occhiaie vuote e denti digrignanti
di forte rabbia per una morte orrenda,
deliranti nelle fosse gridano il dolore
e dai roventi forni le vermiglie fiamme
sputano al vento l'eloquente cenere
d'un olocausto truce e immotivato.
Come il canto degli uccelli in gabbia,
che tra le gretole cinguettan di mestizia;
così, o fratelli, la vostra nenia veemente
sale dalle oscure tenebre sotterra
e tuona tra i lampi, mentre il ciel imbruna.
L'aria di morte di sudore è pregna
d'antiche ansie, di pene e vilipendio,
che offendono ancor l'esser umano.
Le mie lacrime di sangue raggrumato
son parole d'amore dette al vento,
mentre mi spezza l'anima l'affanno.
Niente mi resta, se non col capo flesso
pregar per voi senza obliar giammai,
perchè i campi spinati e i crematoi,
sensali a forza del ceto scellerato,
nella fredda quiete ancor singhiozzano,
nolenti d'iscenar sì grave lutto.
Pensate, o uomini, a ciò che la storia scrive
che son flagelli dei destini umani.
Forse la storia non è magistra vitae,
ma accademia per tanti delinquenti,
che insegna spesso a vincer le partite,
annientando gli onesti concorrenti.
quelle che ieri
ti accarezzavano piano
quelle che ti amavano,
mani che ora guardi
con paura e disperazione
mentre si abbattono
sul tuo fragile corpo
riempiendolo di lividi,
e la bocca
anche la bocca è la stessa
di ieri
quella che ti diceva dolci parole
e che ora sputa veleno
vestendoti d'insulti
lacerandoti l'anima e le carni,
e ti senti in colpa
e nascondi la tua vergogna
nessuno deve sapere
che sei morta
dentro
Mi sveglio dopo una notte
senza sonno senza sogni
Affogo in questo caffè
che è più amaro del solito
Le tue ruvide parole fanno coriandoli i miei pensieri
I bambini dormono ancora
Le pareti sono colorate di nero
La porta non ha più la maniglia
I tuoi gesti violenti paralizzano la mia energia
Era buio ho sbattuto contro una porta
I muri si avvicinano
Il soffitto si abbassa
Il tuo sguardo diverso è vestito a lutto da tempo
Dove sono?
Non ci sono più
Sono in una bara
Questo è uno dei gironi dell’inferno.
Amavo,
dormivo,
sognavo,
poi
un salto nel buio.
Delle mani crudeli
mi strapparono le vesti
mi pestarono a morte
son caduta nel buio più fondo.
Ho vagato su strade deserte,
le lacrime cadevano fitte,
la mia mente rivolta
a quel luogo,
le onde del mare risentivo
alle orecchie.
Ho vagato e senza saper come
ho trovato la porta di casa.
i miei cari dormivano tutti..
Ho lavato il mio corpo infangato
ho tappato la bocca con tutti.
ho inghiottito le lacrime per anni,
ma ho smesso di amare dormire e sognare.
io di notte risento quel mare ,
risento le voci
rivedo le mani
che mi toccano tutta,
risento quel mare
ed ho attacchi di panico,
ho paura di chiudere gli occhi,
il sorriso
la gioia di vivere
io l'ho persa
in una notte d'estate.
poesia scritta per una mia cara amica.
Mamma,
non farmi male,
io posso darti gioia,
io posso darti amore,
posso alleviare le tue pene,
accarezzami
proteggimi
le tue mani morbide
san dare mille carezze,
fammi giocare
fammi gioire,
io non ho visto niente ancora,
ho tanto da scoprire,
ho bisogno del tuo affetto,
mamma
non farmi male
io esisto,
voglio esistere
nella tua vita
e come un albero
ho bisogno dei miei rami,
ho bisogno delle mie radici,
ho bisogno dell'acqua ,
dell'aria per poter respirare,
non togliermi il respiro,
dammi il tuo amore
mamma.
Anno domini 2013
l'era della tecnologia
Iphon con sistema Android,
dopo studi e ricerche
scegli il sesso del figlio tuo
frutto dell'amore tra un utero ed una provetta
L'alba mai cambia
come non muta la bellezza del tramonto
dai tempi dei tempi,
mi chiedo osservando il cielo
vestito di stelle,
dove son finiti i tempi delle mondine
a piedi nudi cantando
raccoglievano il riso
Cosa ha cancellato le riunioni di famiglia
dove un bichier di vino e buon cibo
facevano di ogni domenica una festa
Ed i tempi in cui si andava a spigolare
esisteva si la fame ma non mancavano
i sorrisi, le strette di mano vere sincere
se aiuto gridavi accorrer di amici,
accorrer sincero senza foto rubate
coi cellulari nascosti
non curiosità ma affetto puro
Anno domini 2013
macchine raccolgono il riso,
non si spigola più
i genitori son spesso un peso
una volta giunta l'età avanzata
seppur concepiti da vero amore.
Grandi ipermercati ma soldi pochi
compri tre paghi due
ma vedi anziani far la spesa
tra le casse di verdura di scarto
quando finito è
il chiasso del mercato ….
e poi che si son separati.
Si volevano bene, all'inizio
era tutto allegria
con cene fra amici
e spuntini di notte, una fiaba,
un amore completo, un romanzo
al profumo di rose!
E poi l'avvocato,
il divorzio,
la fine,
nemici di sangue,
la casa venduta,
i gioielli, gli anelli, le fedi:
e gli altri regali?
I parenti e gli amici
hanno speso quattrini
per fare il regalo agli sposi!
Ed ora divorziano!
Oh! Bella!
Fregati di brutto.
Ci vorrebbe inserito un concetto,
una clausola nuova;
ti faccio il regalo,
ma se dopo divorzi,
restituisci i regali ed i soldi.
sull'inverno chiusa
forte al ciel s'innalza
una maestosa gru.
Tende le braccia verso
nubi oscure che da ponente
giungon fino a noi,
sembra una croce
implorante a Dio
per l'operaio già
sfinito e stanco.
Io l'intravedo
più leggera e forte
recar mattoni d'un poggiolo
all'altro, sembra pregare
per quel manovale
che sopra il tetto
sfida ognor la morte.
dedicata alla festa del lavoro del 1° maggio
tutti apparentemente….
Al di sopra di qualsiasi sospetto
uomini d’affari,donne in carriera.
Non ci pensa nessuno alla gente per bene
hanno la faccia pulita davanti.
Però dentro casa…..
nessuno sa cosa succede.
Dietro le “quinte”
si trasformano in mostri
violentatori,maniaci,padre padrone.
Donne manesche che abbandonano
i figli li lasciano soli
per andare a divertirsi, peggio
vendersi per fare carriera.
Oppure semplicemente per
divertimento per noia.
Appunto gente per bene
insospettabile.
Bentornato sole,
e benedetto sia il tuo splendore
mentre diradi
le ultime nebbie dell'alba.
E' tanto che ha piovuto
in questa incorreggibile stagione,
ma la pioggia
per quest'isola assetata
è come l'Acqua Santa
delle Chiese.
In mezzo
allo splendore del mattino
ho visto un raggrupparsi derelitto
di volti incattiviti
da un ruggito:
son padri di famiglia
licenziati
che uccidono la luce del mattino.
Non si sa come mai ci si trova
tutti al solito posto.
Forse stiamo bene in compagnia forse spinti dalla volontà
di fare qualcosa per i nostri ragazzi per la comunità.
Nell’oasi di pace si lavora spesso anche tanto…..
ma non ci pesa ridiamo.
Capita anche di arrabbiarsi
ma passa tutto subito.
Le griglie stracolme di carne
i pentoloni che bollono…..
Delle voci che urlano
“quanto tempo dobbiamo aspettare”.
Un’oasi di pace…..la nostra parrocchia
il nostro ricreatorio.
QUESTO PENSIERO PER TUTTI GLI AMICI DEL CATERING SAN ADALBERTO.CON AFFETTO.
Udite udite
ramenghi e derelitti,
pochi appestati
ignoranti ed avviliti,
cosa volete al cospetto del cielo
che luminoso brilla di stelle?
Fato ribelle
vi relega in basso
come in un passo
di oscura fanghiglia,
brutta famiglia è quella che avete
solo il salario è quello che avrete,
i premi e gli onori
son cose per altra
nobile stirpe;
cosa volete voialtri
schiavetti?
Razza schifosa di infima gente
niente livelli ne premi ne niente,
giù con la testa, la cuffia infilate
e a gradi novanta il corpo inchinate.







