Roma,

diva urbana dell’Impero,

apostrofo di Venere acceso

nato dal bacio del Tevere,

sei un orologio fermo

sulla cattedrale della storia,

un romantico assaggio d’eterno.

Le fontane sbadigliano austere,

i vicoli, le piazze, le finestre accese,

son grovigli delle mie vene,

postura dei miei punti cardinali,

disegni di voci e sguardi che amai.

Le chiese pregano un drappo di stelle

ed il tempo è uno scalpello

posato sul cuor d’ogni romano,

Roma e il suo dolce profilo

abbracciano il triclinio della notte:

tace per un momento il tuo orgoglio

e sei profumo di madre

che chi ama non può dimenticare.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sipari di cielo

intarsiano gomitoli di vicoli,

le finestre abbottonate dal sole

si specchiano fra risa di gente

e cortei di dolce vento.

Giochi di bimbi per le piazze,

panchine e spiccioli di storie,

inchiostro del paradiso

caduto sulla terra,

divine cattedrali e danze di cuore,

la città è uno scorcio d’estate

dimenticato in un tramonto,

fra punteggiatura di palazzi

ed orchestre di piccole fontane.

Mai mi disfo dei suoi sguardi,

mai rimprovero i suoi silenzi,

per sempre a me stringo,

questi petali d’amata città,

nascosti nel battito dei miei ricordi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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L’alba carezza

il pentagramma dei tuoi tetti

e l’eterna tua bellezza

vive nel tuo nome,

Roma superba,

della dolce vita e dell’onore.

Il Tevere lacrima

fra ponti e quartieri,

i mercati chiacchierano per le strade,

le piazze s’inginocchiano alle chiese,

gli archi dei trionfi dell’impero

mordono l’orizzonte della storia.

Roma superba,

della dolce vita e dell’onore,

confondi passato e presente

in un disegno infinito

di genti e di culture.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Il Tevere ti disegna

fra eco di gladiatori,

antichi vicoli e senatori,

le chiese e i sette colli.

Città dei mille volti,

città del passato e del presente,

Roma degli attori e dei poeti,

delle piazze e degli stornelli,

culla della storia e del potere,

ancora incanti il mondo

in un pianto di bellezza.

Roma, sei vita che non passa,

dolce sogno dell’eternità.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quando ti vedo, il mio cuore,

accelera i battiti,

sussulta, gioisce!

 

Quando non ti vedo, invece,

esso rallenta, barcolla,

mi blocca, mi incolla!

 

Quando non ti vedrò più,

la mia vita sarà finita,

il mio cuore si fermerà!

 

Allora, amerò soltanto Dio,

il nostro Signore,

il nostro creatore!

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Profilo Autore: Giò For  

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Arriva sul tavolo senza preparazione,
Nel frigo campeggiava con il provolone,
Rispetto a ieri sembra ancor più gustosa,
Con rinnovato appetito ne mangi a iosa.

Arrivato alla fine ti vien un magone,
Con calma assapori l'ultimo boccone,
Anche questa festa è purtroppo finita,
Peccato perche' era davvero saporita.

Da domani si riprende il solito rituale,
Tra scuola e lavoro torna tutto uguale,
Ancora qualche pezzettino di uovo pasquale,
Che durerà ahime' come un gatto in tangenziale.

Il rettangolar vassoio torna nella credenza.
Di odor di ragù e besciamella si rimane senza.
Ad ogni modo beato che se la magna,
Il giorno dopo più buona e' la lasagna.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Donna dalla chioma d' un rosso pungente,
la tua voce riecheggia ancora nei nostri cuori
con una passione prorompente.
Milva ,
angelo superbo d' infinita umanità
fautrice dell' emancipazione femminile,
paladina della libertà.
Proprio tu,
che hai varcato i prosceni del Mondo,
suscitando grandi emozioni
ed un certo scalpore,
sei volata via ,
come un' umile falena notturna
senza far rumore .
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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A tantu tiempo nce sta na vecchiarella,
ca vo' assaje bbene a ttutte 'e criaturielle.
Tene 'o naso a ppippa, 'a faccia arrappata,
'e scarpe tutte rotte e vveste rattuppate.

Passa 'e gghiurnate a ccosere cazettielle:
vo' scarfà 'e piede 'e ninne e nnennelle.
Sola sferruzza dint'a na casarella 'e legno:
aucielle e palummelle lle danno sustegno.

Ma nu triste Natale...quanta malincunia:
nce fuje p'ogni ppaese na bbrutta caristia!
Manco na caramella, nu piezzo 'e turrone:
sulo famme, miseria e nniente 'e bbuono.

Comme se dannaje 'a povera befana
mentre cuseva 'e cazzettielle 'e lana!
Accussì ll'aucielle se dettero ccunziglio:
subbet'o cchiù ssaggio na decisiona piglia.

Penzajene 'e scetà 'a fatina primmavera:
nun era 'o tiempo sujo; essa durmeva.
Ma tanto fuje 'o rumore c''a fata se scetaje,
capette ll'esigenza e llesta cunsigliaje.

"Ogneduno 'e vuje, vicino a ogni ccasarella,
ha dda mettere 'e lavanna nu ramuscello."
'Stu sciuscio 'e primmavera 'a vita cagnarrà
e nu cambiamento 'int'ê ccase purtarrà.

Si facite ampresso quanno sarrà 'o tiempo,
dint'ê ccazette nun ammancarrà niente."
Accussì ogni scopa, scupella e scupetta,
'e tanta sciure mprufummate se vestette.

Ntanto 'a fata parlanno cu 'a vicchiarella,
lle mettette ncapa nu gruosso cappiello.
"Chisto te prutiegge si scioscia 'o viento:
c''a forma appuntuta arrive 'int'a nniente!"

"Mo curre e va a ppurtà 'e ccaramelle
a ttutte 'e ccriature pe dint'ê ccasarelle..."
'A vecchia scagnanno 'a scopa pe cavallo,
ncielo vulaje cu 'o sacco ncopp'ê spalle.

Ll'uocchie ll'addeventajen'e lacreme chine:
pensava ê ffacce felice d' 'e bammine.
Assaje cuntenta vicino ê caminette,
'e tanta caramelle regnette ogni ccazetta.

Ancora mo a vvierno cose cazette 'e lana,
però 'o seje 'e Ggennaio fa 'a bbefana!
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Non so nemmeno 
Se le stelle - abbacinanti
Nelle fredde giornate invernali
- iperboree regioni... - illuminano
Insieme all'aurora boreale
E alla luna
L'oceano e chi ivi abita.

Forse nei gorgogli
Salmastri e vivi
Come il sale sulle ferite
Soffre il poeta
Nel suo impegno

Invece balene nelle loro migrazioni
Come felci
Tra arbusti di pini giganti
E radure nelle profondità del mare
Dove riposano - dolcemente
Vibrante per i sogni
Le loro ali
Museo di farfalle
Nelle asperità marine.

Ancora gettata e pescatore
Che nella lunga notte attende
Ancora profonda che galleggia
Fatta di cristallo 
Come l'azzurro della Via Lattea
Come i tuoi occhi Serena
Come le tue mani forgiate di marmo
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Profilo Autore: Fone  

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Bellissima immagine ma, ... io non ti vedo

e non ti riconosco in un tramonto:

il tuo sorriso, la tua schiettezza

e la tua gioia di vivere,

mi portano a vederti e riconoscerti

in un’aurora splendente, fantastica,

felice ed orgogliosa di consegnare un nuovo giorno

al tanto triste, martoriato e sfiduciato mondo che,

anche se è ad un passo dal baratro in cui sta cadendo,

spera ancora di salvarsi.

 

Se vuoi, …

puoi considerare le mie parole

una recensione alla tua persona,

un complimento o, addirittura,

una composizione poetica ma, …

è così che io ti vedo, amica mia carissima!

È così che ti riconosco,

è così che ti considero:

semplice e sincera,

acqua limpida in un bicchiere di cristallo.

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Profilo Autore: Giò For  

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Gli occhi all’abbacinante luce
e, nella cortesia del contegno
sazio l’indugio del mio tempo.

Grato al ricordo
non dimentico i giorni dell’infanzia
e, i colloqui con le notti
foriere di sogni e fantasie.

Ricordo? Sì.

La cameretta, i due letti, la scrivania
e, il costante agitarsi dei ricami
li, in cucina.

 

L'orto, il basilico in fiore, il mortaio,
il fischio allegro del merlo
e poi, il gozzo, il mare,
il palamito da innescare,
gli ami da cambiare,
la matassa da sbrogliare.

Ricordo? Sì.

Il sole, il fermento
e, da quel punto privilegiato
io so che mi osservi
e, sei contento.

 








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Profilo Autore: Francesco  

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Oltre lo specchio 

 lo sguardo raccoglie  fantasie , 

 un rossetto bordeaux, 

poca cipria alle guance,
un filo di eye-liner
ad inventarsi festa. 

Un soffio e… ed è carezza .

Giugno
con la luna agli occhi
cinquantaquattro stelle
a farmi compagnia. 

Una ,due ,tre, 

in lontananza il mare ,
e a matita un bacio . 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Recanati o Recamorti
reca e toglie
smisurate voglie
solite salite
scoscese discese
parlata sdrucciola
scivolosa prosodia
chiacchiericcio pettegolo
da sola mi regolo
sottofondo di voci
non mi giovi, mi nuoci
regali istanti atroci
flashback di antichi giochi
di noia, svaghi pochi.

Recanati
ti senti un paese di sogno
ma non c'è alcun bisogno
di inseguire sogni rinnegati
mia, nonostante tutto, Recanati.
Con te non scendo a patti
visto come mi tratti
siam separati in casa
io sono spesso invasa
da una rabbia inespressa
resti sempre la stessa
la domenica a Messa
poi si aspetta domani
lungo Corso Persiani.

Ma non posso far nulla
resti tu la mia culla
e se son quel che sono 
resta sempre un tuo dono
resto sempre una figlia
che non ti rassomiglia
mi vai sempre un po' stretta
ma io non ti dò retta
e, raccolti su i cocci
resto ancor Laura Bocci.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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La linea dolce del tuo viso

mi ha smarrito.

Sei bella come una citta perduta.

Tesoro di fondali marini,

scoperta di naviganti folli.

Quest’anima divampa,

s’agita senza poter fuoriuscire

a donarti l’abbraccio ed il bacio,

dell’amore sognato.

Sei il paradiso di chi non conosce cielo.

Sei il martirio più dolce,

per chi ti guarda e ti sfiora solo con il pensiero.

Tenera donna che pellegrina vai

per le strade del mio cuore,

portami in un abbraccio.

Il tuo abbraccio senza fine.

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Profilo Autore: Vincenzo Russo  

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Oh Italia
per intero
sei bellissima
scrivete canzone per Te
- oh serva Italia -
pregate il rosario -
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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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