forma morbida di seni tondi
dolci colline di fianchi candidi
lunghe e tornite gambe
dove si posano mani leggere.
corpo..
che nasce sotto calme acque
lo avvolgono di fango e lo plasmano
come statue tornite ed eburnee.
luce del viso che s'illumina
di sorrisi e lacrime
la mano passa e cancella
stanchezza e notti insonni.
dea ti senti di bellezza diafana
trasparenza di pizzo
sotto lampade che diffondono luce.
vaga stella nel cielo notturno
così uscirai..
limpida e bella.
in quel museo respirai
una voce bizzosa di strani canti
incuriosito ascoltai
sensazioni di un attimo
incroci di sguardi ingannevoli
come dipinti incantevoli
a rapire l'attenzione
senzazioni di un attimo
che parlano da sole
Quel profumo che sento ancora
a lasciar la scia
diva di altri tempi a sviolinar
classe e magia
senzazioni di un attimo
in quello stringersi le mani
come balli sensuali
a toglier le parole
senzazioni di un attimo
che parlano da sole
e non trova i versi il poeta che alberga in me
ancora immerso nel ricordo intenso di te
A te, donna, che tu sia figlia, madre o amante
ma, nella vita di un uomo, sei la cosa più importante.
A te, donna, che seppur tu sia maltrattata,
sai sempre rialzarti e lottare,
continuando a donare il tuo amore.
A te, che sei semplicemente donna,
né strega, né santa, sii fiera di te stessa
e, a testa alta, continua a camminare.
nella notte profumata di maggio
si destreggia tra sassi e aquiloni
vulcani fumanti e verdi spiagge
la strada in salita
e le discese col deltaplano
tra le nebbie di valli scoscese.
La donna che sa di cenere e lacrime
perse sulla strada verso il mare ..
non porterà panieri di pane ma soffici piume
di rime d'alabastro
gli astri a fare da spettatori
al viaggio nei cieli profondi
o sulla luna che plana sul mare più scuro.
Che il vento con dolce sbuffo farà roteare...
la donna con le labbra in un abbozzo di sorriso
veglia sui dormienti con il suo riso
cinese, tra le dita un vestito cucito su misura
sul palcoscenico dei guitti
la stoffa prestata alle mani
la linea della vita s'incurva
all'altezza del monte di Venere
gli occhi sollevati verso il tramonto
di fianco un arciere che lancia frecce appuntite
che lasciano il segno.
E del mare è il suo nome che va alla deriva ...
dentro onde e marosi profondi...
cheta notte sollevala in volo
su una stella dove amori e dolori
non sfiorano il suo corpo
che peccato!
perché nel corpo del reato
c'è tutto il mistero del fiato che s'assomiglia
corazza e conchiglia figlia del parapiglia
e della brezza che segue al boato.
S'intravede dentro lei una luce
che se arriva illumina il cuore
e forse può essere anche amore
o solo il fruscio del vento di scirocco
sarà la corte degli Argonauti a stabilirlo
dopo un attento esame delle prove a difesa.
Il tocco è stato felpato
solo uno sfiorare di dita
durante la gita nella baia dei somari
a coppe o a denari
il gioco non è stabilito
l'ordito sarà generato a caso
e non sarà possibile alcun appello.
La libertà
consapevole di non appartenermi,
tende spesso la mano e allunga il passo.
Ma venti contrari e feroci buchi neri
la spingono altrove
a volte mi raggiunge il suo profumo
e inebria i miei pensieri.
La libertà dei sogni
mi accarezza lieve,
e lascia segni dentro,
corre e non mi raggiunge,
così lontana da non udirne voce,
libertà mai chiamata mia.
Rubata svuotata stracciata e poi buttata,
purché non sia mai mia .
![images[8].jpg](/images/utenti/Grace_D/images8_b7525.jpg)
Era nata in primavera
e di questa stagione
portò nella sua vita
temporali e schiarite.
Fu il vento di marzo
che irruentemente
la trascinò come foglia dispersa.
Ebbe persa la mente
in agoni tortuosi e gironi infernali,
patì grandi pene...
tante volte risorse e ricadde
ma del cristallo suo lucente
non s'offuscò il brillio
nella sua mente.
Poetessa di grande talento,
donna sensibile d'alto spessore
anche se la labilità dell'anima
le causò immane dolore.
Nei suoi ultimi anni
per le sue opere osannata,
dopo la morte
da una moltitudine di gente adorata.
Nella giornata mondiale della poesia: omaggio ad Alda Merini!

Tra braccia arcobaleno

Sei il fulgore della luce
di specchiata qualità
sei dolcezza antica
ma anche forza
e potenza nella vita.
Eccelsa madre e moglie
sai dirimerti nella società.
Il tuo cuore anela pace ed amore,
sei di magiche virtù.
Se il tuo cielo splende o tace
in momenti aurei
ma anche di grandi difficoltà
tu le affronti con forza
e grande umanità.
Veleggiano pensieri o problemi
fra le sponde della vita
ma tu sei intrisa d'ameno coraggio
e grande sensibilità.
Doni vita nel tuo grembo
con maestosa semplicità.
Sei rosa e sei giglio
regina donatrice di purezza,
di saggezza e di beltà.
nel tuo verbo
esprimi sempre grande dignità.
Sei linfa di vita
donando anche a chi ti è vicino
gioia infinita.
all'ora idonee della confessione
per graziare ogni trasgressione.
Presso la grata del confessionale
genufletteva prono il penitente:
un lesto absolvo, un'Avemaria,
e dei peccati non restava niente.
L’avvicendarsi or si diradava
da quella grata che ti perdonava,
e a capo chino ci si allontanava.
Pur se tardi, la luce assicurava
che il monsignore ancora confessava.
Ma, noncurante della tarda ora,
la gonna mini, le calze a rete,
ecco prestante una signora,
andar spedita verso il sacerdote.
Senza confiteor e genuflessione
presso il graticcio varcò la porticina
e poco dopo poco si spense la lucina.
Prendendo atto della circostana
pensai a quanti fossero i peccati
per necessitare d’una intera stanza!
di quell’acqua corporea
che per ogni tuo istante
sembra il tempo si fermi
con gli occhi ammantati
di abbandono immortale
del desiderio d'abbraccio
per il possesso dell’oltre
puoi inebriarmi il vapore
da cui guardo e profumo
restando muto nei sensi
per il tuo incanto divino...
Rosa d'inverno
sui tuoi petali il ghiaccio ricama trine e trame
nascondendo il calore
e negando del tuo olezzo l'aroma
algida e bella
come un quadro finemente miniato
sulle labbra di bocciolo lo stupore
disegnato con un tratto di matita
una nuvola di leggero fiato quasi appanna
occhi scuri dove intenso il pensiero si ferma
per un attimo, poi vola via
gocce fredde sulle ciglia
s'intravedono come perle di brina
rosa mistica e fatale
tra le mani solo petali essiccati
che ricordano l'estate...










