Donna …
quando appari
il pensiero riprende fiato
e il desiderio si alza,
tenuto al mondo da un filo.
Nell’attrazione non c’è scandalo,
solo silenzio.
Le parole mancate
lasciano luce sulle pareti.
I tuoi gesti, misurati,
insegnano allo sguardo
come restare.
Ti spoglia l’immaginazione
con la pazienza dell’inverno.
Dalla tua presenza non mi difendo.
Sai - tu sai
e questo basta.
Non si è morti
finché si attende un mattino
che abbia il tuo verso.
del tuo nome,
appendo sul cuore
il giorno d'amore
della mia ambascia di seta
come una giacca di luce,
e il sorriso labile
del primo sole che rischiara
boccioli di emozioni,
nel refolo d'attesa,
impara, tra cumulonembi
a respirare dal tuo passo,
drappo magnetico
che ammalia bradi silenzi.
Sei una chiave d’acqua
che apre serrature di polvere,
dove l'anima, sibilla celata
di mappe di sale e candele,
accende il fuoco della voluttà.
Quando mi guardi,
mansueto il tempo ramifica
parole d'argento, e tace,
diventa pane caldo spezzato
che nutre, tra le ore
dei batticuori che sussurrano.
Le tue affabili mani,
nidi che ricordano un volo,
raccolgono il mio tremito
e lo erge canto eterno.
Ti penso come
una costellazione senza fine,
stelle che orientano
un ritorno senza cielo
che si spegne
alla trasmutazione.
La tua calma è una neve
che ascolta istanti caduchi,
copre ferite, e insegna
la mia primavera a rifiorire.
Amarti è bere l’ombra
fino alla sorgente della vita,
è perdere il nome
per trovarne due intrecciati,
per restare, infine,
come un faro nel petto,
che batte confini di balza
penetrano l'aurora d'amore
che deflagra, senza scrivere
una fine nel panorama
del nostro veemente ardore,
nelle fiammelle del candelabro
che chiarisce il nostro fato,
per sempre.
Nel tuo volto il giorno s’alza
e la luce impara a carezzare.
Il tuo sorriso ricuce il mio cuore,
insegnando che la felicità
può essere semplice
quando tu esisti.
Le tue parole muovono mari
e in ognuna il tempo si ferma.
Il tuo corpo è respiro che dona,
luogo dove l’amore si fa presenza.
Così tu diventi poesia
prima ancora che io lo pensi.
Se nel tuo cuore esistesse ancora
anche solo un angolo nascosto,
un respiro lieve che parla di noi…
io vi entrerei piano,
come una carezza al tramonto,
senza far rumore.
Non per sconvolgere,
ma per custodire.
Per ricordarti
che ci sono amori
che non chiedono nulla,
se non di esistere.
Ci sono sentimenti
che sfidano il tempo,
che non si arrendono
al silenzio,
né alla distanza.
Restano lì,
come stelle
che brillano
anche quando
non le guardi.
Il mio amore per te è così:
discreto, sì,
ma ardente.
Non ha bisogno di parole,
perché vive
in ogni battito
che ti pensa,
in ogni sogno
che ti accarezza.
E se un giorno,
anche solo per un istante,
ti fermassi
a cercarmi tra i ricordi…
mi troveresti lì.
Dove il tuo sorriso
ha lasciato la sua luce.
Dove il mio cuore,
ancora oggi,
ti aspetta.
avanzi, flemmatico, con attoniti occhi,
tenue come un soffio d’ambra,
mentre accarezzi l’aria
che si curva al tuo passo
come seta che riconosce
il suo calore.
Tra le tue ciglia il mondo vacilla,
e il mio assillo, docile ferita,
si schiude come rosa notturna
al richiamo della tua luce obliqua.
Le tue morbide parole
sfiorano la pelle modellata
dalla melodia intensa della tua indole,
più dell’alito dei venti antichi,
e in quell’attimo sospeso
anche il tempo trattiene il respiro.
Ma quando il cuore, audace,
tenta il volo, scopro che il tuo sorriso
non era promessa d’amore,
ma un’arte raffinata di fuga,
poscia all’abbaglio da catturare.
Il silenzio è un velo di tristezza
che gela la mia mano, protesta per te,
in cui ho racchiuso,
nel trafelato pugno,
il cuore che, eclittico ed estraneo,
segna l’eclissi di un’utopia.
E se il mio amore si potesse vedere,
lo paragonerei al mare profondo:
immenso come le sue acque sincere,
potente come le onde del mondo.
Se fosse qualcosa che si può toccare,
sarebbe una roccia forte e vera:
nulla potrebbe mai farla crollare,
nemmeno il tempo che tutto dispera.
Se il mio amore si potesse sentire,
sarebbe una melodia leggera:
un canto che sa rapire e colpire,
che resta nel cuore, e crea una dolce atmosfera.
Se fosse qualcosa che si può odorare,
sarebbe un profumo dolce e sottile:
di fiori che sanno l’estate evocare,
che ti ammaliano in modo gentile.
Se il mio amore si potesse assaporare,
avrebbe un gusto intenso e sincero:
come un buon vino lasciato maturare,
che scalda l’anima piano e davvero.
Se il mio amore avesse un colore,
sarebbe il rosso della passione:
il fuoco che arde dentro al cuore,
che vive di pura emozione.
Se fosse una canzone da ricordare,
sarebbe quella che ami ascoltare:
che ti rilassa e ti fa sognare,
cullando i pensieri come il mare.
Se fosse un fiore da custodire,
sarebbe il più bello del prato:
quello che scegli senza esitare,
per il suo profumo delicato.
Se fosse una stagione da raccontare,
sarebbe un’estate luminosa:
che scalda la pelle e fa respirare,
rendendo ogni attesa più rosa.
E se fosse pioggia che scende leggera,
sarebbe una pioggia che fa riposare:
che chiude gli occhi alla fine del giorno,
e invita il cuore a lasciarsi trasportare.
E se fosse inverno, sarebbe gentile,
un freddo che non fa davvero male:
una neve che danza, lieve e sottile.
E se il mio amore fosse un viaggio sincero,
sarebbe un cammino senza confine:
dove ogni passo diventa più vero,
e la meta sei tu, mio unico fine.
Il mio amore è tutte queste cose,
e non bastano certo delle rose:
è così profondo che dentro vi affondo,
e nella sua immensità ogni giorno sprofondo.
Un rintocco tenue di campane
nei campi abbracci tra ricci,
coccole sotto un albicocco
la notte coccolati dalla luna
eccelle la danza di libellule
tra petali di fiori nell’ombra,
sul viso la luce di un sorriso
dolce lo sfiorarsi con le labbra
un coccodrillo accoccolato
tra le braccia di una cocorita,
suadenti carezze tra le mani
tremanti al tramonto tra amanti.
dovunque andrà sarà un emigrante,
dovunque avrà per patria la sua ombra
e per speranza il vento del domani,
**
perché dovunque l’accompagnerà
nel profondo dell’anima il richiamo,
come una nostalgia che sembra amore,
amor di cieli nuovi e terre nuove.
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ore 17,37
mercoledì 28 gennaio 2026
C’era un istante,
appena prima di sfiorare le tue labbra,
in cui tutto si fermava.
Il mondo taceva,
come se anche l’universo
volesse soltanto restare a guardare.
Ogni cosa intorno svaniva
e rimanevi solo tu,
con quel tuo modo unico di brillare,
gemma preziosa
custodita nella memoria.
Ancora oggi,
quando il pensiero di te riaffiora all’improvviso,
quel bagliore ritorna
in un angolo nascosto della mia mente,
dove l’amore, in silenzio,
non ha mai davvero smesso di battere.
Sonetto minore, quartine a rime baciate e terzine a rime alternate AABB AABB CDC DCD.
Sei il mio sogno più bello.
Resterai solo quello:
vano sogno d’amore
di cui nutro il mio cuore.
Come vivo acquerello
di splendor carosello
perso sto nel colore
dei tuoi occhi per ore.
Ma poi c’è tutto il resto
degno d’ammirazione:
la più bella! M’appresto
dietro l’ispirazione
a comporre un bel testo…
ma troppa è l’emozione.
01/01/2026






