La mia anima
passeggia coscientemente
per le strade notturne
della città.
Viuzze e stradicciole
labirinti di sensazioni,
dolorosa nozione d’irrealtà
e finta esistenza.
Lunghe file di lampioni,
finestre illuminate e buie,
portoni chiusi e aperti,
sagome imprecise.
S’imbattono nel mio udito
frammenti verbali d’invidia,
lussuria e trivialità.
Come mormorii sussurrati
spiragli di luce
ondeggiano dentro la mia coscienza.
passeggia coscientemente
per le strade notturne
della città.
Viuzze e stradicciole
labirinti di sensazioni,
dolorosa nozione d’irrealtà
e finta esistenza.
Lunghe file di lampioni,
finestre illuminate e buie,
portoni chiusi e aperti,
sagome imprecise.
S’imbattono nel mio udito
frammenti verbali d’invidia,
lussuria e trivialità.
Come mormorii sussurrati
spiragli di luce
ondeggiano dentro la mia coscienza.
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Non ebbe futuro
il fiore rosso sbocciato
tra i sassi dei binari.
Fu polverizzato
dalla violenza
di un treno in corsa
verso una meta
già scomparsa nel nulla.
.
Della sua sorte
nessuno si accorse.
Neppure quegli appassiti
sogni di gloria
che ormai ostaggio
di idee confuse
viaggiavano ignari
nel bagaglio del tempo.
Dopo, tutto passa
e quel che ci lega
ai sentimenti
se sono sbagliati
nessuno li potrà
sostituire con quelli
veri, ridarceli indietro
per amore o desiderio
Niente e nessuno
potrà restituirci
quello che a cuore ci stà
che avremmo desiderato
per non sentir parlare
di noi, come persone
sbagliate
e quel che ci lega
ai sentimenti
se sono sbagliati
nessuno li potrà
sostituire con quelli
veri, ridarceli indietro
per amore o desiderio
Niente e nessuno
potrà restituirci
quello che a cuore ci stà
che avremmo desiderato
per non sentir parlare
di noi, come persone
sbagliate
Non cercare più
di fermare il vento
perché lui è più forte
ti può fare male.
Non dimenticare quelle parole
son state delle frecce
han trafitto il cuore.
Non cercare più
un sole oramai sparito
dietro una montagna
alta più del cielo.
Dentro questa nebbia
di un autunno strano
cade silenzioso ogni tuo pensiero.
Non cercare più
le parole al vento
lui le soffia via
oltre la muraglia...
di fermare il vento
perché lui è più forte
ti può fare male.
Non dimenticare quelle parole
son state delle frecce
han trafitto il cuore.
Non cercare più
un sole oramai sparito
dietro una montagna
alta più del cielo.
Dentro questa nebbia
di un autunno strano
cade silenzioso ogni tuo pensiero.
Non cercare più
le parole al vento
lui le soffia via
oltre la muraglia...
Guardati, nel silenzio
di una sera, spoglia
i pensieri
e di, specchiandoti
se hai sbagliato
se la tua voce è stata
ferma
a compiere passi
a non ferire
un cuore riflesso in uno
specchio, che piange
per il passo tra rotaie
arrugginite, di lacrime
perdute sull'immagine
tua, ove il vento
se ne è andato via
e più non tornerà
andandosene
senza perdonarti
di una sera, spoglia
i pensieri
e di, specchiandoti
se hai sbagliato
se la tua voce è stata
ferma
a compiere passi
a non ferire
un cuore riflesso in uno
specchio, che piange
per il passo tra rotaie
arrugginite, di lacrime
perdute sull'immagine
tua, ove il vento
se ne è andato via
e più non tornerà
andandosene
senza perdonarti
Stavo per scrivere una poesia bellissima, e lo sapevo.
L'alba maestosa all'orizzonte
sussurrava racconti antichi
e parole calde di conforto,
mi avvolgevano come coperta di miele caldo
mentre io, immobile contemplavo il paradiso
e mi meravigliavo.
Le onde erano sorelle maggiori
che potenti ed eleganti, vigilavano silenti la mia protezione,
per mantenermi complice nella loro dimensione mistica.
La sabbia era dolce mentre scivolava tra le dita.
Chiudendo gli occhi
sentivo la terra in festa gioire di musiche nuove,
sottofondo ideale per la mia esplorazione.
Ho viaggiato il mondo quella mattina.
E l'ho riconosciuto. Davvero
L'alba maestosa all'orizzonte
sussurrava racconti antichi
e parole calde di conforto,
mi avvolgevano come coperta di miele caldo
mentre io, immobile contemplavo il paradiso
e mi meravigliavo.
Le onde erano sorelle maggiori
che potenti ed eleganti, vigilavano silenti la mia protezione,
per mantenermi complice nella loro dimensione mistica.
La sabbia era dolce mentre scivolava tra le dita.
Chiudendo gli occhi
sentivo la terra in festa gioire di musiche nuove,
sottofondo ideale per la mia esplorazione.
Ho viaggiato il mondo quella mattina.
E l'ho riconosciuto. Davvero
E' assordante il rumore
del vuoto che riempie
i momenti
i giorni
i respiri
del far richieste
delle attese, mai cercate
del solo, che resta
del mare asciugato
in un cuore da pecora, da leone vestito
in un vento bianco di neve
nel volo di un angelo nero
sbattendo inviperito
dai suoni abbandonato
di urla, inveito.
Il rumore è assordante
svuota, tutt'intorno
prima di pensare al ritorno
in momenti
giorni
e respiri
che inermi, stanno per finire
del vuoto che riempie
i momenti
i giorni
i respiri
del far richieste
delle attese, mai cercate
del solo, che resta
del mare asciugato
in un cuore da pecora, da leone vestito
in un vento bianco di neve
nel volo di un angelo nero
sbattendo inviperito
dai suoni abbandonato
di urla, inveito.
Il rumore è assordante
svuota, tutt'intorno
prima di pensare al ritorno
in momenti
giorni
e respiri
che inermi, stanno per finire
Tempo eterno
e spazio infinito.
Nitida coscienza
di solitaria esistenza.
Nel vasto silenzio
peregrinano piccoli rumori,
non alterando la percezione
di sensazioni spirituali.
Ansia morale di lottare,
sforzo intellettuale di comprendere,
irrequieta aspirazione artistica
m’inducono a riflettere
su cose inutili,
vuote e lontane.
Uno strano insetto
cerca invano
il caldo ricordo di una luce
nelle oscure caverne dell’anima.
e spazio infinito.
Nitida coscienza
di solitaria esistenza.
Nel vasto silenzio
peregrinano piccoli rumori,
non alterando la percezione
di sensazioni spirituali.
Ansia morale di lottare,
sforzo intellettuale di comprendere,
irrequieta aspirazione artistica
m’inducono a riflettere
su cose inutili,
vuote e lontane.
Uno strano insetto
cerca invano
il caldo ricordo di una luce
nelle oscure caverne dell’anima.
Il buio, penetra nelle ossa, senza forma definita
entra in ogni fessura
trafigge gli occhi senza infastidire
cancella tutto, per ripartire
Nero, come la profondità, come l'universo
come un gesto avverso.
Il buio, copre la luce e diffonde il silenzio
come d'incanto merita rispetto
Nero come in un pozzo, come la notte
come in fondo al mare
Il buio, elimina le diversità
i colori, cambia i sentimenti
gli amori
Nero, come fuliggine, come fine di brace nel fuoco
come catrame vischioso,
come manto fumoso.
Il buio, saggia la paura
evoca lacrime e sente tremori di freddo.
Nero, tutt'intorno come ogni giorno.
entra in ogni fessura
trafigge gli occhi senza infastidire
cancella tutto, per ripartire
Nero, come la profondità, come l'universo
come un gesto avverso.
Il buio, copre la luce e diffonde il silenzio
come d'incanto merita rispetto
Nero come in un pozzo, come la notte
come in fondo al mare
Il buio, elimina le diversità
i colori, cambia i sentimenti
gli amori
Nero, come fuliggine, come fine di brace nel fuoco
come catrame vischioso,
come manto fumoso.
Il buio, saggia la paura
evoca lacrime e sente tremori di freddo.
Nero, tutt'intorno come ogni giorno.
Aria scura
e pioggia violenta.
Cuore oppresso
e ricordi trasformati in angosce.
Gelido sussulto
in cuneo di luce metallica
sul duro silenzio
e sul riposo dei corpi umani.
Sordo nerume
e sussurro prolungato
nel rimbombo del temporale
che si placa in larghe distanze.
Frantumi di luci
come respiri sospesi
feriscono l’anima.
e pioggia violenta.
Cuore oppresso
e ricordi trasformati in angosce.
Gelido sussulto
in cuneo di luce metallica
sul duro silenzio
e sul riposo dei corpi umani.
Sordo nerume
e sussurro prolungato
nel rimbombo del temporale
che si placa in larghe distanze.
Frantumi di luci
come respiri sospesi
feriscono l’anima.
Tragedie, tristi e ritrite
da non salvare
niente ragione, intenso vuoto
tristi racconti senza verità
con poca esultanza
molta incuria, da lacrimanti cuori
scarni contenuti, esili significati
commozioni bugiarde, aggettivi infantili
luoghi di leggende e favole
melense combinazioni
fumose, ipnotizzanti
da spavento.
Apro testi e dispero
dopo qualche riga
senza lasciar segno di un pianto
felice del riciclo che verrà.
da non salvare
niente ragione, intenso vuoto
tristi racconti senza verità
con poca esultanza
molta incuria, da lacrimanti cuori
scarni contenuti, esili significati
commozioni bugiarde, aggettivi infantili
luoghi di leggende e favole
melense combinazioni
fumose, ipnotizzanti
da spavento.
Apro testi e dispero
dopo qualche riga
senza lasciar segno di un pianto
felice del riciclo che verrà.
Lo stupore degli assolati orizzonti s’allontana
mentre i lucidi tramonti volgono le spalle all’accaduto, salutando il divenire.
Tornano i chiarori del mattino annebbiati di brina,
confusi da filari di luci che ingrigiscono le sere
di solitudini.
Gli arcobaleni in volo si confondono e si nascondono ancóra,
persuasi all’addio dall’orbita che – senzatempo – s’ellittica nel cosmo,
mentre ingannano l’unìsono
che alternano l’illusione del succedersi dei sogni e dei pensieri
all’incessante necessità d’Esistere.
mentre i lucidi tramonti volgono le spalle all’accaduto, salutando il divenire.
Tornano i chiarori del mattino annebbiati di brina,
confusi da filari di luci che ingrigiscono le sere
di solitudini.
Gli arcobaleni in volo si confondono e si nascondono ancóra,
persuasi all’addio dall’orbita che – senzatempo – s’ellittica nel cosmo,
mentre ingannano l’unìsono
che alternano l’illusione del succedersi dei sogni e dei pensieri
all’incessante necessità d’Esistere.
Tramonto azzurro verdastro
tendente al grigio bianco,
nebbia rosa spenta
nascosta dai monti.
Giro le spalle
alla finestra grigia,
ai gelidi vetri
e al sortilegio della penombra.
Una grande pace
si disperde fredda
nell’astratta aria autunnale.
Osservo e dimentico.
E come un oppio
m’invade
una tenue nostalgia.
Larve del declivio
e della dispersione,
ombre che riempiono la valle,
vestigia del destino.
Spettri sinistri,
serpenti d’antri assurdi
e d’emozioni perdute.
Incoerenze di sogni
aleggiano come pipistrelli
sulle passività dell’anima
e come vampiri
succhiano il sangue della sottomissione.
La mia esistenza
si perde nei miraggi,
nella vergogna delle cose reali
e nella miseria d’una vita dignitosa,
come un abisso scuro e vischioso.
Creo una filosofia
e la uso come un abito,
sogno una religione
e la indosso come una maschera.
La malizia dei giorni
e i capricci degli eventi
precipitano nel cuore,
avvelenandolo.
Al suono della grande orchestra
passo nel vortice delle danze
e nelle conversazioni del riposo
sotto gli sguardi sdegnosi ed estranei
degli organizzatori dello spettacolo.
e della dispersione,
ombre che riempiono la valle,
vestigia del destino.
Spettri sinistri,
serpenti d’antri assurdi
e d’emozioni perdute.
Incoerenze di sogni
aleggiano come pipistrelli
sulle passività dell’anima
e come vampiri
succhiano il sangue della sottomissione.
La mia esistenza
si perde nei miraggi,
nella vergogna delle cose reali
e nella miseria d’una vita dignitosa,
come un abisso scuro e vischioso.
Creo una filosofia
e la uso come un abito,
sogno una religione
e la indosso come una maschera.
La malizia dei giorni
e i capricci degli eventi
precipitano nel cuore,
avvelenandolo.
Al suono della grande orchestra
passo nel vortice delle danze
e nelle conversazioni del riposo
sotto gli sguardi sdegnosi ed estranei
degli organizzatori dello spettacolo.






