C’è un uomo seduto
che guarda nel tempo,
con occhi lucidi ai suoi ricordi.
Lo spazio di fronte
è giallo di fieno e terra arata
nel sudore versato,
col sole splendente a cuocere il cuore.
Una fatica diversa,
lontana,
accompagna quel viso abbronzato
nei miraggi segreti della natura,
in un posto remoto
nei pressi dell’anima.
Una spiga fra i denti,
usanza lieta di quiete
in finale di giornata,
ad osservare il cielo alto,
rosa, profondo di pacifico spirito
in tramonto vermiglio.
La schiena poggia stanca al muro,
e il corpo si gode tutto
il rimirar andante del vento
che passando, solleva polvere e foglie,
agitando i cani di fianco,
legati a una corda.
Ululato loquace
in aia spaziosa,
deserta
nel solo vocio danzante,
di donne affaccendate
alla cena.
Luna grande, bianca,
arrivata con l’alone a vibrare
di luce la terra,
e ancor l’uomo che osserva calmo
la sera calante che arriva.

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