A mio figlio a scuola lo bocceranno
così come io sono stato bocciato dalla vita.
Mio figlio è il prodotto dei miei esami
e quando porterà a casa la pagella
non potrò neanche sgridarlo
o portarmi ad esempio
perché sono stato io ad aver creato tutto questo.
Mio figlio sarà respinto
così come la vita mi ha prescritto
non tanto per i demeriti
ma per avere sputato sulle opportunità.
Ho pensato di seguire scie luminose
ho disertato interrogazioni
sono fuggito davanti ai problemi
e oggi lo sguardo di mio padre
m'insegue come una lucertola
nei cunicoli delle perplessità
Mio figlio a scuola sarà bocciato
così come è già stato per me
alla sua età volevo fare il calciatore
preferivo un campo da gioco
al lavoro, studio, sudore e sacrificio
o forse non sapevo bene cosa volevo
e l’ho accettato chinando il capo
respirando il puzzo del lavoro.
Adesso che ho mezzo secolo di vita
con il viso stanco e piegato su me stesso
guardo il mondo
che sta crollando alle mie spalle
in bocca si sciolgono le parole
e camminando sul filo delle mie banalità
fatico a capire se sono io il figlio o il papà.
così come io sono stato bocciato dalla vita.
Mio figlio è il prodotto dei miei esami
e quando porterà a casa la pagella
non potrò neanche sgridarlo
o portarmi ad esempio
perché sono stato io ad aver creato tutto questo.
Mio figlio sarà respinto
così come la vita mi ha prescritto
non tanto per i demeriti
ma per avere sputato sulle opportunità.
Ho pensato di seguire scie luminose
ho disertato interrogazioni
sono fuggito davanti ai problemi
e oggi lo sguardo di mio padre
m'insegue come una lucertola
nei cunicoli delle perplessità
Mio figlio a scuola sarà bocciato
così come è già stato per me
alla sua età volevo fare il calciatore
preferivo un campo da gioco
al lavoro, studio, sudore e sacrificio
o forse non sapevo bene cosa volevo
e l’ho accettato chinando il capo
respirando il puzzo del lavoro.
Adesso che ho mezzo secolo di vita
con il viso stanco e piegato su me stesso
guardo il mondo
che sta crollando alle mie spalle
in bocca si sciolgono le parole
e camminando sul filo delle mie banalità
fatico a capire se sono io il figlio o il papà.
5 commenti
Verrà la sera
e nutriremo di miele
i nostri sogni.
Tra le rose smarrite
d’un attonito novembre
asciugheremo lacrime
nei colori boreali
del bosco incantato.
Verrà l’inverno
e i pensieri danzeranno
in vuoti rigagnoli.
Come nei mugugni smorzati
d’un ricordo sbiadito
sbocceranno promesse
tra i ciottoli
di parole non dette.
Arriverà l’aurora
come un Cristo risorto.
Desideri e speranze
risaliranno il gorgo
nel freddo mattino.
E tra i fiori rutilanti
del crepuscolo
rinasceranno primitive passioni.
Ci saranno altre sere
a rinverdire i nostri pensieri…
E torneranno altri inverni
a ridestare i sogni.
e nutriremo di miele
i nostri sogni.
Tra le rose smarrite
d’un attonito novembre
asciugheremo lacrime
nei colori boreali
del bosco incantato.
Verrà l’inverno
e i pensieri danzeranno
in vuoti rigagnoli.
Come nei mugugni smorzati
d’un ricordo sbiadito
sbocceranno promesse
tra i ciottoli
di parole non dette.
Arriverà l’aurora
come un Cristo risorto.
Desideri e speranze
risaliranno il gorgo
nel freddo mattino.
E tra i fiori rutilanti
del crepuscolo
rinasceranno primitive passioni.
Ci saranno altre sere
a rinverdire i nostri pensieri…
E torneranno altri inverni
a ridestare i sogni.
E' guardando il cielo
che hanno vita i miei pensieri,
con le nuvole sospese
come pagine di un diario,
ricordo ...ne custodivano i segreti
ora ne guardo il passaggio.
Quante piume bianche e delicate
a forma di ciuffi e di cotone increspate,
senza ombre, trasparenti e tondeggianti,
estese e piatte e ad onde del mare,
il più delle volte compatte e scure
temporalesche, paurose, minacciose
poi incantate uguali all'alba e al tramonto
rosate e turchesi,
oltre la siepe la in fondo
mi guardano
in attesa del mio vento e
mi danno la pace!
Sono un sognatore,
scrivo parole
nascoste dentro il cuore.
Faccio viaggi immaginari,
con la mia fantasia
posso arrivare dappertutto,
mi basta chiudere gli occhi
e tutto si trasforma,
anche i momenti brutti
diventano belli.
Sognare, immaginare,
ridere e non piangere,
fare finta di niente
per poi ricominciare.
Sono un sognatore
catturo ogni cosa
la chiudo dentro un libro
per non farla scappare.
Mi piace inventare,
non ho tempo per dormire
ma tanto tempo per amare.
Sono soprattutto l’io stesso,
un piccolissimo puntino
dentro un universo
così immenso…
scrivo parole
nascoste dentro il cuore.
Faccio viaggi immaginari,
con la mia fantasia
posso arrivare dappertutto,
mi basta chiudere gli occhi
e tutto si trasforma,
anche i momenti brutti
diventano belli.
Sognare, immaginare,
ridere e non piangere,
fare finta di niente
per poi ricominciare.
Sono un sognatore
catturo ogni cosa
la chiudo dentro un libro
per non farla scappare.
Mi piace inventare,
non ho tempo per dormire
ma tanto tempo per amare.
Sono soprattutto l’io stesso,
un piccolissimo puntino
dentro un universo
così immenso…
Svanisce la nebbia
e ogni fessura visibile
ferisce la carne dell’anima.
In sintonia con la sonnolenza
la brezza incerta della sera
mi porta suoni sbiaditi.
Il tedio che patisco
s’adatta come un abito
che non graffia la ferita
e l’ubriacatura del non essere
riscalda la superficie stagnante dei sensi
come una sorta di torpore assolato.
Nella fluida futilità dell’esistenza
sentieri del sogno incantato
mi conducono in verdeggianti radure.
e ogni fessura visibile
ferisce la carne dell’anima.
In sintonia con la sonnolenza
la brezza incerta della sera
mi porta suoni sbiaditi.
Il tedio che patisco
s’adatta come un abito
che non graffia la ferita
e l’ubriacatura del non essere
riscalda la superficie stagnante dei sensi
come una sorta di torpore assolato.
Nella fluida futilità dell’esistenza
sentieri del sogno incantato
mi conducono in verdeggianti radure.
FRANGE IMPETUOSA
INVADENTE
LA PIOGGIA DI QUESTI MOMENTI
STRANI, CAMBIATI
SOFFOCANDO IL RESPIRO
LASCIANDO SOLO I RUMORI
SEGNI SULLE PARETI
NON PIU' RIPARO
SOLO MACERIE
PER RIPARTIRE
DOPO IL TANTO ATTENDERE
DI UN SOLE SVOGLIATO, ANCORA NASCOSTO
COME AL CAMBIO DI STAGIONE
CON LE GAMBE NEL FANGO
ROTTAMI NEL CUORE
FORZE FINITE
NELL'ATTESA
DI GUARIRE I NOSTRI OCCHI
DAI PIANTI PASSATI
AL VEDERE SCORRERE
ANNI IN SECONDI
NELL'ASCIUGAR DELL'ANIMA
INVADENTE
LA PIOGGIA DI QUESTI MOMENTI
STRANI, CAMBIATI
SOFFOCANDO IL RESPIRO
LASCIANDO SOLO I RUMORI
SEGNI SULLE PARETI
NON PIU' RIPARO
SOLO MACERIE
PER RIPARTIRE
DOPO IL TANTO ATTENDERE
DI UN SOLE SVOGLIATO, ANCORA NASCOSTO
COME AL CAMBIO DI STAGIONE
CON LE GAMBE NEL FANGO
ROTTAMI NEL CUORE
FORZE FINITE
NELL'ATTESA
DI GUARIRE I NOSTRI OCCHI
DAI PIANTI PASSATI
AL VEDERE SCORRERE
ANNI IN SECONDI
NELL'ASCIUGAR DELL'ANIMA
Nascoste da una crosta di carbone
soffocate senz'aria
fiamme libere ma invisibili
sgorgano
gettano ancore
nel mare di passione
che il mutar del giorno
modella e fluttua
seguendo il sole
con frizzante spirito
immutato impegno
e lento navigar
capolinea di raccolte parole
sfacciati pensieri
e sterminati poemi
soffocate senz'aria
fiamme libere ma invisibili
sgorgano
gettano ancore
nel mare di passione
che il mutar del giorno
modella e fluttua
seguendo il sole
con frizzante spirito
immutato impegno
e lento navigar
capolinea di raccolte parole
sfacciati pensieri
e sterminati poemi
I miei orizzonti diversi profumano di passeggiate incerte in riva al mare,
riverberando onde piane,
poi, s'estroflettono,
s’affrettano,
mi permettono
di dilatare preoccupazioni,
spregiudicate da file d'illustri Professori
che fatturano sogni in contanti,
accecano speranze
sparando fasci (coerenti) di luce nei bulbi oculari
illudendo le mie pupille,
OCTizzano i miei ricoveri,
fluoroangiografizzano zafferanèe pipì,
sezionando retine anchilosate,
zoomano su microscopiche montagne vitree,
preterintenzionando utopie
di riesumare
colori al buio indivisibili,
tonalità nuovamente sature,
visioni notturne senza abbaglianti,
rettificando virgole che serpeggiano,
occhi intirizziti che s’arrendono
ad infiniti occhiolini
che s’alternano,
spernacchiano all’inglese
terminologie cliniche
che fanno tanto chic,
ricercando terapie
vagamente idiosincratiche,
degenerativamente
(decisamente) antipatiche
che indosso, ormai
con tanto charme
da renderla
quasi (paradossalmente)
una condanna
simpatica.
Nota dell'autore:
...corioretinopatia sierosa centrale (CSCR).
riverberando onde piane,
poi, s'estroflettono,
s’affrettano,
mi permettono
di dilatare preoccupazioni,
spregiudicate da file d'illustri Professori
che fatturano sogni in contanti,
accecano speranze
sparando fasci (coerenti) di luce nei bulbi oculari
illudendo le mie pupille,
OCTizzano i miei ricoveri,
fluoroangiografizzano zafferanèe pipì,
sezionando retine anchilosate,
zoomano su microscopiche montagne vitree,
preterintenzionando utopie
di riesumare
colori al buio indivisibili,
tonalità nuovamente sature,
visioni notturne senza abbaglianti,
rettificando virgole che serpeggiano,
occhi intirizziti che s’arrendono
ad infiniti occhiolini
che s’alternano,
spernacchiano all’inglese
terminologie cliniche
che fanno tanto chic,
ricercando terapie
vagamente idiosincratiche,
degenerativamente
(decisamente) antipatiche
che indosso, ormai
con tanto charme
da renderla
quasi (paradossalmente)
una condanna
simpatica.
Nota dell'autore:
...corioretinopatia sierosa centrale (CSCR).
So poco del mare
e delle sue frange di schiuma,
della brezza marina
dolce lirica del vento,
della salsedine
essenza aspra che m'inebria e
dell'immenso risveglio del sole
che fiacca di giallo oro
cielo, mare e terra.
In solitudine cammino la riva
e il crepuscolo mi sorprende
con le nuvole che ovattano l'infinito.
E sotto un cielo di stelle
affondo pacifica le mie mani
e ti respiro rosa dei venti,
ti respiro aria di mare
fragile, fuggevole
ed immensa..
"cosi stamattina alle 6,00"
e delle sue frange di schiuma,
della brezza marina
dolce lirica del vento,
della salsedine
essenza aspra che m'inebria e
dell'immenso risveglio del sole
che fiacca di giallo oro
cielo, mare e terra.
In solitudine cammino la riva
e il crepuscolo mi sorprende
con le nuvole che ovattano l'infinito.
E sotto un cielo di stelle
affondo pacifica le mie mani
e ti respiro rosa dei venti,
ti respiro aria di mare
fragile, fuggevole
ed immensa..
"cosi stamattina alle 6,00"
Sussurrano nella campagna
le voci dell’autunno.
I boschi cambiano colore
e iniziano a prendere la ruggine,
striandosi di giallo,
blu, viola e rosso rame.
Con rumore
di poche foglie trascinate,
tra i faggi arrossati,
cala, a tratti, verso valle
il vento soffice della Carrafella.
Sibila sui poggi aridi,
sfiora le orecchie
con morbide carezze,
e in quel venticello zufolante
sì avvertono le prime
avvisaglie dell’inverno.
Amo l’autunno
più d’ ogni altra stagione.
Adoro i suoi colori
e i suoi odori.
Apprezzo il fatto
che si torna a vivere all’interno,
che si rientra nel raccoglimento,
come in una riservata clausura.
le voci dell’autunno.
I boschi cambiano colore
e iniziano a prendere la ruggine,
striandosi di giallo,
blu, viola e rosso rame.
Con rumore
di poche foglie trascinate,
tra i faggi arrossati,
cala, a tratti, verso valle
il vento soffice della Carrafella.
Sibila sui poggi aridi,
sfiora le orecchie
con morbide carezze,
e in quel venticello zufolante
sì avvertono le prime
avvisaglie dell’inverno.
Amo l’autunno
più d’ ogni altra stagione.
Adoro i suoi colori
e i suoi odori.
Apprezzo il fatto
che si torna a vivere all’interno,
che si rientra nel raccoglimento,
come in una riservata clausura.
Oggi sono così,
ne carne ne pesce
ne sole ne luna
ne grigio ne azzurro
ne monte ne abisso.
Mi sento un prefisso
che ha perso il suo numero,
un’alga dispersa
in alta montagna,
non sono in campagna
non sono in un bosco
non sono in un chiostro
intento a pregare,
non so cosa fare
son perso nel nulla
mi sento una culla
a cui manca il bambino.
Così dal mattino
son qui ad aspettare
che passi o che venga
qualcosa da fare,
mi sento sperduto
perché le tue braccia
non mi hanno voluto.
ne carne ne pesce
ne sole ne luna
ne grigio ne azzurro
ne monte ne abisso.
Mi sento un prefisso
che ha perso il suo numero,
un’alga dispersa
in alta montagna,
non sono in campagna
non sono in un bosco
non sono in un chiostro
intento a pregare,
non so cosa fare
son perso nel nulla
mi sento una culla
a cui manca il bambino.
Così dal mattino
son qui ad aspettare
che passi o che venga
qualcosa da fare,
mi sento sperduto
perché le tue braccia
non mi hanno voluto.
Sono arrivati
i primi freddi
e le piogge,
ma il paesaggio non rinverdisce
e rimane identico
nel suo squallore bianco-grigiastro.
Nuvoloni generaleschi
effettuano grandi manovre
attorno al monte Crocella
e pattugliano il cielo del Molise,
bombardando i villaggi
con gavettoni meteorologici.
Il cielo si fende
e rovescia cateratte di luce
sulla campagna appesantita dall’acqua,
trasformando, in uno specchio,
ogni pozzanghera.
La luce netta e improvvisa
smalta di riflessi cerulei
l’erba delle prode
e i fili piegati dalla sferza del temporale
pettinano l’acqua fangosa
dei fossi gonfi.
La sera poi,
come un pezzo di pane,
il borgo viene divorato
dalla nebbia.
E il campanile della chiesa,
come una matita di pietra,
disegna nuvole con la sua punta.
E tra i suoi sassi smagriti,
di tanto in tanto,
s’ avvolge la sciarpa scura
del crepuscolo,
punteggiata del nero
volo di corvi.
i primi freddi
e le piogge,
ma il paesaggio non rinverdisce
e rimane identico
nel suo squallore bianco-grigiastro.
Nuvoloni generaleschi
effettuano grandi manovre
attorno al monte Crocella
e pattugliano il cielo del Molise,
bombardando i villaggi
con gavettoni meteorologici.
Il cielo si fende
e rovescia cateratte di luce
sulla campagna appesantita dall’acqua,
trasformando, in uno specchio,
ogni pozzanghera.
La luce netta e improvvisa
smalta di riflessi cerulei
l’erba delle prode
e i fili piegati dalla sferza del temporale
pettinano l’acqua fangosa
dei fossi gonfi.
La sera poi,
come un pezzo di pane,
il borgo viene divorato
dalla nebbia.
E il campanile della chiesa,
come una matita di pietra,
disegna nuvole con la sua punta.
E tra i suoi sassi smagriti,
di tanto in tanto,
s’ avvolge la sciarpa scura
del crepuscolo,
punteggiata del nero
volo di corvi.






