Che sia verbale, relazionale
o indiretto il bulletto
lo fa sempre per dispetto
c’è chi non ne poteva più
e se ne è andato
per questo fin lassù
c’è chi invece
con coraggio
il bullo ha affrontato
dopo alleati aver trovato!!
Il bullo narcisista
odia tutti a prima vista
ma in realtà
se vogliam dir la verità
se il bullo si guardasse
un po’ più dentro
di sè stesso avrebbe spavento
Infin concludiamo
e all’azione passiamo
Ha un sogno in tasca
e una valigia di cartone
tutti lo chiamano "Fresco"
perchè dorme davanti ad un portone
ma lui non ride e si allontana
per lui la vita comincia ogni settimana
Ha un orologio particolare da taschino
che non cammina, no fà più il ticchetio
è un regalo ricevuto quando era bambino
... il padre gli disse con questo "regolerai" il tuo destino
Fu così, lui lo racconta spesso
quando era giovane lui teneva il passo
e tutte le persone che gli stavano attorno
gli davano carica come ad un orologio, ogni giorno
Poi passarono un pò di anni
non trovava lavoro ed ai primi malanni
si trovò costretto a vendere tutto
ma conservò l'orologio nel suo petto
Perse gli amici, anche quelli migliori
fece di tutto anche i più duri lavori
e poi una notte incominciò a bere
ma caricava ancora l'orologio tutte le sere
Ma un giorno era troppo disperato
voleva bere, aveva fame, era malato
disse ad un signore, "sono giorni che non mangio
per pochi soldi prenda il mio orologio"
ma l'uomo si offese, disse, non vede che è fermo
e allora "Fresco", povero, sporco e infermo
capì che cosa gli voleva dire il padre...
"l'uomo è un orologio e se non riesce da sè a camminare
la società ha l'obbligo morale di doverlo... ricaricare
Troppo soli
troppo soli, poco vento
molto sole, poco sentimento
buste e spesa, auto in strada
in questa guerra della vita
molta gente, mi sembra, si sia arresa
non c'è chi ti dice.. riparti
chi si frappone tra te e l'ingiustizia
e prende le tue parti
...
dov'è chi ha un cuore così grande
da rallegrarti...
troppo soli, poco vento
molto sole, poco sentimento
sciogli i nodi, di un altro giorno
ti commuovi ma sai che sta arrivando
tra poche ore, il sole, sarà pronto
a chiederti sforzi, dinanzi al buio che hai dentro
sei troppo solo, poco vento
molto sole, poco sentimento...
ma io...da qui...ti sento
come te...mi siedo affranto
quando vedo che un sacrificio
se ne va ridendo...tra le false promesse
di chi dice di essere...governo
siamo troppo soli, poco vento
molto sole, poco sentimento...
Un bambino come me
sei te
perché gli altri
pensano
che io sia
superiore a te?
La mia razza
al vostro popolo
è superiore perchè?
Eppure abbiamo
lo stesso cuore!
Uomo come me
diventerai,
ragazzo come me
tu sarai!
I nostri cuori
a questo soldato musone
vorrebbero strappare
un bel sorrisone.
La mamma mi dice
che attento
devo stare e a voi
non devo parlare.
Io le chiedo
perché con voi
non posso giocare
e invece vi devo odiare!
Tanto male
non ci potete fare.
Piccolo mio lascia stare
non hai già tanti amici
con cui giocare?
È tardi ora
ti devi addormentare
perché domani a scuola
devi tornare!
Io il giorno dopo
con il cuore in mano
corro lontano con te
a giocar
e insiem sereni
noi due possiamo restar,
perché la guerra è finita,
evviva la vita!
Diverso perché?
Diverso da chi?
Tutti diversi siamo
ma bene insieme viviamo
perché insiem il mondo cambiamo.
e i giornali mai sfogliati
sensazioni di vuoto
in questa ALBA DORATA
noi sognavamo l'EUROPA migliore
noi sognavamo i popoli sovrani
c'era da difendere la nostra MADRE PATRIA
dall'invasore tiranno
e tutti ins chiere marciammo fino
al confine
dietro quella nuvola il sole gia appariva
era l'ALBA DORATA
che aspettavamo
e tra i sogni e i fucili
i sassi e i carri armati
l'EUROPA dei tiranni
più forte ci colpì
a terra di sangue l'asfalto bagnava
noi non ci arrendevamo
e ancora più forte il grido
usciva dalla nostra rabbia
e dal cuore ferito: boia chi molla
la mia GRECIA non l'avrete
la difenderemo fino
all'ultimo respiro
e MIKIS da lassù ci tendeva la mano
ma l'EUROPA dei tiranni ci ammazzò
sognammo l'ALBA DORATA
sognammo i popoli sovrani
il nostro martirio
sveglierà la nostra comunità
e allora insieme CAMERATI d'EUROPA marceremo
fino all'ALBA DORATA
che abbiamo sognato...
un altro giorno di meno alla libertà
ho solo pensato a ciò che ho fatto
non potevo restare a guardare
mentre loro si abbuffano
quelli come me morivano di fame
chi semina piombo raccoglie la rabbia
ma non rinnego quel che sono stato
la mia lotta la mia volontà
il mio desiderio di cambaire il mondo
questa ITALIA invece ha preferito
la finta democrazia
alla lotta armata
come se i potenti non ammazzassero
di più
e allora oggi rivedo negli occhi
di lei l'amore per l'idea
per la sconfitta del mito
ma se mi è stata accanto
questa donna allora
poi tanto sbagliato lottare non è
ci ho messo me stesso
a meritare questo posto
ma non posso rinnegare me stesso
se l'ho fatto è perchè
sentivo che dovevo
era giusto in quel tempo...
che si ridestano come ombre opalescenti
e annegano nel fiume delle parole insensate.
Dal cofano ligneo il volto scarnificato
sorride al carnefice, ma il ghigno erutta
umori di zolfo e metano domestico.
Senza la misericordia della pallottola precisa,
non ci sarà omelia bastante ad occultare
l'esistenza naufragata sugli scogli dell'ignavia.
L'incenso disegna il passato con fumose volute di scherno
e, nei più vicini inginocchiatoi , le lacrime finte
creano pozzanghere nauseabonde.
Tutto si compie, con meticolosa inadeguatezza.
E chi s'allontana già rabbrividisce al pensiero
dell'irrimediabile ritorno sotto queste
disincantate arcate gotiche.
Fratelli d'Italia,
l'Italia è un tassello
del grande mosaico,
che Terra chiamiam.
Fratelli d'Italia,
non siamo italiani,
ma cittadini del mondo,
che si vogliono amare.
Fratelli lontani,
vi abbiamo nel cuore,
vi adottiamo a distanza
e così fate voi.
I color della pelle
pingano un solo vessillo,
che unico sventoli
sul globo d'amore.
Noi siamo la linfa,
che nutre la terra,
che, poi, madre grata,
la vita ci dà.
Fratelli del mondo
per sentirci vicini
impariamo una lingua
e parliamola ognor.
Il lavoro nel mondo
è per tutti i viventi,
chi emigra o immigra
ne ha libertà.
Abbattiam le frontiere,
ospitiamoci ovunque;
il globo terrestre
sia la nostra magione.
Imitiamo gli uccelli,
che dipingono il cielo
quando passano a stormo
e vanno qua e là.
Ci crediam degli eletti,
ma, forse, tali non siamo:
il nostro operato
sappiamo il danno che fa.
Viviam da fratelli,
amiamoci ognor,
ognuno di noi
sprizzi pace dal cor.
Questo canto, fratelli,
è una prece al Signore,
che, speriamo, l'ascolti
ed alle parole dia eco ed ardore.
Spero che un giorno questo mio inno alla pace possa essere cantato da tutti i cittadini del mondo.
per essa un sol rumore anale
sia al vinto che al vincitore.
Dire di più sarebbe un errore.
Sento solo di starmene muto
ed ogni tanto emettere uno sputo.
La mia stima vada a quelle genti,
che subiscono angherie negli stenti;
mentre i potenti servi,senza offese,
seduti "impotenti" su un divano,
sia politici o ministri di chiese,
si ficchino un cazzo nel lor ano.
Già il sommo stilista della guerra,
fa,lieto,sfilare i suoi modelli,
progettati dai cervelli insani
dei migliori intelletti della terra,
che per la stessa sono sol flagelli
di ieri,di oggi e di domani.
I ricordi crudeli della storia
non sono esempi d'aborrire
o sinistri pensieri da bandire,
ma precetti d'antica memoria
per asservire un popolo smarrito,
che poi preparerà la sua riscossa,
non obliando mai d'aver patito
la fame,l'onta e la percossa.
La storia di questi fatti è pregna
e più che bene,forse male insegna.
I tempi non son cambiati affatto:
il sole sorge,ma brilla sul misfatto.
La fratellanza è forse un inganno,
si dà amore e si riceve affanno;
ma,pensando a quel supplizio atroce,
ch'ebbe a subire un Uomo sulla croce,
amo tanto coltivar la pace,
bene prezioso e non fugace,
detestando ogni forma di violenza,
perchè produce solo sofferenza.
O uomini potenti della terra
ai vostri piedi,dimesso,mi prostro
e,supplicandovi d'aborrir la guerra,
vi prego di pregare il Padre nostro.
e le immagini che la guerra produce,
anche quando su un letto d'amore
una donna mi culla i pensieri.
e nel silenzio gridano forte
la sofferenza taciuta ogni dì.
Le mie labbra non dicono niente,
ma il mio cuore soffre per voi.
Io veglio in un letto di spine,
o fratelli senza patria e calor.
Da piccolo avevo un pulcino,
che morì per l'errore d'un uomo,
tra le braccia e nel cuore lo cullo,
ancor oggi non è un vecchio ricordo;
il suo sguardo mi è sempre presente,
lì io lessi la pura tristezza
di chi muore e parole non ha.
I vostri visi blandire vorrei,
o fratelli,che il focolare lasciate,
reietti a forza dall'esser bestiale,
che nell'insana sua mente sol pensa
d'asservir la gente che lena non ha
e su di essa poi far piedistallo
per sostenere il potere da infame.
Nel mio cuore trovate l'asilo
per placare la sete e la fame,
dove c'è un giaciglio sicuro
per sentire,benchè desolati,
il calore di chi rispetta il fratello,
di chi soccorre l'ignaro viandante,
che del sentiero la traccia smarrì.
La vostra croce è anche la mia,
pur se vivo nella terra natìa.
Quando il vinto soccomberà al vincitore,
il vincitore avrà la croce del vinto
e la campana avrà sempre a mortorio
il rintocco,che fine non ha.
O signori della stupida guerra,
che guardate il dito e non la luna,
anche ai deboli appartiene la terra
e vivere in pace vi accomuna.
Tradito ogni attimo
celò il dolore
in un ipocrita e acre sorriso
affogando nella solitudine
vestito di niente.
Con forza il piovasco
gli sferzò la pelle
e pur se cosi breve
fu tormentò per il cuore e l'anima
già smarriti e periti.
Alcolizzato da albe e tramonti
versò lacrime sulle stelle
evitando le ombre
e tracciando caotici ricordi
fondé il tutto in un sonno profondo.
soldato di speranza,
operatore di giustizia
lontano da ogni mattanza.
Mentre sull'umanita' e ' scesa la notte,
tu ,soldato custodisci
l'amore in una piccola lucerna.
Un 'ovazione,un sorriso,
ti e' dato in riconoscenza.
Ingratitudine e rancore
raccogli da chi combatte
per empio furore.
Vai soldato
per la rocciosa montagna,
pianta in vetta
la bandiera universale dell'onesta'.
Morirai per vivere in eterno,
osservando con grande giubilo
l'odio che inalbera
il vessillo di resa.
Sempre impegnati e sempre presenti
In radio, tv, e interviste impegnate
Che sembrano zebre di vaste savane,
ma quando si coricano al letto tranquilli
se stanno per strada o in uffici segreti
ma come faranno ad andare ai bisogni
se stanno nel mezzo alla gente che chiede,
al che io mi chiedo che vita è mai questa
se intascano soldi ma dove gli resta
la squallida vita che poi li accompagna
in Vespa nel Floris o in Quarto potere
stan sempre sfidandosi a morte con l’altro
e dopo da capo ogni giorno ch’è uguale.
Ma quando faranno l’amore i politici
Con le loro donne che aspettano invano
E tutto per un poltrona che poi alla fine
Sarà la chiusura che porta alla morte.






