il fresco profumo di quell’estate..
sapeva di onde del mare,
di schizzi rimbalzati sugli scogli,
sapori legati alle spiagge assolate.
Liquidi umori aulenti sparsi nell’aria
ci legavano indissolubili,
sospesi tra il cielo e la terra,
in un profondo sapere di noi stessi.
stringe un patto
con la mia fuga,
che penetra i lenti passi
senza mappa,
e un addio annodato
nel suo grembo.
Codardo è il mio respiro
nel pianto,
senza alito che dispieghi
ragioni ai tuoi occhi,
mentre scavo
il tuo duolo
nella radice amara,
che ti ferisce.
Non pregherò
candido perdono
che scende dal cielo,
come un velo
tra fioche candele di cera
tra le mani,
fradicio di tradimento
e amarezza.
Come ombra del passato
svanisco,
incapace di essere diamante
nei tuoi sospiri.
Strapperai il mio profumo
tra le mura,
lamenterai solitudine
nel piatto crudo,
laverai il tormento
che avvolgerà
il cuscino nei sogni
colorati di cenere.
Mi chiamerai in segreto
senza fiato, senza pietà,
ed io sarò bandiera
nel vento di fiele
che ingoia la dignità
di un cuore leale,
macchiato
da crepe segrete
a disfare
ogni fulgida ala del perdono,
che non discerne
rimorso sulla pelle
in tempesta imbelle.
Con quegli occhi così
e lo guardi così
in un certo modo
come solo tu sai fare
sono come la luna
in un giorno d'estate.
Nella notte e nel sole
quando il vento
fa poco rumore
io ti vengo a cercare
come un onda del mare
silenziosa... Misteriosa
e non sbatto una ciglia
senza farmi capire
con quegli occhi
che parlano d'amore
in silenzio come fa la notte
con le stelle
che accarezzano i sensi.



