senza preavviso...
Ti penetra il cuore
con battiti audaci,
capaci di trapassare paura
a quel complesso indecifrabile
somigliante all'universo... la mente.
Un nodo in gola
sfiora la saliva affaticata.
L'Amore non ha regole,
destabilizza in rumori sordi
par la mancanza del suo respiro.
Non ci sono risposte
capaci di comprendere
la potenza della sua essenza,
implacabile
dinanzi a ogni forma di vita.
Arriva,
rapisce,
trasforma,
impara,
insegna!
Crea di due battiti
quel tuono unico
capace di farsi sentire tra tanti,
oltre le distanza del tempo...
oltre il tempo nella distanza.
in mezzo alla neve
che cade lentamente
che ricopre
le debolezze della gente.
Danzando
su palazzi di ghiaccio
dove mi colpisci
con palle di neve
senza dirti nulla.
Impronte
nella neve fresca
presto cancellate
ma impresse
nella mia labile memoria.
Spargendo il sale
sul ricordo di te
per non farlo scivolare
per renderlo immortale.
con lo specchio
di te stessa.
Giocando con la finzione
per ricavare attenzione
che non davo
che per rispetto
non mostravo.
Vestendoti di
spettri di sintomi
attirando sguardi
di fissanti automi.
Camminando
su deserti di vetri
alla ricerca
di qualcosa di impossibile
dove
con un secondo fine
qualcuno
presto ti ingannerà.
Chiusa in una stanza
la deludente speranza
vola tra le mura
di una casa di montagna.
Forse è l'attaccamento
che ti fa guidar la notte
quando il dolore che c'è dentro
è peggio di morir di botte.
Quando la musica sta per finire
ma tu vorresti
che non fosse l'ultima riga
dello spartito.
E per ricordo risuonarla,
fino a quando diventi eterna.
fiori profumati,
poi il mare,
con le sue onde languide
o minacciose, secondo
il tempo, nulla riuscirà
a portarti indietro.
Sei andato via, per una
stupida guerra e non
sai se tornerai:
intanto noi viviamo come
statuette di piombo,
cercando nei giorni
frammenti di te.
Due sedie e due sogni
seduti sopra.
Due cuori che sbattono
nel petto come onde
contro la scogliera.
Siamo io e Te
in questa lunga
notte di parole.
Io e Te
che ci tocchiamo
con le dita e con gli occhi
con i pensieri i desideri
e le anime capovolte.
Io e Te
corpi di fronte
labbra che si cercano
respiri che si sovrappongono
come ombre di un corpo solo.
Siamo io e Te
seduti su due sedie
come due nuvole
che aspettano l'alba
per colorare il cielo
Affiderò al vento
il mio tormento,
gli parlerò di noi, della nostra storia,
dell'amore immenso che ci legava;
gli parlerò di noi, dei nostri sogni,
delle sere, insonni, su quella panchina;
gli parlerò della luna, che ci sorrideva,
del dolce tepore, che allora ci univa.
Gli racconterò di te, dei tuoi sorrisi,
di un viso imbronciato da bimba viziata,
dell'unica donna, che mai abbia amata.
Gli racconterò di quel treno, che mai si è fermato
del viaggio in carrozza di un sogno spezzato,
del gusto un po' amaro di un ultimo bacio.
Affiderò al vento
il mio dolore
gli parlerò di me, del tempo passato
di come la morte mi abbia tentato,
del freddo profondo che porto nel cuore,
di ciò che rimane...
quando muore un amore.
che si ripete all'infinito,
nelle notti che passano,
tra sospiri avvelenati,
e dai graffi irriverenti.
che non tace e sulle labbra
si ribella e fa scompiglio dentro
e tutto intorno a noi
ne sono perseguitata.
cedo e mi concedo impavida
al possesso d'anime e sensi
persi per versi perversi,
irripetibili e struggenti.
non ancora scolorito
che non dimentico.
Mancanza
peggio della distanza.
Rifiuto peggio
dell'improvviso decesso.
Sei la causa
del mio malessere
che non potrò
mai più riavere.
Stringo la tua mano
in un malinconico conforto
unica luce
di giornate di litigi
dove non troviamo pace
dove il dolore
rumorosamente tace.
Siamo nati da due stelle
fiammanti ma lontane...
e sono impazzita nel cercarti
nel posto dove il cuore
nasconde i segreti più letali.
Sbagliando tempo, corpi, mondo...
t'ho ritrovato qui... nel petto,
dove un sussulto mi parla,
dove senza te tutto tace,
dove sbocciano i fiori più belli.
Passeggio ora per le vie
di un firmamento in tormento
che crollando porta via
il tuo nome insieme all'anima
persa nell'apatia suprema.
Nell'ormai errante immagine
del ricordo dei tuoi occhi,
ti nasconderai ancora dai miei.
E richiudendoli mi lascerai
nell'infame verso di una poesia.
A volte par amaro ottenere dalla natura
questo quale semplice sesso
Se già la creatrice, atea naturale
ha creato corpi di diversa forma.
Senza spiegazioni, diranno, l’abbiamo tradita.
Giudici di altri, di sesso, ossessionati
ho i genitali ribelli, crudi, gonfi.
In continuo e frenetico vivere
fatico le risposte, le sudo,
ma credo nella prole feconda di cultura.
Amore e sesso.
E dai genitali romantici, prole è
questa, futura, con la speranza
di equità.
Ho i capelli corti e sono donna.




