Sguardi di luna fra i capelli,
occhi sciupati dai ricordi,
son vuote e sole le mani
della tenerezza dei nonni
nell’apostrofo malinconico
dei paesaggi della vita.
Il pianto delle loro ombre,
curve come girasoli al tramonto,
si consuma indifferente
nelle nenie dei silenzi
come un’anonima storia
nel triste riflesso dei tempi.
Eppure ogni nonno
è un abbraccio profondo,
l’abbraccio del tuo passato,
l’abbraccio del tuo futuro.
Nel cielo dell’amore
siano le vostre mani
quaderni di luna
su cui scrivere il vostro domani.
Siano i vostri sguardi
pioggia a primavera,
un campo di girasoli
a meravigliare l’universo intero.
Siano i vostri cuori
petali di cristallo
e nuova luce d’aurore,
una confessione d’amore
ad abitare i vostri nomi.
Siate un battito felice
nel cielo del vostro eterno amore.
Per gli sposi Marta e Marco
Sto a cercare nell' acqua il tuo volto danzare, con la voce persa nel vuoto
sulla spiaggia avanza sol soletto,
vende indumenti di ogni dimensione,
appar indifferente al solleone.
Sul bagnasciuga spinge le lenti ruote,
ad ogni issata un salvagente scuote,
lascia sulla battigia la sua scia,
come a non voler dimenticar la via.
Tanta e troppa mi sembra la sua mercanzia,
Per venderla tutta dovrebbe arrivar in Albania,
ma lo stock a budget è una sua decisione,
magari riuscira' a venderlo in una stagione.
Sta di fatto che ora è fermo davanti al lido,
che qualcun si avvicini non ci confido,
passan cinque minuti e continua il suo cammino,
senza essersi alleggerito neanche un pochino.
una coda abbacinante
con gelosissima emissione
Lasciamo dietro se un sapore
Mentre eri tra i banchi di scuola.
Il mio papà era buono,
bravo, intelligente,
non amava soltanto la moglie,
anche i suoi figli.
Il mio papà era educato,
era dolce e sentimentale,
onesto, altruista, orgoglioso e dignitoso,
tutto quello che aveva era solo la famiglia.
Il mio papà era lavoratore,
la notte faceva il pane,
il giorno poi lo vendeva,
anche se con poco guadagno.
Il mio papà era tesoro,
se gli chiedevo dieci mi dava venti,
prendi diceva, i soldi non bastano mai,
attento però, non li sprecare.
Il mio papà era buono, educato, lavoratore, un tesoro,
eppure io lo chiamavo soltanto papà,
troppo egoista e poco riconoscente io sono stato,
ora mi manchi e se ci fossi, non ti chiamerei papà ma, tesoro.
I mei anni,
tu sei anche il mio Birbi.
Sei un cucciolo giocoso e tenero.
I tuoi occhioni sono grandi e verdi,
come due maccheroni.
Vuoi essere sempre coccolato,
come a me che piace il cioccolato.
Ti ho cresciuto con i plasmon.
Eri piccolo come una mano,
adesso sei un tigrottone
combina guai!
Ti piacciono le carezze,
ma anche giocare
con le unghiette.
Vai in giro per i campi,
in cerca di topolini
e quando sei stanco,
torni a casa,
reclamando tante crocchette.
Dopo aver pappato tutto,
sei pronto per il sonnelluccio.
Prima però un bacino
e una carezza
dalla tua mammina senza baffi!
Sono a un matrimonio
Il puzzo soave e malinconico
Di fiori e tamerici
Un muzzo di gente
Si schiudono reciproci in domande
Accanto a me ciancia mia cugina
"Perle ai porci" dice
Io condivido
Mi apparto in discussioni che apprezzo
Poi stanco mi apparto solo
Belli i due sposi, che sparan serenate
Non sono un savo, un pastore
Un profeta o che so io
Come poeta squattrinato
Ma ho un avviso
Tutto ciò che vedete
Il vestire, il blaterare vuoto
Di cucire le loro ferite
Sono putrido stagno
Una cosa ho da cantare, ragazzi, amici
All'esser solo sposo o sposa
Di vero amore eterno e senza vesti
Siate come la luna, scura in dì grigi
Ma eterna nel suo tornare luce
Che al mondo intorno a voi piace
Siate autentici, giovani per sempre
Siate mai nascosti da maschere di finta pace
Siate non solo amanti, ma amici
Sono stata bene ancor prima
che cullassi il mio primo vagito
protetta dal tuo amore.
Col tempo hai guidato i miei passi
insegnato le prime parole
e i valori della vita.
Ora sono adulta
tu non ci sei
ma so che mi sei accanto
lieve come una piuma
a sostenermi
come solo l'amore d'una madre
può fare
sconfiggendo l'oltre
adagiata nel mio cuore.
Oggi più che mai
è struggente il tuo ricordo.
E ti ritrovo nella memoria
d'un rassicurante sorriso,
una tavola apparecchiata
la famiglia riunita,
alla radio balli folcloristici,
piedini sotto la tavola
il ritmo assecondano
nella gioia d'un giorno di festa.
E ti ritrovo
nella musica del vento
in un bacio silenzioso
o parole sussurrate.
Nei momenti di sconforto
sento il profumo della tua presenza,
una lacrima celata
si cristallizza nel tuo ricordo
mamma.
Una manciata di sentimenti
hanno un ricordo di cose lontane .
Pensavo che lungo il cammino
diventassi un immagine sbiadita
pensavo che come gli alberi
a nuove foglie dimenticassi le radici
rifugiando la mia mente tra le nuvole .
Adesso che Aprile ha un sole tiepido
ricercherò le tue mani tra il rosmarino
mentre un pettirosso scandisce il suo verso e i rami
oscillano il rimbalzo .
Il ricordo non mi dà scampo
un groviglio di lacrime
mi attraversa .
Non cercarmi, non mi troverai più
Nei bagni pubblici delle città.
Non starò più ad aspettare il tuo ritorno.
Io me ne andrò da chi vuole solo il mio amore.
Non mi darai più quel veleno
Che distrugge la mia anima, il mio corpo
Non sarò più lo schiavo che tu volevi.
Non ti permetterò più che tu distruggi la mia volontà
Io volerò insieme ad altri come me
E atterreremo là, dove non c’è veleno
Smetterò di fingere e guarderò in faccia la realtà
Ma la paura è ancora forte in me.
Ti vincerò, ti distruggerò.
M’inchinerò solo a chi mi offre la sua mano.
In cambio le regalerò la mia realtà
Perché tu non fai sognare.
Il mio cassetto tornerò ad aprire
Perché me l’avevi chiuso per farti seguirti.
Mi hai promesso forza e fantasia.
Mi dicevi sarai grande se diventerai mio
ma tu non puoi amare, non l’hai mai saputo fare e a chi
Ti dava ascolto
Tu solo polvere gli davi.
Io vivrò, senza te, io vivrò.
Ho trovato il coraggio di scriverti.
La forza di andare, la voglia di vivere
La mia nuova polvere si chiama
Amore. Per iniettarla non serve la siringa
Basta il cuore






