Con solerzia e con coraggio
Sradicando con le ortiche
Altre erbacce e le formiche
Già sfilando in processione
Ordinate in comunione
Sono apparse dal mistero
Dell’inverno tutto nero
Per il tempo preferito
Del lavoro fitto fitto.
Chissà ov’erano in gennaio
In dicembre ed in febbraio
Numerose ed addestrate
Per mostrare alle distratte
Convenevoli cicale
Quanto conta quanto vale
Il lavoro quotidiano
Di chi è giovane ed è sano
Come spetta meno o più
Alla nostra gioventù.
Annunci la morte come tua alleata
Annienti l'esistenza di un sole puro
Distruggi speranze, sogni e sorrisi
Rappresenti il male in ogni forma
Di malvagità
Rappresenti odio e indifferenza
Dolore e pianto
Mortalità nell cose
E nei gesti
Realtà nei timori della gente.
Non sarai mai ricordo lontano
Non sarai mai disdetta dell'uomo.
Nascosti dietro maschere sfuggenti
i nostri sorrisi da tempo spenti
cercano riparo in questa consumata realtà
uccisa da guerre inutili.
Da guerre viste in passato
e vissute nel presente.
Nascosti per paura d’esser riconosciuti da sé stessi
come fautori di una realtà assassina
ora, han spento i loro sorrisi,
han spento le nostre speranze.
Ma vogliono di più: il nostro sudore
da tempo dimenticato in quello spazio
che un tempo sembrava esser amico.
Chi ha ora il coraggio
di togliersi la maschera dal viso,
abbia anche il coraggio di dire perché…
Perché ha voluto esser infedele a sé stesso.
Perché ha ucciso il sorriso dei cieli
e quello dei nostri figli
che non han vissuto ancora nulla
di ciò che noi abbiam paura di vivere oggi
e domani.
Domani…! Com’è difficile a volte
pronunciare questa parola.
Com’è difficile a volte
sorridere al domani,
ammesso che ci sia un domani…
Venne soltanto
in quella gelida
mattina di gennaio
il City Angel
con una coperta
un brodo caldo
una parola gentile
per portarti conforto
nella tua casa
di cartone sporco
e coperto di brina.
.
Tu eri già morto.
Nell'angolo più buio
di un cortile
vicino alla stazione.
Un altro angelo
era arrivato prima.
Nessuno ti conosceva.
Nessuno disse qualcosa.
Ma qualcuno portò una rosa
di plastica da offrirti
e l'adagiò su di te piano
per non ferirti.
Dicono
di stare attenti
ci puoi rimettere i denti
se non sai con chi vai
Forse è vero
il mondo non è più lo stesso
i nostri sogni sono andati via
prima ancora di essere nati.
già….
Si fa presto a parlare
con l’illusione di essere uguali
ma c’è chi deve mettere le ali
per riuscire a volare
in questo mondo così fantastico,
si! Fantastico…
Solo per chi le ali le ha già.
Dicono
di stringer la cinghia,
quale! Io nemmeno l’ho
Ho dovuto venderla ieri
insieme a un paio di scarpe
al mercatino dell’usato
per riuscire a comprare un panino
con dentro niente
il resto lo aveva
già mangiato la gente.
Oh si!
La troppa fame
ti mette in catene
davanti al palazzo del presidente
non c’è nessuno che sta ad ascoltare
te ne ritorni a casa
e ti devi attaccare….
Rimane sempre rosso il cielo
nell'indietro tornar nel tempo
e quella perpetua fitta al cuore
riporta immagini cariche di viltà
riaprendo amare ferite.
Né vento né tempo
potranno cambiare colore al cielo
e i rumori rimarranno chiari
ad ogni nuova luce
di quei battiti
cessati per mano umana.
Non vi sia amnesia per coloro
che hanno chiuso in gabbia la libertà
bagnando di lacrime e sangue
la terra come fosse pioggia d'inverno.
Ingannata la mente
la ragione sbagliò direzione
consumando il valore della vita
tra i muri e la prigione di filo spinato.
Il vento leva i lamenti
portandoli lontano dal cuore
e il tempo ruba l'amaro
alla disarmonia del silenzio
a chi marchiati a fuoco
con la pelle attaccata alle ossa
attendono colori di giovani cieli
derubati del futuro e della dignità d'uomo
e in quella follia di falsi ideali
cadono come foglie strappate dal vento
in uno spettacolo senza nessuna gloria
e senza sporcare la falce
sotto i colpi della stupidità umana.
Se questo paese va a rotoli
A cosa serve allora una profezia
Nella disgrazia sono uguali tutti i popoli
Qua non funziona il sistema, là… la democrazia
Si parla di rimanere uniti e consapevoli
Di essere una potenza che fa grande pulizia
Che stanerà tutti i cattivi ed i colpevoli
Ma io vedo solo che "loro" i soldi li… portano via
Dissento….dal governo
Mi astengo…e non spendo
Se questo vuol dire essere d’europa i popoli
Ma poi mischiarsi suona come una pazzia
È l’euro è come i soldi del monopoli
Respiri solo un po’ se passerai dal via
Ci tassan tutto sono arrivati ai loculi
E la morte fa meno paura di una cartella dell’ AGenzia
qui io vedo sempre più nidi di cuculi
questo paese è un reparto di psichiatria
Dissento….dal governo
Mi astengo…e non spendo
Se han fatto queste leggi gli onorevoli
L’onore nostro adesso è in corsia
Lo medicano con anestetici ed apropoli
Ti dicono ripeta "cosa vuoi che sia"
Si pagano vacanze, consumazioni e voli
Giustificandole con grande fantasia
Ma non si accorgono che ora ci sentiamo soli
E che la solitudine è una forma di eutanasia
Dissento….dal governo
Mi astengo…e non spendo
voglio solo dare gioia
al mio cuore,
prenderò nell'armadio
una coperta con i colori
dell'autunno.
La porgerò su te uomo
avvolto da poco calore
e poi con il freddo che penetra
su quella panchina
in silenzio mi avvicino
delicatamente per paura
di svegliarti.
Tu uomo infreddolito
al tuo risveglio
chissà cosa penserai!
Di aver sognato
ritrovandoti nel calore
dei colori dell'autunno.
Non farò regali ma forse
sarà un vero Natale
dentro il cuore.
Inutilmente
il pianto si arruffa
con gli spruzzi delle onde
mentre la rabbia
brucia la carne malnutrita
e sebbene gli occhi
siano colmi d'angoscia
nel cuore domina la speranza.
E pelle contro pelle
viaggiar come pesci nella rete
in un silenzio strano
pregando che il mare ozi
tra le spente stelle
sotto una luna che non sorride
forti e credenti nell'animo
di afferrare quella speranza
al di là del mare
per continuare a vivere.
Assistiamo giornalmente
Dal loggione o galleria
Alla scena deprimente
Di una triste parodia
La commedia e i commedianti
Stanno lì senza fervore
Nella recita che in tanti
Stan facendo con orrore
Come se sullo scenario
Di un paese disgraziato
Loro alzassero il sipario
Per nascondere il misfatto
Li guardiamo come scemi
Farsi i propri comodacci
Senza onore senza freni
Perché siamo poveracci
Mentre fuori si combatte
Per un pezzo di pagnotta
Loro recitano a rate
Brutti figli di mignotta
Questo popolo che ha fame
Che li vede recitare
Sta di sotto ad un reame
Che fa solo vomitare
Ma gli attori sono loro
E il teatro è sempre pieno
Ti convincono che è oro
Ogni goccia di veleno.
Non voglio riconoscermi ..in chi, e nemmeno ..in cosa
Voglio che, chi parli di noi sia semplice e non in posa
E che le parole che dice, siano del popolo e non ricamate su stoffa
Voglio che si capisca, cosa dice e cosa sposa
Non voglio riconoscermi…in chi, e nemmeno ..in cosa
Voglio che il bene comune non si faccia battendo cassa
E che il lavora sia un equilibrio perfetto , dove una piuma non sposta
E che la dignità dell’uomo non venga mai soppressa
Non voglio riconoscermi …in chi e nemmeno in cosa
Non voglio bandiere e striscioni di casa in casa
Ma voglio dei soldi in più per fare la spesa
E che le fabbriche facciano vita sociale e non solo impresa
Non voglio riconoscermi in chi e nemmeno in cosa
Voglio che lo studio sia un diritto, non una strada tortuosa
Che… chi non è capace di fare, abbia buon senso, e vada a casa
E chi vuole il bene di tutti, non risolva aggiungendo una tassa
Perché io…non mi riconosco in chi e nemmeno in cosa.
sulla terra impreparata
ad accoglierla, con pena rifiutata
Ma il cielo ha continuato a piangere
ostinato, troppo arrabbiato
e rammaricato dal poco amore
dagli uomini dimostrato
Violato esso da esperimenti strani
mancanza di rispetto per la natura tutta
troppo egoismo e poco altruismo
in questo Creato meraviglioso
Esploso in codesto pianto copioso
colpito ha una terra bella
rapito ha la vita
di persone innocenti
sommersi dall'acqua che esondando
mutato ha fiumi in mostri di fango
al passaggio tutto investivano
Le auto come barchette
galleggianti in un ruscello
case crollate come costruzioni
in mattoncini colorati
giovani e adulte anime
volate in cielo
Tragedie simili l'uomo
dovrebbe far riflettere
ma passato il peggio
finite le lacrime e il sole
tornato a splendere
ancora l'egoismo prende piede
fino alla prossima volta
fino ad altre lacrime
e vite spezzate ….
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Un abbraccio agli uomini donne e bambini della Sardegna colpiti da questa tragedia
uniti con loro nel dolore per le vite sacrificate le famigle
delle vittime e a tutti coloro che in poco
tempo hanno perso tutto il lavoro di una vita ....
Buon anno alla terra
siamo come candele, sulla torta della vita
con le teste accese, ma un pò di vento, la farà finita
e questa luna se la ride, per come ci sciogliamo
senza nemmeno apprezzare, una fetta, di quel che abbiamo
buona anno alla terra, madre esemplare
che ci lascia fare la guerra, ma poi saprà punire
quando non potrà più assecondare, i nostri sporchi vizi
ci farà vedere, che abbiamo, distrutto i nostri spazi
buona anno alla terra, che non fa debiti con nessuno
anzi applica gli interessi che ricadranno su di ognuno
perchè l'affitto è giusto, noi glielo dobbiamo pagare
facciamo sprechi, buttiamo tutto, nel nostro amico mare
buona anno alla terra, dice chi viene dallo spazio
che si vede una frase c'è scritto "fine a questo strazio"
è la mano di Dio che ci chiede di cambiare
lui la casa c'è l'ha data, ora lo dobbiamo, ringraziare
siamo come candele, sulla torta della terra
ma ci stiamo decimando per l'effetto serra
tra un pò questo mondo sarà di nuovo morto
poi comparirà una nuova candela, l'uomo risorto







