Alla fine di tutto questo,
di questo viver la vita
e i suoi molteplici inganni,
si resterà soli.
Soli su di un letto di amarezze
o seduti a tavola, dinanzi a un piatto pieno di dolore
e a un bicchiere colmo di lacrime
E se dopo abbiamo ancora il coraggio di sorridere,
quel sorriso non è il nostro, ma quello della morte.
di questo viver la vita
e i suoi molteplici inganni,
si resterà soli.
Soli su di un letto di amarezze
o seduti a tavola, dinanzi a un piatto pieno di dolore
e a un bicchiere colmo di lacrime
E se dopo abbiamo ancora il coraggio di sorridere,
quel sorriso non è il nostro, ma quello della morte.
In ogni battito di cuore
c'è il coraggio del leone
l'artiglio della tigre
il timore del bambino
la carezza della madre.
In ogni battito di cuore
c'è il colpo del cannone
il suono del violino
il sospiro dell'amore.
Fino all'ultimo respiro
tutto passa per il cuore.
c'è il coraggio del leone
l'artiglio della tigre
il timore del bambino
la carezza della madre.
In ogni battito di cuore
c'è il colpo del cannone
il suono del violino
il sospiro dell'amore.
Fino all'ultimo respiro
tutto passa per il cuore.
Gli occhi di Carlo
hanno smesso di vedere.
Per il combattente sempre uguali
giorni e sere.
La granata devastante
si conficca sulla fronte,
alto il prezzo per il milite
che conquista il fatale ponte.
Il cielo chiama a squarciagola
un novello martire.
IL tribunale esige una nuova
vittima.
Violento tripudio
di urla e bestemmie.
Obbligato a tacere
nel nido della menzogna.
L'eroico combattente
è preso per la gogna.
Sibila sinistra in quel piazzale
la pallottola assassina.
Non risparmia neppure
il prete confessore.
La medaglia d'oro degradata
a nera masserizia;
girovaga per giorni
sul camion dell'immondizia.
E l'odio di alcuni
dirigenti nostrani
non ha il vigore
di spegnere la memoria
della medaglia Carlo Borsani.
hanno smesso di vedere.
Per il combattente sempre uguali
giorni e sere.
La granata devastante
si conficca sulla fronte,
alto il prezzo per il milite
che conquista il fatale ponte.
Il cielo chiama a squarciagola
un novello martire.
IL tribunale esige una nuova
vittima.
Violento tripudio
di urla e bestemmie.
Obbligato a tacere
nel nido della menzogna.
L'eroico combattente
è preso per la gogna.
Sibila sinistra in quel piazzale
la pallottola assassina.
Non risparmia neppure
il prete confessore.
La medaglia d'oro degradata
a nera masserizia;
girovaga per giorni
sul camion dell'immondizia.
E l'odio di alcuni
dirigenti nostrani
non ha il vigore
di spegnere la memoria
della medaglia Carlo Borsani.
Che bella sei tu, notte
che le stelle, in te, fai brillare,
al pari degli occhi dell'amore.
Notte, che dalla luna,
tua figlia prediletta ti fai illuminare.
Notte, che tutto rendi uguale,
come i mari nei quali navigare.
Notte, io mi perdo in te,
nell'ammirare il tuo cielo,
intriso di tutto il tuo mistero.
che le stelle, in te, fai brillare,
al pari degli occhi dell'amore.
Notte, che dalla luna,
tua figlia prediletta ti fai illuminare.
Notte, che tutto rendi uguale,
come i mari nei quali navigare.
Notte, io mi perdo in te,
nell'ammirare il tuo cielo,
intriso di tutto il tuo mistero.
Il sorriso abbonda
nel viso degli sceicchi
dai denti luccicanti,
le pupille in filigrana
in turbanti mai turbati,
con i papillon ai carri armati
e l’argento vivo del mare di Dubai.
L’oro nero e noi al verde
come la speranza che dispera,
lo stridor di denti
e le pupille in fiamme,
invasi da turbanti turbolenti
e i carri armati sull’attenti
nella guerra per il rame dei centesimi …
Guardo il calendario: oggi è il 30 di dicembre
lo guardo ancora e ci vedo l'estate
Vedo il colore di un verde che si spegne
vedo occhi tristi riflessi in uno specchio
Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo
tanti colori in quest'immenso cielo
tante luci che si spengono al mio passare
Vedo tante cose da raccontare
L'aria si fa pesante il poco cielo grigio
tante gocce gelate sono a terra
e bagnano i colori di un nero
che non va più via
Bolle di sapone color vermiglione
verde speranza e rosso amore
bolle che ti scoppiano sotto gli occhi
accecati ormai
lo guardo ancora e ci vedo l'estate
Vedo il colore di un verde che si spegne
vedo occhi tristi riflessi in uno specchio
Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo
tanti colori in quest'immenso cielo
tante luci che si spengono al mio passare
Vedo tante cose da raccontare
L'aria si fa pesante il poco cielo grigio
tante gocce gelate sono a terra
e bagnano i colori di un nero
che non va più via
Bolle di sapone color vermiglione
verde speranza e rosso amore
bolle che ti scoppiano sotto gli occhi
accecati ormai
Divagazioni aritmetiche
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
Concedo gli artigli
ai silenzi
sul comodo manto
della notte;
le piccole ombre
appaiono nitide agli
occhi,
dove il freddo
ai silenzi
sul comodo manto
della notte;
le piccole ombre
appaiono nitide agli
occhi,
dove il freddo
è pietoso e richiama
la morte.
Mesta, la vita;
s'adagia al mio giorno
d'inferno,
dal volto nero
e sorriso impuro.
Ed io
dilato pupille
alla paura,
con la faccia sempre
rivolta alla luna.

la morte.
Mesta, la vita;
s'adagia al mio giorno
d'inferno,
dal volto nero
e sorriso impuro.
Ed io
dilato pupille
alla paura,
con la faccia sempre
rivolta alla luna.

C'è una coccarda rosa
appesa sulla porta
di una casa popolare.
Sul marciapiede una signora
aspetta alla fermata il bus
che passa ogni mezz'ora.
Un manifesto invita tutti
al Magica stasera ballo liscio
con Scandiuzzi e i suoi ragazzi.
In piazza c'è il mercato
e in via Cavour la locandina
avvisa che stanotte è morto
il generale e martedì mattina
faranno il funerale.
Oggi è un sabato normale.
Il tempo come ieri
se ne infischia di ogni cosa
e un po' alla volta
ci porta tutti dove vuole.
appesa sulla porta
di una casa popolare.
Sul marciapiede una signora
aspetta alla fermata il bus
che passa ogni mezz'ora.
Un manifesto invita tutti
al Magica stasera ballo liscio
con Scandiuzzi e i suoi ragazzi.
In piazza c'è il mercato
e in via Cavour la locandina
avvisa che stanotte è morto
il generale e martedì mattina
faranno il funerale.
Oggi è un sabato normale.
Il tempo come ieri
se ne infischia di ogni cosa
e un po' alla volta
ci porta tutti dove vuole.
Su una terrazza, qualcuno
sta suonando un Sax.
Quasi ne avverto il pianto.
È la notte di Lorenzo.
Dal cielo fuggono le stelle
per sfuggire a miliardi
di occhi curiosi e perversi.
"Se vedi cadere una stella
il tuo desiderio si avvera"
L'uomo: eterno Sciacallo!
Sempre pronto a gioire
di ogni fine.
sta suonando un Sax.
Quasi ne avverto il pianto.
È la notte di Lorenzo.
Dal cielo fuggono le stelle
per sfuggire a miliardi
di occhi curiosi e perversi.
"Se vedi cadere una stella
il tuo desiderio si avvera"
L'uomo: eterno Sciacallo!
Sempre pronto a gioire
di ogni fine.
Trincerato in anonimi silenzi
osservo il mondo
che vuol troncare con abominio
tutto il rumore
che più non riesce a contenere
troppe le voci
distanti dal coro
e il mondo no, non le può accettare
chè il mondo
non è fatto da noi
... ma da noi
Cammino sul confine
del tramonto,
ascoltando, il rumore
del tempo.
È come un sibilo
che mi passa da canto.
È come un brivido
che mi sfiora da dentro.
Se incerto è il cammino...
assai lesto è il passo!
Vado incontro al destino
e arretrar... più non posso!







