E stiamo a guardare il cielo
mentre altri occhi
hanno il volto segnato
dalla sofferenza .
Il Natale si dipinge
alle finestre .
Ad ogni crepuscolo
ad ogni chiarezza del giorno
la pioggia ai vetri
e le nuvole sul mare
si rivestono
di mescolanza .
La vita passa
e accende
di ognuno
il suo destino .
Inconsapevoli noi siamo,
quando il corpo non chiede.
Inavveduti siamo noi,
se il corpo non chiede.
Il vivere è ricordarsi
ed il finire è inevitabile.
Felici dobbiamo essere,
se il corpo non chiede.
Si conoscono tanti malesseri,
ma una sola è la salute.
Apprezziamo lo star bene
e felici di essere noi siamo...
se il corpo non chiede.
Il tempo nasconde il dolore
e basta un solo istante per cancellare tutto.
Ci sono giorni
della vita
che non puoi dimenticare
giorni infiniti
che ti fanno chiudere
gli occhi per sognare
e come al solito
una lacrima viene giù
un nodo in gola
che non finisce più.
Vecchi ricordi ritrovati nelle fotografie
che in bianco e nero
come vecchi film
ti ricamano il cuore
facendoti capire che tutto era migliore
anche la luna
non cambiava di colore.
Che bei ricordi
di un giardino con le rose
e di quell'erba resa argento dal sole.
Ci sono giorni
che rimangono nel cuore
li custodisci come il bene più prezioso
dentro un immagine
dove il sole non muore.
se non l’immaginazione
le scene quelle si sovrappongono
si contrappongono
si accavallano
seguono il copione ,
mai lo stesso, mai gli stessi attori,
stesse poltrone, stesso sipario ,
ma mai , dico mai, la stessa percezione .
Non se ne accorge lo spettatore distratto ,
annoiato, vuol tanto credere che sia sempre uguale.
Ma è lui il vero attore !
Si coinvolge, si agita, si amalgama , partecipa , ride e pure si commuove.
Finita la commedia , si spengono le luci ,
cala il sipario
sull’ennesima finzione .
Ognuno lascerà li
il sorriso seduto
sulla sua poltrona .
Tornerà alle sue abitudini
con la consapevolezza che lo riprenderà
alla prossima rappresentazione..
Perché è a teatro
che ognuno recita di
la sua verità o la sua illusione.
Nel mondo
sii come un contadino
che rende fertile il terreno
semina con generosità la pazienza
e raccoglie
la spiga della speranza.
Del cielo sii
una goccia di mare
che affronta ogni tempesta
sopporta le amarezze e
poi si riempie
di vento e di sole .
Del buio
sii come un bagliore
la luce di una fiaccola accesa nella tristezza di un amico
il sorriso e il conforto in una malinconia
sii volitiva in una debolezza
un grande abbraccio
e una tenera carezza .
Sii l’entusiasmo della tua casa
insegna ai tuoi figli il rispetto per la vita
insegna loro il coraggio di volare alto ma
senza pretendere
di sognare ma tenendo gli occhi ben aperti
sostienili sempre con la consapevolezza
che anche lontani
saranno per sempre vicini nel cuore.
Infine
come uno spirito temerario e avventuroso
sii un sentiero di roccia
spettacolare e suggestivo
quel taglio nella montagna
che da le vertigini solo a guardarlo
ma che a camminarci tra alberi e ginestre
diventa pianeggiante come un fresco bosco
dove i profumi e i colori
avvolgono e incantano .
A contare
Tutte le scelte
Ormai perse,
Finii
A contare
Tutte le stelle
Del manto celeste.
Mi illusi
Che Dio
Mi toccava
Con mano,
Mi illusi
Che dolore
Da me
Era lontano.
Provai
A contare
I sorrisi
Che persi,
Mi rivolsi
Agli antichi
Per questi
Miei versi.
l'anima si vestiva
di melanconica emozione,
dove la musica
nel suo abbraccio forte
trascinava delicatamente
la mente in un dolce valzer
indietro nel tempo,
dove incastonato
il nostro passato vissuto,
danza la nostra anima
le note dello spartito del cuore
dove si trasformano
in ricordi indelebili,
quelli da conservare
nello scrigno della vita.
Sono i nostri
sogni incancellabili.
Quando la vita sembra meschina a chi meschino è, non c'è da meravigliarsi se si cerca di sembrare ciò che non si è. Si diventa lavavetri, tentando di cancellare le proprie macchie e credendo che siano d'altri. Ad arrampicarsi in alto tra le insidie della vita, il vuoto appare così tenebroso che ci si sente attratti per precipitarvi dentro. Se si è codardi, si scagliano frecciate dalla punta spuntata che non colpiscono nel segno e ricadono indietro come terribili meteore di fuoco.
Al Genio della lampada chiederei come primo, secondo e terzo desiderio:- Taci per sempre...mai più parole, ma eterni mugolii di rabbia e di dolore.
Se potessi aprirei quella porta per farti fuggire.
Se potessi eliminerei i soldi, radice di ciò che è male!
Se potessi butterei i miei sbagli in un pozzo nero.
Se potessi cambierei la mia pelle per essere uguale a te.
Se potessi adotterei tutti gli orfanelli.
Se potessi con le mie lacrime annaffierei il deserto.
Se potessi sicuramente cancellerei tutti i virus del mondo.
Se potessi metterei fiori nei cannoni.
E se potessi estirperei l'egoismo ma questo è un castello in aria!
Eppure le ho viste morire
ai piedi di un giglio
che cantava per un petalo
solo.
e tolgono le finestre
mentre rubi.
Hanno le sete più belle
ma vestono di cilicio
gli occhi persi.
Pòrtati sempre una poesia
nei tuoi occhi.
Ne temono gli eserciti,
che una sola virgola
strappa notti intere.
Il pane, il pane!
Noi siamo briciole
per i passeri senza cielo,
siamo la prova del dono,
un catino di limo
che sa fiorire….
ha portato via
la serenità,
la Felicità.
Sguardi smarriti,
spifferi di vento
avvolgono
questa spaesata primavera
che bussa
alle porte chiuse.
Non c'è pace
per quel tiepido
dolce raggio di sole
che accarezza
i vetri chiusi.
Quel volto colorato
diventa un sogno
che svela
tutta la paura.
La paura
allontana gli abbracci
i baci.
Fino a quanto ancora
dovremo tremare
in questa gabbia,
in questa prigione.
Protestiamo
ma non abbiamo una soluzione,
si poteva evitare.
Qualcuno cerca
di sistemare i guai.
La preoccupazione cresce
è solo un attimo
poi ritroveremo
la speranza.
Ma intanto
siamo sempre più soli
e amareggiati.
Parole suonano
come echi stonati.
Nelle penombre incerte
s'annidano maligne
e paurose alterazioni
di radiosi giorni.
Radici d' ombre insinuate
in accese passioni, oscurano tutto
con drappi grigi e nebbie stagnanti.
Nell'alternarsi di luci e ombre
astruse speculazioni
stridono nel contrasto
con dolenti condizioni.
Son brividi gelidi.
anomalie strane
in voraci ricerche.
Forse, hanno smarrito
i sentieri della ragione.
dovrei guardare il cielo per scrutare
sentieri non immaginati ancora
perché il sole o un cirro audace
bastavano da soli a far colore.
Nelle notti scolpite dall’angoscia
dovrei guardare il cielo per scrutare
sentieri non immaginati ancora
perché la luna o qualche stella amica
bastavano da sole a dar calore.
Sospesi in un tempo che divora,
si rischia di privarsi di bellezze,
di gusti e di odori dell’ingenuità
già messi nello scrigno dei tesori,
preziose prove di normalità.
Gli aneliti di sempre vorrebbero
adesso farsi largo a gomitate
tra i giganti della cattiveria
per spingere ogni cuore ribelle
ben oltre i confini dell’umana sventura.
perché nessuno nasce padre,
tutti nascono figli
e rimangono figli per tutta la vita.
Ciò nonostante
bisogna imparare ad essere padre
e saranno i nostri figli ad insegnarci
ad essere padre e figlio
e allentare la presa
da quel cordone ombelicale
che a volte è una morsa
una spina, un macigno
che non ci fa distinguere
il vero dal falso.
E tra scontri verbali e di generazioni
tra visioni diverse
cerchiamo l’equilibrio
di essere padre e figlio
nello stesso momento.
Io ho come riferimento mio padre
anche lui non sapeva essere padre
ma anche io non l’ho aiutato molto
nella strada che portava
alla maturazione di entrambi.
Non ci siamo mai capiti
ci siamo odiati e poi amati
fino a quando
abbiamo accettato l’assurda condizione
di essere padre e figlio
di essere essenza della stessa essenza
vita della stessa vita
sangue dello stesso sangue
morte della stessa morte.
E adesso vedo tutto in uno specchio
tra me e mio figlio
in due pianeti diversi
costellazioni diverse
vaghiamo come due astronauti
in cerca di questa nuova identità.









