raccolta in piccoli lembi d’anima
la bellezza esausta adagiata lieve
su ali a carezza di dolore lungo i silenzi
dipinti colmi ai margini del buio
nessuna paura svuotata d’esile angoscia
ma vergine memoria d’immagine schiusa
viva e delicata nella misura fragile della fede
morente vastità cosmica d’amata poesia.
amori,sorrisi,dolori,
affetti che non ritornano,
gioie, passioni,
amarezze, traguardi.
Le lancette della vita,
girano,
veloci.
Raccogliamo quello che c'è di più vero ed armonioso.
Le lancette girano,
la vita scorre....
Dio ascoltami
ho da chiedere qualcosa
in questo giorno
vicino alla Pasqua
te lo chiedo a nome
di ogni madre
e perdonami se la mente
mia sbarella.
Perchè un cuore di ragazzo
con gli occhi pieni di luce
e la gioia sprizzante sul viso
può morire senza
aver avuto il tempo
di guardare la felicità
del suo piccolo
da poco al mondo?
Dimmi io ti ascolto
qualsiasi sarà la risposta
non ti nego che oggi
vicino alla Pasqua
le mie lacrime sono tante
per quel ragazzo
che il mio cuor non conosce
ma come madre
lo piango.
non si finisce mai di lottare
il destino a volte gioca con le nostre vite,
si cade, ma ci si rialza sempre.
Il dolore ci cambia,
viviamo le emozioni
con un'altra prospettiva,
con dubbi ed incertezze.
Nonostante tutto, ci fa amare all'inverosimile,
la vita che prima sembrava un sogno
si trasforma in un incubo terribile,
che impedisce di vivere.
A volte
pensiamo di non farcela
la mente è intrappolata
a vecchi ricordi.
Finalmente dopo tanta sofferenza
sentiamo una forza sconosciuta dentro di noi,
sappiamo che si può uscire dall'incubo
che ci ha portati a sfiorare la morte.
E' arrivato il momento di tornare a vivere,
l'anima troverà pace, finalmente
la sofferenza lascerà spazio
ad attimi di felicità.
POESIA INSERITA NELL' ANTOLOGIA POETICA " SIGNORI E SIGNORI POESIA "
apro la finestra e appoggio i gomiti sul davanzale.
Dipanare di passi lenti
nelle vie ancora tiepide
e chiacchierate briose
tra i passanti.
Dirimpetto,
oltre i tetti,
si apre il vasto cielo puro,
rosso al tramonto.
E il sole morente
diffonde sul pavimento lunghe strie sottili
che si rompono contro gli spigoli dei mobili,
tremolando appena sul soffitto.
Mentre una luce soffusa
si riverbera nell’atmosfera
fino alle falde basse del camino,
vellutandone la lamiera fuligginosa
e rivestendo d’un colore azzurrino
le ceneri fredde dell’ultimo inverno.
mentre m'arresto in volo,
arreso al vento che timido mi pervade
s'instoriano le mani d'attinte aliene emozioni
dipinte dal grecale,
mentre un sole appena nato s'accartoccia
su rive pietrose ed aspre,
sponde d'un mare che burrascoso mi spinge in risacca
ed il mio domani, nato appena ieri,
mi colora (le ali), mentre pigolii striduli,
atteso l'inverno, annunciano l'arrivo di una nuova primavera
La notte è lunga
da passare
quando milioni di pensieri
non fanno più dormire.
Un lungo viaggio di ricordi
li metti in fila
ad uno a uno.
Tanto hai tempo
tutta la notte
è solo tua!
Povero diavolo
di un uomo
credevi di essere il migliore
ti hanno smontato
in un minuto
nemmeno il tempo di pensare
cos'era giusto da fare.
Volevi tutto in una volta
ora però l'ho hai capito
la vita vera
non è un sogno
è molto dura da digerire.
La notte è lunga
troppo profonda
a volte ti affonda
perché non era come volevi
e ti rinchiudi nei pensieri...
per coloro che ci umiliano,
per coloro che spacciano la stolta crudeltà per effimera goliardia.
Ti condurrò su un altopiano a strapiombo sul cielo fin quando non avrai imparato a sentirti libero,
ti porterò ad ascoltare le risate dei bambini fin quando non avrai imparato ad essere felice,
dovrai sentirmi parlare di te fin quando non avrai imparato a conoscerti ed amarti.
Il vento ha smesso di soffiare da quando non ha più avuto ali in volo da sorreggere,
capelli ordinati da scompigliare.
Odio sognare.
Odio le immagini trafitte dalla luce del giorno appena prima di tornare alla realtà,
odio l'aria vacua intorno a me, ed il nulla che la occupa.
Non era solo edonistica libidine, era un velo irrorato sulla fronte febbricitante,
era la felicità diversa da come prevista ma comunque perfetta, se non di più.
La pietà mi lacerava lentamente mentre la farfalla, segregata nella prigione d'ebano,
premeva contro la finestra credendo di possedere i tesori che ne stavano oltre.
Uno scudo vitreo li proteggeva dal suo desiderio di appropriarsene.
vedrai i tuoi occhi brillare,
non dare ascolto a parole
consumate trasportate dal vento
nell'attesa dietro il vetro.
Segui se puoi senza
dare all'occhio
il tuo cuore non tradisce
i tuoi passi
ma cammina al tuo fianco
e con te resta a guardare
i colori tenui dell'alba
e con te ascolta quella musica
che fa danzare
che trascina nel mondo magico
di un viaggio senza fine.
compie questo destino
azzarda un gioco bizzarro
con i miei vorrei
e i suoi progetti
Cammino tra la gente
respiro la tua mancanza
cercando il tuo sorriso
tra i tanti volti
e le voci squillanti
e la folla dei pensieri si muove
al ritmo di quesiti e risposte vane
i dubbi s'insinuano
tra i miei punti di vista
Gli occhi malinconici
viaggiano
sulle note della pioggia scrosciante
ed esondano pensieri
come barchette di carta
trascinate dall'acqua
verso mete lontane
luoghi che appartengono a te
Questo destino si diverte
m'illude
di effimere coincidenze
spero
sospiro
Intanto piove
e non ci sei
le lancette dell’orologio
scandiscono il tempo,
inesorabilmente,
sui crucci delle persone,
sui coppi dei tetti tribolati
e sulle strade angariate.
Il paese vive la sua vita invernale.
Le giornate e le notti si confondono,
l’ombra e il buio nascono senza violento contrasto.
Il mattino spruzza un po’ di chiaro nell’ombra
con la pigrizia annoiata di un compito eterno.
Nei vicoli fischiano le raffiche,
nei focolari fuligginosi
crepitano ceppi d’ulivi.
Radi capannelli di giovani,
avvolti nei loro giacconi,
il viso sprofondato nei baveri,
passano ore a guardarsi taciturni
o ad ascoltare la narrazione
di un fatto cui nessuno crede.
Un’eloquenza verbosa
affoga il garrulo discorrere
nella sapienza ubertosa
e in un arcaico fingere.
E l’immobilità dello spazio
trova il suo correttivo
nella dinamicità della fantasia.
tenermi la mano
quando il vento
trastulla l'erba nell'orto
all'ombra
del piccolo ciliegio.
Davanti alla
grande quercia,
una panca
fredda e sola
testimonia
il passar dei mesi
e delle stagioni.
E noi
guardiamo
il fiume
scorrere
a secondo degli
umori.
Mentre le case
sulle mura antiche,
attaccate e strette
come in un dipinto,
vegliano
I nostri giorni
e le notti.
Piange quest'aria corrotta
gioca con la sabbia
e il canto del vento
in un timido respiro.
E riposa la mente
i pensieri piano si annebbiano
in siffatto infelice mondo
dove tutto si offende
anche gli ideali.
Demolendo logiche infinite
sono solo ricordi le trascorse elegie
e senza distinzioni
tra i brusii oramai lontani
in un contorno amaro
d'eco di stelle
e il soffocato vivere liberi
muore l'amore.







