...quello in cui credi, mettilo nel cuore
attenzione non dimenticarlo, ti potrà aiutare
quando incontrerai, altre persone
quello che dirai, verrà dal cuore...
...quello che hai sofferto, che vuoi dimenticare
tienilo più stretto, ti potrà servire
quando incontrerai, quelle persone
che giudicheranno, parlerà il tuo cuore...
... ...quello che è amore, portalo nel cuore
anche se è passato e sa farti male
quando incontrerai, delle persone
che non ne hanno avuto mai, donerai di cuore...
...quello che hai imparato, mettilo nel cuore...
...quando non avrai parole, parlerà il tuo cuore...
che hai sulle spalle
farlo mio facendoti evadere
dalla prigione che ti rinchiude
non posso inverosimile
ma è tuo non ho potere di scelta
Il compito dalla vita
affidatomi è starti accanto
moglie, amica e amante
complice dei tuoi pensieri
dei desideri, delle gioie e dei dolori
Accompagnarti si
in questo percorso corale
ardito, esteso e ed effimero
tamponare la tua fronte
di sudore imperlata
ma a te non posso sostituirmi
Perdonami …
in fondo chi sono io
per intrufolarmi tra te e la tua vita?
Se così è per te
chiedo solo a chi mi sta intorno
lasciate che io viva il mio dolore
percorra la mia strada
che sia in discesa o in salita
limpida come un cielo terso
o buia come una spelonca
Alla fine della fiera
sulla terra di passaggio siamo
corpi imperfetti e peccatori
involucri di un'anima
intrisa di spiritualità
che andrà oltre ogni cosa terrena
di cui resterà solo polvere ….
sul marciapiede
come ridicoli
rintocchi di campana.
Il tramonto viola
galleggia sulla collina
e spande immotivati dolori
nelle cerimonie del mio smarrimento.
Tulipani rossi e gialli
come pagliacci
di un circo inesistente
mi strappano sorrisi.
Chiedo alla vita
di non togliermi il sole,
chiedo alla vita
di non togliermi la speranza.
respiro i veleni del mondo
assaggio l’amaro grano
di vite piegate
bevo acqua impura
di indubbia natura
ascolto il coro rabbioso
di tanta povera gente.
Osservo i “signori”
servitori di ingiustizia
beffa degli indifesi.
Gioco al massacro.
La Chiesa predica
in nome di chi?
La terra fibrilla,
il cielo si oscura
la natura implora.
Indifferenza del potere
involuzione dell’uomo
vittima
del proprio decesso.
una lacrima calda
che scende solcando
le guance arrossate
la piega del labbro
s’atteggia al rovescio
e gli occhi si bagnano
d’altra rugiada,
nell’anima scoppia
un tumulto insicuro
di vivere altrove
lontano da tutto
nell’attimo eterno
di un altro universo.
Allora ti accorgi
che lacrime ed anima
sono in simbiosi
col riso e col pianto
con tutte le gioie
e i dolori del mondo.
giaceva sul terreno fangoso.
Le zampe irrigidite puntavano il cielo
intristito da nubi minacciose.
Maestoso e placido, il leone si riposava
fra un boccone e l'altro.
Intorno, a debita distanza,
facevano cerchio gli avvoltoi affamati,
in attesa che il re, sazio, s'allontanasse.
Tutto era immobile, il dramma era già avvenuto.
La scenografia era magnifica, ripide mura rocciose
racchiudevano il grande cratere di Ngorongoro
e tutta la vita crudele e cinica che vi si svolgeva.
...Nel Eden, quando Dio creò il mondo,
questa violenza sanguinaria esisteva già,
gli animali non furono creati immortali
e già uccidevano e si cibavano degli altri animali.
Sin dal primo momento, Dio creò il concetto di uccisione,
di sofferenza, di terrore, di astuzia nella caccia e nella fuga.
L'uomo lo creò diverso, immortale e intelligente,
ma già sapeva, nella sua onniscienza
che sarebbe divenuto come gli altri animali.
Non è per qualche ragione
che Dio ha fatto ciò che ha fatto,
nel modo in cui lo ha fatto,
perché Dio non ha ragioni da seguire,
che lo limiterebbero nella sua onnipotenza.
Lo ha fatto e basta...
Il leone si alzò, si avvicino alla carcassa,
ne strappò con violenza un brandello di carne
lo triturò con le mascelle poderose, e lo inghiottì.
Gli avvoltoi rimasero immobili, in attesa.
ma ho compreso
è stato tutto un equivoco
del cuore nato dalla sofferenza
nel vederti cosi cambiato
emaciato e stanco
Quando ti salutavo
e li nella sterile rianimazione
ti lasciavo perso nei pensieri tuoi
perso nel tempo paralizzato
da non poter distinguere
il giorno dalla notte,
respiravo il grigio scuro
della situazione
catapultata in una catalessi
di paura e morte
Oggi mi hai sorriso
carezze sul viso ed un abbraccio
ti ho dato tanti piccoli baci
ho posato sulla tua fronte sudata
abbiamo anche scherzato
mi prendevi in giro
come da sempre fai
amorevolmente
un gioco solo nostro
che da anni portiamo avanti
Oggi ti ho lasciato
col sorriso ed il sorriso
mi son portata nel cuore
non vi era il grigio scuro
ma la luce tua amore
che pur nella sofferenza mi sai donare
Oggi ho capito
godere devo di questi attimi
ricchi e preziosi più dell'oro
farne tesoro per il presente
e per il tempo che verrà
Ancora piango e piangerò
se volerai verso altri lidi
ma questi attimi lunghi una vita
saranno un prolungamento
della tua essenza in me
svuotati nell’agire
vagabondi solitari
in città desolate
dove le strade portano
ad un tragico languire
in sogni
e
allucinazioni
riflesse di
smisurati voli
nel ventre
di un vigliacco cielo
dove sublimi icari
toccati d’incoscienza
aspiravan al sole
con ali spezzate
come astri bruciati
schiantano
disillusi e soli.
Siamo tutti lontani cugini
e non lo dico così per dire.
Abbiamo tutti una antica madre in comune
che non è la madre terra,
ma è una donna, una unica donna,
piccola e nera e del tutto analfabeta.
Dal suo ventre abbiamo origine tutti,
dico proprio tutti noi,
bianchi o neri, gialli o marroni,
con gli occhi tondi o a mandorla,
che oggi viviamo su questo pianeta.
sperduto nel nero vuoto infinito.
Con grande fantasia l’hanno chiamata Eva.
Viveva, circa 200000 anni fa,
nelle vaste savane africane,
circondata dagli uomini e donne della suo gruppo.
Ma solo da lei, attraverso la successione
delle sue figlie e delle figlie delle sue figlie,
e così via per millenni, sono arrivati sino ad oggi,
per via di successione materna,
i suoi mitocondri femminili,
che si ritrovano nelle cellule di tutti
gli odierni abitanti della Terra,
di qualunque colore, etnia o religione.
Di tutte le altre donne del mondo,
che vivevano contemporaneamente a lei,
non v’è più traccia, quei rami genealogici
si sono inariditi, così come accade spesso
nei piccoli paesi di montagna,
dove all’improvviso sopravvive un solo cognome.
Ma allora, se questa teoria
della Eva mitocondriale
non troverà futura smentita,
che senso logico ha il razzismo,
il pensarsi diversi per elezione
o volontà divina?
Siamo diversi, ma solo perché
abbiamo imboccato sentieri differenti.
Partendo dalle distese africane,
qualcuno è andato a nordest, altri a nordovest.
Hanno trovato climi e condizioni ambientali diverse
e si sono attagliati a quelle diversità,
creando linguaggi e culture eterogenee.
Ma dentro, nel nostro intimo,
nelle nostre cellule, nel nostro essere uomini,
siamo uguali, tutti Homo sapiens, d'origine africana,
figli della nostra comune, antica madre, Eva.
La vita è acqua di mare
è acqua, la vita, di mare
che sbuffa, che fluttua
così dentro il mio pensare
si tuffa, si butta
e in un onda di rigo
prendo aria, ma annego
da solo, nel compito primo
dell'essere vittima del mio
…castigo…
farfalla, poi rana
io lo so mi conosco
il mare è una tela
dipinta d’inchiostro
ma io non galleggio
anzi mi dimeno
non c’è niente di peggio
che morire da scemo
è acqua, la vita, di mare
non devo aver paura
anche se non so nuotare
basta avere premura
di rimanere abbastanza fermo
e il mare sosterrà il mio peso…
...in eterno...
fluiscono sotto l’ombra dei pioppi
primitive fantasie
e inutili astinenze.
Piange nella mia anima
il desiderio di reincarnazione
in un sasso
o in un granello di polvere.
E il mio cuore
sopravvive alla noia esistenziale
come un ponte vecchio
dove nessuno passa.
sapevo che doveva finire
che era un amore sbagliato.
Ma l’amore cresceva in me ci sono
stati giorni felici che mi sono
sentita amata desiderata mi sono sentita viva.
Avevamo un sogno che piano piano è
diventato un incubo adesso è
finita in un modo crudele.
Rimane indifferenza dopo aver
dato anche l’anima
ti guardi allo specchio.
Come è possibile che un amore
cosi grande da togliere il respiro
da impedirti di vivere può finire?
Cerchi di sorridere ma dietro quel
sorriso non c’e’ più felicità,
serenità, non c’e’ più nulla.
Finito il tempo di sorridere rimangono
lacrime…. ombre di un amore che
non sarebbe mai dovuto nascere.
Il dolore talmente grande che ti fa
diventare indifferente
a qualunque emozione.
il tempo che inesorabile vola
e scandisce i suoi attimi
in cui l'anima persa
poi si allevia e muta
dopo un impatto fragoroso
unita al cuore
e cambiano i pensieri
si corazza il carattere
Alcuni volti spariscono
svanendo nel vento
alcune voci soffocano
nell'oblio del tempo
altre immagini
danzano e scalciano
tra i ricordi sbiaditi
come piccole falene
intorno ad una luce fioca
che lentamente
si spegne
Nel tempo
ad ogni passo
scivola via
tutto ciò
che arrancava sugli specchi
spogliando l'anima
di false visioni e chimere
e si cresce
riempiendo il bagaglio della vita
a poco a poco
di un pezzetto di esperienza
Il tempo passa
cammina
ticchetta
in silenzio
non si arresta
al volere di qualcuno
lui non aspetta nessuno









