Scruti il cielo e t'assale l'immensa paura
nel voler ritornare ancora a vivere,
paura che, un giorno, possa di nuovo tutto finire,
per poi risentirti il mondo crollare addosso
e ritornare nuovamente a soffrire.
Infiniti i giorni di pianto e dei mille perchè.
Rinchiudendoti come un riccio, quella chiave,
la nascondi riprendendo lentamente la tua vita,
sbarrando tutte le finestre al sole,
nel grigiore della tua amica solitudine.
Senza far nulla trapelare, cammini per la via,
mentre l'anima vorrebbe urlare tutto il suo dolore.
Vuoi evitare di sentire penetrare quel calore
e piangi nella notte silenziosa,
ricordando i giorni in cui viveva l'allegria.
Occhi spenti e vuoti, pieni di malinconia,
accompagnano le tue ore senza più colori,
mentre vorresti, nuovamente,
sentire il calore e il profumo della primavera
ma, t'assale la paura e vivi una vita senza amore.
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Profilo Autore: Vincenzo Cantatore  

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Ti riconobbi donna nel mio balbettio...
odori diversi, 
occhiate fugaci,
gli animi che tremano e non sanno...
Ti ricordavo bambina nelle corse sudate,
negli abbracci innocenti, 
nelle risate sguaiate,
nella voce acerba che non mente...
Ti strinsi a me,
sentisti il mio sesso,
sentii il tuo seno,
bevesti da me...
Vidi l'innocenza trasportata dal vento...
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Profilo Autore: jimbo82  

Questo autore ha pubblicato 12 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cammina leggera in punta di piedi
tra una rosa e una spina
nuota nel mare profondo di lacrime perse
rivestiti, con vesti di nuvola bianca
canta con voce dolcissima
e soffoca grida di dolore
sei una donna e unico e' il tuo amore....
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il mio nome è bianco
ed è così che vedo il mondo: bianco e nero.
Tu mi chiedi i grigi, perché i grigi sono da adulta, da chi vive la realtà.
Ma io voglio rimanere bianca e nera
come il mio nome
perché il bianco e nero mi ha pemesso di amare te, di amare loro, di amare Lui.

La mia città ha un vulcano
E quel vulcano è dentro me
E quel  vulcano sono io
Un vulcano di idee, di progetti strampalati,
di esplosioni esagerate
Un fuoco di lava quando sono tra le tue braccia.

La mia città ha anche il mare
e la Luna è la sua padrona
Su e giù secondo la sua luce
E soffro a vedere che ho lo stesso influsso su di te
Sarebbe meglio per te essere il golfo
che argina, contiene, affronta le onde
ma nel contempo adoro il tuo colore, la tua profondità, il tuo impeto e in tuo sapore.

La mia città ti frega e si dona.
È strafottente e generosa.
Piena di monnezza e di bellezza
Di ricchi e di poveri.

Questo è il mio nome, è da qui che provengo
Idealista, passionale, lunatica, capace di grandi gesti e di grandi miserie.
Questa sono io.
Piaccio a te?
In ogni caso
questa sono io.
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Profilo Autore: ragazza magica  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Anima raminga
non metti mai paletti
nell'assaporare le cose acquisite
continui ricerca estenuante
battendo strade dure
irte di pietre e sassi atti a ferire.

Sei attiva in una continua ricerca di porte
che non sai se aprono usci
su fitta nebbia o parvenze di sole.

Segui il sibilo del vento
non provando sgomento
al suo richiamo enigmatico ed impaziente.
Vai incontro
con una complicità che non si arrende
[alla ragione ragionata]
scevra di ripensamento.

Segui lucciole in volo
abbagliata da fugaci luci vaganti,
farfalle leggere, fiocchi di neve
in un'estate leggiadra
effimera o vera?

Dai tronchi potati
subitaneamente abbandonati
speri rispunti nuova vita
di germogli a fiorire
in un abbraccio allettante
che invii nel tuo mondo interiore
sensazioni
a scommettere sempre sulle emozioni
   del tuo più intimo sentire.

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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Laura è la donna di un poeta.
Il suo mondo è bianco e nero.
Tutto quello che non rispetta questa divisione viene inesorabilmente colpito dal suo pennello.


Laura sforna dolci qualche volta. Anche quelli bianchi e neri.
E lo fa solo se c’è qualcosa da festeggiare. In quel caso fare dolci è il suo sogno.
Per il resto la sua cucina è improbabile. Bella ma improbabile.


Il poeta la sera porta il cane fuori e si ferma al bar per una birra.
Quando rientra lei non gli dice “ma dove sei stato!” come fanno tutte le mogli che non sono sposate ad un poeta.
Lei è una Moglie/Musa e gli dice “adoro il sapore della birra sulle tue labbra” mentre gli da un bacio.
E alla fine lui non sa più se va al bar per svago o per lei.
Per farle sentire quel sapore.
Per sentirsi dire quelle parole.
Per farsi dare quel bacio.


Laura dorme nuda abbracciata al suo uomo.
Ogni giorno della settimana, in un abbraccio sempre diverso.
La mattina ha freddo, ma continua a dormire nuda.
Si sveglia per ultima, finge di essere pigra. Lo fa per lui.
Per concedergli di guardare i suoi capelli sparsi sul cuscino.
Per permettergli di tracciare con il dito il profilo del suo fianco.
Perché lui riesca a posarle indisturbato un bacio sulla spalla.


Quando apre gli occhi gli parla dei suoi sogni.
“Io ho un vero stile, fortemente visivo, questo lo sai” dice al suo poeta.
Lei vede. Lui sente.
Il poeta è lui, ma come i migliori poeti è cieco. Ha bisogno della sua Musa.


Guardo questa donna e abbasso gli occhi per l’imbarazzo delle tante cose che abbiamo in comune.
« Le Nove figlie dal grande Zeus generate,
Clio e Euterpe e Talia e Melpomene,
Tersicore e Erato e Polimnia e Urania,
e Calliope, che è la più illustre di tutte. »

Possibile abbia anche io questa regalità?
Io sono la tua Luna, la tua Dea, la tua Regina, la tua Rosa, la tua Luce, il tuo Sogno, la tua Strada, il tuo Posto.
In quanti modi mi hai chiamato in questi mesi?


Questa non è una Poesia. Io non ne so scrivere.
Io non sono un Poeta.
Io sono una Musa.



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Profilo Autore: ragazza magica  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Chiamami, mi disse singhiozzando

E tanto la chiamai, la cercai tanto.

Finalmente rispose una signora:

<Sicuro, solamente non per ora,

le fisso appuntamento a fine mese;

ricordi, son trecento più le spese.>

Aveva detto CHIAMA singhiozzando!

e ingenuo, la chiamai ancora tanto!
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Tu farfalla innocente
che nel tuo decentrato volo
non  trovi mai fiori ma ortiche,
cerchi di suggere quel nettare
né puro, né dolce che spesso ti nausea
ma che per non morire
devi tuo malgrado ingerire.

Farfalla ch'esplori sordidi sentieri
volando in cieli infimi e perversi
sopravvivi in discariche maleodoranti,
non respiri mai aria pulita
e non segui mai la scia del sole fulgente.

La notte vivi in laidi gironi
accostandoti ad anime impure
che contaminano sprezzanti le tue fragili ali
macchiando levità e leggerezza
per il tuo amore venduto.
SalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Amo le vie colme di luce
turbinose di vento che accarezza e ricuce
la memoria in scaglie luminose
nel clamore dei pensieri
che mi riportano ai bagliori di ieri.

Amo i paesaggi mattutini
dorati di sole, nel fruscio delle foglie
che il sangue accendono in un fluidificare
di memorie palpitanti emozioni e voluttà.

Amo cogliere la bellezza pura
nell'incanto della natura
nel suo verde ammaliante
e nella magia di un tramonto
che di rosso tinge l'orizzonte.

Amo quando all'imbrunire
scendono lentamente le ombre scure
e scavano quelle meravigliose sere azzurre
di danzanti stelle
che colmano il cuore di mille fiammelle.

Amo l'uomo da me prescelto
essere che accende la mia fantasia
colmandola di magia
in un'esultanza che m'abbraccia
e mi contiene
nella bellezza della vita.
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Risultati immagini per donna inquieta
nelle semine dell’anima

intristite dal gelo a far inverno
sa intravedere grigi e salti di buio
nel tremore attutito di mani
inabili percepire la dolcezza d’un fruscìo
che si schiuda tra le dita
incespica in aspre siepi di livore
inseparabile alleato nei taglienti traguardi
rivolti incupire iridi femminee
libere di gioire nei colori del creato
persa nel riflesso concavo d’ombra maligna
sa scolpire grinze approfondite di malarmonia
nell’incarnato che assecondi
la vertigine intinta in cieli neri

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Profilo Autore: Silvia De Angelis  

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Mi chiese educato un tizio imbranato:
convivo o mi sposo?
Domanda complessa, incognito amico,
quesito oneroso;
perché, se ti dico: la convivenza,
qualcuno direbbe commetti peccato,
che t'ho consigliato il concubinato;
in tempi passati era voce proibita,
passo insensato che bollava una vita.
Certo, le usanze sono cambiate,
la vita in comune diviene esperienza,
parola e promesse non sono giurate
c'è indipendenza, cambio, franchigia,
quando sei stanco ti fai la valigia.
Il matrimonio prevede più impegno:
quel "congiunto da Dio non separare"
grava sul capo come mazza di legno.
È intesa, fusione, donarsi, donare,
catena giurata, di fede, d'offerta,
gioco amoroso, convinto, sicuro
per affidare la specie al futuro.
Queste le norme amico mio,
ma, un consiglio? Affidati a Dio,
tanto il rischio esiste comunque
ed è di prassi, si dice dovunque:
il matrimonio è manicomio
la convivenza è sofferenza.
Quindi convivi o ti sposi, ragazzo,
ti grideranno gli amici: sei pazzo.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Vorresti volare
nello spazio,
urlare la sofferenza,
ma decidi di volare
sui tuoi tacchi a spillo.

Vorresti odiare
questa vita,
ma ti ritrovi ad amarla,
per i pochi attimi
che ti regala di felicità.

Solo per
guardare
quegli
occhi azzurri
innocenti.

Che si preparano
ad affrontare
questa vita orribile,
in un mondo
che non sai cosa sarà il domani.

Giri le spalle
sui tuoi tacchi a spillo
e vai via,
come una
piccola stella senza luce.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Risultati immagini per anima imprigionata




Piange in silenzio l’alma ferita prigioniera in
corpo senza vita, grida in voce forte che vincerà
la morte.

Il giorno svanito, regna il buio di notte vestito,
copre arroganza e viltà, dando posto a pace e
serenità.

Con unghie affilate si aggrappa con forza alla
fede che a volte consola e ristora, in altre vacilla,
barcolla, lasciandola sola.

Riprende il bagaglio d’incertezze, continua il
il cammino d’ amarezze, tra mani incallite e
ginocchia sbucciate.

Guarda attraverso sbarre logore, arrugginite
un cielo terso, limpido, infinito che generosamente
le regala un sorriso!
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Profilo Autore: carla composto  

Questo autore ha pubblicato 7 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Troppo bianco quell'abito,
bianchissimo,
più adatto agl'indici puntati
che sanno benissimo
il fatto e il grembo che nasconde.
Si confonde la sposa tra la folla
e s'incolla ogni maldicenza
su peccato e coscienza
di donna già madre,
di signora già moglie
e le prossime doglie.
L'occasione s'è fatta inquisizione
e la ragion non vale.
Ma si distingue tra le malelingue
il corpo scultoreo, trionfale,
il volto ancora affascinante,
e il giovane amante ben vestito
ma senza una cosa,
l’abito non ha il bianco della sposa.



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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Rallegrati sposa,
la parete del mondo si dilegua,
fra poco non sarai più sola
nuova cosa sarà il tuo domani
e sacra con lui ogni fusione.
Vestirai di doni il tuo pudore
senza tregua vivrai la tua missione.
Scolpirà la vita il tuo debutto,
sfoglierai di madre lo splendore.
 Nuovo frutto sfamerà tuo seno,
risuonerà di prole la dimora.
Né grandine e pioggia spegneranno
la virginale fonte di calore
che da sempre rigenera e rinnova.
Esigenza del cosmo,
tu fata bambina,
tralcio rigoglioso d’ogni vite,
testimone d’un regno
sua regina,
donna, colonna d’uomo,
sposa, mamma e nonna.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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