Ispida barba
e pelle arsa
dal sole e dal vento.
Fronte solcata
da rughe profonde
come tagli.
Pantaloni di pelle
caprina senza risvolti
e la mantella portata
su una spalla sola,
alla romana.
A tracolla,
a mo’ di fucile,
il grosso ombrello
d’incerato verde
e la bisaccia
con il cacio
e il pane indurito.
e pelle arsa
dal sole e dal vento.
Fronte solcata
da rughe profonde
come tagli.
Pantaloni di pelle
caprina senza risvolti
e la mantella portata
su una spalla sola,
alla romana.
A tracolla,
a mo’ di fucile,
il grosso ombrello
d’incerato verde
e la bisaccia
con il cacio
e il pane indurito.
1 commento
Toccare il cielo con lo sguardo
mentre queste mani accarezzano ancora il ventre,
in uno sguardo malinconico dove le labbra
cercano parole invano.
E tu che pian piano voli via
tra una lacrima ed i miei sorrisi taciturni
su questo corpo
che non mi appartiene.
E questo sogno impresso nella mente
in quelle stanze dove tutto tace…
ottusa mente in un’apparenza dissoluta
agli occhi di un Dio
che non perdona
e che non potrò perdonare.

Boschi addormentati,
montagne sbadiglianti,
case e campi,
prati e orti
tra nebbia e necrosi.
Cielo color cenere
alto e compatto.
Vien giù fitta
e quieta la neve
come un sottile crepitio
di grandine sul pioppeto.
E le ore del giorno cadono
in un pozzo di silenzio.
montagne sbadiglianti,
case e campi,
prati e orti
tra nebbia e necrosi.
Cielo color cenere
alto e compatto.
Vien giù fitta
e quieta la neve
come un sottile crepitio
di grandine sul pioppeto.
E le ore del giorno cadono
in un pozzo di silenzio.
Ci sono ricordi che il cuore non dimenticherà
Emozioni così forti che il tempo scalfire non potrà
Anche quando lontano da noi li porterà
Ci sono giorni che ognuno di noi ricorderà
Attimi indelebili da portare sempre con noi
Momenti di gioia vissuti con chi
Ormai da tempo se ne è andato per non tornare più
E proprio in quei momenti ti accorgerai che
La vita non si ferma mai,un’alba nuova è già davanti a te
La vita non si ferma mai,ti alzi un giorno e ti accorgi che
Il tempo passa e veloce se ne va
Lasciandoti da solo con la tua malinconia
A rimpiangere chi da tempo ormai se ne è andato via
Ci sono storie che fanno parte di noi
Amori che non scorderemo mai
Amicizie così forti che nemmeno il tempo cancellerà
Ci sono fotografie che il tempo non sfocherà
Volti e sguardi che nessuno cancellare potrà
Ma lungo il cammino ti accorgerai che
La vita ti porta via sempre chi ami di più
Ma proprio in quel momento capirai che
La vita non si ferma mai,ti alzi un giorno e ormai grande sei
E ti spaventi e ti sorprendi a pensare che
La tua vita è li davanti a te e tu incontro le andrai
E non potrai fare a meno di pensare che
La tua vita non si fermerà mai
Sassi che
in riva al fiume
hanno vissuto il tempo
saturi di pioggia sole e vento
d'insetti sempre intorno a ronzare.
Piume di uccelli che fanno scivolare.
Acqua che scorre nella noia di ogni giorno
e catturando sguardi nel suo pallido specchio
raccoglie le storie della vita sogni pensieri e parole.
Passò di li un ragazzo giovane e adesso è già vecchio.
insieme a lui una ragazza che dimenticò la voglia di amare.
E i sassi aspettano i nuovi passi che li verranno a calpestare.
La notte porta con sé
Vecchie e nuove riflessioni
Mentre cerco di capire
Qual è la mia situazione
Poi mi alzo e vado alla finestra
E decido che non ho sonno
E inizio a camminare per la strada
Tra cani randagi e barboni
Che mi chiedono cosa fare
Che mi chiedono dove sto
Che mi chiedono come vivere
Che mi chiedono dove vado
Vado a prendere un sogno
Per chi non sa più sognare
Vado a prendere un po’ di luce
Per chi da tempo sta al buio
Vado a prendere una stella
Per chi ha un desiderio
Vado a prendere un arcobaleno
Per chi da tempo vede solo piovere
Cammino per la strada
Tra le luci della notte
Che mi guardano distratte
Mentre illuminano la città
Poi mi fermo e mi guardo intorno
All’improvviso è quasi giorno
La gente inizia a muoversi
Le strade iniziano ad animarsi
Un’altra notte è finita
Ed io ripenso ancora
Ai cani randagi e ai barboni
Che ormai non vedo più
Che mi chiedevano cosa fare
Che mi chiedevano dove stavo
Che mi chiedevano come vivere
Che mi chiedevano dove andavo
Vado a prendere un sogno
Per chi non sa più sognare
Vado a prendere un po’ di luce
Per chi da tempo sta al buio
Vado a prendere una stella
Per chi ha un desiderio
Vado a prendere un arcobaleno
Per chi da tempo vede solo piovere
Come tutte le stagioni
raccolgo delusioni
negli occhi,
da quella terrazza
allungo lo sguardo
dove regna la pace
e i pensieri si colorano
di un colore indefinito.
Aspetterò senza
andare lontano,
mi fermerò dove
non si muore
e poi con il silenzio
nel cuore
saprò vestirmi ancora.
Talvolta l’invidia nei confronti
di chi crediamo migliore di noi,
pur nascendo da un risentimento recondito,
fortunatamente, attraverso tale stato d’animo,
ci fa riflettere su quanto valiamo realmente
e ciò che vorremmo essere o diventare.
di chi crediamo migliore di noi,
pur nascendo da un risentimento recondito,
fortunatamente, attraverso tale stato d’animo,
ci fa riflettere su quanto valiamo realmente
e ciò che vorremmo essere o diventare.
L’acqua danza nel borgo,
corre per i tetti,
entra nel parco giochi
e nelle case di campagna,
s’infila tra cespugli e pietre
e riempie i campi
di muta tristezza.
Pioggia,
amica di sognatori
e disperati,
compagna di uomini stanchi
e sedentari.
Sbriciola le tue farfalle di vetro
sui metalli della terra,
corri sopra le antenne
e sulle torri,
infrangiti contro le case
e sulle strade.
Ma non distruggere i desideri,
non bruciare i sogni,
porgi le tue carezze alla malinconia
e prendi per mano la solitudine.
corre per i tetti,
entra nel parco giochi
e nelle case di campagna,
s’infila tra cespugli e pietre
e riempie i campi
di muta tristezza.
Pioggia,
amica di sognatori
e disperati,
compagna di uomini stanchi
e sedentari.
Sbriciola le tue farfalle di vetro
sui metalli della terra,
corri sopra le antenne
e sulle torri,
infrangiti contro le case
e sulle strade.
Ma non distruggere i desideri,
non bruciare i sogni,
porgi le tue carezze alla malinconia
e prendi per mano la solitudine.
Assorta nel rumore
dei pensieri girovaghi
nel silenzio intorno
relitti di parole
tornano a galla
da quel mare increspato
fantomatiche presenze
del passato remoto
che credevo divorate
dal buio dell'abisso
Riemergono sibilando
e cercano linfa vitale
di cui cibarsi, voraci
sottraendo aria
al respiro
per tornare in auge
splendenti e tonanti
Non hanno forza
non trovano sostentamento
da questo sentire
ormai ostile
alla loro afona e atona pronuncia
e affondano esanime
soffocando nella gola
e in quel mare d'oblio
sgretolandosi in pulviscoli di sabbia
che le correnti
traslocheranno verso nuove ugole
e cuori disposti a berne
l'effimera consistenza
lontano
dai miei pensieri riordinati
dei pensieri girovaghi
nel silenzio intorno
relitti di parole
tornano a galla
da quel mare increspato
fantomatiche presenze
del passato remoto
che credevo divorate
dal buio dell'abisso
Riemergono sibilando
e cercano linfa vitale
di cui cibarsi, voraci
sottraendo aria
al respiro
per tornare in auge
splendenti e tonanti
Non hanno forza
non trovano sostentamento
da questo sentire
ormai ostile
alla loro afona e atona pronuncia
e affondano esanime
soffocando nella gola
e in quel mare d'oblio
sgretolandosi in pulviscoli di sabbia
che le correnti
traslocheranno verso nuove ugole
e cuori disposti a berne
l'effimera consistenza
lontano
dai miei pensieri riordinati
Attraverso gli occhi
imbevo l’anima di colori:
un raggio di sole,
un prato di papaveri
e il caleidoscopio di un vigneto.
Attraverso nascosti sentieri
nutro il cuore di sapori:
un ciuffo di basilico,
una manciata di more
e la carezza d’un grappolo d’uva.
Appoggio la testa
a un robusto sarmento
e assaporo il fragore del silenzio.
Tra pampini arrossati e acini allegri
ascolto il racconto di un calice.
imbevo l’anima di colori:
un raggio di sole,
un prato di papaveri
e il caleidoscopio di un vigneto.
Attraverso nascosti sentieri
nutro il cuore di sapori:
un ciuffo di basilico,
una manciata di more
e la carezza d’un grappolo d’uva.
Appoggio la testa
a un robusto sarmento
e assaporo il fragore del silenzio.
Tra pampini arrossati e acini allegri
ascolto il racconto di un calice.
Attimi semplici
di vissuta trasparenza.
Brezza di stupende emozioni
fa capolino,
sono colori
che sgorgano sotto
il nostro cielo.
Tasche piene di fiori
si aprono alla vita.
Pensieri,momenti e giochi
mescolano i meravigliosi
colori dell'affinità e fanno
forza.
Dolcemente
volano i nostri
momenti,
fra le amichecoli vesti
con odore di vissuto.
Ci riscropriamo dentro,
tra i sorrisi dell'anima,
mentre gocce d'acqua
rotolano
nel misterioso viaggio
tra colore e sospiro.
di vissuta trasparenza.
Brezza di stupende emozioni
fa capolino,
sono colori
che sgorgano sotto
il nostro cielo.
Tasche piene di fiori
si aprono alla vita.
Pensieri,momenti e giochi
mescolano i meravigliosi
colori dell'affinità e fanno
forza.
Dolcemente
volano i nostri
momenti,
fra le amichecoli vesti
con odore di vissuto.
Ci riscropriamo dentro,
tra i sorrisi dell'anima,
mentre gocce d'acqua
rotolano
nel misterioso viaggio
tra colore e sospiro.
E' solo per passione
che lascio scivolare
questa penna
sul foglio bianco,
passione che non pesa
al cuore
ma che da sola
ti porta nel mondo
che non sai.
E' solo per passione
che mi ritrovo
a scrivere dei versi
senza sentire
il peso sulla pelle
di versi che incantano le stelle
e la notte
fanno l'amore con la luna.
che lascio scivolare
questa penna
sul foglio bianco,
passione che non pesa
al cuore
ma che da sola
ti porta nel mondo
che non sai.
E' solo per passione
che mi ritrovo
a scrivere dei versi
senza sentire
il peso sulla pelle
di versi che incantano le stelle
e la notte
fanno l'amore con la luna.
Mentre lei canta io penso le cose peggiori. La fiducia, mal riposta nei ribaldi piangenti che ne furono destinatari.
La pietà, che loro invocarono e dimenticarono.
Loro, che nelle primavere di sangue furono i fendenti e negli inverni di perdono furono inginocchiati.
Non m'importa di stringere le vostre mani, o del premio di consolazione. Non m'importa delle vostre riverenze mentre mi avvicino al trono, o dei vostri sputi che mi battezzano mentre annaspo nella polvere.
Prendete quello che la mia rabbia vi concede. Come in passato avete accettato quello che l'amore vi ha concesso e ordinato.
Non mi resta che ossequiare una venere di cristalli liquidi, pura come il primo pianto di un infante, il quale sgorga pur non viziato dal dolore o da emozione alcuna.
Hai mai provato a stringere i pugni per farti male e, dopo quel male, averne ancora sete?
Lei mi segregava in una stanza triste, lugubre, piena di posti a sedere per ricordarmi la mia solitudine.
Io sono niente! E' chiaro? Niente! Ma vorrei raccontare con favelle perfette la sua rarità. Raccontare ciò che diventerà dopo la sua morte.
Sin d'ora è lungi dall'ambizione di spodestare dalle pareti dei timorati il fregio stantio; a differenza degli altri, che tramano e ordiscono non per dare nuovo corpo alla speranza, bensì maestosa libidine al loro edonismo.
Voglio essere libero. Libero di aspettare un'occasione. Libero di prenderla come di lasciarla andare.
Quanta fretta avevi di cambiare. Tanta da non sapere cosa volessi diventare dopo.
Carillon, suona una melodia, suona lentamente, poichè quando essa sfiorirà mi attende la fine del mondo.
Mi sembri me quando desideravo possedere ogni cosa; la grazia di Dio, l'innocenza dei colpevoli, l'ammirazione degl'uomini.
La pietà, che loro invocarono e dimenticarono.
Loro, che nelle primavere di sangue furono i fendenti e negli inverni di perdono furono inginocchiati.
Non m'importa di stringere le vostre mani, o del premio di consolazione. Non m'importa delle vostre riverenze mentre mi avvicino al trono, o dei vostri sputi che mi battezzano mentre annaspo nella polvere.
Prendete quello che la mia rabbia vi concede. Come in passato avete accettato quello che l'amore vi ha concesso e ordinato.
Non mi resta che ossequiare una venere di cristalli liquidi, pura come il primo pianto di un infante, il quale sgorga pur non viziato dal dolore o da emozione alcuna.
Hai mai provato a stringere i pugni per farti male e, dopo quel male, averne ancora sete?
Lei mi segregava in una stanza triste, lugubre, piena di posti a sedere per ricordarmi la mia solitudine.
Io sono niente! E' chiaro? Niente! Ma vorrei raccontare con favelle perfette la sua rarità. Raccontare ciò che diventerà dopo la sua morte.
Sin d'ora è lungi dall'ambizione di spodestare dalle pareti dei timorati il fregio stantio; a differenza degli altri, che tramano e ordiscono non per dare nuovo corpo alla speranza, bensì maestosa libidine al loro edonismo.
Voglio essere libero. Libero di aspettare un'occasione. Libero di prenderla come di lasciarla andare.
Quanta fretta avevi di cambiare. Tanta da non sapere cosa volessi diventare dopo.
Carillon, suona una melodia, suona lentamente, poichè quando essa sfiorirà mi attende la fine del mondo.
Mi sembri me quando desideravo possedere ogni cosa; la grazia di Dio, l'innocenza dei colpevoli, l'ammirazione degl'uomini.
Pochi giorni nell’arco della vita
danno forza
e gioia di vivere.
Piccole quotidianità
il buon giorno
dei figli.
Un complimento
di una persona
sconosciuta.
Le litigate con l’amica del cuore
per poi fare pace.....
è volersi più bene di prima
La telefonata di un amico
ti fa sentire meglio
semplicemente dicendoti "va tutto bene".
Un sogno nel cassetto
che si realizza
ti riempie di entusiasmo.
Soddisfazioni
che provi
poche volte nella vita.
Piccole gioie
danno la forza
di affrontare le negatività.
La vita è breve
viviamola
nel migliore dei modi.

danno forza
e gioia di vivere.
Piccole quotidianità
il buon giorno
dei figli.
Un complimento
di una persona
sconosciuta.
Le litigate con l’amica del cuore
per poi fare pace.....
è volersi più bene di prima
La telefonata di un amico
ti fa sentire meglio
semplicemente dicendoti "va tutto bene".
Un sogno nel cassetto
che si realizza
ti riempie di entusiasmo.
Soddisfazioni
che provi
poche volte nella vita.
Piccole gioie
danno la forza
di affrontare le negatività.
La vita è breve
viviamola
nel migliore dei modi.







