mi voltai, ti vidi, t'ascoltai...
la voce tremò,
le mani si sporcarono
di quel velenoso amore.
Dove si fermava il tuo fiato
iniziavano i miei brividi.
Vortici di passione
ci avvolgevano intensamente
dove le emozioni e gli spasmi
nascevano e morivano.
Divorammo tutto di noi.
Mal sopporto la quiete
Che m'avvolge
L'ovattato tumulto
Fuori dalla persiana
Non mi smuove un po'
Procedo lento
Al mio piccolo seggio
Chè le gambe ricordano piombo
Grondaia sottile non aiuta
Gocce di grandine pullulano
Dal grigio ciel'...
Nella mia materia grigia
Un sol ricordo mi sgombra
La mente: il tuo.
Dove vanno questi occhi
quando la tua pelle si spoglia?
Dove volano questi pensieri
quando i tuoi occhi l'amano?
Dove toccano queste mani
quando la malizia le seduce?
E la bocca... si la bocca!
Dove brama questa bocca verace
quando la tua assaggia i sensi impavidi
della mia pelle in sussulto?
Vanno li... tutti i sensi vanno li!
Vanno dove due anime spiccano il volo!
Vanno dove due corpi prendono fuoco!
Vorrei nutrirmi solo di te
Dei tuoi pensieri al tramonto
Della tua pelle sotto le lenzuola
Della tua carne umida sotto la pioggia
Vorrei che mi bastasse il tuo silenzio
Che le parole fossero inutili mentre scopiamo
Che il senso fosse prestampato nel modulo
Di quello che firmiamo quando diciamo si
Dovrei farmi bastare le tue paranoie
I tuoi sorrisi di schermo e le tue emicranie
Voltarmi dall'altra parte del letto sfatto
Forse basterebbe davvero una capanna per il nostro cuore
Anche se non bastasse, potremmo sempre chiedere un mutuo
Per comprare i nostri sogni
Per comprare sentimenti a buon mercato
Per illuderci che in fondo tutto si puo' comprare
Sarei allora come un cannibale vegano
Che mangia una carne finta fatta di foglie
Che crede di essere amato da una stronza
Ma che alla fine non ha che foglie verdi sotto i denti
E la fame vera lo divora dal di dentro e lui
Muore senza
Amore
L’alba nelle trasparenti sfumature
di cielo, come quelle dell’iride
che apre al sorriso, chi ha scelto
il percorso ha sbagliato rotta,
perché riservare alla seconda
età di Saturno la trama, l’onda,
il gusto tosto e dolce di ricotta
e pistacchio a forma di confetto?
Reti del caso che ci governa, nitide
all’occhio ma disconnesse dalle figure.
Avresti voluto una scala a ritroso?
Un fulmine leggero cui arrampicarti
per guadare il tempo? Un fiume
alla sorgente del bisogno d’amare?
Siamo rive di rami, scriviamo
di dive che lanciano dadi,
di stami di sentimenti, di richiami
attraenti, con fauci di braci
a incrociare bocche incandescenti,
coscienti che altrimenti tutto
sarebbe stasi d’accenti,
strali di tormenti vuoti.
Siamo astrali comete in ascesa, spazi
invertiti di rotta, strati di ricotta
e zucchero, sospesi nello scavo
di uno sguardo che, dal balcone
dell’infinito guarda adagi di silenzi
e scrosci di fiato anticato.
E a lato del nostro riparo della notte
tra le note della canzone del sussurro,
c’è l’azzurro e il blu di Chagall,
l’oro travestito da rame, la fame
di ogni peccato della carne. L’insonne
delle quattro del mattino è indenne
da colpe da espiare, se c’è un esame
da superare può chiedere a Chantal
di darle una mano con uova e burro,
sino a quando le torte non saranno cotte.
di anime, di sensi e pensieri.
Tutto si confuse in un caos...
ma tutto era molto limpido.
Si intravedeva l'amore...
e ci perdemmo tra la follia
di due menti escandescenti
più forti di tutti gli uragani.
Con le tue mani sulle mie labbra
io e te abbiamo ancora tanto da dirci
…se siamo noi a prenderci gioco
delle parole che inconsapevolmente
divengono partitura in aria di melodia.
Con la mia bocca sulla tua che mi morde
le labbra, le parole che hanno un significato,
un suono e una risata prima di avere un peso
e un sapore tutto loro, si smarriscono
nella traccia che lascia una scia.
Le labbra sulle labbra… si può anche
morire, e per non esser sepolti dalle
parole vuote devi solo stare ad ascoltare
le mie mani sui tuoi fianchi… l’ultimo
bottone che lascia la sua asola è poesia.
dove non se ne sente il lieve suono di vita.
Dimmi ora dove sei, dimmi ora dove sono.
Divido l'anima che cerca il suo senso,
che una volta eri tu ed ora ti nascondi.
Tra i pensieri ed i ricordi malati passeggio,
ci sono alberi, voragini e maestose mura...
miriadi di scritti di innamorati finiti male,
miriadi di scritti di speranza urlata ai venti.
Divido una lacrima che, ancora tra gli scritti,
cerca invano il tuo sospiro e la tua firma...
per fermarla devi dirmi dove sei, così...
ti vengo a prendere dove ci siamo persi
tanto... quelle mura son state create
per salirci e farci l'amore.
Potrei dirti quanto sei bella
con quei fianchi scoperti e le spalle al muro,
quando aspetti di essere amata.
E’che prediligo quel momento prima dell’alba
perché non mi dà ragione, e fra le ciocche dei
miei pensieri ti fermi a giocare… arricci il naso
e muovi le dita con la malinconia di una fata.
E’ sul far del giorno, che è di chi non sa morire,
che mi hai afferrato i gomiti come a dirmi che
quando l’universo è disposto a farsi guardare
lascia in dote tante domande e nient’altro
che solo una persona come risposta a tutte,
ed io sto come su un’ altalena, a cercare la forza
nelle gambe per spingermi sempre più in alto.
Metti un po’ di incoscienza ora, quel vestitino
bianco e scendi… c’è un cielo che sembra
primavera, e l’aria autunnale
che vuole accarezzarti le gambe.
Ti prenderò per mano e… “…sarò io stessa
a portarmela sui fianchi, tu prendimi.
Alla vita penso io… quando fuori c’è il temporale”.
ed all 'improvviso riappari,
dalla memoria:
una musica ti fa danzare,
un fiore ridona il tuo
profumo.
Così a memoria di te
trascino i miei giorni
vedendo ovunque
il tuo sorriso.
Solo il sonno senza sogni
mi dà pace, cala un fragile
sipario su questa mia vita,
che era la tua.
che t'assale da dentro...
di perdermi e di amarmi.
Ti passo la mia pace,
le mie certezze d'amore
con le mie carezze,
emanandoti l'ardore che
ti tiene il cuore a bada.
Ti stringo. Poi ti bacio,
come solo io posso
come solo tu vuoi.
Tremano gli sguardi tuoi,
fameliche le labbra mie...
si uniscono in un brivido
di un solo tocco leggero.
Non è da un giorno,
che ci conosciamo,
che ci frequentiamo,
io e te,
quanto tempo è passato;
ma io sono sempre stato
vicino a te,
non ti ho mai dimenticata,
non ti ho mai trascurata;
amore,
se tu sapessi,
se tu capissi,
il mio amore per te,
così forte,
da sfidare il tempo e lo spazio,
vorrei tu capissi,
e mi amassi,
allo stesso modo;
pensami,
pensami;
sei dentro i miei pensieri,
sei tu,
di te mi fido,
in te credo,
non dimenticare,
non scordare,
non lasciarmi solo,
in un anfratto,
ti prego,
tesoro,
capiscimi.





