Fronde spinose sono le lunghe attese
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
6 commenti
Il sole aureola le nuvole
di una luce diffusa
e la chiarezza del giorno
soverchia ulivi e perastri dirupati.
Le colline affondano
in una polvere azzurrigna
che ne sfuma i profili.
Il borgo sonnecchiante
affiora dalla sua eterea stanchezza
e s’immerge nella campitura
del cielo giallastro,
come un intonaco vecchio
e sfinito dalle piogge,
sovrastando campi
di mais e grano,
gelsi e pioppi,
quasi soffocati
nelle prime foschie.
di una luce diffusa
e la chiarezza del giorno
soverchia ulivi e perastri dirupati.
Le colline affondano
in una polvere azzurrigna
che ne sfuma i profili.
Il borgo sonnecchiante
affiora dalla sua eterea stanchezza
e s’immerge nella campitura
del cielo giallastro,
come un intonaco vecchio
e sfinito dalle piogge,
sovrastando campi
di mais e grano,
gelsi e pioppi,
quasi soffocati
nelle prime foschie.
Terreno arido, secco
segnato dalla siccità, senza speranza
mai darà frutti.
Il contadino
con amore e passione
lavora giorno dopo giorno.
Dopo molto tempo e lavoro
quello stesso terreno
diventa un prato.
Il colore
verde
smeraldo.
Ricoperto quasi interamente
da un tappeto
di margherite bianche.
Quel terreno arido
e secco
darà dei frutti
segnato dalla siccità, senza speranza
mai darà frutti.
Il contadino
con amore e passione
lavora giorno dopo giorno.
Dopo molto tempo e lavoro
quello stesso terreno
diventa un prato.
Il colore
verde
smeraldo.
Ricoperto quasi interamente
da un tappeto
di margherite bianche.
Quel terreno arido
e secco
darà dei frutti
Tra tanti banchi
i più belli sono con i fiori
Richiamano l’attenzione i venditori
Fanno cornice intorno
bar bistrò ristorantini
Giordano al centro
Pensoso
Osserva in silenzio
tutta quella vita
che lì lo abbandonò
Sembra avvolto ancora dalle fiamme
di una passione antica
per il pensiero libero
e l‘infinito cosmo
S’avvolge nel mantello
mentre si spegne il sole
e la notte avanza
con le sue follie
i più belli sono con i fiori
Richiamano l’attenzione i venditori
Fanno cornice intorno
bar bistrò ristorantini
Giordano al centro
Pensoso
Osserva in silenzio
tutta quella vita
che lì lo abbandonò
Sembra avvolto ancora dalle fiamme
di una passione antica
per il pensiero libero
e l‘infinito cosmo
S’avvolge nel mantello
mentre si spegne il sole
e la notte avanza
con le sue follie
Al di fuori di strepiti appenninici
e di cinture di selve
svaniscono i pensieri coerenti,
fusi in fievoli ombre
di colline.
Aspri sentieri,
venuzze di bronzo,
selci celesti,
si sciolgono in turgidi calanchi
e affiorano, come da un caleidoscopio,
in filettature verdazzurre,
nella buccia rutilante
di fichi e mandorle.
Diradiamo dubbi
con sgomenti sospiri,
consegniamo al tempo
l'incapacità d'attendere.
Squarci di sole nel cielo,
ticchettando
sulla clessidra del vivere.
--
We dissipate doubts
with dismayed sights,
we commit to time
our inability to wait.
Sun breaks in the sky,
ticking
on life sandglass.
con sgomenti sospiri,
consegniamo al tempo
l'incapacità d'attendere.
Squarci di sole nel cielo,
ticchettando
sulla clessidra del vivere.
--
We dissipate doubts
with dismayed sights,
we commit to time
our inability to wait.
Sun breaks in the sky,
ticking
on life sandglass.
Quando il mattino scostò le copèrte
della notte, trovò sorpreso un idèa,
sorridente e così radiosa almèa
che le fattezze mostrava incèrte
Un vispo danzar di merletti cèlebra
quel giorno, mentre una strenna di lùce
coscienza rivela e confini addùce
la dove solenne c’era la tènebra
Si volta a salutare quel ricòrdo;
Un sorriso per quella fatuità,
un offerta per la sua vanità
e nel sole spiccò come il tòrdo
della notte, trovò sorpreso un idèa,
sorridente e così radiosa almèa
che le fattezze mostrava incèrte
Un vispo danzar di merletti cèlebra
quel giorno, mentre una strenna di lùce
coscienza rivela e confini addùce
la dove solenne c’era la tènebra
Si volta a salutare quel ricòrdo;
Un sorriso per quella fatuità,
un offerta per la sua vanità
e nel sole spiccò come il tòrdo
Passo dopo passo
il vuoto dentro
e fuori, devastante.
Osservo il viso della gente,
senza sorriso, preoccupati,
ansiosi.
La depressione
prende
il sopravvento.
Improvvisamente...
capisco
il mio cammino è finito.
Non ho
più nulla
da vedere qua.
Lo sguardo si perde
nel cielo immenso
oltre le nuvole.
Ci sarà molto da scoprire
una seconda vita
tutto sarà nuovo.
Volti ritrovati
oltre le nuvole
la vita riprende.
il vuoto dentro
e fuori, devastante.
Osservo il viso della gente,
senza sorriso, preoccupati,
ansiosi.
La depressione
prende
il sopravvento.
Improvvisamente...
capisco
il mio cammino è finito.
Non ho
più nulla
da vedere qua.
Lo sguardo si perde
nel cielo immenso
oltre le nuvole.
Ci sarà molto da scoprire
una seconda vita
tutto sarà nuovo.
Volti ritrovati
oltre le nuvole
la vita riprende.
Come il navigante, che solcò i mari
e tra le tempeste dominò i perigli,
che furon tanti e spesso a lui ignari,
ma un dì annegò, non avendo appigli;
così, son io, che tra delusioni vissi,
ma non mi persi tra i lor viluppi.
Oggi, stanco e con gli occhi fissi,
attendo con nostalgia gli sviluppi.
Un tentacolo pur piccolo mi strozza,
ormai il fiero destino mi sovrasta,
io mi dimeno, ma non ho più forza
e della mia vita il fumo sol mi resta.
E' Natale
se il cuore annega
nella carità
e i gesti vanno
a scaldare quell'uomo
infreddolito
con la solitudine nel cuore.
E' Natale
se riesci a far sorridere
chi da tempo
è impietrito dal dolore
di non saper
come vivere.
E' Natale solo
se l'amore penetra
dalle tue persiane.
se il cuore annega
nella carità
e i gesti vanno
a scaldare quell'uomo
infreddolito
con la solitudine nel cuore.
E' Natale
se riesci a far sorridere
chi da tempo
è impietrito dal dolore
di non saper
come vivere.
E' Natale solo
se l'amore penetra
dalle tue persiane.
Un sorriso cordiale abbellisce il viso di chi lo dona e per un attimo tace anche la sofferenza di chi lo gradisce.
La libertà è un’insegnante virtuosa, mentre la coercizione paralizza la mente e genera violenza. La libertà è figlia dell’aria.
Vivi da libero pensatore e da libero cittadino del mondo, ricordandoti sempre del fondamentale pensiero socratico: “Il vero sapere è sapere di non sapere”, nonché dell’esortazione “Conosci te stesso – Γνῶθι σεαυτόν –”, che può riassumere l’insegnamento di Socrate.
Quando i politicanti litigano, il popolo è il capro espiatorio dei predetti scellerati.
L’anarchia è la migliore forma di governo, ma gli uomini non sono ancora preparati a poter convivere in pace, condividendo in maniera sublime i tre sentimenti: la solidarietà, la libertà e la giustizia sociale.
Un buon libro è come un fiore profumato: orna ed olezza la casa, ma, soprattutto, l’animo di chi vi abita.
È facile senza riflettere impugnar la penna e scrivere o muovere le labbra e proferir parole a vanvera; far tutto questo, però, significa sparare senza mira e non colpire il segno.
Le ombre, talvolta, non sono meno importanti della luce.
Il mio pensiero, forse, non è gemello al tuo, ma della mia fatica cogli, se gradita, la sostanza.
Essere poveri non dipende da noi, ma dipende da noi far rispettare la nostra povertà.
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
La persona bene educata si distingue dalla maleducata in salotto, in camera da pranzo ed al tavolo da giuoco.
Vivere sulla terra è tanto pesante, che sembra paradiso l’inferno di Dante.
Io sono vivo perché scrivo. Poesia animi medicina. Ποίησις ψυχής φάρμακον.
Ho conosciuto la sofferenza, ma, invece di vendicarmi, ho aiutato i deboli.
Un forte desiderio diviene sogno, che poi il tempo traduce in realtà.
Non dire mai è troppo tardi, per questo è stata creata la morte.
Prenome, nome e titoli qui valgono niente, se ai posteri non lasci il bene della mente. (Da scrivere sul muro, sopra il cancello dei cimiteri.)
Gli elogi scritti sulle lapidi in ogni cimitero son per tre quarti falsi, forse un quarto è vero.
Un libro sa parlare bene al suo lettore, se lo stesso lettore vi si riconosce alla fine della lettura.
È meglio per l’uomo un nemico intelligente, che un amico stolto.
Renditi utile ai tuoi simili e così prolungherai la tua vita.
La storia potrebbe essere una grande maestra di vita, se noi non mettessimo più in pratica tutte le negatività dei nostri predecessori, ma non è così. Quindi, io credo che, se nelle scuole di ogni ordine e grado non si insegnasse più la storia (non magistra vitae, sed magistra bellorum sanctorum et non sanctorum, vinte da nessuno, nonché magistra di tante altre porcate politiche ed ecclesiali) e si requisissero anche films, giornali e quant’altro di nocivo, eroganti rispettivamente scene e notizie violente e pornografiche, in un tempo non lontano, forse, le future generazioni ne trarrebbero grande beneficio educativo. Se poi al predetto marciume si opponessero costruttive rappresentazioni ed azioni stimolanti, i semi positivi che sono già dentro di noi, come la fratellanza, la libertà, l’uguaglianza et cetera, germoglierebbero e noi, dimenticando e non tramandando più il nostro orrendo passato, forse potremmo davvero costruire una nuova società su solide fondamenta di pace, dove vivere e non a forza sopravvivere, come ancora oggi avviene. Avremmo reso così un ottimo servigio alle future generazioni.
La povertà causa la fame, ma, talvolta, anche la fama.
L’ideale politico dell’uomo non dovrebbe stare né a destra, né a sinistra. L’ideale politico è unico, è solo quello di amare e rispettare la collettività. Il contrario di quanto sopra scritto è dell’uomo ignorante ovvero del delinquente, che da parassita vive a discapito degli uomini onesti. L’uomo, che ha un ideale politico, è colui che si adopera con diligenza, come fa il buon padre di famiglia, ad attuare i programmi più idonei e confacenti alla piccola collettività, cioè alla sua famiglia, con mezzi buoni e dignitosi per raggiungere ottimi fini. Chi stimola la predetta virtù, poiché già la possiede, è veramente un uomo politico.
Chi sono i cosiddetti politicanti moderati? Mi viene in mente il “Brindisi di Girella” di Giuseppe Giusti. Sono esseri ambigui e parassiti, che fanno finta di stare nel mezzo, in modo di poter dare all’occasione, da veri girella, per interessi personali una mano a destra e l’altra a sinistra e ricevere favori dall’uno capo e dall’altro. Ho sempre ammirato chi, invece, nel bene o nel male, negativamente o positivamente agisce senza “falsa moderazione e con schiettezza”, concludendo poi a costo di qualsiasi sacrificio personale grandi azioni virtuose per la collettività (Gesù, Gandhi, Francesco d’Assisi, Martin Luther King etc.) ovvero commettendo atti dissoluti, depravati e delinquenziali nei confronti della società civile (la mafia etc.).
L’individuo deve essere assorbito dalla collettività, ma la collettività deve amarlo e rispettarlo.
La poesia è l’arte di dire più cose in meno spazio, la poesia scatena la fantasia, la poesia è pathos (πάθος), ma è anche anelito.
Il poeta deve proporsi l’utile per scopo, deve rappresentare le passioni attraverso un processo psicologico, ricavandone un insegnamento morale. Il poeta deve proporsi il vero per soggetto, deve, quindi, rappresentare l’uomo nel suo interiore più vero, scrutare l’intimo delle coscienze. Il poeta, infine, deve prefiggersi l’interessante per mezzo per rendere più facili e più estesi gli effetti della poesia, di guisa che interessino tutte le classi sociali, esercitando così una larga efficacia sulla coscienza collettiva. L’arte deve avere, infatti, una funzione educativa; se così non è, avrà fallito il suo nobile scopo e quindi arte non è.
Gli asili nido a volte sono tristi luoghi di penitenza infantile ed anche i ricoveri per gli anziani, talvolta, sono le anticamere dei cimiteri. Nei suddetti luoghi, come negli ospedali, con strutture idonee, dovrebbero operare veri e seri professionisti di spiccata umanità.
Sulla mia strada ho trovato spesso alunni svogliati ed io ho dovuto essere un modestissimo maestro. Avrei desiderato tanto incontrare grandi maestri per essere io un alunno. Sono stato comunque un piccolo allievo delle Muse e ne sono soddisfatto.
Le dita della mano sono tutte diverse; ma, quando agiscono, l’uno aiuta l’altro ed insieme portano a termine qualsiasi lavoro.
La grande felicità nella vita di un uomo consiste nel perdonare gli ingrati e donare un sorriso al viso dei suoi simili.
Le buone azioni purificano i cuori, la cattiveria li sporca.
Le ricchezze terrene non ci preservano dalla morte, né si possono portare all’altro mondo; perciò in terra possiamo accumulare altri tesori e poi depositarli nei cuori dei nostri simili.
Il racconto del sacrificio di Cristo sulla croce ci dà un precetto sublime, gli amministratori della sua chiesa, invece, per le loro falsità sono dei farisei; tali individui per me valgono quanto un fiammifero già acceso e consumato, ma, purtroppo, sono la zavorra, il danno più grande dell’intera umanità.
L’uomo porta la croce dalla nascita al morire ed il suo sembiante lo dimostra quando distende le braccia in posizione orizzontale. La croce dell’uomo è l’uomo stesso, per sé e per gli altri.
Non chiedere al bambino cosa vorrà fare da grande, perché se sarà un politico, un prete, un magistrato, uno spazzino o altro poco importa, se non avrà imparato prima di tutto a vivere ed a far vivere; quindi, a comportarsi da uomo solidale, libero e giusto. A questo dovrebbe tendere l’educazione dei genitori, questo dovrebbe prefiggersi la scuola attraverso l’insegnamento delle varie discipline, a questo dovrebbe mirare la società civile, agendo bene con i fatti e con le parole.
Ammiro Gesù Cristo, ma detesto il Dio, se esiste, che lo fece crocifiggere. Dio, ripeto, se esiste, protegge i delinquenti e tutti coloro che operano nel male. Gli amministratori della chiesa e i politicanti, infatti, ne sono un esempio eclatante. Fa soffrire, invece, coloro che amano il prossimo e vogliono lavorare e vivere onestamente da uomini semplici una semplice vita.
Molta gente quando parla non comunica, fa solo rumore; questa gente dovrebbe, prima di parlare, imparare ad ascoltare e poi, dopo aver pensato, esprimere a bassa voce la sua opinione.
I figli sono figli del tempo, non nostri. Noi possiamo amare i figli del tempo, che la natura per rinnovarsi mette gli stessi al mondo attraverso di noi, ma noi non possiamo mai possederli. Noi abbiamo il dovere di allevarli, di educarli e di istruirli, ma il loro tempo sarà il loro maestro; infatti, il nostro tempo non è il loro tempo. Se così non fosse, non ci sarebbe mai stata in terra l’evoluzione della vita in meglio o in peggio a seconda del tempo, dello spazio e degli accidenti.
Le istituzioni e gli uomini che le rappresentano sono caduti così in basso, ma tanto in basso, quanto sono alte dalla terra le stelle nell’universo.
L’orologio segna l’ora sbagliata, se il pendolo non funziona; così, il corpo umano perde il suo equilibrio, se il suo pendolo perde il giusto ritmo, che è, infatti, indice di buona salute.
I buoni libri sono concepiti da pensatori e si evolvono pian piano nella mente dello scrittore, che poi li partorisce e restano vivi nel tempo, dando degli insegnamenti. I cattivi libri sono sfornati da cattivi fornai, non da pensatori, in breve tempo e del loro pane si nutrono gli stupidi, che sono tanti; infatti, pagano per buono un alimento avariato, intossicando così la loro mente. Tali libri entrano facilmente da porta a porta nelle case e i loro scribacchini fanno soldi, perché questo è il loro unico scopo, ma la loro fine è quella dei giornali. I giornali, infatti, rifiuto di notizie impresse nella carta, dopo una sommaria lettura si buttano nell’immondizia, perché sono irritanti anche per pulirsi il culo. Ahimè! Quanta carta, che potrebbe essere igienica, si perde inutilmente. Che spreco! Io non ho letto giornali quotidianamente, ma quelle poche volte che l’ho fatto, mi è servito solo per potere criticare gli stessi per dire ed affermare oggi quello che già ho sopra scritto. I miei giornali quotidiani sono stati i cittadini di varie estrazioni sociali, con i quali sono venuto a contatto; così ho conosciuto attraverso le loro parole, qual era la loro vita, le difficoltà delle loro famiglie, perché sotto la lingua è nascosto l’uomo e prima o poi, dialogando, si apre a chi sa ascoltarlo. Sono stato un attento ascoltatore dei bisogni altrui e, svolgendo il mio quotidiano lavoro, mi sono adoperato, in silenzio, per quanto ho potuto, ad alleviarli.
La salute del corpo è direttamente proporzionale al silenzio dei suoi organi, come l’educazione civica e l’educazione politica sono direttamente proporzionali al silenzio delle istituzioni e del popolo.
La scala che sale sul Parnaso contiene moltissimi gradini ed io ho sollevato a stento il piede destro, che poggia appena sul suo primo gradino.
Chi sa leggere i libri, lasciatici dai buoni scrittori, impara tutto ciò che occorre per saper vivere bene e in buona armonia col prossimo. Si dice che i morti aprano gli occhi ai vivi; è vero, infatti, l’esperienza di quelli che ci hanno preceduto dovrebbe essere guida al vivere civile e solidale.
Come può un maestro chiamarsi tale, se attraverso l’insegnamento delle varie discipline le sue parole e i suoi atti non generano anche lezioni di vita. Maestro è colui che sollecita la mente dei discenti alla conoscenza senza che questi se ne rendano conto così, come fa il vento quando muove degli alberi le foglie.
L’uomo, degno di tale appellativo, non è altezzoso con gli inferiori e non striscia mai ai piedi dei superiori. Questo è stato il mio comportamento durante tutte le mie attività lavorative.
Gli uomini politici dicono sempre di avere ereditato tante cose guaste da chi ha prima governato, ma, poi, venuti al potere, non si adoperano di emendarle; credo, infatti, che siano altrettanto o più colpevoli dei loro predecessori, che le hanno provocato. Che delinquenti! Siamo governati da delinquenti professionisti! “O tempora, o mores!” gridava, esasperato, Cicerone nella sua prima Catilinaria.
La natura è madre e matrigna: ossigena e ossida nello stesso tempo.
L’istruzione innaffia i semi che sono in te, l’educazione li fa crescere bene.
Il fallimento, talvolta, stimola la maturità.
La parità tra gli uomini, forse, è impossibile da raggiungere; le differenze tra gli stessi esistono e credo che esisteranno sempre, ma vanno rispettate. Procedendo in questo modo, credo che si può vivere lo stesso in armonia.
Ho respinto ogni atto che ho ritenuto ignobile per me e per i miei simili. Sono stato, pertanto, isolato e biasimato dalla massa. Credo, comunque, che era necessario non infangarsi e, così agendo, penso di aver dato anch’ io un onesto contributo alla società.
La più grande sventura che possa subire l’uomo è l’inesistenza di Dio, in cui ha fede in tutti i sensi. Pertanto, oltre che una grande sciagura di per sé, è un tradimento, perpetrato ai danni delle popolazioni ignoranti e deboli, nonché una truffa commessa dagli amministratori della chiesa cattolica, ma anche dalle chiese delle altre religioni, che hanno da secoli inculcato questo assurdo convincimento non basato su prove o dimostrazioni, traendone credito, potere e benessere economico a discapito delle predette popolazioni. Ma siccome nessuno dall’aldilà ci ha mai rivelato la verità, i predetti amministratori non sono condannabili per i reati, cui ho sopra fatto cenno. Come il sacrificio dell’uomo sulla croce potrebbe essere un racconto vero o non vero, ma di messaggio forte ed umano si tratta, degno di essere veramente applicato dall’uomo per vivere in pace sulla terra; così, la fede in Dio, a prescindere dalla sua esistenza o inesistenza, sulla terra porta un filo di speranza, un’illusione, all’uomo disperato, rendendolo, talvolta, più docile e tollerante verso di sé e verso gli altri. Quindi credere in un essere superiore a noi non fa male; fanno male all’uomo, invece, come ho scritto in altre parti, gli esempi deleteri, che gli amministratori della chiesa diedero, hanno dato e danno quotidianamente.
L’amore è il motivo dominante che più di ogni altro muove e commuove la vita dell’uomo. Chi non ama, seppur vivo, è morto.
Per percepire la bellezza del mondo naturale e viverla pienamente bisogna amare con tutte le proprie forze. L’amore, infatti, è il tema precipuo dei miei scritti.
Tutti gli esseri animati producono letame, ma l’uomo spicca tra tutti i predetti esseri perché, oltre che dai consueti canali escretori, lo produce spesso in abbondanza anche dalla bocca.
L’uomo si conosce dalle azioni compiute, come l’albero dai frutti che produce.
Il denaro dovrebbe essere il servo dell’uomo, ma spesso da servo diventa il suo padrone. Lo stesso di può dire del popolo italiano, che, eleggendo i feticci di qualsiasi partito, da sovrano, secondo la Costituzione, diviene servo.
La Morte incalza l’uomo appena nasce, ma se non riesce ad afferrarlo con la sua falce, la Vita alla germana rende un gran servigio, dando sofferenza all’inseguito, finché, stanco e disperato, poi si ferma, anelando ad essere al più presto avvolto nel nero manto della smunta donna.
Tutti i miei scritti inseriti in questo sito sono stati pubblicati da vari Editori dal 1971 al 2014.
La libertà è un’insegnante virtuosa, mentre la coercizione paralizza la mente e genera violenza. La libertà è figlia dell’aria.
Vivi da libero pensatore e da libero cittadino del mondo, ricordandoti sempre del fondamentale pensiero socratico: “Il vero sapere è sapere di non sapere”, nonché dell’esortazione “Conosci te stesso – Γνῶθι σεαυτόν –”, che può riassumere l’insegnamento di Socrate.
Quando i politicanti litigano, il popolo è il capro espiatorio dei predetti scellerati.
L’anarchia è la migliore forma di governo, ma gli uomini non sono ancora preparati a poter convivere in pace, condividendo in maniera sublime i tre sentimenti: la solidarietà, la libertà e la giustizia sociale.
Un buon libro è come un fiore profumato: orna ed olezza la casa, ma, soprattutto, l’animo di chi vi abita.
È facile senza riflettere impugnar la penna e scrivere o muovere le labbra e proferir parole a vanvera; far tutto questo, però, significa sparare senza mira e non colpire il segno.
Le ombre, talvolta, non sono meno importanti della luce.
Il mio pensiero, forse, non è gemello al tuo, ma della mia fatica cogli, se gradita, la sostanza.
Essere poveri non dipende da noi, ma dipende da noi far rispettare la nostra povertà.
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
La persona bene educata si distingue dalla maleducata in salotto, in camera da pranzo ed al tavolo da giuoco.
Vivere sulla terra è tanto pesante, che sembra paradiso l’inferno di Dante.
Io sono vivo perché scrivo. Poesia animi medicina. Ποίησις ψυχής φάρμακον.
Ho conosciuto la sofferenza, ma, invece di vendicarmi, ho aiutato i deboli.
Un forte desiderio diviene sogno, che poi il tempo traduce in realtà.
Non dire mai è troppo tardi, per questo è stata creata la morte.
Prenome, nome e titoli qui valgono niente, se ai posteri non lasci il bene della mente. (Da scrivere sul muro, sopra il cancello dei cimiteri.)
Gli elogi scritti sulle lapidi in ogni cimitero son per tre quarti falsi, forse un quarto è vero.
Un libro sa parlare bene al suo lettore, se lo stesso lettore vi si riconosce alla fine della lettura.
È meglio per l’uomo un nemico intelligente, che un amico stolto.
Renditi utile ai tuoi simili e così prolungherai la tua vita.
La storia potrebbe essere una grande maestra di vita, se noi non mettessimo più in pratica tutte le negatività dei nostri predecessori, ma non è così. Quindi, io credo che, se nelle scuole di ogni ordine e grado non si insegnasse più la storia (non magistra vitae, sed magistra bellorum sanctorum et non sanctorum, vinte da nessuno, nonché magistra di tante altre porcate politiche ed ecclesiali) e si requisissero anche films, giornali e quant’altro di nocivo, eroganti rispettivamente scene e notizie violente e pornografiche, in un tempo non lontano, forse, le future generazioni ne trarrebbero grande beneficio educativo. Se poi al predetto marciume si opponessero costruttive rappresentazioni ed azioni stimolanti, i semi positivi che sono già dentro di noi, come la fratellanza, la libertà, l’uguaglianza et cetera, germoglierebbero e noi, dimenticando e non tramandando più il nostro orrendo passato, forse potremmo davvero costruire una nuova società su solide fondamenta di pace, dove vivere e non a forza sopravvivere, come ancora oggi avviene. Avremmo reso così un ottimo servigio alle future generazioni.
La povertà causa la fame, ma, talvolta, anche la fama.
L’ideale politico dell’uomo non dovrebbe stare né a destra, né a sinistra. L’ideale politico è unico, è solo quello di amare e rispettare la collettività. Il contrario di quanto sopra scritto è dell’uomo ignorante ovvero del delinquente, che da parassita vive a discapito degli uomini onesti. L’uomo, che ha un ideale politico, è colui che si adopera con diligenza, come fa il buon padre di famiglia, ad attuare i programmi più idonei e confacenti alla piccola collettività, cioè alla sua famiglia, con mezzi buoni e dignitosi per raggiungere ottimi fini. Chi stimola la predetta virtù, poiché già la possiede, è veramente un uomo politico.
Chi sono i cosiddetti politicanti moderati? Mi viene in mente il “Brindisi di Girella” di Giuseppe Giusti. Sono esseri ambigui e parassiti, che fanno finta di stare nel mezzo, in modo di poter dare all’occasione, da veri girella, per interessi personali una mano a destra e l’altra a sinistra e ricevere favori dall’uno capo e dall’altro. Ho sempre ammirato chi, invece, nel bene o nel male, negativamente o positivamente agisce senza “falsa moderazione e con schiettezza”, concludendo poi a costo di qualsiasi sacrificio personale grandi azioni virtuose per la collettività (Gesù, Gandhi, Francesco d’Assisi, Martin Luther King etc.) ovvero commettendo atti dissoluti, depravati e delinquenziali nei confronti della società civile (la mafia etc.).
L’individuo deve essere assorbito dalla collettività, ma la collettività deve amarlo e rispettarlo.
La poesia è l’arte di dire più cose in meno spazio, la poesia scatena la fantasia, la poesia è pathos (πάθος), ma è anche anelito.
Il poeta deve proporsi l’utile per scopo, deve rappresentare le passioni attraverso un processo psicologico, ricavandone un insegnamento morale. Il poeta deve proporsi il vero per soggetto, deve, quindi, rappresentare l’uomo nel suo interiore più vero, scrutare l’intimo delle coscienze. Il poeta, infine, deve prefiggersi l’interessante per mezzo per rendere più facili e più estesi gli effetti della poesia, di guisa che interessino tutte le classi sociali, esercitando così una larga efficacia sulla coscienza collettiva. L’arte deve avere, infatti, una funzione educativa; se così non è, avrà fallito il suo nobile scopo e quindi arte non è.
Gli asili nido a volte sono tristi luoghi di penitenza infantile ed anche i ricoveri per gli anziani, talvolta, sono le anticamere dei cimiteri. Nei suddetti luoghi, come negli ospedali, con strutture idonee, dovrebbero operare veri e seri professionisti di spiccata umanità.
Sulla mia strada ho trovato spesso alunni svogliati ed io ho dovuto essere un modestissimo maestro. Avrei desiderato tanto incontrare grandi maestri per essere io un alunno. Sono stato comunque un piccolo allievo delle Muse e ne sono soddisfatto.
Le dita della mano sono tutte diverse; ma, quando agiscono, l’uno aiuta l’altro ed insieme portano a termine qualsiasi lavoro.
La grande felicità nella vita di un uomo consiste nel perdonare gli ingrati e donare un sorriso al viso dei suoi simili.
Le buone azioni purificano i cuori, la cattiveria li sporca.
Le ricchezze terrene non ci preservano dalla morte, né si possono portare all’altro mondo; perciò in terra possiamo accumulare altri tesori e poi depositarli nei cuori dei nostri simili.
Il racconto del sacrificio di Cristo sulla croce ci dà un precetto sublime, gli amministratori della sua chiesa, invece, per le loro falsità sono dei farisei; tali individui per me valgono quanto un fiammifero già acceso e consumato, ma, purtroppo, sono la zavorra, il danno più grande dell’intera umanità.
L’uomo porta la croce dalla nascita al morire ed il suo sembiante lo dimostra quando distende le braccia in posizione orizzontale. La croce dell’uomo è l’uomo stesso, per sé e per gli altri.
Non chiedere al bambino cosa vorrà fare da grande, perché se sarà un politico, un prete, un magistrato, uno spazzino o altro poco importa, se non avrà imparato prima di tutto a vivere ed a far vivere; quindi, a comportarsi da uomo solidale, libero e giusto. A questo dovrebbe tendere l’educazione dei genitori, questo dovrebbe prefiggersi la scuola attraverso l’insegnamento delle varie discipline, a questo dovrebbe mirare la società civile, agendo bene con i fatti e con le parole.
Ammiro Gesù Cristo, ma detesto il Dio, se esiste, che lo fece crocifiggere. Dio, ripeto, se esiste, protegge i delinquenti e tutti coloro che operano nel male. Gli amministratori della chiesa e i politicanti, infatti, ne sono un esempio eclatante. Fa soffrire, invece, coloro che amano il prossimo e vogliono lavorare e vivere onestamente da uomini semplici una semplice vita.
Molta gente quando parla non comunica, fa solo rumore; questa gente dovrebbe, prima di parlare, imparare ad ascoltare e poi, dopo aver pensato, esprimere a bassa voce la sua opinione.
I figli sono figli del tempo, non nostri. Noi possiamo amare i figli del tempo, che la natura per rinnovarsi mette gli stessi al mondo attraverso di noi, ma noi non possiamo mai possederli. Noi abbiamo il dovere di allevarli, di educarli e di istruirli, ma il loro tempo sarà il loro maestro; infatti, il nostro tempo non è il loro tempo. Se così non fosse, non ci sarebbe mai stata in terra l’evoluzione della vita in meglio o in peggio a seconda del tempo, dello spazio e degli accidenti.
Le istituzioni e gli uomini che le rappresentano sono caduti così in basso, ma tanto in basso, quanto sono alte dalla terra le stelle nell’universo.
L’orologio segna l’ora sbagliata, se il pendolo non funziona; così, il corpo umano perde il suo equilibrio, se il suo pendolo perde il giusto ritmo, che è, infatti, indice di buona salute.
I buoni libri sono concepiti da pensatori e si evolvono pian piano nella mente dello scrittore, che poi li partorisce e restano vivi nel tempo, dando degli insegnamenti. I cattivi libri sono sfornati da cattivi fornai, non da pensatori, in breve tempo e del loro pane si nutrono gli stupidi, che sono tanti; infatti, pagano per buono un alimento avariato, intossicando così la loro mente. Tali libri entrano facilmente da porta a porta nelle case e i loro scribacchini fanno soldi, perché questo è il loro unico scopo, ma la loro fine è quella dei giornali. I giornali, infatti, rifiuto di notizie impresse nella carta, dopo una sommaria lettura si buttano nell’immondizia, perché sono irritanti anche per pulirsi il culo. Ahimè! Quanta carta, che potrebbe essere igienica, si perde inutilmente. Che spreco! Io non ho letto giornali quotidianamente, ma quelle poche volte che l’ho fatto, mi è servito solo per potere criticare gli stessi per dire ed affermare oggi quello che già ho sopra scritto. I miei giornali quotidiani sono stati i cittadini di varie estrazioni sociali, con i quali sono venuto a contatto; così ho conosciuto attraverso le loro parole, qual era la loro vita, le difficoltà delle loro famiglie, perché sotto la lingua è nascosto l’uomo e prima o poi, dialogando, si apre a chi sa ascoltarlo. Sono stato un attento ascoltatore dei bisogni altrui e, svolgendo il mio quotidiano lavoro, mi sono adoperato, in silenzio, per quanto ho potuto, ad alleviarli.
La salute del corpo è direttamente proporzionale al silenzio dei suoi organi, come l’educazione civica e l’educazione politica sono direttamente proporzionali al silenzio delle istituzioni e del popolo.
La scala che sale sul Parnaso contiene moltissimi gradini ed io ho sollevato a stento il piede destro, che poggia appena sul suo primo gradino.
Chi sa leggere i libri, lasciatici dai buoni scrittori, impara tutto ciò che occorre per saper vivere bene e in buona armonia col prossimo. Si dice che i morti aprano gli occhi ai vivi; è vero, infatti, l’esperienza di quelli che ci hanno preceduto dovrebbe essere guida al vivere civile e solidale.
Come può un maestro chiamarsi tale, se attraverso l’insegnamento delle varie discipline le sue parole e i suoi atti non generano anche lezioni di vita. Maestro è colui che sollecita la mente dei discenti alla conoscenza senza che questi se ne rendano conto così, come fa il vento quando muove degli alberi le foglie.
L’uomo, degno di tale appellativo, non è altezzoso con gli inferiori e non striscia mai ai piedi dei superiori. Questo è stato il mio comportamento durante tutte le mie attività lavorative.
Gli uomini politici dicono sempre di avere ereditato tante cose guaste da chi ha prima governato, ma, poi, venuti al potere, non si adoperano di emendarle; credo, infatti, che siano altrettanto o più colpevoli dei loro predecessori, che le hanno provocato. Che delinquenti! Siamo governati da delinquenti professionisti! “O tempora, o mores!” gridava, esasperato, Cicerone nella sua prima Catilinaria.
La natura è madre e matrigna: ossigena e ossida nello stesso tempo.
L’istruzione innaffia i semi che sono in te, l’educazione li fa crescere bene.
Il fallimento, talvolta, stimola la maturità.
La parità tra gli uomini, forse, è impossibile da raggiungere; le differenze tra gli stessi esistono e credo che esisteranno sempre, ma vanno rispettate. Procedendo in questo modo, credo che si può vivere lo stesso in armonia.
Ho respinto ogni atto che ho ritenuto ignobile per me e per i miei simili. Sono stato, pertanto, isolato e biasimato dalla massa. Credo, comunque, che era necessario non infangarsi e, così agendo, penso di aver dato anch’ io un onesto contributo alla società.
La più grande sventura che possa subire l’uomo è l’inesistenza di Dio, in cui ha fede in tutti i sensi. Pertanto, oltre che una grande sciagura di per sé, è un tradimento, perpetrato ai danni delle popolazioni ignoranti e deboli, nonché una truffa commessa dagli amministratori della chiesa cattolica, ma anche dalle chiese delle altre religioni, che hanno da secoli inculcato questo assurdo convincimento non basato su prove o dimostrazioni, traendone credito, potere e benessere economico a discapito delle predette popolazioni. Ma siccome nessuno dall’aldilà ci ha mai rivelato la verità, i predetti amministratori non sono condannabili per i reati, cui ho sopra fatto cenno. Come il sacrificio dell’uomo sulla croce potrebbe essere un racconto vero o non vero, ma di messaggio forte ed umano si tratta, degno di essere veramente applicato dall’uomo per vivere in pace sulla terra; così, la fede in Dio, a prescindere dalla sua esistenza o inesistenza, sulla terra porta un filo di speranza, un’illusione, all’uomo disperato, rendendolo, talvolta, più docile e tollerante verso di sé e verso gli altri. Quindi credere in un essere superiore a noi non fa male; fanno male all’uomo, invece, come ho scritto in altre parti, gli esempi deleteri, che gli amministratori della chiesa diedero, hanno dato e danno quotidianamente.
L’amore è il motivo dominante che più di ogni altro muove e commuove la vita dell’uomo. Chi non ama, seppur vivo, è morto.
Per percepire la bellezza del mondo naturale e viverla pienamente bisogna amare con tutte le proprie forze. L’amore, infatti, è il tema precipuo dei miei scritti.
Tutti gli esseri animati producono letame, ma l’uomo spicca tra tutti i predetti esseri perché, oltre che dai consueti canali escretori, lo produce spesso in abbondanza anche dalla bocca.
L’uomo si conosce dalle azioni compiute, come l’albero dai frutti che produce.
Il denaro dovrebbe essere il servo dell’uomo, ma spesso da servo diventa il suo padrone. Lo stesso di può dire del popolo italiano, che, eleggendo i feticci di qualsiasi partito, da sovrano, secondo la Costituzione, diviene servo.
La Morte incalza l’uomo appena nasce, ma se non riesce ad afferrarlo con la sua falce, la Vita alla germana rende un gran servigio, dando sofferenza all’inseguito, finché, stanco e disperato, poi si ferma, anelando ad essere al più presto avvolto nel nero manto della smunta donna.
Tutti i miei scritti inseriti in questo sito sono stati pubblicati da vari Editori dal 1971 al 2014.
Sei solitudine
che guarda il cielo,
un'emozione che diventa esistenza,
un'onda che a riva impazza
un urlo che al cielo singhiozza.
Vivi di poesia
e il tuo spettacolo è infinito,
marosi argentati assetati,
sussulti alla luna,
sorseggi notti d'amore
e intrecci echi e paure.
Ora immagina,
si ti è concesso....
Immagina di camminare scalzo
nel cuore di una fanciulla e di
spaziare libero e leggero.
Lei è la tua favola,
la Primavera,
la rosa rossa
il sogno e il tuo pensiero.
All'improvviso
con un gemito confuso
cambi rotta in balia dell'inquietudine,
come una foglia soffri il gelo,
soffri le ombre,
il rifiuto e piove,
piove di amarezza...
Rimani nascosto
nelle ombre dei lamenti,
vorresti tornare!
Ma lei ora è come un'altalena
e tu dondoli
nell'indifferenza del suo cuore.
che guarda il cielo,
un'emozione che diventa esistenza,
un'onda che a riva impazza
un urlo che al cielo singhiozza.
Vivi di poesia
e il tuo spettacolo è infinito,
marosi argentati assetati,
sussulti alla luna,
sorseggi notti d'amore
e intrecci echi e paure.
Ora immagina,
si ti è concesso....
Immagina di camminare scalzo
nel cuore di una fanciulla e di
spaziare libero e leggero.
Lei è la tua favola,
la Primavera,
la rosa rossa
il sogno e il tuo pensiero.
All'improvviso
con un gemito confuso
cambi rotta in balia dell'inquietudine,
come una foglia soffri il gelo,
soffri le ombre,
il rifiuto e piove,
piove di amarezza...
Rimani nascosto
nelle ombre dei lamenti,
vorresti tornare!
Ma lei ora è come un'altalena
e tu dondoli
nell'indifferenza del suo cuore.
C'e' un Abete
che ogni notte
trattiene negli occhi
un cielo di stelle.
In attesa di carezze
raccoglie le stagioni.
Spoglio di silenzio
appende freddo e luci rosse,
traccia memorie e
stille di ricordi.
Fiorirà nei canti
e negli occhi dei passanti
e sarà come a Natale!
Per poi tornare
fantasma
senza voce e senza poesia
nei silenzi delle labbra
e nella via.

che ogni notte
trattiene negli occhi
un cielo di stelle.
In attesa di carezze
raccoglie le stagioni.
Spoglio di silenzio
appende freddo e luci rosse,
traccia memorie e
stille di ricordi.
Fiorirà nei canti
e negli occhi dei passanti
e sarà come a Natale!
Per poi tornare
fantasma
senza voce e senza poesia
nei silenzi delle labbra
e nella via.

Non so mentire,
non so pensare,
non so volere.
Sono la periferia
di una città inesistente,
il commento prolisso
a un libro non scritto.
E come pazzia gracidante
dell’universo morto,
cadavere ruotante
dello spazio fisico,
la mia bandiera anonima
fluttua nel vento della sera.
Da una botola
precipito nello spazio infinito
in una caduta senza direzione.
Il mio pensiero non contiene raziocini,
la mia esistenza non ha emozioni.
La mia anima
è un antro nero,
un pozzo senza pareti,
una vasta voragine
intorno al nulla.
E come un sottile movimento della trepidazione
l’intimo linguaggio della mia coscienza
naviga tra assurdi suoni dell’inquietudine.
non so pensare,
non so volere.
Sono la periferia
di una città inesistente,
il commento prolisso
a un libro non scritto.
E come pazzia gracidante
dell’universo morto,
cadavere ruotante
dello spazio fisico,
la mia bandiera anonima
fluttua nel vento della sera.
Da una botola
precipito nello spazio infinito
in una caduta senza direzione.
Il mio pensiero non contiene raziocini,
la mia esistenza non ha emozioni.
La mia anima
è un antro nero,
un pozzo senza pareti,
una vasta voragine
intorno al nulla.
E come un sottile movimento della trepidazione
l’intimo linguaggio della mia coscienza
naviga tra assurdi suoni dell’inquietudine.





