Conosci tu l’isola del poeta,
dove il gabbiano canta e si innamora
dei colori del mare
dove le stelle giocano di notte
**
con la luna e il vento ti accarezza,
guida all’approdo
tutte le vele degli innamorati
che si perdono al largo
**
Conosci tu quell’isola
dove anche il tempo a volte getta l’ancora
e si innamora dell’eternità,
dove l’amore è la vita stessa
e il Signore cammina sulle acque
e corre incontro ai bastimenti
che perdono la rotta
e li guida all’approdo?
**
Guarda allora negli occhi dei bambini
e anche tu troverai quello che cerchi,
la stella di Betlemme nel deserto
della tua esistenza.
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Ore 12,41
Giovedì 25 dicembre 2025
Il ritocco di campane ad ogni mezzanotte,
Il Santo Natale che pace porta nei cuori.
Nel mondo pace non c'è
Nemmeno quando appare il Signore,
Troppa malvagità anche per il Figlio di Dio
Nel mio cuore pace non c'è,
Se tu non sei con me,
Manca il tuo sorriso manca il tuo sguardo,
Le tue dolci carezze i tuoi baci
I tuoi caldi rassicuranti abbracci
Dove era casa per me
Rifugio sicuro dal caos di questo mondo
infame, immorale.
Il nostro amore era simbolo di purezza
Verità assoluta, onesta, umiltà,
ci siamo giurati amore eterno
Ma di eterno non è rimasto nulla
Solo un amaro gusto sulle mie labbra
Invece del dolce sapore dei tuoi baci.
È come morire un po' ogni attimo,
Ogni respiro è fatica,
Copiose lacrime le ciglia lasciano sfuggire
Si fanno lago ai miei piedi
Alterando la lucentezza
Della lattea neve
Com'è cupa è ora l’anima mia.
Non voglio innamorarmi mai più
Non voglio soffrire più per amore,
L'amore dovrebbe essere gioia
Non straziante dolore
Nemmeno a Natale!!!
tra sguardi di cenere bruciata,
nel crepuscolo di vetro tra noi.
Tutto è così roccia e acqua.
Ogni germoglio possiede vita
che nasconde bellezza morente
negli angoli dei tuoi occhi fragili,
al mormorio della notte senza amore.
Aliti di tristezza aleggiano
nel vento amaro, senza sguardo,
consumando l’aria a pezzi
nella nostra distanza.
Tutto è così forte e debole tra noi.
Reinventiamo, con pavide virgole,
un nuovo albore d’amore
sullo spartito della passione
che urla ancora amore nel cuore,
tra ragnatele di stelle fallite,
dal dolore che tesse perdono.
Tutto, tutto è così buio e luce.
Ma ogni stagione che scrive emozioni
per noi amanti
è un inesorabile brivido,
senza rimorso che tremi:
ci solleva ad amarci per sempre
tra le pigre piaghe,
a ricordarci che resteremo
effluvio canto d’amore.
La vita mi chiama
e ha la tua voce.
La sento tra i battiti lenti del cuore,
nelle sere in cui il silenzio
parla di te.
Mi chiama con il tuo sorriso,
che mi salva anche da me stesso,
e con le tue mani
che sanno curare ogni ferita,
senza fare domande.
La vita mi chiama
e ha il tuo profumo.
Arriva piano,
come fai tu
quando entri nei miei pensieri
senza far rumore.
Mi chiama con la tua dolcezza,
quella che non chiede,
che non forza,
che semplicemente c’è.
Come il sole del mattino,
che scalda anche se non lo guardi.
La vita mi chiama
ogni volta che ti penso.
E io rispondo sempre
con il cuore che ti cerca
come il mare cerca la luna.
La vita mi chiama,
e io ti seguo.
A occhi chiusi, a cuore aperto.
Forse un giorno
sfiorerò i tuoi pensieri
e, guardando il cielo,
sussurrerai il mio nome…
Forse un giorno,
nel medesimo istante,
guarderò lo stesso cielo
e saprò
che mi terrai di nuovo nel tuo cuore…
E mentre all’orizzonte
la luna si addormenta
nella sua malinconia,
sussurrerò anch’io
il tuo nome al vento,
con la speranza
che tu possa udirlo…
attraversa l'aria
nel quieto abbraccio
delle acque serene
Vagabonda tra le fronde
non hai spine nei pensieri
dove il destino - come giostra
tesse inganni
Scivoli senza peso
nel segreto delle tue danze
testimoni silenti
di attimi fugaci
notte, a te mi confesso
e a te mi comunico al tramonto.
la luna è la mia eucaristia
e il mio confessionale.
**
tu sei l’ombra del giorno
e a te nessun poeta può mentire,
senza essere sacrilego…mi parli,
discorri sempre nel nascondimento,
proprio come il mio angelo.
**
io ti ascolto perfino nei miei sogni!
tu mi aspetti al tramonto di ogni giorno
in ogni filo d’erba, in ogni fiore
che sorseggia quiete dalle stelle
e in ogni vela errante
che al tramonto fa ritorno al porto.
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ore 23,21
giovedì 11/12/2025
Non so quali disegni il tempo abbia in serbo per noi
né se, un giorno, il suo vento gentile sceglierà
di riportarti tra le mie stagioni.
Ma se mai accadesse,
se i tuoi passi tornassero a sfiorare i miei,
io ti riconoscerei.
Ti riconoscerei negli occhi capaci
di scrivere poesia senza bisogno di parole,
nelle mani che un tempo sapevano
accarezzare anche i pensieri.
Perché l’amore che provo non si è spento,
ha solo imparato a sussurrare.
Ti vorrei bene con la grazia
di chi ha compreso il valore dell’attesa
e la bellezza delle seconde possibilità.
Tu vivresti ancora nei miei ricordi,
non come nostalgia, ma come una melodia
che torna dolce alla mente ogni volta
che il cuore si concede di sognare.
come un presagio
di recondita buriana,
e il mio cuore, ignaro,
si tende come vela che attende
il primo colpo di vento
sul profluvio delle palpitazioni.
Le tue pupille ipnotiche
bruciano come abissi
di quercia ardente sulla mia pelle,
scolpiscono sul mio fiato
una fame antica da satollare,
una sete che non osa chiedere nome
nel crepuscolo dell’abbandono.
Tra le tue dita la notte si contorce
e il mio corpo, fragile costellazione,
si riallinea al tuo orbito clandestino.
Ogni tuo sorriso è un varco
di vertigine, un altare profano
dove il lume del pudore pencola,
malleabile al richiamo d’amore.
Ma quando, d’improvviso, schiudi
il buio dell’incertezza sul tuo viso,
nel sacro tumulto del tuo bacio
converti magie di audacia
in un frutto inibito da trangugiare
senza rughe di rimorso nell’anima.
Una inane musica senza cielo
ormai scorre tra di noi senza colore.
Nel silenzio della notte,
quando anche le stelle sembrano ascoltare,
mi ritrovo a pensarti.
Non come un ricordo,
ma come una presenza lieve
che sfiora i pensieri
e li veste di dolcezza.
La notte non fa domande,
non pretende risposte.
Accoglie solo ciò che resta
quando tutto il resto si spegne.
E tu, sei ancora lì.
Nel battito lento,
nel respiro che cerca pace,
nel sogno che non ha bisogno di dormire.





