Rielaborazione recente di appunti scritti in matura giovinezza
Érato amica che versi m’ispiri
vorrei che sin dalla prima assonanza,
i ritmi fossero, e pause e respiri,
quei che giungon fino all’ultima danza
di quando insiem si celebra e rinnova
quel d’Eros ritüale magistero
di chi un’anima cerca e non la trova
e allor t’invoca Musa nel mistero.
Lirica breve o poema non conta,
ogni amore ha le sue musiche e canti,
le sue segrete melodie racconta,
suoi tempi, contrappunti e controcanti,
sue metafore allusive e illusive,
enigmi, bizzarrie, crittografie,
parole crëative o distruttive,
sillabe misteriose o fantasie,
sempre quelle ma pur sempre cangianti
per esprimere ancor significanze
di gesti e ritmi andanti e ritornanti,
smarrimenti di sé dimenticanze,
ritmi che accelerano poi rallentano
sdrucciolano, fan rima poi s’acquetano
pudori che si negano o si ostentano
ardori che l’un l’altro si completano,
compiacimenti d’orgasmiche intese,
ma il messaggio ch’è alfin comunicato
sempre è di solitudini sottese,
tanto il mistero del corpo svelato
ma non quel di due anime confuse,
libri di cui si sfiorano le pagine
di parole sottaciute o precluse,
di racconti che restan senza immagine.
Così ancor inseguirò in questi mari
d’amor mistér finché non giunga noia
a indurmi ad allestir nuovi scenari
finché un altro infingimento non muoia
qual poësia troppo presto conclusa
o enigma sciolto che più il cuor non rode.
Sempre che tu sia mia faconda Musa
ed Eros mio benevolo custode.
Érato amica che versi m’ispiri
vorrei che sin dalla prima assonanza,
i ritmi fossero, e pause e respiri,
quei che giungon fino all’ultima danza
di quando insiem si celebra e rinnova
quel d’Eros ritüale magistero
di chi un’anima cerca e non la trova
e allor t’invoca Musa nel mistero.
Lirica breve o poema non conta,
ogni amore ha le sue musiche e canti,
le sue segrete melodie racconta,
suoi tempi, contrappunti e controcanti,
sue metafore allusive e illusive,
enigmi, bizzarrie, crittografie,
parole crëative o distruttive,
sillabe misteriose o fantasie,
sempre quelle ma pur sempre cangianti
per esprimere ancor significanze
di gesti e ritmi andanti e ritornanti,
smarrimenti di sé dimenticanze,
ritmi che accelerano poi rallentano
sdrucciolano, fan rima poi s’acquetano
pudori che si negano o si ostentano
ardori che l’un l’altro si completano,
compiacimenti d’orgasmiche intese,
ma il messaggio ch’è alfin comunicato
sempre è di solitudini sottese,
tanto il mistero del corpo svelato
ma non quel di due anime confuse,
libri di cui si sfiorano le pagine
di parole sottaciute o precluse,
di racconti che restan senza immagine.
Così ancor inseguirò in questi mari
d’amor mistér finché non giunga noia
a indurmi ad allestir nuovi scenari
finché un altro infingimento non muoia
qual poësia troppo presto conclusa
o enigma sciolto che più il cuor non rode.
Sempre che tu sia mia faconda Musa
ed Eros mio benevolo custode.

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