostri pensieri
e passo dopo passo
la città si addormenta sulla nostra memoria.
Cadono le stelle sulle strade distratte,
alti svettano nell’aria straniera
i verdi boschi verticali.
Lo sguardo insiste lontano
e il silenzio notturno
allontana per sempre
disegni
nascosti
di cieli proibiti.
C’è un uomo seduto
che guarda nel tempo,
con occhi lucidi ai suoi ricordi.
Lo spazio di fronte
è giallo di fieno e terra arata
nel sudore versato,
col sole splendente a cuocere il cuore.
Una fatica diversa,
lontana,
accompagna quel viso abbronzato
nei miraggi segreti della natura,
in un posto remoto
nei pressi dell’anima.
Una spiga fra i denti,
usanza lieta di quiete
in finale di giornata,
ad osservare il cielo alto,
rosa, profondo di pacifico spirito
in tramonto vermiglio.
La schiena poggia stanca al muro,
e il corpo si gode tutto
il rimirar andante del vento
che passando, solleva polvere e foglie,
agitando i cani di fianco,
legati a una corda.
Ululato loquace
in aia spaziosa,
deserta
nel solo vocio danzante,
di donne affaccendate
alla cena.
Luna grande, bianca,
arrivata con l’alone a vibrare
di luce la terra,
e ancor l’uomo che osserva calmo
la sera calante che arriva.
fai sentire ancora
cos'hai dentro il cuore.
Parla ancora
del sole, le nuvole
ed il mare
descrivi i tuoi giorni felici
quando tutto andava bene
e la luna
danzava con le stelle.
Scrivi perché tutto
non è finito
ed è come se fosse appena iniziato
sei dentro un sogno infinito
dove nulla è proibito
e scrivere per inventare
fa bene al cuore
e all'amore.
E' un momento che il tempo
non passa,
batte il cuore
e ti senti infinito
con un bacio catturi l'amore
lo imprigioni con belle parole.
E' un momento
che potrebbe durare per sempre
se non c'è il vento
a scuotere le foglie,
ma non per questo morirà nel cuore
lo terrai senza fare rumore.
Un momento un temporale
senza freddo,
col calore di un bimbo
che troppo presto diventa grande
un lieto fine
dove il tempo ed i sogni
non finiscono mai.
Mi diletto e Strimpello
in Stampatello parole versatili
composte di musica propria
complici da natie magie emozionali…
Un saltellar di suoni e vibrazioni,
respiri increduli dinanzi
a sguardi smarriti di uomini persi
nel cammino di stridule raccolte
mute di pensieri
cui il silenzio non dona…
Lacrime versate su letti di spine
raccolte in trambusti di andirivieni
in un mondo pretenzioso
senza più capacità alcuna a far dono.
Pulsar di lemmi confusi
sapienti del lor dolore inciso
nel profondo sospiro,
raccolte sterili nel gustare
raccapriccianti visioni…
Il giusto,
divenire acqua di torrente
ormai stagnante
per la poca forza di dar voce…
Non teme!
Germoglia nel mirare
scomposte armonie fragili,
rimanenti sostanzialmente forti
nel meraviglioso guscio di alchimie
per una vita ancora vera
riservata nel vagare
nel ritmo vibrante
Riconoscente del suono d’amore.
https://www.facebook.com/anoncaleonardo/videos/3208522199191611/?t=0
sopra un letto di rame
tra ricordi remoti di
ramarri rapiti
da voraci rapaci.
Raramente ritorno tra
rami di rovo
e lontani rimbombi di rumba
tra ricordi di rapide risse
con ragazzi ribelli
dalle rotule rosse.
Rileggo romanzi
di ampio respiro
immerso nei ruoli di
regali regine
assise su troni
tra rose appassite.
Ritiro e rimaglio reti riusate
sopra riarsi roventi arenili
ripensando a ridenti ragazze
con le ciglia rigate di rimmel.
Rileggo le storie di un tempo
....oramai sono pieno di rughe
tra ricordi a rilento e rimorsi
rotti solo dai rari riflessi
dentro un lento annegare
nei riflussi.









