Ciò
che muore fuori
è
la gioia di vivere
nelle sfumature
di un’esistenza vissuta
con rancore
e sospiri scagliati nel vespro,
prigionieri delle nuvole.
 
Ciò che muore fuori
è
la vita
sognando fittizi effluvi di poesia,
lontana chimera
smarrita tra la bruma
che s’infrange
nell’inferno di un viaggio
edificato
da parole aguzze
che feriscono le vergini albe
d’origini diverse.
 
Ciò che muore fuori
è
l’amore.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Il corpo demodula - - - - - - -------------------------------------------------------------------------
 
La miseria che ci tiene in vita sbilancia ogni sostanziale ed istintivo equilibrio
 
tra umiltà e presunzione interferenze d’indole
il buio che si spegne è schizofrenia d'ombra
in mucosa lucida esigenza d’aria che diluvia
 
nonostante il contorcersi del tuo affanno stringa in gola, è pur sempre respirare
ceneri d’apnea, l’esistenza in pretesa di un’attenzione leggermente più rotonda
in un cappio che strozza tentativi di defacing all’identità diventano nodi cruciali 
 
sintetizzando negatività sequenziale tratteggi profili d'eclissi ibrida
sconfini e convergi giusto al nucleo di uno stato sempre più labile
 
del vitale infimo spazio che un serpente si conquista mordendosi la coda.
 
-------- - - - - - - Regressioni (dagli autoritarismi digitali all'Hula-Hop con l'Uroboro)
 
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Profilo Autore: scoria  

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Ho visto,
la libertà sgretolarsi
come castello di sabbia
colpito dall’onda.
 
Ho visto,
cercando invano
di non vedere,
la morte sui visi
di bambini innocenti.
 
Ho visto,
il vuoto riempire cuori,
aspettando l’inferno
e tradire la propria Madre,
affogando nell’odio.
 
Ho visto,
indossare maschere di dolore,
camminare a piedi nudi
su orme, senza speranze
macchiate di sangue.
 
Ho visto,
morire il mondo.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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E’ un tormento perdere la miseria che abbiamo

Esaltando l’ego fondato sul niente, si arriva
al niente si resta e basta che sembri migliore
di ciò che è altrui, disinteressa solo il perché.
 
E non ci appartenga, questo lirismo ostentato

Stridente in ogni strascico, resta e basta, strega
in prossimità di retina, c’è giustizia in conflitto
purtroppo, il respiro non ha mai traduzione.
 
Preferisco il rumore assordante in ogni sua variazione

Al tuo mutismo orchestrato, in privato si mercificavano spettri
di gloria in frastuono si svergognavano nani e saldi eufemismi
cliente di te stesso in stasi ricadi e già dovrebbe essere stato.
 
Fino al silenzio che vuoi

Sai di letargo interrotto di colpo           
di nervo che affiora sai, si brucia
di me, sai, d’intreccio che occulta.
 
Fino all’orgasmo che avrai

Detesto versificare l’odio ma mi tocca
spero poi tolga la mano e venga a me
in preda al panico di forme, la grazia.
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Profilo Autore: scoria  

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Il mondo è cambiato

Lo percepisci dalla strada, dalle urla dei bambini

Il mondo è cambiato

Sferico com è, non può trovare un orizzonte definitivo

I nostri passi cercano di evitare il più possibile il dolore

Spinti dall’energia della soggettiva verità

Il mondo è cambiato

Sentimenti con la “S” del dollaro

Piombo in cielo

Fame in Terra

Il mondo è cambiato

Le risate utopiche di un’emozione finta

Grande feste in nome dell’ipocrisia

Danze aperte, malinconia etnica

Il mondo è cambiato?

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Profilo Autore: Stefano Ragazzo  

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Cuccioli disperati

strappati con l'inganno

a genitori poveri

ma con tanto amore nel cuore,

una scelta a loro di fronte posta,

la morte o la vendita

del sangue del loro sangue

Tra la bellezza

e la crudeltà del Nepal

piccoli esseri

comprati come schiavi

servi di chi arricchito

ha la propria vita

tra giochi sporchi di politica

nefandezze di ogni tipo

Vestiti di stracci

spariti tra i monti

addestrati come guerrieri

brutalmente uccisi

quando inutili ormai allo scopo,

salivano al cielo

diventando angeli

derubati dell'ingenuità

che ai fanciulli appartiene

Un ragazzo annoiato

dalla vita agiata,

senza amore ed emozione

quasi per gioco, una scommessa

decise vestire i panni del volontario

in questo paese bello e crudele

ove conobbe i Piccoli Principi

pochi dei mille e mille bambini

strappati al seno materno

da mostri con sembianze umane

Si aprì il suo cuore

al primo sguardo posato su quei visi

dai tratti esotici belli e fieri

dagli occhi tristi ed il sorriso

sempre pronto a fiorire

per una carezza

per un pugno di riso in più

Divennero per lui

fratelli, figli, genitori

amici e compagni di vita

imparò l'amore

con la A maiuscola

diventando per loro

fratello, figlio, padre

amico e compagno di vita

per sempre uniti

nella speranza di una vita migliore



HO SCRITTO QUESTI "VERSI" DOPO AVER LETTO IL LIBRO
"SETTE FIORI DI SENAPE" DI CONNOR GRENNAN
LO SCRITTORE E' IL PROTAGONISTA DEL LIBRO
HA VISSUTO REALMENTE QUESTA ESPERIENZA,
DECIDENDO PER FAR SOPRATTUTTO COLPO SU AMICI E FAMIGLIARI
DI FARE IL VOLONTARIO PER 3 MESI IN NEPAL
PER AIUTARE QUESTI BAMBINI ....
DAVANTI A LUI ED AL LETTORE SI APRE UN MONDO INCREDIBILE
DURANTE LA RIBELLIONE IN NEPAL DEI MAOISTI CONTRO IL RE NE 2006....
MI E' ENTRATA NEL CUORE QUESTA STORIA CHE STORIA NON E' MA REALTA',
CRUDELE CHE HA DELL'INVEROSIBILE MA E' VERA...
CONNOR GRENNAN HA POI IN SEGUITO FONDATO
LA NEXT GENERATION NEPAL UN'ASSOCIAZIONE CHE SI OCCUPA DI APRIRE ISTITUTI
PER L'INFANZIA ABBANDONATA DEL NEPAL, RITROVARE LE FAMIGLIE,
CRESCERE ISTRUIRE I BAMBINI DELL'HULMA QUESTA REGIONE IN PARTICOLARE
DEL NEPAL.... NON TUTTO CIO' CHE SI E' RIPROPOSTO SI E' AVVERATO
MA TANTO E' STATO FATTO E TANTO CONTINUA AD ESERE FATTO PERCHE'
LA TRATTA DEI BAMBINI NON HA ANCORA AVUTO TERMINE .....






VI SAREI GRATA SE GUARDASTE QUESTO VIDEO E' COMMOVENTE
GRAZIE.....




 

 

 

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Transita la vita dietro maschere
in attimi chiusi tra le labbra
e non c’è acqua che disseta gli occhi
solo, pioggia d’immagini, menzogne, follia
lungo le spiagge del silenzio.
 
E cercando ragioni per vivere
volano, meriggi levigando poesie
ubriachi di sangue, impotenti
davanti all’odio che, semina morte
e spegne stelle innocenti.
 
Scava fosse la vita, ridendo e danzando
come funambola, su corde invisibili
dispersa come foglia tra soffi
nei freddi inverni, di cuori senza pace
all’ombra di un sole, che non scalda.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Di fronte alla luce
In un solo momento
Afferrai lo stare nel vento
Dal profumo innocente
 
Come bottiglia vuota
Sul cieco amaro mare
Cercai di non guardare
Sfuggendo agli sguardi
 
E del dramma riflesso
Di spente rondini in volo
Flettei dolente i pensieri
In una goccia di tempo
 
Ora mi acceca l’anima
Quel tramonto color velato
Che ammorba di polvere
La vita che piange

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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La vita continua multiforme
anche se ci hanno tagliato
le Vitamine
 
piove, e dentro anche più
dacché gli specchi sono rotti;
la fede, abbi fede nei desideri,
nonostante
 
Crepe, come percorsi alternativi
 
un’Era profonda
come il ritmo del mare
nel disegno audace di un bambino
 

 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Alieni spietati,
quegli uomini:
ordigni di sangue
tra i cestini
dell'ignoranza...

E nel mare di cultura
perse la vita
una ragazza:
disidratata,
bruciata
dalle faville del male...

Abile nuotatrice
tra gli scogli della vita,
in questo mondo di naufragi
voleva diventare...

Ma ora sta lì,
nell'oceano
della nostra sofferenza;
immobile
nell'abisso
della violenza...

Minuti di silenzio;
ci chiediamo:
ma perché 
le han distrutto la carriera?
Perché 
chi nuotava con lei
è costretto ad annegare
tra le sue stesse lacrime?

Quegli alieni
hanno già perso:
affogheranno
tra la solidarietà della gente
e il trionfo della giustizia...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Siamo affabili e odiati oratori
che dan fiato alle parole
affinché viaggino nel sole
a cercare lieti amori
consci che chiusi nelle fauci della sera
sedati nella corvina atmosfera
 c’è chi veglia e se ne frega
di chi arranca affogando nei problemi
e disperati cercano una via di fuga
smarriti in un mare di pensieri
che come artigli feriscono la vita
tanto da ridurla a un nome
inciso sulla pietra.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Nel suo sguardo spento

di ogni luminosità

si perde in una lacrima

che ferma sta li e cadere non può,

il dolore lo squarcio del cuore

Nel liquido ambrato

che roteare fa piano

nell'ampio bicchiere

appaiono gli occhi innamorati

della sua donna

volata nel fumo di un altro mondo

troppo presto

e il sorriso dolce della creatura

dal loro amore nata

che la accompagnata

nel lungo viaggio senza ritorno

Non esistono più perchè,

non esiste più chi

solo sovrana rabbia

rasentata pazzia,

il chiedersi chi e cosa sarà ora

senza i suoi due unici amori

E mentre nel sonno scivola

stremato dal troppo pensare

ode ancora in lontananza

lo stridulo rumore

di freni

l'odore dell'alcool

impregna le pareti di una casa

che casa più non è



 


TROPPE ANCORA LE MORTI DOVUTE A COLORO
CHE IRRESPONSABILMENTE GUIDANO IN STATO 
DI UBIACHEZZA .... ANCHE PERCHE' LA MAGISTRATURA
NON DA PUNIZIONI ADEGUATE ....
UN PENSIERO A TUTTE LE VITTIME DELL'ALCOOL 

UN ABBRACCIO A JIM ....









 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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 Ho sessant’anni e lavoro da una vita
non ho più la forza per andare avanti
quasi quasi la faccio finita.
 
Io ero giunto ad appagare un sogno
avevo i numeri per la pensione
soddisfazione d’umano bisogno
ed esigenza di quiete interiore.
 
Poi, cambia la legge e ancora a lavoro,
avrei dovuto lasciarlo domani
ma altri anni del mio breve futuro
io devo fare a spaccarmi le mani.
 
Caro bambino, figlio di un figlio
ti guardo e vedo che ti rassomiglio
ti guardo e penso che le mie poche energie
io da nonno, avrei dato a te per le tue follie.
 
Ti avrei portato nei boschi fatati
dove gli uccelli si incontran sui prati
ti avrei insegnato poi, più grande a pescare
o, a restare  in silenzio per sentire il mare.
 
Ti avrei stancato sopra una giostra
una di quelle che fan girare la testa
rincorso fino a cadere a terra
giocare a tutto (ma non alla guerra).
 
Invece sono qui in questa prigione
la sole colpe:  esser per bene,
aver faticato una vita intera,
e aver rincorso poi una chimera.
 
Perché adesso a me han chiesto
di risolvere i guai del mio Paese?
Quelli che alcuni (e non pochi) han fatto
e siam sempre noi a pagarne le spese.
 
 
In quest’ Italia di privilegiati:
calciatori milionari e deputati
che si affannano per la difesa
di privilegi che non han scusa.
 
In quest’ Italia che sverna a Cortina
e che la notte tira a  far di  mattina,
su Porche o Ferrari  e sono una folla
che poi si  offende se qualcuno controlla.
 
In quest’ Italia che ha distrutto un Paese
son sempre gli stessi a farne le spese
qui, la disoccupazione è generazionale
ed i rimedi che trovan son peggiori del male.
 
Io, io sognavo di passar la vecchiaia
con vicino mia moglie prima che scompaia
senza pensare  di pretendere niente:
una vecchiaia vissuta semplicemente.
 
Un nipote d’amare e stargli vicino
ed insegnare a lui tante cose
vedertelo grande il tuo nipotino
in un’Italia più giusta come Paese.
 
E adesso chiedo al mio governo
se è giusto e fino a che punto,
che io devo vivere ancora l’inferno
e chi ha i soldi non viene raggiunto.
 
Ho sessant’anni e lavoro da una vita
non ho più la forza per andare avanti
quasi quasi la faccio finita...

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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Pensando all'arrivo del terzo millenio

si pensava ad un'era quasi spaziale

a quali stregonerie tecnologiche

avremmo visto nascere

per la miglioria della nostra vita

Oh certo elaborati cellulari

che un giorno prepareranno pure il caffè (chissà!)

ormai si lavora più con le macchine

che con l'uomo

e qui casca l'asino,

IL PROGRESSO

che delusione, nel 2012

con fatica si arriva alla terza settimana

la scelta tra paghiamo l'affitto

o sfamiamo i figli è di tanti, troppi

Il suicidio è la cura per affrontare

la valanga di cazzate

dalle leggi partorite

per non esser sopraffatti un salto e via

troppa è la sofferenza di un fallimento

dopo anni di sacrifici

di sudore versato onestamente

perchè di uomini onesti ancora ne esistono

ma nel 2012 l'onestà uccide

Nella capitale dove pascolano

coloro che dovrebbero rendere l'Italia,

questa bella Italia

patria di Leonardo da Vinci, Michelangelo

Dante e Puccini

Garibaldi e Mazzini

anime immortali per ogni loro agito se pur

di diversa concezione,

non leggono i giornali, gli agi li hanno eccome

e li paghiamo noi con sangue e lacrime

Basta con parole di cordoglio

arrivate troppo tardi

dateci fatti con la F maiuscola

basta con le prese per i fondelli

promesse false

Basta cambiar partito come le calze

ogni mattina

RIVOGLIAMO UNA VITA

di lavoro e di serenità

vogliamo morire di vecchiaia

non come martiri

Sono meno ladri coloro che rubano

che certi elegantoni vestiti di ignoranza ….


SOCIALE - RABBIA
 


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Inizia il calvario...
Bambini spariti e mai più trovati..
abbordati con ignare promesse..
strappati alle loro culle
inghiottiti dal nulla....
Bambini abusati....accusati....addolorati....
E poi ancora....
Madri....giovani donne,uomini in carriera,solitari,anonimi.....
Scomparsi...
Entrano a far parte della nostra vita pur senza volerlo...
in un silenzio struggente...
e noi ascoltiamo le loro storie...
veniamo a conoscenza dei lati loro più oscuri
entriamo nel loro essere e rubiamo i loro segreti
Ma intanto di loro ancora nessuna traccia...
Inizia la raccolta di indizi...perizie..interrogatori...sospettati
ma non trovano niente
e restano soltanto ricordi...fotografie...
Passa il tempo...giorni...mesi ....
anni di indagini che non portano a nulla
E la vita nostra va avanti
e mentre tutto per loro scorre lento
il buio continua a prendersi anime innocenti....
Scomparsi.....

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Profilo Autore: JENNY ALBACHIARA  

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