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Muove il ricordo dell'infinito
in noi parole di poesia.
Dimentichi d'eterno,
son piccoli i passi nostri
sul sentiero di pietre scheggiate
attraverso il gelido rivo
dell'esistenza.
In precario equilibrio,
fragili come neve,
a braccia aperte
e pronti al precipizio,
son uomini e mortali
le ombre frangiate
che tremano sulla corrente.
Nasce dalla vertigine
ciò che chiamiamo poesia;
poetica angoscia è quell'attimo
che precede la nostra caduta.
E mai nessuno vedrà la riva
che il cuore solo scorge,
innumerevoli sono le pietre
su cui il piede stanco cala.
L'infinito dal basso ricerca
le nostre ali deformi
per prenderci e riportarci
all'eterno cui apparteniamo.
Muove il ricordo dell'infinito
in noi parole di poesia.
Dimentichi d'eterno,
son piccoli i passi nostri
sul sentiero di pietre scheggiate
attraverso il gelido rivo
dell'esistenza.
In precario equilibrio,
fragili come neve,
a braccia aperte
e pronti al precipizio,
son uomini e mortali
le ombre frangiate
che tremano sulla corrente.
Nasce dalla vertigine
ciò che chiamiamo poesia;
poetica angoscia è quell'attimo
che precede la nostra caduta.
E mai nessuno vedrà la riva
che il cuore solo scorge,
innumerevoli sono le pietre
su cui il piede stanco cala.
L'infinito dal basso ricerca
le nostre ali deformi
per prenderci e riportarci
all'eterno cui apparteniamo.
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