Muoversi sempre
è l’omaggiare ardito…
senno solerte!







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Poesia (Stile haiku) suggerita da un’osservazione di Jean Rostand, biologo, filosofo e aforista francese del 1900:


“Un uomo non è vecchio finché è alla ricerca di qualcosa”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Godrò ora,

mi ubriacherò di te,

di questi attimi,

spesso fugaci,

di questi giorni, degli anni.

 … Altro non voglio...

Sarai il mio adesso,

del domani non voglio sapere…

Mangerò delle tue carezze,

mi disseterò dei tuoi baci

e quando sarò stordita, stanca,

spalancherò di nuovo

e ancora

la porta al mondo…

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Profilo Autore: Giò  

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Come sempre

Con un lumino e un fiore

sulla tavola imbandita,

anche oggi renderò onore

agli angeli della mia vita.

In silenzio una preghiera

reciterò loro umilmente,

immaginando per una sera

di averli a casa realmente.
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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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D'una candela la luce soffusa
di legni e spezie diffonde i profumi
m'inebria i sensi, la mente è confusa:
vecchi ricordi vi scorrono a fiumi!

Mi vedo bimba a giocare da sola
d'api e formiche osservare la vita,
come un'etologa alquanto pignola, 
note prendevo con una matita. 

Poi venne il tempo dei viaggi spaziali
d'esserci anch'io già mi sognavo
per prepararmi le stelle studiavo
pel " grande viaggio " affinavo le ali! 

Il Sessantotto fu un anno speciale
e sognavamo un mondo migliore
a cominciar dal fermento sociale
studenti e operai univan sudore. 

Sono cresciuta, ma certi Ideali
come tesori li porto nel cuore:
son divenute mie forze vitali,
per il Creato il mio canto d'Amore! !!



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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Aspetto
il cambio di stagione,
attendo che il mare si agiti.

Le onde si infrangono
sugli scogli
con violenza.

Forse
sentirei
meno dolore.

Scruto il mare
calmo,
piatto.

Attendo che la
sofferenza
venga risucchiata dalle onde.

Arriverà il vento
da nord est,
la bora fischierà.

Attendo...
di sentire
la tua voce.

Che quel freddo
inverno
ha portato via.

Attendo la tempesta
che si porti via
questa quiete.







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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Oggi sentivo bussare
ma dietro la porta
non cera nessuno.
Era solo il mio pensiero
non voleva smettere di farsi sentire...
Un piccolo pensiero
volava nell'aria
libero di dire e fare
solo una piccola cosa
in un immenso eterno
diventata grande
con l'età ed il tempo.
Oggi sentivo così
ho aperto la porta
ed anche se non cera nessuno
mi son buttato dentro
e il mio pensiero si è unito alle stelle
abbiamo parlato sottovoce alla luna
sognando insieme
i tempi più belli
degli amori amati
poi perduti per sempre.
Oggi sono così
Un uomo un pensiero
ma mai da solo
insieme a me
c'è questa vita perfetta
che calza a pennello
ed io ci sto bene.
Un pensiero alla vita
così grande 
e che ci rende ogni giorno importanti.
Do un pensiero a chi ascolta
le parole di un uomo
Che della sua vita a dato la vita.
Oggi sentivo bussare
ho aperto la porta
mi son lasciato andare....
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Aspro parlare,

porta efferato scontro.

Lingua di troppo?










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La poesia (Stile haiku 5-7-5) è il seguito di una osservazione ad una lettura dell’aforisma di Baltasar Gracián y Morales, gesuita,scrittore e filosofo spagnolo del 1600:


“La lingua è una belva che, se una volta si scioglie, è poi difficilissimo che si possa rimettere in catene”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Giorno feroce

Tratti di volti

confusi dall’acqua

che scende insistente

sulla città stravolta

da un quotidiano delirio

Finestrini appannati

nascondono automi assassini

Un cane abbaia il suo disagio

Riflessi di luce sul parabrezza

rendono cieca la guida

Una pozza sul marciapiede

puzzle di foglie cadute

riflette un cielo cattivo

Ma c’è ancora tempo per sorridere un po’


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Profilo Autore: Rebecca  

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Si lascia amare il tempo!

 

-ora-

 Gonfio e brizzolato di ricordi

tra conserve di fotografie e

organigrammi distratti.

  

-prima-

 La superbia delle notti

e il calpestio invisibile dei passi.

 

 Sommersi orizzonti  ed albe infuocate

ora  monologhi  d'alberi spogli.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Quant'è complessa
la pagina della vita
che si sfoglia
con timore e attesa
di giorno in giorno
nel corso dell'esistenza;

la leggi la rileggi
la mediti la correggi
la riscrivi e non t'aggrada;

ne scegli una intonsa
riprendi a vergare,
la penna d'improvviso
scorre veloce
senza sbavature,
in te alberga la speranza:
è un giorno migliore?

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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Mi chiesi quand’anche ne fui rapita
quale fosse il senso ultimo della vita
Quale il viaggio di verità dal mio all’esito
senza pretesa alcuna di verità
dal diverso o dal caso che pur divide
la visione di pace in volontà di fuga.
Quale la meta al fine del reale
nell’essere concepito immagine mentale
dimentico di sagoma sigillato al pensiero
autistico d’inconscio dissimulato credo
essenza nell’altrui esigenza vincolata alla natura
criptica d’intenzione maturata all’idea
Fino all’ultimo l’utilità mi parve vera
e rivendicai al reale la sua assenza di coesione
Breve incontro docile ma distante
giostra di pavone concetto allevato al compromesso
dal mio al sottomesso allontanato al nesso
Capisco solo ora quanto fosse ridicolo
lo sforzo doloroso corso in tale paradiso
e quanto io fossi grata del ritorno al sonno
fumoso tramonto nell’enigma del racconto.
E dunque sogno o realtà l’idea del vivere umano?
Qualora fosse giusto obiettare la natura di tale dono.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Na mania strugge

Uomini e… lor costumi.

Sconcio profitto!




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Questo decanto (Stile haiku 5-7-5) è stato composto riflettendo su un pensiero del noto Jean de la Bruyère, moralista, scrittore e aforista francese del 1600:


“I vizi derivano da una depravazione del cuore, i difetti da un vizio costituzionale, il ridicolo da un difetto di intelligenza”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Pennino spuntato
calato nel calamaio
intriso d'inchiostro
e di parole,
tracciavi ghirigori
su l'intonse pagine.

Sbavature e macchie
sfregiavano il quaderno,
in soccorso giungeva
la carta assorbente,
per limitar i danni
agli occhi severi del maestro.

La carta assorbente
non c'è più,
per toglier le macchie
delle parole, divenute indelebili,
sul quaderno elettronico
della vita d'oggidì. 

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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Sregolatezza?
A ciel sereno, fulmine
il lieto fòlgora.


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La poesia (Stile haiku 5-7-5) è stato forgiato meditando su un pensiero di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco del 1800:


“La madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Quando duole il dolore

dove spazio e tempo

vengono cancellati, “illusione”,

e gli occhi vedono sgretolarsi

le forze, allora, non c'è tempo

per l'impasse, per lo stallo.

E' il cane che si morde la coda

attende attende che tutto passi

come avvizziti passi,

che trainano i pesanti giorni;

“stupidità”!

Immobile è l'involucro,

la mente galoppa e urla

sentendosi imprigionata

smarrendo la via d'uscita.

E quell'aria amata?

Manca, così come manchi tu

gemella amica che tanto

m'ami e ancora avvinghiata

alla mia carne mi sostieni,

ma taci, guardi e taci.

Oggi le tue labbra sorridono

e il tuo abbraccio scalda

ed è tempesta che scuote e scrolla.

Vado a ricominciare,  resta con me.

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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