Al di là dell’idea la verità infetta
ha bocche che ricamano adunanza
il cielo ricuce il temporale
e il pensiero s’alimenta di sole
ridimensionando le proporzioni
con la carezza che nel dolore
è ridotta a dire io son Amore.
Tra parola e parola il silenzio
sbaglia le misure alle intenzioni
non ascolta ignorando l’altro
fantasma anoressico di malumore
fuga che non insegue nessuno
senza giudizio d’ipotesi al muro.
Testardo essere nonostante tutto
ostinato al nulla comprendere
o cedere senza rinunciare al passo.
L’amore colora le sue intemperanze
nell’istante refrattario che trema
e ondeggia propositi indifesi
nella delicatezza dell’invisibile cerchio
giaciglio caldo d’ambiziosi sentieri
violentando le dighe dell’anima
le felicità lasciate arenare sul fondo
le favole dimenticate nelle tasche bucate
attrici in balia del caso mai accaduto.
Morte senza scelta in mancanza d’altro
dove l’attesa è letto d’indifeso oltre.

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