Recentissima rielaborazione di un testo scritto a 17 anni. Seguito ideale di “Zingara musa randagia” pubblicato il 13.11.24.
Purezza e redenzione in povertà
d’ogni orpello di questo falso mondo
in cui mi sento ancora alienità
vorrei trovar nel ventre tuo profondo,
d’amor pagano zingara battista,
immergermi vorrei nei tuoi umori
per farti dei miei demoni esorcista
e farmi allestir scena a nuovi amori,
dal peccato catartica salvezza
–peccato è non aver ancor peccato–,
che vivo con frustrante timidezza,
stesso copione sempre recitato,
mutevole secondo le stagioni
secondo i nuovi volti conosciuti
promesse d’amorose trasgressioni,
desideri inseguiti ed incompiuti,
ogni volta una fata inconcludente
dalla bacchetta magica stregata
che trasforma in un sogno evanescente
la zingara che cerco in quella fata.

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