L'universo intero, urlante, ti chiama.
Ma tu dove sei? Dove hai ricetto?
Forse eri un Dio bambino
quando giocasti ad inventare il mondo.
Ed ora, noi, con le nostre cattedrali,
grattacieli e le atomiche bombe!
Non siamo altro che tenui bagliori
in un angolo della tua soffitta.
Abbandonati, perché venuti a noia!
Ci avranno mai pensato i grandi del pensiero?
Boh!
È passato il tempo
delle risposte...
nel vento.
È passato
e non torna.
È tutto cambiato!
Le persone
erano uguali
al loro riflesso.
Ora no!
Ci sono cose
che anche gli specchi
non sanno più...
riflettere.
A costanti domande,
immediate risposte.
Talvolta approssimate,
travisate...
Però, lo stesso,
vengono date!
Soffia un vento
diverso.
Il mondo... in meglio
è cambiato!
Le persone no!
Cavalcano onde
cercando gloria
e si illudono,
ogniuna per sé...
d'inventare la storia.
col suo diario vola solitario.
Emozioni le sue costellazioni,
propellente per la sua penna.
Traduttore simultaneo del creato
ritrae le verità nascoste,
le domande e le proposte,
non chiede né ribatte,
combatte col reato e non si espone.
Missione segreta quella del poeta,
ombra discreta dei nostri sogni,
velo di pace sulla nostra inquietudine.
Sognatore senza notte e senza giorno,
senza andata né ritorno,
dai colori intensi o sfumati,
il poeta raccoglie la sua brezza
e con delicatezza la porge a noi
che spesso lo deridiamo.
Moneta dello spirito,
atleta completo della sua missione,
forse questo il poeta.

Fugga lo specchio immobile dell’iride
che preclude la bellezza rifulgente
di quegli azzurri assimilati dall’anima
esaltandone il sorriso
ed accendendo il cielo di quella soavità
leggera ed impalpabile
che eleva la gioia universale di un sorriso,
fonte che scaturisce desideri
atti ad innescare sogni ambiti
volti a dipingere realtà desiderate.
perché il tempo passi in fretta
per chi non ha dormito
per chi sogna…per chi aspetta….
per chi nasconde dentro se
un progetto o un ideale
che non si avvera mai.
C’è sempre un’occasione
sia di giorno che di sera
ma strano e ch’io ricordi
quella volta Dio non c’era
non riesco più a vedere se
è notte o spende il sole
neppure insieme a te.
Ma il cielo è amico mio
come un angelo con Dio
ed io saprò volare come un aeroplano
anche senz’ali andare più lontano
l’alba è qui ….. tu sei qui.
Ma il cielo è amico mio
come un angelo con Dio
ed io ho ritrovato tutte le ambizioni
chiuse nel limbo delle mie intenzioni
l’alba è qui…….
tu sei qui.
E’ lunga questa strada
ma troverò l’uscita
e non importa quanto
camminerò in salita
perché anche col pensiero io
riesco ad inventare
un cielo tutto mio.
S’inarcano le mani
come stormi di gabbiani
il saluto più sincero
per l’amico mio più vero
di nuovo sto nascendo io
un cigno dal suo lago
un’aquila dal nido.
Solo ora ci ripenso
ora soltanto posso
se mi chiedo
come conobbi mia moglie
risponderei:
premendo il tasto della luce,
e lei appare, in piedi sorridente
nel mio negozio ancora chiuso,
scusandosi che la porta era già aperta,
allora è entrata.
Poi è ovvio,
ci conoscemmo, ci piacemmo
ci amammo e ci sposammo,
ma non procreammo,
e d'inverno
una bella sera
dopo tanto tempo insieme
non senza fatica e senza parole
sotto le coperte ci infilammo,
la luce spensi e lei
non era più nel letto
era scomparsa.
E piansi dunque
e i miei cinque sensi persi.
le più sacre stanze.
Con le note dei violini
che non manca
di clemenza,
di speranza.
il suo ammaliante
divenire,
(sembra non finire?)
Se,
respirando,
restiamo...

Virgole, punti,parentesi
simbiosi di voci
parafrasi
linguaggio dei gesti
ascolto dei suoni
gusto gli aromi
tocco con mani
guardo esplosioni di colori
cinque sensazioni
udire
musica lenta
toccare
il tuo viso
gridare
a squarciagola
vedere
il cielo immenso
odorare
profumo di mare
i sensi dell'anima danno corpo
esprimono le percezioni
aprono sbocchi
evolvono e dilatano
regalandoci il mondo
fatto di tutto.
con le sue tante Stelle
difficile smarrirsi
indicano sempre
una nuova via
per chi respira la terra
non esistono deserti
non vi sono campi nudi
nelle praterie del cuore,
quando troppo vento
addensa nuvole
a scuotere l’immenso
non muore la speranza,
una misura d’amore
giustifica ogni angoscia
e dà alla vita
un’altra dimensione.
perché questo congedo?
Dicono
totalmente ebbri di metallici pensieri,
Oh, la dolce sfida degli sposi!
E' l'amore... per terra,

è cosa seria,
tanto che...
a piccole gocce
vien data.
Ma non sempre
basta a colmar
cassetti pieni
di fogli bianchi.
Quasi come...
cattiva vendemmia,
che lascia vuoti
caratelli pregiati
d'antichi roveri.
Così l'autore,
con l'animo in pena,
s'abbandona...
beato lui!
Ed è soave
l'incontro,
tra poesia
e di-vin...tannino!
immobile e fiero
un maestoso e candido faro.
Così m'appare al tempo chiaro
il faro, la scogliera, il mare
e il volo disperato di un gabbiano
sospeso nell'infinità del cielo.
Poi tutto immutabile resta
al calar della sera
seppur nascosto dalla nebbia nera.
Me lo ricorda il faro acceso
nella notte scura
e la collina un attimo prima
di precipitare in mare.
Quando io sento
il calpestio di un bastonecercare il solido appoggio
quando lo sento
sfiorare la terra arsa
oppure un prato erboso
cosparso di tenere foglie
salire una scala
dal marmo sempre più freddo
quando lo vedo
stretto tra due mani
ruvide e stanche
cercare un passo sicuro
io mi chiedo
come può
un piccolo pezzo di legno
sostenere il peso degli anni
e la tristezza del cuore.
non fosse spento
su com’è fatto
l’inferno che ci è imposto
oggi s’è sciolto:
è tutto asciutto
non puoi più bere.
Nell’ardere d’agosto
ormai è dissolto
il liquido tormento
di non sapere:
è giunta l’ora
e questo è tutto.
Ti resta un osso
per rilassarti
staccare il freno
perché nessuno
può più salvarti
da questo lutto
né da te stesso
che più non teme
davanti a un fosso.
Con luce mesta
hai appreso come
si può bruciare
e respirare
in quel dolore
ancora pena.








