mi mancherai mi mancherà ogni centimetro che mentre dormi sto percorrendo.
Mi mancherà il tuo respiro I tuoi baci la tua pelle,
ma non sarà mai tenebra.
Sarà dolore illuminato dalla certezza che io e te siamo sempre.
Sarà solo attesa di tornare al mio posto.
Le tenebre non sono per noi,
noi siamo luce,
noi siamo amore
Si accarezzano le gole graffiate
di due amanti sacrificali.
Un istante... per queste impavidi mani
che, bramose tremano, cercano, amano.
Un momento... aspetta solo un momento.
Dammi il tempo di morire nei tuoi occhi,
dammi la lacrima che per me s'emoziona,
dammi il palpito trafitto da questa porta chiusa,
dammi un attimo per perderci in noi,
tagliando il respiro ancora una volta.
Un ultimo abbraccio ti prego.
Un ultimo bacio, ti supplico.
Un ultimo sospiro, ti imploro.
Un primo addio, ti obbligo!
che da quando non c'è più,
son diventata il niente.
E non so se ha l'anima trafitta
come la mia, da quelle spine
che la fanno sanguinare.
Vorrei sapere dov'è
quell'amore che ci univa...
che ha saldato il mio cuore al suo,
quello stesso che ci separa.
Vorrei che non fosse cosi...
maledettamente e insopportabilmente
difficile, tanto da non saper più
come andare avanti.
Vorrei sapere...
cosa mi resta ancora da fare,
oltre a cantare la malinconia,
che invadente mi assale
danneggiando ogni mio sospiro.
‘‘Mi basterebbe sfiorare con le dita
l’arena impudente che hai incantato
col tuo passo greve
tra parole non dette, ma sollevate nella sabbia’’
<…che gioca a restarti tra le dita con i suoi granelli>
‘‘Mi basterebbe soffiare sul vento dei tuoi ricordi,
quello che arriva comunque…
puntale, mai in ritardo a solleticarti la fronte
e le ciglia in quell’arcolaio di idee rimescolate,
un po’ sbronze che copri col cappello’’
<solo un po’, e più in là intanto sciogli i tuoi capelli>
‘‘Mi basterebbe un chicco di riso
per seminare di nostalgia l’acquazzone
solo un pò più in là, lontano da te...
E con l’aspo riavvolgere a colori
i tuoi giorni di silenzio… ti aiuterei a dimenticare.
Un filo come gli altri... rosso di pioggia e di stanze.
Rosso, di seta’’
<La seta di quel vestito del colore dei tuoi occhi
mi ha incantato come il temporale sulle tue ciglia
che velano un altro modo che hai trovato per tornare,
con un filo di nostalgia.
La nostalgia, una di quelle giostre dove nessuno
ti viene a prendere.
E resti lì sulle tue orme che frattanto si rimescolano,
mentre sulla piattaforma gli animali di legno
sono fermi e sorridono>.
Respirerò amabili e fragili sentimenti, debole, mi lascerò condurre in questo mare di tormenti, e le maschere non avranno più carnevali da festeggiare, e avrò canti da intonare, orizzonti da scoprire e cuori da riempire.
Ormai spoglio sarò il sigillo dei tuoi segreti, noi due rari spiriti affini, immersi nelle acque pure dell'amore, e inventeremo nuove parole, parole silenti che anche le foglie potranno capire, parole senza spine, parole senza fine, parabole divine.
Sai amore? E' notte fonda, e solo una lucerna accende i nostri corpi mescolati a questo paesaggio rupestre, e ninfee, lecci e orchidee sono le nostre fedi nuziali, e la luna, le stelle e il chiarore delle tua pelle sembrano allinearsi perfettamente.
Giacché vado a raccogliere un po' d'acqua dalla sorgente, colmo di perfezione, e al ritorno , chissà perché non ci sei più, urlo disperato il tuo nome, il mio amore, e nello strazio tutto mi torna in mente:
Sei stata solo un'illusione, e nel mio inquieto vivere, sono scappato da questa vile e disumana realtà e mi sono ritrovato in questa valle, ma presto la sera si accingeva a diventare e solo mi sono disteso sulle sponde di questa sorgente, e da qui che ho perso il controllo dell a mia mente.
Ma sai?
Ti ho vissuto lo stesso intensamente, e non importa se sei stata effimera illusione, e quegli attimi silenziosi e immaginari e preziose perfezioni irreali mi hanno risvegliato dal torpore mentale; Adesso, tutta la natura intorno sembra abbracciarmi, sono stanco, la notte è stata lunga, mi distendo e con gli occhi stanchi e socchiusi vedo apparire te, che mi accarezzi i capelli... Chissà se stavolta è la mia mente... ma ti voglio vivere ugualmente!
cioè io... va bene dai, niente.
voglio prendermi un caffè con te.
Ma un solo caffè, diviso in due
e voglio berlo da dove lo bevi tu...
perché io... voglio... o vorrei che tu...
anzi che io... anzi no...
ogni tuo frammento di pensiero,
e voglio scoprire la tua pelle,
e dissetarmi e risvegliare i sensi,
perché mi sei necessaria, per vivere.
E poi, voglio altri caffè con te,
ogni mattino, ogni sera, dopo cena,
e ridere con te e vivere con te,
da ora, cioè oggi... per sempre,
se ti va.
Non mi alzerò quando l’alba schiuderà
piano i tuoi occhi, e con loro i pensieri
ma piano resterò lì ad abbracciarti
mentre mi appari così piccola.
Quando ti sentirai pronta per traslocare
dove i sogni tuoi incontrano i miei,
mi troverai ad aspettarti da sempre
in un cantuccio, dentro a una scatola.
Dammi ancora un minuto,
ancora un istante,
un attimo,
prima di dire no,
prima di andare via,
di partire,
andare,
e chiudere la porta,
dammi ancora un minuto,
per dirti
tante cose,
il mio amore,
il mio affetto,
le cose che provo,
che sento,
e che magari tu non sai;
un minuto per dirti
di restare,
di ascoltare di capire,
pensare a me,
non correre via,
lascia stare il mondo,
dammi un minuto.
Lei così
Ma guarda un po’ là,
che femmina è questa qua,
ma dove si è visto mai,
una donna come lei;
il naso un po’ all’insù,
gli occhi grandi forse più,
le gote paciose e rotonde,
capelli corvini,
un po’ così,
e l’amore è cieco ma,
non guarda dove và,
è strano come lei,
una donna ,
ragazza che non si è vista mai;
lei
lei,
è così,
un po’ così,
una donna così,
i fianchi grossi e poi,
le gambe lunghe come steli,
i piedi robusti,
la pelle candida,
è una femmina un po’ così,
amore a prima vista,
sei così,
così strana però.
Ogni giorno
sola con gli occhi stanchi,
a volte, piango perché vedo la terra
e gli uomini che non cambiano mai.
Cerco una mano un volto
e guardo il cielo lontano cercando
spiragli d’azzurro che mi facciano
sorridere e rendere grazie alla vita.
Vorrei parlarti amore mio, nell'ora
più triste.
Tu però sei lontano , perduto.
Il tuo sorriso,i tuoi occhi
io li vedo in una nuvola.
Le mie mani si tendono verso il cielo
in una supplica,
vicino mi sentirai.
Come vorrei sentire
il crosciare della tua risata.
Il tuo riso era per me come
balsamo sulle ferite
acqua per la mia sete.
Cielo ridammi il mio sorriso,
ridammi le notti d’amore.
Quando apro gli occhi
dal sonno, il mio pensiero va
ad incontrarti.
Rivedo il tuo sorriso ,i tuoi occhi
Le tue mani .
Sorrido, perché senza questo sogno
morirei.
Se questo ballo
me lo concedi,
accompagnarti sarà
come sognare con i tuoi piedi.
Sei quella che titubano gli occhi, quella
che il tempo lo ferma in adagi stupendi.
Qualcosa tipo una ballerina sulle punte.
Quando balli non sudi, risplendi.
Come nutre il sole,
Nelle passeggiate in città, in paesi distanti -
Nei laghi ti posso toccare,
Senza abusi, né bruciature.
Tieni stretta la mia mano,
Senza calorie, senza orrore.
Adesso guardami, profondo umore,
Cos'è che hai guadagnato da questo calar?
Calar indumenti per origliare,
Il giusto gusto di un bacio al cacao che mi hai dato,
Dal ritorno d’una passeggiata al mare.
Non cercherò il tuo sorriso
nella tela di un pittore,
ma riuscendo ancora ad arrossire
ascoltandoti nel raccontarti con pudore.
E nemmeno tenterò di trovarlo
nelle figure retoriche di un poeta.
Sarà tra il granturco
baciato da un tramonto di seta.
Tra le onde di grano della campagna
cercherò di strapparti un sorriso,
perché poi sarà bello anche incollarlo
di nuovo sul tuo viso.
Quel viso dove sfogliandoti le labbra
ritroverei le parole mie più intime.
Labbra a cui mancava il sapore del mare.
Così agli occhi toccò inventare le lacrime.
Quelle parole devono essere fuggite
lì sulle tue labbra, con il vento.
Ti prego buon Dio dillo tu alla mia bocca
di accontentarsi di baciare il mio pianto.
Se un giorno quel sorriso che ha inizio sulle
tue labbra, appena sotto due occhi splendidi,
finisse sulle mie
non potrebbe che leggere tutti i miei brividi.







