Persone anonime
a volte
nessuno sa dell’esistenza.
Vita normale
di tutti i giorni,
regna serenità
e tranquillità in casa.
Ma è solo apparenza
per la gente.
In verità...E' tutto finto.
La serpe vive in casa
il mostro vive in casa.
Nessuno ha la forza
per ribellarsi.
Cosi si entra in un baratro,
dove vive la violenza.
Tragedie immani
esplodono improvvisamente,
disperazione...Rabbia.
Angeli scompaiono
davanti ai nostri occhi.
Chi doveva proteggerli
li ha pugnalati.
Come può esserci
tanto male...
Sofferenze...immani
mancano le parole
non sai cosa dire...
Non può esserci il perdono
mai...

a volte
nessuno sa dell’esistenza.
Vita normale
di tutti i giorni,
regna serenità
e tranquillità in casa.
Ma è solo apparenza
per la gente.
In verità...E' tutto finto.
La serpe vive in casa
il mostro vive in casa.
Nessuno ha la forza
per ribellarsi.
Cosi si entra in un baratro,
dove vive la violenza.
Tragedie immani
esplodono improvvisamente,
disperazione...Rabbia.
Angeli scompaiono
davanti ai nostri occhi.
Chi doveva proteggerli
li ha pugnalati.
Come può esserci
tanto male...
Sofferenze...immani
mancano le parole
non sai cosa dire...
Non può esserci il perdono
mai...

22 commenti
Lavavi al fiume la sottoveste rosa
e reggiseni bianchi sciorinavi al sole, profumati.
Cantavi all’onda
e baciava le mani affusolate,
portando al mare l’ombra del tuo petto pieno,
l’acqua schiumosa.
Sudavi in fronte e
rotolava la goccia per il collo nel giorno caldo.
La primavera intorno
respirava i tuoi vent’anni.
e reggiseni bianchi sciorinavi al sole, profumati.
Cantavi all’onda
e baciava le mani affusolate,
portando al mare l’ombra del tuo petto pieno,
l’acqua schiumosa.
Sudavi in fronte e
rotolava la goccia per il collo nel giorno caldo.
La primavera intorno
respirava i tuoi vent’anni.
Margherita di sogni imperlata,
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.
Come un dipinto appeso sulle pareti dell'anima
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
*Alla rossa dal cuore grigio*
Adoperi parole,
che non hanno vita.
Adoperi parole,
vuote come le mie dita.
Un susseguirsi,
per incaponirsi,
le umetti sulle labbra,
le lasci scivolare,
via.
Sono solo parole,
queste,
come se non dischiudessero
il significato intrinseco
del nosto animo
fecondo.
Ma fecondo è solo
il tuo ventre,
sporco,
in cui rifugiarsi,
in cui cercare
un senso,
una pienezza,
alle parole
che adoperi,
generosa,
senza vita.
Parole per chiamare,
parole per stringere,
parole per amare,
parole per cingere.
Parole per allontanare,
parole per fingere,
parole per ingannare,
parole per respingere.
Sei chiaro di luna
sei rosso di sole
sei nero di morte
sei bianco sporco.
Sei il chiaro,
in cui non v'è purezza
il bianco dello squalo
quello che si disprezza.
Se sei di tutti
non sei davvero di nessuno
se sei di tutti
non sei più nemmeno uno.
Adoperi parole,
che non hanno vita.
Adoperi parole,
vuote come le mie dita.
Un susseguirsi,
per incaponirsi,
le umetti sulle labbra,
le lasci scivolare,
via.
Sono solo parole,
queste,
come se non dischiudessero
il significato intrinseco
del nosto animo
fecondo.
Ma fecondo è solo
il tuo ventre,
sporco,
in cui rifugiarsi,
in cui cercare
un senso,
una pienezza,
alle parole
che adoperi,
generosa,
senza vita.
Parole per chiamare,
parole per stringere,
parole per amare,
parole per cingere.
Parole per allontanare,
parole per fingere,
parole per ingannare,
parole per respingere.
Sei chiaro di luna
sei rosso di sole
sei nero di morte
sei bianco sporco.
Sei il chiaro,
in cui non v'è purezza
il bianco dello squalo
quello che si disprezza.
Se sei di tutti
non sei davvero di nessuno
se sei di tutti
non sei più nemmeno uno.
I suoi occhi
sono laghi infiniti
occhi di cielo
tersi d'acqua e sole
tersi d'acqua e sole
dove tu affondi le tue albe
e ti solletichi le gote
lei sinuosa
poggia i suoi tramonti
sui tuoi fianchi
e d'amore ardi le sue ombre
sfiori le labbra
di fragole mature
spargi ed inebri i sensi.
Lei è forte
è essenza
è una meraviglia.
Un' immensa
goccia d'amore
nell'incavo del tuo collo
un delicato desiderio
che alita la vita.


Trapanato,
dal tuo sguardo,
inebriato,
da quelle guance che,
sorreggevano le tue
scure pupille,
come due cuscini,
adagiati a contenere,
qualcosa di prezioso.
Quello sguardo,
mi ha fregato,
quella bocca,
così prodiga di baci,
e di parole.
Quello sguardo su di me,
quella tua voglia,
di farti guidare,
di farti condurre,
in un mondo diverso.
Ma non sei diversa,
sei troppo immersa,
nel tuo mondo malato,
troppo presa,
troppo insaziabile,
troppo instabile.
Trapanato,
dalla tua esistenza,
dalla tua partenza,
dal tuo cambiamento,
improvviso,
inaspettato.
Maledette siano,
quelle guance,
quegli occhi,
maledetto sia,
il mio cuore,
trapanato,
pieno di fori,
che non smette
pulsa ancora.
Trapanato,
dalle tue richieste,
dai tuoi tradimenti,
distrutto dale tue esigenze,
dai miei mancamenti.
Maledetta sia,
quella sera in cui,
ti dissi "si",
quella sera in cui,
dischiusi il cuore,
alle tue parole,
fantomatiche,
bugiarde.
Trapanato,
superstite,
bersaglio mobile,
terreno instabile,
vita sull'orlo della vita,
così lontana,
quasi esaurita.
Era senza spine la mia rosa.
-Al tuo forte profumo
io mi consumo.- le dicevo,
ma mancava qualcosa.
Dardeggiava il sole,
il rovo soffocava,
ti tentava.
Io non ebbi parole,
non vidi e tacqui.
altri boccioli in altre aiole trovai
e ti dimenticai.
Ne fui contento,
ma lievi sfumature di biasimo
tuttor risento.
-Al tuo forte profumo
io mi consumo.- le dicevo,
ma mancava qualcosa.
Dardeggiava il sole,
il rovo soffocava,
ti tentava.
Io non ebbi parole,
non vidi e tacqui.
altri boccioli in altre aiole trovai
e ti dimenticai.
Ne fui contento,
ma lievi sfumature di biasimo
tuttor risento.
Giovane donna inviolata,
di movenza leggiadra,
pudica e fiera,
rimembri le stagioni della vita.
Delicate emozioni ed intensi desideri
rinascono improvvisi,
e sfiorando il tuo giovane corpo,
sul candido volto assorto, un sorriso germoglia.
Immagini lontane ti avvolgono
e con capo chino e sguardo sereno,
sussurri parole al Divino.
Lasciando una vivida impronta,
la Gratitudine si eleva nell'immensita' celestiale.
di movenza leggiadra,
pudica e fiera,
rimembri le stagioni della vita.
Delicate emozioni ed intensi desideri
rinascono improvvisi,
e sfiorando il tuo giovane corpo,
sul candido volto assorto, un sorriso germoglia.
Immagini lontane ti avvolgono
e con capo chino e sguardo sereno,
sussurri parole al Divino.
Lasciando una vivida impronta,
la Gratitudine si eleva nell'immensita' celestiale.
E nun vai truanne niente,
sul na risata over',
na chiacchier',
nu svago.
Nu' vai truanne niente,
tu ca ssi na stella,
ca t'appicce, bella,
luntana da' gente.
E nun vai truanne niente,
nun te ne 'mporta,
o' munno è malamente,
nun cirche a ciorta.
Staie lla' ca rire,
staie lla'ca pienz',
e nun ce crire,
nu'tiene chiu pacienz'.
E nun vai truanne niente,
o' vuò bene, nun o facisse male,
nu' vai truanne niente,
si niente vale.
Luntano a ccà,
putisse cercà,
a felicità.
Luntano luntano,
senza na mano,
rint'a mano,
senza nu core,
ca se ne more.
Nu juorn' vulisse fujì,
nu juorn' te vulisse stà,
na notte chiagne,
na notte si fuoco.
E vai annanz' accussì,
e nun vai truanne niente,
nemmeno 'na scintilla,
rint'all'uocchie ra gente,
e nu fesso ca te guarda,
te guarda e sape,
ca ssì comme a nu cardill',
bloccat' re canciell',
na gabbia tutta e ammore,
na gabbia arò se more.
E nun vaie truanno niente,
perchè niente si chiù,
si schiava e nu pensiero,
nun si chiù manc'tu.
sul na risata over',
na chiacchier',
nu svago.
Nu' vai truanne niente,
tu ca ssi na stella,
ca t'appicce, bella,
luntana da' gente.
E nun vai truanne niente,
nun te ne 'mporta,
o' munno è malamente,
nun cirche a ciorta.
Staie lla' ca rire,
staie lla'ca pienz',
e nun ce crire,
nu'tiene chiu pacienz'.
E nun vai truanne niente,
o' vuò bene, nun o facisse male,
nu' vai truanne niente,
si niente vale.
Luntano a ccà,
putisse cercà,
a felicità.
Luntano luntano,
senza na mano,
rint'a mano,
senza nu core,
ca se ne more.
Nu juorn' vulisse fujì,
nu juorn' te vulisse stà,
na notte chiagne,
na notte si fuoco.
E vai annanz' accussì,
e nun vai truanne niente,
nemmeno 'na scintilla,
rint'all'uocchie ra gente,
e nu fesso ca te guarda,
te guarda e sape,
ca ssì comme a nu cardill',
bloccat' re canciell',
na gabbia tutta e ammore,
na gabbia arò se more.
E nun vaie truanno niente,
perchè niente si chiù,
si schiava e nu pensiero,
nun si chiù manc'tu.
Le rughe
le accompagnavano
dolcemente
i tratti del viso.
Gli occhi color mare d'inverno
un po' scavati,
esprimevano amore.
Dal sorriso
traspariva
una leggera nota di paura.
Ogni giorno
la sua mente
viene accompagnata dal buio
ma quei occhi blu
so
che
continueranno a guardare
quella luce
INFINITA
le accompagnavano
dolcemente
i tratti del viso.
Gli occhi color mare d'inverno
un po' scavati,
esprimevano amore.
Dal sorriso
traspariva
una leggera nota di paura.
Ogni giorno
la sua mente
viene accompagnata dal buio
ma quei occhi blu
so
che
continueranno a guardare
quella luce
INFINITA
PICCOLA GRANDE MAMMA
IL DUBBIO CELATO TRA LE GIOVANI MANI
E IL CUORE IN TUMULTO BATTE FORTE.
GIOVANE DONNA, PROVA DURA LA VITA TI OFFRE.
TEMI DI POSARE LO SGUARO SUL VERDETTO,
FORSE DARA’ CONFERMA ALLE TUE ESITAZIONI.
LA MENTE INVASA DA MILLE DOMANDE,
IN QUEGLI ISTANTI INTERMINABILI,
IL TEMPO SEMBRA AVER FERMATO LA SUA CORSA.
GLI OCCHI SBARRATI E IL VOLTO CEREO,
SI POSANO SULLE MANI TREMOLANTI
SCIOGLIENDO OGNI DUBBIO.
SI, DARAI VITA ALLA VITA, PICCOLA DONNA.
TUTTO E’ VUOTO INTORNO A TE.
MILLE DOMANDE E LE OMBRE DELLA PAURA
SOLCANO LA TUA MENTE.
SARAI PRONTA? TI CAPIRANNO?
COSA FARE? QUALE SCELTA?
CHE DECISIONE?
FORZE CONTRASTANTI,
MENTE E CUORE COMBATTONO IN TE.
IL CUORE HA IL SOPRAVVENTO
E PARLA A TE COME PADRE:
“ PENSA UN DI’, LUNGO IL CAMMINO,
INCONTRERAI UN BIMBO
CHE TI OFFRIRA’ UN SORRISO,
PENSERAI AL VOLTO CHE AVREBBE AVUTO
IL TUO, AL NOME CHE GLI AVRESTI DATO,
A TUTTI I COMPLEANNI MAI FESTEGGIATI,
AI DONI MAI COMPRATI,
AGLI ATTIMI DI VITA MAI VISSUTI,
SENTIRAI L’ECO DI UNA VOCE
CHE MAI POTRA’ CHIAMARTI MAMMA.
MENTRE DI LASSU’, SU DI UNA STELLA
VEDRAI BRILLARE LA SUA LUCE.
QUELL’ESSERINO MAI NATO TI GUARDERA’
E DOLCEMENTE TI SUSSURRERA’:
“ MAMMA, NONOSTANTE TUTTO TI VOGLIO BENE”.
PICCOLA GRANDE MAMMA,
DAI TUOI OCCHI SPUNTA UNA LACRIMA,
MENTRE LE TUE LABBRA SI SCHIUDONO
AL PIU’ TENERE DOLCE SORRISO.
LE TUE MANI SI POSANO SUL VENTRE
AD ACCAREZZARE LA PICCOLA VITA DENTRO DI TE.
ISTINTO DI MAMMA, ISTANTE D’AMORE,
CHE DURERA’ PER TUTTA LA VITA,
PICCOLA GRANDE MAMMA.
IL DUBBIO CELATO TRA LE GIOVANI MANI
E IL CUORE IN TUMULTO BATTE FORTE.
GIOVANE DONNA, PROVA DURA LA VITA TI OFFRE.
TEMI DI POSARE LO SGUARO SUL VERDETTO,
FORSE DARA’ CONFERMA ALLE TUE ESITAZIONI.
LA MENTE INVASA DA MILLE DOMANDE,
IN QUEGLI ISTANTI INTERMINABILI,
IL TEMPO SEMBRA AVER FERMATO LA SUA CORSA.
GLI OCCHI SBARRATI E IL VOLTO CEREO,
SI POSANO SULLE MANI TREMOLANTI
SCIOGLIENDO OGNI DUBBIO.
SI, DARAI VITA ALLA VITA, PICCOLA DONNA.
TUTTO E’ VUOTO INTORNO A TE.
MILLE DOMANDE E LE OMBRE DELLA PAURA
SOLCANO LA TUA MENTE.
SARAI PRONTA? TI CAPIRANNO?
COSA FARE? QUALE SCELTA?
CHE DECISIONE?
FORZE CONTRASTANTI,
MENTE E CUORE COMBATTONO IN TE.
IL CUORE HA IL SOPRAVVENTO
E PARLA A TE COME PADRE:
“ PENSA UN DI’, LUNGO IL CAMMINO,
INCONTRERAI UN BIMBO
CHE TI OFFRIRA’ UN SORRISO,
PENSERAI AL VOLTO CHE AVREBBE AVUTO
IL TUO, AL NOME CHE GLI AVRESTI DATO,
A TUTTI I COMPLEANNI MAI FESTEGGIATI,
AI DONI MAI COMPRATI,
AGLI ATTIMI DI VITA MAI VISSUTI,
SENTIRAI L’ECO DI UNA VOCE
CHE MAI POTRA’ CHIAMARTI MAMMA.
MENTRE DI LASSU’, SU DI UNA STELLA
VEDRAI BRILLARE LA SUA LUCE.
QUELL’ESSERINO MAI NATO TI GUARDERA’
E DOLCEMENTE TI SUSSURRERA’:
“ MAMMA, NONOSTANTE TUTTO TI VOGLIO BENE”.
PICCOLA GRANDE MAMMA,
DAI TUOI OCCHI SPUNTA UNA LACRIMA,
MENTRE LE TUE LABBRA SI SCHIUDONO
AL PIU’ TENERE DOLCE SORRISO.
LE TUE MANI SI POSANO SUL VENTRE
AD ACCAREZZARE LA PICCOLA VITA DENTRO DI TE.
ISTINTO DI MAMMA, ISTANTE D’AMORE,
CHE DURERA’ PER TUTTA LA VITA,
PICCOLA GRANDE MAMMA.
La costellazione d' un tulipano fiorito
emorragiche virgole d' orrore scarcerò
ed una tempestosa punteggiatura criminologica,
arsenale ideologico d' analfabetico rispetto,
come aquiloni sgozzati da una consonanza d' ardori,
incenerì scampoli sartoriali di sguardi inconfessati.
Trapunte eutanasiache d' infangata dignità
vivisezionarono il cuore strangolato del silenzio
assolando gli inguaribili paralleli emozionali
d' uno stormo incattivito di carezze seviziate,
parafrasi sfregiate dalle ecchimosi del dolore.
La costellazione d' un tulipano fiorito,
d' un compleanno di violenze schiaffi rastrellò:
squarci cosmologici ammainati di perduta identità
son colpevole sintassi d' una schiavitù di baci
su un volto assassinato da mutilata felicità.
emorragiche virgole d' orrore scarcerò
ed una tempestosa punteggiatura criminologica,
arsenale ideologico d' analfabetico rispetto,
come aquiloni sgozzati da una consonanza d' ardori,
incenerì scampoli sartoriali di sguardi inconfessati.
Trapunte eutanasiache d' infangata dignità
vivisezionarono il cuore strangolato del silenzio
assolando gli inguaribili paralleli emozionali
d' uno stormo incattivito di carezze seviziate,
parafrasi sfregiate dalle ecchimosi del dolore.
La costellazione d' un tulipano fiorito,
d' un compleanno di violenze schiaffi rastrellò:
squarci cosmologici ammainati di perduta identità
son colpevole sintassi d' una schiavitù di baci
su un volto assassinato da mutilata felicità.
M’ innalzai con te in volo, quel giorno,
intonammo un canto d’amore,
ma ne sperdesti ogni senso e sapore.
… E dicesti, un giorno,
andavi a prendermi la luna,
ma in un profondo vuoto la raggiunsi.
… Il dolore fu sulla pelle
crocefisse l’anima,
squarciò il mio cielo a metà:
piovve
di una pioggia amara e crudele.
Un vento impetuoso
chiuse la porta, per sempre.
… Ora, son pietra grigia
che ha impastato nel marmo
i sogni e i sorrisi.
Solo un fiore rosso,
per gridare ancora amore
per la vita che più non sento.
E sulla croce
una rosa bianca,
la mia resa forzata a te,
al tuo folle e malato amore…
P.S. Chi abusa delle donne, anche solo psicologicmente, NON CONOSCE AMORE!
Chi alza le mani sulle donne NON AMA e NON SA AMARE!
intonammo un canto d’amore,
ma ne sperdesti ogni senso e sapore.
… E dicesti, un giorno,
andavi a prendermi la luna,
ma in un profondo vuoto la raggiunsi.
… Il dolore fu sulla pelle
crocefisse l’anima,
squarciò il mio cielo a metà:
piovve
di una pioggia amara e crudele.
Un vento impetuoso
chiuse la porta, per sempre.
… Ora, son pietra grigia
che ha impastato nel marmo
i sogni e i sorrisi.
Solo un fiore rosso,
per gridare ancora amore
per la vita che più non sento.
E sulla croce
una rosa bianca,
la mia resa forzata a te,
al tuo folle e malato amore…
P.S. Chi abusa delle donne, anche solo psicologicmente, NON CONOSCE AMORE!
Chi alza le mani sulle donne NON AMA e NON SA AMARE!
La chiamai puttana,
non ricordo perchè,
avevo tre anni.
Imparai quella parola,
ascoltandola di sguinzo
da un cugino o un amico.
La chiamai puttana,
e lei si sorprese,
accigliò il volto,
urlò.
La chiamai puttana,
mi schiaffeggiò,
non ricordo perchè,
io risi e corsi via.
Puttana, puttana
e ridevo
Puttana, puttana
e correvo.
Nessuno mi spiegò
nei lunghi rimproveri
cosa volesse dire
quella parola
così bella
che riempiva
la bocca.
Lo capii anni dopo
una parola bella
ma anche brutta,
una parola ambigua
che racchiude in sè
l'essenza dell'essere.
Puttana, puttana
ma non rido
Puttana, puttana
e corro.
Verso di lei,
lontano da lei.








