mi ubriacherò di te,
di questi attimi,
spesso fugaci,
di questi giorni, degli anni.
… Altro non voglio...
Sarai il mio adesso,
del domani non voglio sapere…
Mangerò delle tue carezze,
mi disseterò dei tuoi baci
e quando sarò stordita, stanca,
spalancherò di nuovo
e ancora
la porta al mondo…
di legni e spezie diffonde i profumi
m'inebria i sensi, la mente è confusa:
vecchi ricordi vi scorrono a fiumi!
Mi vedo bimba a giocare da sola
d'api e formiche osservare la vita,
come un'etologa alquanto pignola,
note prendevo con una matita.
Poi venne il tempo dei viaggi spaziali
d'esserci anch'io già mi sognavo
per prepararmi le stelle studiavo
pel " grande viaggio " affinavo le ali!
Il Sessantotto fu un anno speciale
e sognavamo un mondo migliore
a cominciar dal fermento sociale
studenti e operai univan sudore.
Sono cresciuta, ma certi Ideali
come tesori li porto nel cuore:
son divenute mie forze vitali,
per il Creato il mio canto d'Amore! !!
Le onde si infrangono
Forse
Scruto il mare
Attendo che la
Arriverà il vento
Attendo...
Che quel freddo
Attendo la tempesta
ma dietro la porta
non cera nessuno.
Era solo il mio pensiero
non voleva smettere di farsi sentire...
Un piccolo pensiero
volava nell'aria
libero di dire e fare
solo una piccola cosa
in un immenso eterno
diventata grande
con l'età ed il tempo.
Oggi sentivo così
ho aperto la porta
ed anche se non cera nessuno
mi son buttato dentro
e il mio pensiero si è unito alle stelle
abbiamo parlato sottovoce alla luna
sognando insieme
i tempi più belli
degli amori amati
poi perduti per sempre.
Oggi sono così
Un uomo un pensiero
ma mai da solo
insieme a me
c'è questa vita perfetta
che calza a pennello
ed io ci sto bene.
Un pensiero alla vita
così grande
e che ci rende ogni giorno importanti.
Do un pensiero a chi ascolta
le parole di un uomo
Che della sua vita a dato la vita.
Oggi sentivo bussare
ho aperto la porta
mi son lasciato andare....
Aspro parlare,
porta efferato scontro.
Lingua di troppo?
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La poesia (Stile haiku 5-7-5) è il seguito di una osservazione ad una lettura dell’aforisma di Baltasar Gracián y Morales, gesuita,scrittore e filosofo spagnolo del 1600:
“La lingua è una belva che, se una volta si scioglie, è poi difficilissimo che si possa rimettere in catene”.
Tratti di volti
confusi dall’acqua
che scende insistente
sulla città stravolta
da un quotidiano delirio
Finestrini appannati
nascondono automi assassini
Un cane abbaia il suo disagio
Riflessi di luce sul parabrezza
rendono cieca la guida
Una pozza sul marciapiede
puzzle di foglie cadute
riflette un cielo cattivo
Ma c’è ancora tempo per sorridere un po’
Si lascia amare il tempo!
-ora-
Gonfio e brizzolato di ricordi
tra conserve di fotografie e
organigrammi distratti.
-prima-
La superbia delle notti
e il calpestio invisibile dei passi.
Sommersi orizzonti ed albe infuocate
ora monologhi d'alberi spogli.
la pagina della vita
che si sfoglia
con timore e attesa
di giorno in giorno
nel corso dell'esistenza;
la leggi la rileggi
la mediti la correggi
la riscrivi e non t'aggrada;
ne scegli una intonsa
riprendi a vergare,
la penna d'improvviso
scorre veloce
senza sbavature,
in te alberga la speranza:
è un giorno migliore?

'Na mania strugge
Uomini e… lor costumi.
Sconcio profitto!
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Questo decanto (Stile haiku 5-7-5) è stato composto riflettendo su un pensiero del noto Jean de la Bruyère, moralista, scrittore e aforista francese del 1600:
“I vizi derivano da una depravazione del cuore, i difetti da un vizio costituzionale, il ridicolo da un difetto di intelligenza”.
calato nel calamaio
intriso d'inchiostro
e di parole,
tracciavi ghirigori
su l'intonse pagine.
Sbavature e macchie
sfregiavano il quaderno,
in soccorso giungeva
la carta assorbente,
per limitar i danni
agli occhi severi del maestro.
La carta assorbente
non c'è più,
per toglier le macchie
delle parole, divenute indelebili,
sul quaderno elettronico
della vita d'oggidì.

A ciel sereno, fulmine
il lieto fòlgora.
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La poesia (Stile haiku 5-7-5) è stato forgiato meditando su un pensiero di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco del 1800:
“La madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia”.
dove spazio e tempo
vengono cancellati, “illusione”,
e gli occhi vedono sgretolarsi
le forze, allora, non c'è tempo
per l'impasse, per lo stallo.
E' il cane che si morde la coda
attende attende che tutto passi
come avvizziti passi,
che trainano i pesanti giorni;
“stupidità”!
Immobile è l'involucro,
la mente galoppa e urla
sentendosi imprigionata
smarrendo la via d'uscita.
E quell'aria amata?
Manca, così come manchi tu
gemella amica che tanto
m'ami e ancora avvinghiata
alla mia carne mi sostieni,
ma taci, guardi e taci.
Oggi le tue labbra sorridono
e il tuo abbraccio scalda
ed è tempesta che scuote e scrolla.
Vado a ricominciare, resta con me.










