Mi preparavo
a lasciare
la vita
mentre parlava
e giravo le mie dita
che stranamente
erano tranquille
non si preoccupavano
di frasi
misteriose
tra sguardi inascoltati
al diniego delle ombre
rassegnate
di un posto doloroso
che si dispera ogni giorno
per la morte vicina
nel ricordo
delle albe
Spogliami, scrolla i miei pensieri
dalla tristezza, tento di ricacciare
il presente, ripiegando la testa
buttandomi tra ipotesi che forse sono
giuste e feriscono come un coltello
affilato, in una zattera tremante
nel mio viso liscio e pulito
come schiuma rilassante
dal volto della notte
che sogna i miei passi
Scritta quattro anni fa
senza alcun mistero
possiamo darci un momento
e raccontare la nostra storia
senza cadere giù
possiamo esserci
lontano da grigi sipari
e da mutevoli irragionevolezze
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo è perfetto
vicino a ciò cui apparteniamo
senza alcun abito
possiamo lasciarci scorrere
e leggere il nostro Paradsio
verso un fiume aperto
che solca le stagioni
cresce con i fiori
e vive con noi
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo è perfetto
siamo il sogno
siamo il sogno di un sorriso
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo basta
uomini come pesci
immobili
alcuni agonizzanti
altri imbalsamati.
In silenzio si concentrano.
Frullato di pensieri.
Quando si arriva al piano?
Le porte si aprono,
boccata d’ossigeno
per i poveri polmoni.
Tutti scappano
destini diversi
vite disperse.
come un lago ghiacciato
circondato di fiori
e lascio nell’ombra
la fierezza nobile dell’individualità.
Vita di passioni
ai margini del tedio,
vita lontana dalle emozioni
e dai pensieri.
Nell’anima disattenta
si snodano paesaggi di abdicazioni,
aiuole di sogni
e gesti incoerenti,
come muri di bossolo
che separano cammini vuoti.
Tutto s’ingarbuglia
e appare povero nel triste disordine
delle mie sensazioni confuse
come vecchie fontane senza zampillo vivo.
Un vento sconosciuto
solleva tracce di vita
come pulviscolo floreale
nella brezza della sera.
E il torpore dell’imbrunire
si perde nella musica
del mendicante affamato
e nella reliquia di un pellegrino.
Tristezza da crepuscolo,
spossatezze e false rinunce,
dolore come di singhiozzo soffocato
o di verità ottenute.
Dal pozzo delle emozioni
contemplo astri infiniti
e l’azzurro scuro dell’orizzonte.
Osservo il mio corpo
sfioro la superficie adiposa
che ancora fa parte di esso,
non mi aggrada,
ma abbracciandomi mi sento
un peluche morbido
con il quale consolarmi
Nascondo dietro
questo fisico appesantito
la paura, l'incertezza
che davanti a me
cammina
Ingurgito dolcetti vari
allettanti anche alla vista
godendo di questo miserevole
masochistico attimo
di serenità,
vergognandomi nel tempo
di cui abbisogna il cibo
per arrivare nello stomaco
Domani basta, cambio il tutto
insalata e verdure
via dolci pane e pasta,
sarò ferma e forte
desidero essere migliore
a quel paese il detto
“Grasso è bello!”
La mia anima è grassa,
il mio cuore in sovrappeso
ma per questo
non esiste dieta
solo speranza che si sta sciogliendo
come burro nella padella ….
Ma si … ancora un biscottino
e poi un altro …
che differenza fa
ricomincerò domani
di quale settimana
ancora non so …..
Una Sera di solitudine
come altre sere, che sono già tante
ma questa è un po’ più forte,
all’improvviso tutti sono spariti
il mio amore, la mia famiglia e i miei amici,
ciascuno è impegnato nei suoi progetti,
e io come una stupida, sto qui ad aspettare
in questa stanza vuota è fredda
aspettando un messaggio o una chiamata
da qualsiasi persona,
Sono arrivata a un livello
in cui non supporto più questa solitudine
navigando su tanti pensieri, con la voglia di scrivere,
ma non vedo neanche bene le parole
a forza di piangere
e a forza di non sapere più che fare o che dire.
ho atteso in ginocchio
appoggiando mani stanche
giocando con dita logore
nel terreno fertile
pioggia cadente
sulla schiena
scarniva la pelle
confondendo sudore
di questa vita vissuta
alzai lo sguardo al cielo
chiedendo ancora
mentre una nube
oscurava il viso
e gli occhi
socchiudevo
per sperare ancora

Mi accorgo adesso
di quanto tu sia diverso
di come sei cambiato
ora che ti manca
chi ti viziava
come un bambino
indifeso
vecchio ma grintoso
con lenti scure
che il mondo vorrebbero
sfidare
gridando di essere qui
recitare la parte
di un giovane uomo
in abiti sportivi
dall'ultima volta
che ci siamo riviste
quante telefonate
ho ricevuto da te
senza incontrarci mai.
Prenderò il treno
le nostre distanze
si uniranno
raccontandosi la vita
dei nostri pensieri
alla nostra partenza
di una corta
ma bella giornata
Dedicata a una carissima amica d'infanzia
Le tue!
Leggo il dolore di un cuore
forse l'amore non sazia
le emozioni del giorno,
chiudo in un angolo
la malinconia
aspettando l'alba
con la speranza
di un domani
senza pene
e se i miei occhi
non vorrai sui tuoi
colmerò il mio cuore
di ricordi appassiti.





