per aver creduto
in un passato fasullo
fatto solo
d’illusioni.
Emozionarsi
per una voce,
per due occhi.
Temere
d’esser veri
per poi
ritrovarsi
nuovamente
abbandonati.
Ma scalpitando,
cuore ed anima fremono
per nuove emozioni
sognate,
ma mai vissute.
Spogliati d’ogni timore,
s’arrendono,
rischiano
tornano a sognare.
Rinascono...
e solo ora
vivono
un futuro desiderato
in un presente
immaginato
da tanto,
da troppo...
bramati.
nei miei
infuocati sogni,
svegliandomi
ancora
stretta a te,
poserei
le mie labbra
incandescenti
sulle tue,
ti coprirei
con l’ardore
del mio corpo.
Ascolteresti
il calore
del mio cuore.
E danzando
tra mille movimenti
mi unirei a te
in un sublime piacere.
Solitaria eri mentre cercavi
di mandare in frantumi il vetro
di questa distanza incapace ed inetta
solo tu e la tua forza disperata
potevate scardinare le porte
di un dolore sparso come il sale
su ferite lacere che non hanno voglia
di rimarginarsi
solo la voglia del ricordo
fattosi esso stesso tormento
che tu hai così a lungo preservato
curerà questa cancrena di un tempo
sordo al sentimento.
anni ad ascoltar voci
di speranza
nel suo arrivo.
Arriverà.
Scorrendo nelle vene,
goccia dopo goccia,
il tuo cuore avrà
battiti nuovi
irruenti
vivi.
Arriverà.
E sul tuo volto
nuovi sorrisi,
nuove lacrime
a scavare nella
bramosa anima tua.
Ed eccolo.
A respirare
ogni tuo
ansimante sospiro
ad assaporare
ogni goccia
del tuo audace piacere.
Non più
sogno proibito,
ma passione vissuta.
ho seguito percorsi
di fiamme mai vissute,
susseguendo poi
con tenacia
il fuoco dell’amicizia.
Tento di sotterrare
lapilli di passione
nei fondali profondi
dell’isola amorosa
che dimora in me.
Vulcano
pronto ad eruttare
correnti di lava,
fuoco indomabile
accompagna ancora
irrequieto amore
rinchiuso
in un’anima arsa.
sul giaciglio del tuo animo
per non far rumore
coi battiti del mio cuore,
nel rossore delle mie emozioni che tinteggiano le mie gote
innocenti e bugiarde
smentendo quella indifferenza,
mentre provo a recitati
come miglior attore
sul palcoscenico
della mia stoltezza!
Camminerò piano
per non oltrepassare
quel filo sottile che mi lega
a quella fragile idea
che tu possa esser mia,
rosa prediletta!
Non solo nei mie sogni
ma nei miei giorni!
E poi continuerò a camminarti accanto invisibile
come lo sono sempre stato,
ma con molte altre
lacrime in più
da asciugare al chiarore
della luna,
per farle brillare
di strana luce offuscata
da una stordita agonia,
che mi parla di te
e di come non puoi
immaginare che dolorosa
è la profonda voragine abissale che mi separa da te,
da te che adagi
il tuo bel viso
dall’altra parte dell’orizzonte
dei miei sogni.
Per questo io scelgo
di camminarti un passo
mille passi dietro di te,
fino a perderti
lentamente,
e poi infinitamente.
chi ero veramente…
i miei sogni,
le mie passioni.
Avevo rimosso
i miei desideri,
le mie emozioni.
Poi
sei giunto tu…
tutto è ricomparso.
M’hai fatto ricordare
chi ero davvero…
ardore e commozione.
M’hai ridato me stessa
ricongiungendomi
con quella parte di me
che credevo d’aver perso.
Con delicatezza estrema
hai scoperto e sfiorato
l’anima mia
donandole un leggiadro
soffio di vita
affinché si rialzasse in volo.
E ora
come Aquila fiera
oltrepasso alte nubi,
con ali più forti,
nuovi sogni,
nuove passioni.
Son boccioli
di rara bellezza
le tue labbra,
turgide gemme preziose
che s'apprestano a inumidire
le mie sottili, come foglie.
Distesa
sono tra le tue braccia
e tremo.
Tremo ora
al sol pensiero
d'accarezzare il tuo respiro,
tiepido vento di libeccio.
T'insinui a esalare il mio,
come fosse
l'ultimo fiore arso
dal sole nel deserto.
...a sera parla il silenzio
con un'eco che frastuona
in allegria il fuggevole giorno
...con un'indole serena penso
ai passi lenti sulla collina
ove si perde la luce d'oro...
eppure sei e sarai acqua
che sgorga e non si frena
a lambire le mie labbra
alterne le carezze dolci
tra gli steli dei papaveri
in un tripudio di cremisi…
farfuglia il vento sibili
scomposti i tuoi capelli
sul petto mio d'affanno
pensami ancora, pensami
prima che la notte appanni
la sofferenza ultima d'amore.
immagino me,
seduta
sulla panchina di un parco,
e vedo te,
steso con la testa
appoggiata sulle mie gambe.
Riposi e sorridi,
donando così
luce ai miei occhi.
Una volta sveglio,
ti stringo forte a me,
talmente forte da sentire
il tuo battito di cuore,
ne rimane l'unica musica
che non mi stancherei
mai di ascoltare!
Crepita il fuoco
e toglie il freddo penetrante,
toglie sentimenti stantii
che si sciolgono al calore.
E di questo rogo
ardente rimangono fiammelle
di bene.
Insensibili sono le carni
divorate al tatto, trascurabili
e perdute.
Grigia atmosfera si trasforma
in un simulacro d'amore.
E adesso perdere tutto
non ha più valore.
Le labbra sanguinano
baci.
Ho visto i tuoi occhi
del colore della pece
erano cambiati non riflettevano più
l’azzurro del mare
il chiaro dei giorni d’estate
era solo un ricordo lontano
perduto nella profondità
dell’indeterminatezza di una libertà
sospesa
tu sola dentro una gabbia di regresso
eri avvolta da una cattività
che frustrava il tuo essere
innocente.






