dal seno glorioso,
dal sesso carnivoro,
d'accompagnarci gaudenti
alla scoperta dei sensi?
Vorranno le nostre belle donne,
dagli occhi lucenti,
dai sorrisi seducenti,
accompagnarci felici
alle gioie famigliari?
Sapranno le nostre sagge compagne
dall'intuito preciso,
dalla tenerezza innata,
starci vicino
nei topici momenti ?
Potranno le nostre vissute mogli
dai tinti capelli,
dalla voce esausta,
tenerci per mano
nell'attimo fuggente
e li riempio
di solide convinzioni
persone uniche
sentimenti docili
Spazi vuoti
malconci o splendenti
dopo passaggi di sole e tempeste
storie impolverate e obsolete
fotogrammi sbiaditi e ingialliti
Lividi e cicatrici
da guarire e ignorare
orme di baci e passioni
evaporate e gocciolate
verso altri mari
Preme il bisogno
di una bella rinfrescata
con nuovi colori alle pareti
ed è un passo avanti
Nuova mobilia e tappeti
è tutto pronto
per respirare aria nuova
per voltare pagina
e scrivere
imprimere nuovi attimi di vita
A volte mi chiedo
come tu possa
rimanere solo
di fronte alla tempesta,
ulivo,
mentre dietro la finestra
gocciola e si curva
il tempo mio;
tu che mi elemosini
con garbo
il sussurrar delle fronde tue,
e mi dici, lo sento
- quasi un canto verdazzurro
"L'eterno è solo
amara contemplazione."
In questo mondo dove i valori non contano più niente
In questo mondo dove vince solo chi fa il prepotente
Un grido si alza silenzioso dalle viscere del mio cuore
Un grido di speranza per un futuro che sia migliore
Basta con la gente che con la rabbia e per frustrazione
Annienta ogni sogno e cancella tutte le emozioni
Quelle che avevano da bambini quando mano nella mano
Sognavano che il futuro ci potesse portare lontano
Gente come noi che sogna ancora di poter cambiare il mondo
Gente come noi che per la vita nutre un sentimento profondo
Che vuole vedere ancora dei bimbi fare un girotondo
Che vuole vedere di nuovo la pace regnare in questo mondo
In questo mondo dove in un secondo si può sparire nel nulla
In questo mondo dove si fa scempio di una piccola fanciulla
Un grido sale dalle viscere della mia anima candida e sincera
Un grido di speranza per un mondo dove sia sempre primavera
Ed io che sono solo un puntino nel mare dell’Universo
A volte mi sento solo e mi ritrovo come disperso
E vorrei urlare al mondo intero che così non si può continuare
E vorrei urlare al mondo intero che il mondo si può cambiare
Gente come noi che sogna ancora di cambiare il mondo
Gente come noi che per la vita nutre un sentimento profondo
Che vuole ancora vedere dei bimbi fare un girotondo
Che vuole di nuovo vedere la pace regnare in questo mondo
vivere con quel presentimento
che qualcosa non va,
forse voglio convincermi
che tutto tornerà come prima,
ricomincerà quell'amore
bellissimo che ci ha fatto sognare
non può morire cosi.
Forse ti ho perso per sempre....
e non voglio accettarlo
fa male pensarti
ma fa più male
pensare che niente
tornerà come prima.
che adulare la mia vanità di donna
e impacchettare fino alla nausea
complimenti e vezzeggiativi
alla bellezza esteriore
sia la via più breve
per arrivare al mio cuore
Pensi di me
che i miei sorrisi abbondino
come quelli degli stolti
e che incoraggiare la mia scemenza
ti spalanchi le porte alla convinzione
di conoscermi alla perfezione
Pensi di me
che io mi possa sfamare
solo di emozioni e sogni da favola
di parole sdolcinate e racconti inventati
di zucchero e miele impastati
Pensi di me
pensi di me...
Non credi però di me
una cosa semplice da afferrare
la troppa convinzione di te
la realtà ti fa travisare
e vedi solo ciò che potrei sembrare
La ragione è tutta tua
e tutto questo ti fa inventare
ciò che di me pensi di sapere
Mentre vivi…
tra le speranze e i limiti
bruciano le parole e i lividi
Che nessuno… vedrà mai
Guardi e invidi…
Gli uccelli e i loro nidi
Sospesi su quei brividi
Di aria che tu… non hai
Ti sorreggi su vuoti timidi
E speri ancora ci siano lidi
Dove potrai cancellare i sintomi
Delle sconfitte… che vivrai
Poi sorridi
E con dolcezza incidi
Nell’albero dei ricordi
I sogni che tu… ancora fai.
Muove il ricordo dell'infinito
in noi parole di poesia.
Dimentichi d'eterno,
son piccoli i passi nostri
sul sentiero di pietre scheggiate
attraverso il gelido rivo
dell'esistenza.
In precario equilibrio,
fragili come neve,
a braccia aperte
e pronti al precipizio,
son uomini e mortali
le ombre frangiate
che tremano sulla corrente.
Nasce dalla vertigine
ciò che chiamiamo poesia;
poetica angoscia è quell'attimo
che precede la nostra caduta.
E mai nessuno vedrà la riva
che il cuore solo scorge,
innumerevoli sono le pietre
su cui il piede stanco cala.
L'infinito dal basso ricerca
le nostre ali deformi
per prenderci e riportarci
all'eterno cui apparteniamo.
i pensieri più belli
di un piccolo sogno
hanno trascinato
in balia di un'improvvisa tempesta
brandelli di cielo
tra le onde increspate
dei sentimenti
relitti infranti sulla riva
Parole infilate fuori posto
in collisione col suo dire
hanno lasciato che il velo cadesse
e mostrasse il suo io
insieme alla convinzione
del sicuro nascondiglio
scovato
Le sensazioni hanno conferma
è una delusione annunciata
tra i pensieri trafugati
e fa luce su detriti taglienti
Dolenti goccie di sale brillano silenziose
e un pò di tristezza
scivola lenta e abbraccia
un cuore ormai stanco di dissapori
Lieve e lento ora è il sereno
ma ci sarà ancora
coi ticchettii del tempo
un nuovo vento riparatore
che come sempre
porterà lontano
le ceneri e le nuvole
e pensieri riscaldati dal sole
saneranno puntualmente le ferite
e spezzarmi le dita.
Cancellare le parole dette e scritte
che non dicono più niente
che non sia già stato detto e scritto
per secoli, senza alcun costrutto.
Voglio svuotare le librerie e bruciare i documenti,
cancellare le storie di ognuno e la Storia di tutti.
Voglio che l'asteroide colpisca
nel centro geometrico del pianeta
e che il cielo resti oscuro e impenetrabile
per quaranta giorni e quaranta notti.
Voglio che sulla Terra, tornata informe e deserta,
ricoperta dalle tenebre, non vi sia il minimo ricordo
né la minima traccia del mondo d'oggi.
Voglio che il pianeta torni puro e vergine,
come un neonato addormentato
e che al primo raggio di luce che trapassi l'oscurità
si oda un chiaro vagito ed in ciò che resta degli oceani
un nuovo protozoo, colpito dal fascio luminoso,
inizi a dividersi e rinasca così la vita.
Voglio che la nuova vita si evolva in soluzioni diverse
da quella a cui siamo arrivati oggi
e che fra cinque miliardi di anni il nuovo io,
i nuovi noi, abbiano qualche gene in meno
dell'aggressività e qualche gene in più della compassione.
Voglio che la loro lingua e le loro mani
dicano e scrivano della bellezza dell'universo
e della grazia degli esseri viventi.
Voglio che leggi non si chiamino leggi,
ma siano dette armonie e siano scritte in versi leggeri.
Voglio...
Poi è suonata la sveglia...
Vesto il mio corpo
dell’oro del meriggio
come un re deposto
in un mattino di rose.
E la mia ansia
come un respiro strozzato
muore tra i mirti.
Nel pozzo profondo
del crepuscolo insanguinato
intravedo fantasmi di menzogne
e ombre d’illusioni.
E il mio tedio
come un’anfora vuota
svanisce tra i tamarindi.
Una luce spenta
penetra nell’anima
come un’assidua angoscia.
E il rumore della sera
accompagna le mie emozioni
come nello scorrere lento del fiume,
verso maree lontane.






