Un bambinetto addormentato sul prato
occhi di danzante alchimia in sogno
immagine nata dalla dolce malinconia
lasciata annichilire lungo l’ascetica via
sul respiro d’un fiore che non beve cielo
una carezza sulle note del pensiero
un addio lieve dal gentile inchino.
La paura misericordiosa d’amare
la perdita dal dolore redivivo
lame su rime ad intelletto ferito e schivo
che s’apre a scelta per imparare il senso
il cammino stanco tra l’uno e l’altro
distruggendo il tempo ad ogni nesso
nella speranza abile dal mestiere perverso.
Fissità d’estasi, orizzonti tersi e calmi
in missione di devota desertificazione.
Nel chiostro un raggio di luce
così simile alla mia solitudine.

Commenti
Letta e sentita e soprattutto apprezzata perché ben descritta .