Vorrei evaporare la tristezza in un urlo,
accecarla con un pugno,
insordirla con un acuto,
mandarla via con uno starnuto.
Mi accontento di cantare, di liberare,
l'anima inquieta
che nessuna canzone mi vieta,
di assisterla quando la vita stona
e quando una nota ancora la consola,
tra la tempesta fulmina e tuona,
e la pioggia sempre più forte cola.
Una voce ancora si ode,
mentre la malinconia deride e gode,
ma quella voce è forte: resiste,
e con tenacia sempre insiste:
si vuole imporre,
impavida continua a farsi sentire,
la sicurezza vuole adesso esporre.
Ambiziosa! iIl mio coraggio vuol far uscire.
Questa voce ha un'abitazione,
è la voce del mio cuore....
11 commenti
Come faremo
quando il cielo
smetterà di parlare
e le stelle non potranno
più ascoltare....
Cosa saremo
quando a parlare
non sarà più il cuore.
Che dolore....
Quando gli occhi
pieni di lacrime
non riusciranno a vedere.
Come faremo
quando la luna
non avrà più luce
ed il buio,
ci avvolgerà per sempre.
quando il cielo
smetterà di parlare
e le stelle non potranno
più ascoltare....
Cosa saremo
quando a parlare
non sarà più il cuore.
Che dolore....
Quando gli occhi
pieni di lacrime
non riusciranno a vedere.
Come faremo
quando la luna
non avrà più luce
ed il buio,
ci avvolgerà per sempre.
Facile sentirsi in prigione quando non si ha il coraggio di uscirne. In realtà la prigione o la fortezza è la nostra coscienza, con volontà possiamo andare oltre le sbarre della nostra prigione mentale. C'è sempre una via d'uscita, ma non evadere, perché significa non affrontare i problemi. La nostra libertà non è solo fisica, ma è anche mentale. Reagisci, combatti e sarai libero!
Comprendere che questo paesaggio
non è solo un miraggio,
per chi mi incontrerà nel suo viaggio,
sarò solo una qualsiasi sconosciuta di passaggio.
Ed io stupida consapevole spettatrice
della mia e dell'altrui vita,
il mio sospiro offusca i vetri delle finestre,
stende un velo sulle mie certezze.
La paura era scomparsa
su quel materassino
vi ero sdraiata
mi sentivo cullare
dolcemente
dalle onde
che ammiravano
il cielo
d'un azzurro splendente
che accarezzava
il mio volto
disteso e contento
per quell'uomo
desideroso
di essere padre
che sognavo di avere
un uomo altruista
donatore di occhi
abbracciando la morte
di un vero signore
su quel materassino
vi ero sdraiata
mi sentivo cullare
dolcemente
dalle onde
che ammiravano
il cielo
d'un azzurro splendente
che accarezzava
il mio volto
disteso e contento
per quell'uomo
desideroso
di essere padre
che sognavo di avere
un uomo altruista
donatore di occhi
abbracciando la morte
di un vero signore

Una festa
nel paesello gioviale
tra le montagne
Una bancarella
circondata dal verde
fiorita
da girandole dai mille colori,
il soffio del vento
ruotava veloce i petali
un arcobaleno
nasceva intorno
Desideravo quei colori,
un uomo rimasto bambino
figlio di Dio
nominato "diverso"
mi guardò
i suoi occhi gioiosi
vogliosi di vivere,
mi sorrise
un sorriso luminoso
un po' sdentato
ma radioso come
il sole
Un tuffo al cuore
la serenità mi colse
l'uomo rimasto bambino
mi dono il fiore
dai mille colori
un bacio sulla guancia
e nel suo vociare strano
un grazie di immenso valore
Ripresi il cammino
con la luce nel cuore
più amore in un batter di ciglia
da un chiamato "diverso"
dai normali
più diversi
di quel figlio
"di un Dio minore"
nel paesello gioviale
tra le montagne
Una bancarella
circondata dal verde
fiorita
da girandole dai mille colori,
il soffio del vento
ruotava veloce i petali
un arcobaleno
nasceva intorno
Desideravo quei colori,
un uomo rimasto bambino
figlio di Dio
nominato "diverso"
mi guardò
i suoi occhi gioiosi
vogliosi di vivere,
mi sorrise
un sorriso luminoso
un po' sdentato
ma radioso come
il sole
Un tuffo al cuore
la serenità mi colse
l'uomo rimasto bambino
mi dono il fiore
dai mille colori
un bacio sulla guancia
e nel suo vociare strano
un grazie di immenso valore
Ripresi il cammino
con la luce nel cuore
più amore in un batter di ciglia
da un chiamato "diverso"
dai normali
più diversi
di quel figlio
"di un Dio minore"
FATTO REALMENTE VISSUTO AD UNA FESTA IN UN PSESE DELLE MIE MONTAGNE ....
NON DIMENTICHERò MAI QUELL'UOMO RIMASTO BAMBINO MA CON UN CUORE GRANDE GRANDE
NON DIMENTICHERò MAI QUELL'UOMO RIMASTO BAMBINO MA CON UN CUORE GRANDE GRANDE
Il sole del mattino
mi bacia appena sveglia,
il tempo di lavarmi,
un buon caffè
e...
fuori,
all'aria aperta.
E vago per le strade in cerca di qualcosa,
in cerca di un sorriso
che mi darà il paradiso,
e giro per le vie,
esploro, mi sembra di vedere il tuo passo,
ma il tempo vola in fretta
ed io
son sempre sola,
in una strada che non conosco.
Sospiro per un'ombra che intravedo,
ma è solo nella mente,
la tua immagine è chiusa
in un mondo
che non m'appartiene
e giro e giro
in lungo e in largo,
immagino una storia
che rimane solo una favola,
la mia favola
di principe e cenerentola,
una musica soave ed odor d'incenso
ed ecco
mi ritrovo in una chiesa,
accendi un cero ed esprimi un desiderio
una voce buona mi sussurra
lanciandomi un sorriso.
Un cero ho acceso
ed elevato una preghiera,
ma Dio non m'ha ascoltata
e la mia voce è stata vana.
Il cero s'è spento
ed anche la speranza
se n'è andata,
lassù la mia preghiera
s'e' persa,
una folata
ha spento la candela.
Questa luce trapela le mie fessure
di un corpo ormai invecchiato
lasciato a marcire in questo tempo
che tempo non ha avuto
per prendere le sue rivincite.
E fu la notte a scolpire
quelle fessure
di un corpo lacerato
di quel tempo che tempo non fu
tracciando il tempo
in questo corpo
senza tempo.
- Per essere vivi si è ancora in tempo -
dici, da una lontana forma mentale
e i raggi migliori son diventati fendenti
nel punto salvo dell’oscurità
Della logica
non starai più a fare i tuoi giochi
il ritmo s’è perso
durante le prove per l’eternità
religioni per sconfitti
- ricordi?
c’era scritto in vetrina -
a prezzi da urlo!
- Diamogli un’ennesima chance -
direbbe il mondo
dalla sua assordante democrazia
dici, da una lontana forma mentale
e i raggi migliori son diventati fendenti
nel punto salvo dell’oscurità
Della logica
non starai più a fare i tuoi giochi
il ritmo s’è perso
durante le prove per l’eternità
religioni per sconfitti
- ricordi?
c’era scritto in vetrina -
a prezzi da urlo!
- Diamogli un’ennesima chance -
direbbe il mondo
dalla sua assordante democrazia
ntorno a me si aprono crateri,
creano una situazione di stallo,
celano miseri pensieri
e fragili come sfere di cristallo.
Mi mischio come aria al vento
e ne seguo il leggero movimento.
A volte pare come un uragano,
cela dentro di se grida in vano.
In questo mondo
imperfetto,
che va rivisto,corretto,
ci siamo noi,
che attravrso decenni
non abbiamo mai smesso
di credere ai sogni.
In questo mondo
che corre,
gli anni belli
ci han lasciati veloci
son cadute barriere
e la luna è diventata una gita.
Il duemila sembrava irraggiungibile
adesso è un ricordo lontano.
Questo è un mondo imperfetto
ma teniamlo stretto,
se ci lascia
finisce la vita
imperfetto,
che va rivisto,corretto,
ci siamo noi,
che attravrso decenni
non abbiamo mai smesso
di credere ai sogni.
In questo mondo
che corre,
gli anni belli
ci han lasciati veloci
son cadute barriere
e la luna è diventata una gita.
Il duemila sembrava irraggiungibile
adesso è un ricordo lontano.
Questo è un mondo imperfetto
ma teniamlo stretto,
se ci lascia
finisce la vita







