La corruzione
in partecipazione
lega le membra
che più non sembra.
Ed obbligato resti
insieme ai disonesti
come ladro onesto
sul fatto in cesto.
A quell’azienda
non piace la faccenda
che a mo’ di famiglia
l’ordine scompiglia.
h 6,40 5.4.2012 meteora
In realtà
resto immobile
su uno scoglio,
mi trovo nel mezzo
di un mar di petrolio...
Me ne resto li,
seduto e rannicchiato,
a salvarmi
da quella tossica marea...
Sulla striscia pulita,
cordiali persone accolgo
con acqua infinita...
Mi alzo spesso,
osservo
le oscure petroliere
che annegano
nel maligno dimenticatoio...
E li mi lancio
tra le particelle velenose,
porto a mia misera dimora
chi ingiustamente affoga...
Non annego io,
mi aggrappo allo scoglio:
non mangierò lurido petrolio...
resto immobile
su uno scoglio,
mi trovo nel mezzo
di un mar di petrolio...
Me ne resto li,
seduto e rannicchiato,
a salvarmi
da quella tossica marea...
Sulla striscia pulita,
cordiali persone accolgo
con acqua infinita...
Mi alzo spesso,
osservo
le oscure petroliere
che annegano
nel maligno dimenticatoio...
E li mi lancio
tra le particelle velenose,
porto a mia misera dimora
chi ingiustamente affoga...
Non annego io,
mi aggrappo allo scoglio:
non mangierò lurido petrolio...
Una buca al lato della strada
aspettava i ragazzini, le loro biglie
palline di vetro, vere stelle colorate
intorno solo polvere di terra.
Era già estate in quella bella terra
uscivano di casa per vincere due biglie
quei ragazzini ch’eravamo, le delizie
di quel momento magico di giovinezza.
Un mondo a parte quel vivere e giocare
chi con la sua bravura e chi con la fortuna
ma c’erano quelli con la sola prepotenza
a sera in un sacchetto si contavano le sfere.
Quel gioco si fermava che tutte in una mano
le aveva il più imbroglione e pure ladro
che più non dava sfogo al suo sollazzo.
Così le divideva già pregustando il cibo
con il quale la prepotenza lui nutriva
e ritornava la paura, senza una pallina a sera.
Utopia disse alla Realtà
io sono il tempo che verrà,
un sogno che diventa realtà.
Io sono l'erba che sgretola l'asfalto,
il grigio muro coperto di graffiti,
la pioggia fine che inzuppa i vestiti.
Sono il sorso d'acqua fresco
dopo una traversata nel deserto,
sono la vasta vallata
al di là del ripido sentiero.
Sono il vecchio e stolto mulo
che diventa un nobile destriero,
Sono il bussare del forestiero.
Io sono il vento che mischia le carte,
sono i sogni che metti da parte.
Io sono la corrente che tutto trascina
il giorno che dopo la nera notte s'avvicina.
Cosa ti succede?
ti guardi allo specchio
non sai più chi sei,
pensi al tuo passato
fatto d'incertezze,emozioni diverse,
non sei uguale agli altri uomini
sei diverso.....
un pò di trucco e via!
già sei pronto per un'altra scena.
La gente si diverte
vedendoti vestito così
non capisce, quanta sofferenza provi,
Tu! che non hai nessuno
che ti vuole bene,
hai conosciuto solo amori durati una notte.
Ripensi al passato,
di ciò che è rimasto,
la vita è stata ingiusta con te,
ha giocato....
t'ha dato un ruolo mai accettato.
Adesso sei solo nascosto: dietro al trucco
ma quanto può durare?
sei diverso....
Bandiere rosse
sfilavano in corteo
gente adirata,oramai stanca
non sopportava più bugie
di politicanti
incapaci e indefinibili
bravi solo a parole,
e con promesse mai esaudite
mentre la gente ,
faceva fatica a tirare
la fine del mese.
Bandiere al vento nella capitale
truppa infuriata di brave persone
che ancora credevano
a un vero cambiamento,
e si gridava: <alzateci il salario,
abbassateci le tasse
cosi non si può stare. >
Giornata lunga nella capitale
poi tutti a casa a riprendere a sognare...
sfilavano in corteo
gente adirata,oramai stanca
non sopportava più bugie
di politicanti
incapaci e indefinibili
bravi solo a parole,
e con promesse mai esaudite
mentre la gente ,
faceva fatica a tirare
la fine del mese.
Bandiere al vento nella capitale
truppa infuriata di brave persone
che ancora credevano
a un vero cambiamento,
e si gridava: <alzateci il salario,
abbassateci le tasse
cosi non si può stare. >
Giornata lunga nella capitale
poi tutti a casa a riprendere a sognare...
Oggi ragazzi....
compito in classe,
tema.....
l'amicizia.
Svolgimento.
Il migliore amico
che abbiamo in classe
è un ragazzo down
sorride sempre,
molto intelligente.
Grande compagno di banco,
tutte le volte che non capiamo
quel che si dice a lezione,
da una mano....
ha un cuore immenso
difende sempre
quando qualcuno infastidisce
Ieri eravamo tristi
quando il preside
ha comunicato....
che non poteva più frequentare la scuola,
dice....che è troppo diverso da noi
perchè.....
Come fa ha dir certe cose,
il nostro compagno
avrà un nome strano
ma ragazzo semplice...normale,
assai speciale
il migliore....
Ed è stanco!
Gli avevano detto
che in quella casa
poteva riposare
ma la solitudine è forte
la nostalgia tanta.
Le notti sempre
più lunghe
nell'attesa
di quell'affetto profondo
le ore, i minuti
scorrevano lenti.
Ed è stanco
dentro una
disperata solitudine
con il peso nel cuore
attendendo impaziente
un qualcosa che ravvivi
quello sguardo
senza luce.
In quella casa
poteva riposare
ma soffocato
dalla stanchezza
e senza primavere
negli occhi
si lasciò morire!
Supremi,
dominano i discorsi
in questo Mondo
carico di ostilità,
di ogni male
ferendo di nascosto
le frangibili vite.
L’idea,
riuscire a volare
ritmare l’ascesa
osare
voltare foglio
ricominciare
nella tersa voglia
di cantare
nel globale tacito
detestare
che l’infame etnia
sa fare.
Sono angoscia
I riverberi caliginosi
A primavera
Nel sterile deserto
Segregato
Nella volontà folle
Tra dialoghi
Immutati
Immagini
Di muri depressi
Pagine sfiorite
Nella cenere bianca
Guaiscono
Estive venture
Tra i foschi assilli
Spogli di rumore
E germinare
Distante dalla gioia
Come un senile salice
Sotto la pioggia
- Allora perché… non vi è pioggia nel deserto. -
Corre ancora
veloce come il vento
è l'ultima salita
dai che c'è la fai
Applaudito dalla gente
logorante la vittoria,
è gloria....
corre sempre
nella mente di chi lo amava
impavido guerriero
su due ruote.
Si spense una stella
quella sera
ci fu chi pianse tanto
qualcuno disse no!
non può esser vero
lui corre ancora
lassù... l'han visto pedalare
con la bandana
veloce come il vento.
veloce come il vento
è l'ultima salita
dai che c'è la fai
Applaudito dalla gente
logorante la vittoria,
è gloria....
corre sempre
nella mente di chi lo amava
impavido guerriero
su due ruote.
Si spense una stella
quella sera
ci fu chi pianse tanto
qualcuno disse no!
non può esser vero
lui corre ancora
lassù... l'han visto pedalare
con la bandana
veloce come il vento.
Numeri senza nome, si muovono
nel cammino spoglio di speranza
In rotta, per l’eden, privi di un Dio
vittime di uomini, senza dignità.
Numeri incancellabili sulla pelle,
nel silenzio, solo amaro silenzio
dove ride la morte, senza cuore
dei volti ossuti, colmi di dolore.
Numeri, seppelliti nelle fosse
svestiti, coperti solo dal cielo,
numeri che cercano un nome
un temporale, per consolarsi.
- numeri da non dimenticare -.



