L'unghia scalfita stride sui versi latenti 
che si ridestano come ombre opalescenti 
e annegano nel fiume delle parole insensate. 

Dal cofano ligneo il volto scarnificato 
sorride al carnefice, ma il ghigno erutta 
umori di zolfo e metano domestico.
Senza la misericordia della pallottola precisa,
non ci sarà omelia bastante ad occultare
l'esistenza naufragata sugli scogli dell'ignavia. 
L'incenso disegna il passato con fumose volute di scherno
e, nei più vicini inginocchiatoi , le lacrime finte 
creano pozzanghere nauseabonde.

Tutto si compie, con meticolosa inadeguatezza.
E chi s'allontana già rabbrividisce al pensiero
dell'irrimediabile ritorno sotto queste 
disincantate arcate gotiche.
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Profilo Autore: Falug  

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Commenti  

Charlie
# Charlie 21-10-2013 18:08
Wow Falug, forse e' la prima tua poesia che commento (scusa). Però' ti leggo e apprezzo.
Questa e' molto bella, ricercata ed efficace.

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